Esami del Sangue in Gravidanza: Quali Sono e Perché Farli

Gli esami del sangue in gravidanza sono fondamentali perché permettono di monitorare il processo di trasformazione del corpo femminile e di cogliere fin dall’inizio eventuali problemi di adattamento alla nuova condizione. La gestazione rappresenta infatti per la donna un importante e decisivo banco di prova sul piano fisico, psichico, metabolico, emozionale, relazionale e proprio per questo richiede opportuni controlli clinici, strumentali, laboratoristici.

Quali Esami Fare Prima della Gravidanza?

Il DPCM del 12/01/2017 nell’Allegato 10 dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nell’ambito del percorso nascita considera l’insieme degli esami Preconcezionali (Allegato 10A), della gravidanza fisiologica (Allegato 10B) e la diagnostica prenatale invasiva (Allegato 10C). Sarebbe consigliabile, anche se abitualmente ci si pensa poco, effettuare almeno in uno dei genitori (visto il costo dell’esame) anche una ricerca prenatale di mutazione per il gene CFTR, per individuare lo stato di portatore di questo marker della fibrosi cistica, malattia autosomica recessiva, rara, ma tra le più frequenti malattie genetiche. Può essere consigliabile anche il dosaggio degli ormoni tiroidei (TSH, anticorpi anti TPO, FT3 e FT4) in epoca preconcezionale o all’inizio della gestazione.

Come si fa a sapere se c’è una gravidanza?

La prima cosa da fare è, banalmente, accertarsi dell’avvenuto concepimento e dell’effettivo inizio della gravidanza. Intanto non compare il ciclo mestruale. A questo punto viene effettuato un test di gravidanza, meglio se ematico perché ricerca la presenza di un ormone placentare: la beta HCG o gonadotropina corionica umana specifica della gravidanza. La beta HCG è un ormone prodotto precocemente dalla seconda settimana di sviluppo dalle cellule del sinciziotrofoblasto e risulta dunque dosabile nelle urine dopo circa 10 giorni dal concepimento e nel sangue della mamma dopo la prima settimana circa dalla fecondazione.

La prima conferma di gravidanza è il tradizionale test di gravidanza, che può essere eseguito comodamente a casa con un kit acquistabile in farmacia, o con le analisi del sangue in laboratorio per una maggiore precisione. Questi test rilevano la presenza dell’ormone gonadotropina corionica umana (hCG), prodotto all’inizio della gravidanza immediatamente dopo l’impianto dell’embrione nell’utero.

Il test di gravidanza casalingo

I test di gravidanza fatti in casa rilevano la presenza dell’ormone hCG nell’urina: grazie a questo meccanismo, i test sono in grado di fornire risultati con un’affidabilità del 97%. È però importante ricordare che, se eseguiti prima del ritardo mestruale, questi test possono dare falsi negativi: ciò accade perché i livelli di hCG potrebbero essere ancora troppo bassi per essere rilevati, specialmente nei primi giorni successivi al concepimento.

Di conseguenza, è bene eseguire il test di gravidanza almeno un giorno dopo il ritardo del ciclo mestruale. Questo lasso di tempo permette di garantire un risultato attendibile, con un livello positivo rilevabile dell’ormone hCG a partire da 30 mlU/ml.

Il test di gravidanza in laboratorio

Per una conferma definitiva della gravidanza, a seguito di un test casalingo positivo, è consigliabile eseguire un esame del sangue per la misurazione della beta-HCG. Questo test offre una precisione superiore al 99%, grazie alla capacità di rilevare anche quantità minime di hCG; in questo modo è possibile sapere di essere incinta già da pochi giorni dopo la fecondazione, spesso prima ancora che si verifichi il ritardo mestruale. Oltre a confermare la gravidanza, l’esame del sangue misura la concentrazione esatta di ormoni hCG per monitorare lo sviluppo del feto e stimare la data del concepimento.

Quali sono le visite e gli esami di routine?

Durante la gravidanza è essenziale programmare visite regolari con uno/una specialista in Ginecologia o Ostetricia, in genere una volta al mese, per monitorare la salute del feto e della donna. La frequenza e la tipologia delle visite possono naturalmente variare: in base a fattori di rischio specifici, al benessere della madre e al progresso della gravidanza.

Di conseguenza, anche le analisi cliniche consigliate dipendono dal trimestre, dallo stato di salute del feto e da eventuali necessità specifiche. Di seguito esaminiamo quali esami è bene fare in ogni fase della gravidanza, mese per mese e settimana per settimana.

