Esami del Sangue: Cause di Errori e Come Ottenere Risultati Affidabili

Quando ci si sottopone a un'analisi del sangue, ci si aspetta di ottenere risultati chiari e affidabili. Tuttavia, può capitare che un'analisi venga considerata non valida o "fallita", richiedendo una ripetizione. Questa situazione può generare preoccupazione e interrogativi. Questo articolo esplora le ragioni per cui un'analisi del sangue può fallire, le implicazioni di tale fallimento e le soluzioni possibili per ottenere risultati accurati e utili.

Cause di Errori negli Esami del Sangue

Nonostante gli esami del sangue e delle urine siano test di laboratorio molto comuni, i cui risultati sono in genere molto attendibili, è sempre possibile che, sebbene in pochi casi, un test di laboratorio dia dei risultati errati.

Falsi Positivi e Falsi Negativi

  • Risultati falsamente positivi (falsi positivi): si parla di un risultato falso positivo quando un test di laboratorio mostra un risultato indice di patologia (o comunque alterato) quando invece il soggetto è sano (e, quindi, il parametro misurato non dovrebbe essere alterato). Dal punto di vista tecnico i risultati falsi positivi dei test possono essere dovuti a contaminanti presenti nel campione analizzato (come per esempio i test di gravidanza sulle urine, che risentono della presenza di sangue, o secrezioni vaginali e possono dare un risultato falso positivo).
  • Risultati falsamente negativi (falsi negativi): al contrario del caso riportato sopra, si parla di un risultato falso negativo quando un test di laboratorio restituisce un risultato normale quando invece è effettivamente presente una condizione anomala (ad esempio, il soggetto ha una infezione). Dal punto di vista tecnico i risultati falsi negativi dei test possono essere dovuti a prelievi non eseguiti correttamente, a contaminazioni del campione o a limiti tecnologici che, in alcuni casi, non permettono di ottenere risultati corretti (ad esempio il test antigenico per SARS-CoV-2 non è in grado di rilevare la presenza delle proteine virali sotto una certa soglia limite, dando quindi in certi casi, dei risutati falsi negativi).

Fattori che Influenzano l'Accuratezza dei Risultati

L’adeguatezza del campione è un fattore critico che influenza l’accuratezza e il successivo utilizzo clinico dei risultati di laboratorio ottenuti.

Lipemia

Tra queste sostanze ci sono i trigliceridi e il colesterolo, lipidi che, se presenti nel sangue in concentrazioni molto elevate danno al siero e al plasma del sangue un aspetto torbido, lattescente. Questa situazione, frutto in genere di malattie del metabolismo dei lipidi, altera il risultato di molti esami di laboratorio. Spesso questa situazione non è dovuta a una malattia dei lipidi ma al tempo insufficiente che è trascorso tra il pasto e il prelievo di sangue: infatti, se il prelievo viene effettuato tra le 6-10 ore dal pasto si riscontra un innalzamento transitorio dei livelli di trigliceridi.

Bilirubina

La maggior parte della bilirubina che si trova nel nostro corpo è prodotta dalla degradazione dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi responsabile del trasporto di ossigeno nel sangue. Livelli aumentati di bilirubina possono essere dovuti a malattie o condizioni che, attraverso processi di degradazione dell’emoglobina, producono la bilirubina a una velocità maggiore di quanto il fegato non possa metabolizzare.

Esempi Specifici di Errori Comuni

  • I valori della creatinina, una sostanza di rifiuto eliminata di norma con le urine, dovrebbero attestarsi tra 0,5 e 1,2 mg/dl, ma basta essere disidratati (per attacchi di diarrea o per eccessiva sudorazione) perché il test sia falsato. Il rischio si ha anche nei pazienti che soffrono di ittero di Gilbert, un lieve disturbo congenito, il cui campione viene fatto reagire in laboratorio con il reattivo di Jaffè, una sostanza particolare.
  • Il CEA è il Carcino-Embryonic Antigen, una glicoproteina i cui livelli nel sangue tendono ad alzarsi in presenza di alcuni tumori, come nel caso di quelli del colon-retto, del polmone e del seno. Il Ca 19.9 è invece un marcatore del tumore del pancreas. I valori di entrambi i test si alzano in chi soffre di malattie infiammatorie dell’intestino (come Malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa) o di bronchite cronica. Falsi positivi in agguato anche a seconda del reagente che viene utilizzato nel laboratorio di analisi e proprio per questo i dosaggi di questi marcatori tumorali non andrebbero prescritti per valutare il rischio di neoplasie o per la loro diagnosi precoce, come spesso succede.
  • Il dosaggio del PSA o antigene prostatico specifico viene prescritto per controllare la salute della prostata e l’esito è ritenuto positivo se il valore è superiore a 4 ng/ml. In 7 casi su 10 questi risultati non indicano un carcinoma della ghiandola dell’apparato genitale maschile. Il PSA può essere alto, per esempio, per un’infiammazione della prostata, soprattutto negli anziani.
  • Se il test dell’HIV risulta positivo in gravidanza, la probabilità di errore è molto alta, soprattutto nei primi tre mesi di gestazione. La presenza del piccolo nel pancione innesca una sorta di marasma antigenico nell’organismo della futura mamma e nel suo sangue circolano numerosi fattori immunologici che possono far erroneamente risultare positivo il test per l’Aids.

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