L'esercizio motorio, soprattutto se intenso e/o prolungato, può alterare diversi fattori del sangue e delle urine. A primo acchito, sembrerebbe che le analisi del sangue dello sportivo debbano risultare "sempre perfette", ma non è sempre così. Com'è comprensibile, tuttavia, la prima reazione è spesso di "paura", seguita dal consulto medico.
Modificazioni Ematologiche Indotte dall'Esercizio
L'attività fisica intensa può indurre diverse modificazioni ematologiche, tra cui:
- Modificazioni emoreologiche acute e nell'immediato post-esercizio.
- Presenza di metaboliti e cataboliti che permangono anche nel lungo post-esercizio.
Si tratta di alterazioni fisiologiche che "dovrebbero" rientrare nei valori di normalità a distanza di circa 1-2 giorni, ma questo dipende dal carico allenante applicato.
Test del Lattato: Valutazione della Soglia Anaerobica
Il test del lattato occupa una posizione di preminenza nella programmazione dell'allenamento sportivo, sia esso agonistico o meno. La sua base è la valutazione funzionale di tutti quei parametri che caratterizzano l'attività in questione, a partire dal rapporto tra la fisiologia del soggetto e lo sport da praticare, passando per la stima del livello di prestazione auspicata.
Cos'è il Test del Lattato?
È un esame teso a determinare la condizione fisica dello sportivo attraverso l’individuazione della sua soglia anaerobica (LT), cioè lo sforzo massimo in intensità o durata che i vari sistemi del corpo possono affrontare senza la produzione eccessiva di acido lattico. Questo test permette di individuare il punto del diagramma di affaticamento a partire dal quale l’organismo inizia a produrre più acido lattico di quello che riesca a eliminare (capacità aerobica).
Affinché sia garantita la precisione dei risultati, una delle metriche più importanti che viene tenuta in considerazione è la tipologia di attività sportiva da praticare, poiché ognuna di esse possiede parametri funzionali differenti, sebbene si parta sempre dalla valutazione antropometrica del soggetto per arrivare alla misurazione del consumo di ossigeno (VO2max), passando per l’analisi dei campioni di sangue prelevati a intervalli regolari al fine di quantificare il grado di efficienza del metabolismo.
Come si Svolge il Test del Lattato?
Una volta accertato il livello di lattato in condizione di riposo, l’atleta viene sottoposto a differenti sessioni, a partire da una di riscaldamento - mantenuta per circa 10 minuti - per poi aumentare l’intensità a intervalli regolari e ad ogni intervallo viene effettuato un prelievo; l’operazione viene ripetuta fino al completamento della raccolta dei dati in quantità sufficiente per effettuare l’analisi, applicando come unità di misura una concentrazione di lattato pari a 4 mmol/l.
Vista la tipicità dell’esame e dei parametri presi in considerazione, è necessario che esso venga eseguito in ambiente controllato è di vitale importanza annullare quelle variabili che possono alterarne i risultati, quali temperatura, umidità, vento, ecc. e con l’ausilio di macchinari specifici e mirati al tipo di sport di riferimento detti ergometri quali i treadmill ad capaci di modulare la velocità e il livello di forza applicata (simulazione della pendenza), o cicloergometro con le medesime caratteristiche tecniche, oltre ai cardiofrequenzimetri.
Il test è incrementale, lo sforzo all’apparecchio viene innalzato durante lo svolgimento e da qui l’importanza degli strumenti impiegati e, come già accennato, l’atleta viene sottoposto a prelievi di sangue capillare cadenzati per poi ottenere la curva della concentrazione della sostanza e la relativa soglia su cui programmare l’allenamento, avendo esso come risultato la quantità di lattato ematico in relazione con la frequenza cardiaca.
Per non inficiare i dati ottenuti, è bene adottare alcune semplici precauzioni, come non allenarsi in modo intenso il giorno prima del test; tenere un’alimentazione adeguata a una gara; effettuare un riscaldamento veloce, ma che abbia un’intensità maggiore verso la fine; naturalmente, lo staff del Centro avrà cura di fornire all’atleta tutti i suggerimenti per poter trarre il massimo dall’esito del test.
Test di Mader
Made ha posto l’attenzione sulla correlazione tra la concentrazione di lattato nel sangue (indicatrice di acido lattico) e l’intensità dello sforzo, ponendo il limite della soglia aerobica a 2 mmol/l e quello della soglia anaerobica a 4 mmol/l. Cioè la soglia per Mader coincide con quello sforzo fisico espresso in velocità, watt, frequenza cardiaca, al quale i muscoli producono 2 o 4 mmol/l di lattato.
- Valori corrispondenti a 2 mmol/l di lattato che individuano la SOGLIA AEROBICA. Soglia teoricamente collocata circa 20 battiti sotto a quella anaerobica.
- Valori corrispondenti a 4 mmo/l di lattato che individuano la SOGLIA ANAEROBICA. Soglia teoricamente collocata attorno all’80-85% della frequenza cardiaca massima.
CPK (Creatinfosfochinasi)
La creatinofosfochinasi (CPK), detta anche creatinchinasi (CK) è un enzima presente principalmente nei muscoli, nel cuore e nel cervello. Si tratta di un indicatore di attività muscolare: quando i muscoli lavorano o subiscono danni, i livelli di questo enzima possono aumentare nel sangue.
Quando Fare il Test della Creatinfosfochinasi?
Un esame del sangue per misurare la CPK può essere utile in diverse situazioni. Livelli alti non sempre indicano un problema grave: dopo un allenamento intenso, è normale che i muscoli rilascino più CPK nel sangue.