Gli esami nel primo trimestre di gravidanza

Un decreto ministeriale del Ministero della Sanità stabilisce una serie di test ed esami fondamentali per la gravidanza, a partire dal primo fino al secondo e al terzo trimestre. In particolare, i primi esami da effettuare in gravidanza comprendono:

  • Visita ginecologica di primo controllo con ecografia ostetrica;
  • Esami del sangue per l’analisi dell’emocromo completo, del gruppo sanguigno, degli anticorpi anti eritrociti, del glucosio (o glicemia, per la valutazione del diabete gestazionale), test per escludere rosolia e toxoplasmosi, analisi per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, clamidia, gonorrea, epatite C);
  • Esame delle urine completo con urinocoltura, per la valutazione di eventuali infezioni delle vie urinarie, che potrebbero rappresentare un rischio in gravidanza.

Oltre a questi test di routine, si suggerisce di eseguire anche:

  • Esame del sangue per escludere il citomegalovirus e valutare la tiroide;
  • Eventuale analisi per la fibrosi cistica (malattia genetica ereditaria, cronica ed evolutiva, che tende ad ostruire i bronchi e i dotti del pancreas);
  • Test prenatali per la valutazione del rischio di anomalie cromosomiche e difetti del tubo neurale (TRI TEST - NIPT - villocentesi - amniocentesi), eseguiti generalmente a partire dalla 10° settimana di gravidanza.

Gli esami nel secondo trimestre di gravidanza

Nel secondo trimestre, sempre secondo lo stesso decreto ministeriale, sono raccomandati ulteriori esami e analisi per garantire il monitoraggio continuo della gravidanza.

  • Dalla 14° alla 18° settimana: Esami del sangue ripetibili per escludere le possibili infezioni da rosolia e toxoplasmosi (una malattia infettiva spesso asintomatica, ma che può portare ad aborti spontanei, parti prematuri e ritardi nella crescita intrauterina); Test per il diabete gestazionale (curva da carico di glucosio), se a rischio e in base alla disposizione del professionista che sta seguendo la donna in gravidanza.
  • Dalla 19° alla 23° settimana: Ecografia morfologica per la diagnosi di eventuali anomalie fetali; Esame del sangue per la toxoplasmosi.
  • Dalla 24° alla 27° settimana: Esame del sangue per escludere la toxoplasmosi; Curva da carico di glucosio per diabete gestazionale; Esame delle urine completo con urinocoltura.

Gli esami nel terzo trimestre di gravidanza

Nel terzo trimestre, l’attenzione degli esami da effettuare si concentra sulla preparazione al parto e sul monitoraggio costante dello stato di salute di mamma e feto.

  • Dalla 28° alla 32° settimana: Esame emocromocitometrico, con anticorpi anti eritrociti e toxoplasmosi; Ecografia ostetrica (solo in caso di patologia fetale e/o annessiale o materna).
  • Dalla 33° alla 37° settimana: Emocromo completo, toxoplasmosi, test per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, epatite B), esame delle urine completo con urinocoltura; Tampone per la valutazione della presenza dello Streptococco Beta Emolitico di gruppo B (può rappresentare un pericolo per il neonato al momento della nascita).
  • Entro la 41° settimana: Ecografia ostetrica per la valutazione quantitativa del liquido amniotico; Cardiotocografia esterna, utilizzata in gravidanza per monitorare il benessere fetale in prossimità del parto e durante il travaglio.

Tutti gli esami in gravidanza: tabella completa

Di seguito proponiamo una tabella riassuntiva dei principali esami da fare durante la gravidanza, suddivisi per mese o settimana e tipologia di test, per agevolare il monitoraggio della salute della mamma e del feto in ogni fase di questo percorso.

Mese o Settimana Analisi ed Esami da fare in gravidanza
1° mese (4-7 settimane) Esame beta-HCG su sangue (se la conferma è necessaria).
2° mese (8-11 settimane) Ecografia transvaginale iniziale, emocromo completo, gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, rubeotest, toxotest, glicemia, test per MTS, esame urine completo e urinocoltura.
3° mese (12-15 settimane) Ecografia (translucenza nucale), TRI TEST o NIPT, esami per la fibrosi cistica (se indicato), test per malattie genetiche (se indicato).
4° mese (16-19 settimane) Ecografia morfologica, ripetizione toxotest e rubeotest (se risultati negativi in precedenza), curva da carico di glucosio (OGTT).
5° mese (20-23 settimane) Ecografia morfologica (dettagliata), emocromo e controllo emodiluizione, ripetizione esami precedenti se necessario.
6° mese (24-27 settimane) Ecografia per crescita fetale, ripetizione toxotest, curva da carico di glucosio (per donne a rischio), esame delle urine e urinocoltura.
7° mese (28-31 settimane) Emocromo completo, test di Coombs indiretto (per donne Rh negative), test di funzionalità epatica, ecografia di controllo.
8° mese (32-35 settimane) Ripetizione emocromo completo, toxotest, esami per malattie infettive, test per Streptococco Beta Emolitico, esame delle urine completo e urinocoltura.
9° mese (36-40+ settimane) Ecografia per valutazione liquido amniotico, cardiotocografia, eventuale ripetizione di esami per infezioni da MTS.

