Gli anticorpi anti Virus di Epstein-Barr (EBV) sono anticorpi che si sviluppano a seguito della contrazione della Mononucleosi infettiva. La ricerca degli anticorpi antivirus di Epstein-Barr (EBV) serve a definirne le varie fasi della malattia.
Cos'è il Virus di Epstein-Barr (EBV)?
Il Virus Epstein-Barr (EBV o HHV-4 o Herpes human virus 4) è un virus a DNA appartenente alla famiglia degli Herpesvirus, la stessa famiglia di cui fanno parte i virus della varicella, del fuoco di S. Antonio, e altri. Il virus di Epstein-Barr (Epstein-Barr Virus, EBV) noto anche come Herpes umano di tipo 4 è un virus della famiglia degli Herpes, con cui si stima che la maggior parte delle persone adulte sia entrata in contatto nel corso della propria vita. Questo avviene perché il virus di Epstein-Barr ha la capacità di sfuggire al controllo del nostro sistema immunitario, che non riconoscendolo non lo combatte, e così il virus rimane latente, cioè inattivo, nel nostro corpo, finché in alcune circostanze può manifestarsi. Quasi tutte le persone adulte sono entrate in contatto con il virus, in particolar modo durante l’infanzia.
Durante l’infezione primaria acuta il virus si moltiplica; alla scomparsa dei sintomi, la carica virale diminuisce, ma il virus permane nell’organismo in uno stato di latenza. Il virus EBV latente rimane all’interno dell’organismo della persona infettata per il resto della sua vita e, talvolta, può riattivarsi causando però problemi significativi solo in caso di particolare compromissione del sistema immunitario.
Come si trasmette l'EBV?
Il virus si trasmette facilmente, per via aerea, in maniera simile ai coronavirus quali SARS-CoV-2: sia tramite scambio di saliva che con le goccioline nell’aria (droplet) espulse con colpi di tosse o starnuti. Bisogna considerare, inoltre, che, durante i periodi di riattivazione del virus, gli stessi portatori sani possono diventare fonte di contagio. La mononucleosi è nota anche come la “malattia del bacio”, dal momento che il contagio è molto frequente fra gli adolescenti.
Sintomi della Mononucleosi Infettiva
La Mononucleosi infettiva è una malattia caratterizzata da febbre, mal di gola, senso di affaticamento , ingrossamento dei linfonodi latero - cervicali, splenomegalia (aumento del volume della milza), epatomegalia (aumento del volume del fegato). Essa viene trasmessa da paziente a paziente attraverso goccioline di saliva e l’utilizzo di stoviglie , bicchieri e oggetti contaminati.
Esami del Sangue per la Diagnosi di EBV
La diagnostica dell'EBV si basa sul dosaggio degli anticorpi IgM e IgG diretti contro vari siti antigenici del virus. Questo esame rileva la presenza di anticorpi diretti contro l’antigene capsidico del virus EBV (EBV-CA) nel sangue, come supporto alla diagnosi dell’infezione da EBV o per una diagnosi differenziale tra l’infezione da EBV e da altri patogeni in grado di sviluppare malattie con sintomi analoghi (CMV, HAV, HBV, HCV, Toxo), ma con implicazioni diverse (es. IgM anti-VCA compaiono precocemente, durano 4-8 settimane.
La Ricerca degli Anticorpi anti-EBV VCA: valuta la presenza nel siero di anticorpi specifici (Viral Capsid Antigen) per l’EBV - sia di classe IgG che di classe IgM - che compaiono a seguito dell’infezione.
Anticorpi VCA-IgM
Gli anticorpi VCA-IgM (anticorpi anti antigene del capside virale) compaiono, per primi, dopo l’esposizione al virus; presenti durante tutta la fase acuta della malattia, tendono a scomparire dopo 4-6 settimane. Le immunoglobuline di classe IgM rappresentano l’immediata risposta immunitaria al virus e il valore si alza generalmente agli inizi della malattia. In circa il 10% dei soggetti le IgM anti VCA possono permanere anche per periodi molto più lunghi ed in caso di reinfezione possono tornare a positivizzarsi.
Anticorpi VCA-IgG
Gli anticorpi VCA-IgG (anticorpi anti-antigene del capside virale) compaiono subito dopo gli anticorpi VCA-IgM; permangono, a concentrazioni elevate, per 2-4 settimane per poi decrescere gradualmente e, stabilizzati, rimanere in circolo per tutta la vita. Queste ultime denotano la formazione della nostra memoria immune, che non permetterà una nuova infezione; infatti i livelli circolanti saranno stabili per anni. Gli anticorpi IgG anti VCA raggiungono livelli elevati dopo tre mesi dal contagio, con successivo decremento del titolo, per restare positivi per tutta la vita.
La presenza di anticorpi IgG contro l’antigene del capside virale (VCA IgG) è riscontrabile in quantità elevate durante la fase acuta dell’infezione.
Anticorpi EBNA-IgG
Gli anticorpi EBNA-IgG (anticorpi anti antigene nucleare del virus). Gli anticorpi IgM anti EBNA (non utilizzati nella routine di laboratorio) compaiono dopo circa una settimana dall'inizio della mononucleosi scomparendo con il diminuire dei sintomi, mentre le IgG anti EBNA compaiono al termine della malattia per restare positivi per tutta la vita.
Altri Anticorpi
Innanzi tutto abbiamo un complesso antigenico del nucleo detto EBNA (Epstein-Barr Nuclear Antigen). Inoltre abbiano gli antigeni precoci detti EA (Early antigen) che indicano la presenza della replicazione virale. E' da notare che non sempre sono presenti gli anticorpi anti EA e che essi indicano una condizione di reinfezioni o attività virale.
Sono inoltre presenti, nella fase acuta della mononucleosi, altri anticorpi detti Anticorpi eterofili, questi anticorpi di classe IgM presentano attività agglutinante nei confronti di emazie di montone che viene messa in evidenza con la reazione di Paul Bunnel.
Interpretazione dei Risultati
L'EBV esprime più strutture antigeniche contro cui si possono dimostrare movimenti anticorpali. Infine abbiamo gli antigeni capsidici VCA (virus capside antigen) che rappresentano sicuramente è la struttura più nota del virus. Contro questi antigeni sono prodotti vari anticorpi; i più importanti da un punto di vista clinico sono le IgM e le IgG anti VCA che compaiono molto precocemente con un lieve anticipo delle IgM.
Come si cura la mononucleosi infettiva?
Innanzitutto, è necessario premettere che non esistono trattamenti specifici per la cura della mononucleosi infettiva. Dunque, almeno nella fase iniziale dell’infezione, l’unica prescrizione è il riposo. Raramente il virus si riattiva.
EBV e altre patologie
E' interessante anche l'associazione che l'EBV ha, oltre che con il linfoma di Burkitt, anche con altre neoplasie come il linfoma di Hodgkin, il carcinoma nasofaringeo, il carcinoma gastrico ma anche con patologie non tumorali come la sclerosi multipla e la sindrome da affaticamento cronico.
Nel 2022 è arrivata una conferma scientifica del fatto che l'infezione da virus Epstein-Barr (EBV) sia un fattore di rischio per lo sviluppo della sclerosi multipla. Questo non significa che chi ha avuto la mononucleosi svilupperà la malattia, ma che i ricercatori del Chan School of Public Health di Boston hanno osservato che il virus in questione può essere oggi annoverato tra le cause scatenanti la sclerosi multipla. Questo perché il virus sarebbe in grado, per motivi non chiari, di far sì che le cellule immunitarie inizino ad attaccare e distruggere la mielina, elemento scatenante della sclerosi multipla.
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