Cause di Aumento della CPK
Qualsiasi trauma muscolare può essere causa di valore alto (sport da contatto, incidenti stradali, convulsioni, puntura di ape o vespa, ustioni…) e per lo stesso principio anche una banale iniezione intramuscolare può essere responsabile di un aumento transitorio della CPK, così come un’operazione chirurgica.
Come Mantenere i Livelli Sotto Controllo?
Per prevenire aumenti indesiderati di CPK, è importante prendersi cura della propria salute muscolare. Evitare sforzi fisici estremi senza preparazione, mantenere una dieta equilibrata e idratarsi adeguatamente sono passi fondamentali.
Altri Parametri Importanti
Globuli Rossi (Eritrociti)
I globuli rossi o eritrociti sono le cellule del sangue adibite al trasporto di ossigeno ed anidride carbonica tra i polmoni ed i tessuti. Il processo che porta alla formazione dei globuli rossi è detto eritropoiesi. Il conteggio reticolocitario è l’indicatore principale dell’entità della produzione recente di nuovi globuli rossi.
Ferro
Il ferro, costituente dell’emoglobina, della mioglobina e degli enzimi coinvolti nei sistemi di produzione di energia, riveste un ruolo centrale nella fisiologia dell’esercizio. Alterazioni del metabolismo del ferro sono comuni negli sport di resistenza, dalla semplice riduzione del ferro da deposito fino all'anemia sideropenica. L’attività fisica intensa può favorire un’aumentata perdita di ferro per sanguinamenti dell’apparato gastrointestinale.
Pseudo Anemia da Emodiluizione
Altro quadro ematologico specifico degli atleti è quello della pseudo anemia da emodiluizione. L’iniziale emoconcentrazione, dovuta a sudorazione e a fenomeni meccanici e osmotici, stimola il rilascio di renina, aldosterone e vasopressina con conseguente aumento della pressione osmotica del plasma.
Globuli Bianchi (Neutrofili e Linfociti)
I neutrofili mostrano una risposta bifasica allo sforzo: crescono rapidamente nelle prime fasi dell’esercizio per tornare normali dopo 30 minuti e riprendere ad aumentare dopo poche ore dalla fine dell’allenamento. L’aumento del numero assoluto dei linfociti coinvolge tutte le principali sottopopolazioni: T, B, NK.
Transaminasi
Nel soggetto sedentario, alti livelli di transaminasi vengono correlati a un danno tessutale; ad esempio uno strappo muscolare, l'infarto del miocardio e una sofferenza epatica (steatosi grave, cirrosi, epatite virale, carcinoma, ostruzione delle vie biliari ecc.). Come altri parametri, anche l'aumento delle transaminasi va contestualizzato.
Creatinina e BUN
La creatinina è il residuo ultimo del metabolismo della creatina (riserva muscolare di fosfageni). Nello sportivo, la sola creatininemia non può essere considerata un valido marker di funzionalità renale. Il BUN dovrebbe essere eliminato grazie ai reni; pertanto, valori BUN troppo alti riscontrati nel sedentario avente un quadro clinico "problematico".
Controlli Ematologici nei Giovani Atleti
Un elemento cruciale per garantire il benessere dei giovani atleti è rappresentato dai controlli ematologici, fondamentali per monitorare la loro salute e sicurezza. I controlli ematologici offrono una visione chiara dello stato di salute, individuando condizioni che potrebbero influire sulle prestazioni e sul benessere generale.
Benefici Principali dei Controlli Ematologici
- Individuazione precoce di carenze nutrizionali.
- Prevenzione di malattie.
- Valutazione del sistema immunitario.
- Monitoraggio dell’infiammazione.
Esami del Sangue Consigliati per Giovani Sportivi
La Fondazione Fioravante Polito consiglia i seguenti esami:
- Emocromo completo
- Ferritina e sideremia
- Glicemia
- Funzionalità epatica e renale
- Elettroliti
- Vitamine (D e B12)
- VES e PCR
Quando Effettuare i Controlli Ematologici?
È consigliabile eseguire un controllo ematologico annuale, preferibilmente prima dell’inizio della stagione sportiva. In alcuni casi, potrebbe essere utile un monitoraggio aggiuntivo a metà stagione per verificare eventuali cambiamenti legati all’attività intensa.
Ecocardiogramma Sotto Sforzo
“Il cuore - spiega il dottor Piergiorgio Riccardi - è un motore alimentato dall’ossigeno ricevuto con il sangue delle arterie coronarie. Durante uno sforzo, la portata cardiaca, aumenta anche di 4-5 volte i valori di base, costringendo il muscolo cardiaco ad aumentare il consumo di ossigeno.
Il paziente deve pedalare su un cicloergometro (bicicletta) oppure camminare su una pedana mobile (tapis roulant) mentre il Cardiologo imposta uno sforzo fisico, gradualmente crescente, mediante l’aumento della resistenza opposta dal cicloergometro stesso. La prova dura circa 30 minuti e non vi sono particolari norme di preparazione.
L’Elettrocardiogramma permette di individuare segni di un’eventuale sofferenza cardiaca. L’insufficiente quantità di ossigeno che arriva al muscolo cardiaco (ischemia miocardica) può essere causata da placche aterosclerotiche che ostacolano il flusso sanguigno all’interno delle arterie coronariche che, in un fisico sottoposto a sforzo, provocano il classico dolore al torace tipico dell’angina.
"La capacità funzionale, dipende dall’età, dal sesso e dal grado di allenamento del paziente - conclude il dottor Riccardi - Raggiungere il 100% della capacità aerobica funzionale (cioè la massima quantità di ossigeno utilizzata durante un esercizio fisico) vuol dire avere una maggiore idoneità cardiorespiratoria e non incorrere in futuri problemi cardiovascolari. Per questo si consiglia sempre di praticare un’attività sportiva anche minima, sin da bambini.
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