Quali altri esami sono consigliati?

Solitamente non è necessario sottoporsi ad ulteriori esami, se non specificamente richiesti dal medico specialista che segue la gravidanza. Il professionista valuterà caso per caso la necessità di altri test, basandosi su fattori di rischio individuali e sull’andamento della gravidanza, garantendo così la massima sicurezza per la mamma e per il nascituro.

Cos'è la Beta-HCG?

La beta HCG è una frazione della gonadotropina corionica umana, l’ormone prodotto dalla placenta per garantire un ambiente idoneo allo sviluppo embrionale in gravidanza. Il test per rilevarla nelle urine o nel sangue serve a confermare o escludere l’avvenuto concepimento. Il test della beta hcg è particolarmente utile in quanto questa molecola è rilevabile molto precocemente nell’organismo, già a partire dall’impianto nell’utero dell’ovulo che è stato fecondato da uno spermatozoo.

Perché è importante la Beta-HCG?

Uno dei suoi compiti principali è sostenere il corpo luteo, una struttura ovarica temporanea che produce progesterone nelle prime settimane di gestazione. La Beta-HCG aiuta anche i medici a monitorare l’andamento della gravidanza.

Lo scopo principale del test delle beta hcg è quello di confermare o escludere una gravidanza. Il campione di sangue necessario per effettuare il test della beta HCG è quello venoso.

Per quanto riguarda il test condotto su un campione di sangue, non è necessaria una preparazione specifica prima del prelievo. Diverso è il discorso nel caso dell’esame delle urine, in quanto un campione eccessivamente diluito potrebbe portare a risultati falsamente negativi.

Come si leggono le analisi della beta HCG?

L’esame qualitativo può essere effettuato in laboratorio o a casa con test di gravidanza per uso domestico, acquistabile in farmacia. Nella maggior parte dei casi, viene utilizzata una striscia reattiva che, esposta al getto di urina della donna, cambia colore in presenza di HCG. Il test quantitativo viene considerato negativo in presenza di valori ematici di beta inferiore alle 5 milliunità internazionali per millilitro (mUI/ml).

Al contrario, la gravidanza risulta certa in donne che abbiano livelli di Beta HCG superiori a 25 mUI/ml. I valori normali di Beta HCG nel sangue corrispondono a 0-5 mlU/ml sia per l’uomo che per la donna non incinta. In generale, come detto prima, se il valore è superiore a 5 mlU/ml di sangue la probabilità che sia iniziata una gravidanza aumenta.

I risultati del test devono essere considerati in relazione all’ecografia e altri esami prenatali. L’insieme di questi parametri dà indicazioni sulla salute del feto e della placenta.

Un test effettuato troppo precocemente potrebbe dare luogo a risultati falsamente negativi, quando la concentrazione di HCG non ha raggiunto livelli rilevabili.

Cosa significa quando la beta è molto alta?

Il test quantitativo misura i livelli di beta HCG nel sangue e può quindi consentire di seguire l’evoluzione della gravidanza nelle sue fasi iniziali. Le diverse settimane di gravidanza, infatti, corrispondono a diversi livelli ematici di ormone.

Quando la gravidanza entra nel secondo trimestre, i valori di Beta HCG smettono di crescere e tendono a stabilizzarsi. L’eventualità di gravidanze problematiche può essere ipotizzata in presenza di un aumento più lento del normale dei livelli di HCG. Si tratta, ad esempio, del caso di una gravidanza ectopica.

La gravidanza ectopica, nota anche come gravidanza extrauterina, si verifica quando l’ovulo non viene fecondato nell’utero ma in zone diverse. Nella maggior parte dei casi, le gravidanze ectopiche generano una condizione clinica che è conosciuta come gravidanza tubarica. Tempi di crescita dei livelli di HCG inferiori alla norma sono uno degli indicatori di una gravidanza di questo tipo.

Quando il clinico sospetta una gravidanza extrauterina, potrebbe prescrivere anche il test dei livelli di progesterone. I livelli di HCG vanno monitorati periodicamente in seguito ai trattamenti terapeutici per la gravidanza ectopica. Il fatto che nel sangue siano ancora riscontrabili beta HCG potrebbe voler dire che il tessuto ectopico non è stato ancora completamente rimosso.

Come sono le beta in caso di aborto?

Quando le beta HCG aumentano con un ritmo inferiore alla norma, si potrebbe essere in presenza di gravidanze problematiche. Più precisamente, in caso di aborto spontaneo o interruzione volontaria, i valori si dimezzano ogni 24-36 ore.

In alcune situazioni, i livelli di questo ormone possono essere rilevati in persone non gravide, uomini inclusi. Questo perché la Beta-HCG può essere prodotta da alcuni tipi di tumore, come il coriocarcinoma o i tumori delle cellule germinali.

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