Le analisi indicate dal complesso TORCH vanno a ricercare se nel sangue della persona vi è la presenza o meno di anticorpi diretti contro una specifica infezione. Nel caso di sospetta infezione da citomegalovirus (CMV) è doveroso testare CMV IgG e CMV IgM. Questi esami sono fondamentali, soprattutto in gravidanza, per valutare il rischio di infezione congenita.
Anticorpi IgG e IgM: Cosa Significano?
Gli anticorpi presenti nell'organismo umano si dividono in due principali categorie: IgG e IgM. Per poter dare una interpretazione corretta della reazione che un paziente ha verso una determinata malattia è necessario conoscere gli anticorpi IgG e IgM per quella malattia.
- IgM: Sono anticorpi che, se presenti, indicano non solo che la persona ha contratto l’infezione, ma anche che è ancora in corso, cioè si trova nella fase acuta, o comunque è relativamente recente (una volta avvenuta la guarigione, infatti, via via scompaiono).
- IgG: Sono anche gli anticorpi prodotti in occasione dei vaccini. Ciò non deve stupire, se si pensa che le vaccinazioni consistono nell'inoculazione di porzioni importanti di un agente infettivo, con l'intento di stimolare il sistema immunitario a produrre una barriera anticorpale (le IgG per l'appunto) contro il suddetto agente infettante.
Un altro aspetto importante è che richieste di esami ematici per le sole IgG sono privi di significato clinico. Come si vede dai possibili risultati delle IgG positive il risultato è incerto perché non si riesce a dirimere se c'è una infezione recente oppure una infezione pregressa. Questi anticorpi vanno sempre ricercati assieme. Ricordo che l'aumento delle sole IgG è indicativo di malattia pregressa, ma non di malattia in atto.
Interpretazione dei Risultati degli Esami del Sangue per CMV
Chi ha l'infezione da citomegalovirus inizia dopo due settimane a presentare nel sangue gli anticorpi. Se la ricerca viene fatta proprio nei primissimi giorni della malattia è facile trovare una risposta negativa (assenza di malattia). Questo perché l'organismo non ha avuto ancora una reazione anticorpale sufficiente ed è un possibile errore di questa indagine.
Nella tabella sottostante, i lettori possono consultare tutti i possibili risvolti delle due valutazioni anticorpali sopraccitate, relativamente al Citomegalovirus, rendendosi così conto di quando una certa situazione è pericolosa in occasione di una gravidanza e quando invece non lo è.
| Risultato CMV IgG | Risultato CMV IgM | Interpretazione | Implicazioni in Gravidanza |
|---|---|---|---|
| Negative | Negative | Assenza di malattia. Significa che la donna esaminata non ha mai contratto l'infezione da Citomegalovirus. | Rischio di contrarre l'infezione durante la gravidanza. |
| Positive | Negative | Infezione pregressa. | Generalmente rassicurante, ma possibile riattivazione del virus o reinfezione. |
| Negative | Positive | Infezione in corso. Significa che la donna esaminata non aveva mai contratto l'infezione da Citomegalovirus in tempi passati e che la sta affrontando al momento delle valutazioni anticorpali (o l'ha affrontata pochissimo tempo prima). | Situazione rara e rischiosa, indicativa di infezione molto recente. |
| Positive | Positive | Infezione recente o in atto. Significa che la donna esaminata ha contratto l'infezione da Citomegalovirus in un passato alquanto recente. | Necessario test di avidità per determinare quando è avvenuta l'infezione. |
Il Test di Avidità Anti-Citomegalovirus IgG
Cos’è il test di avidità anticitomegalovirus IgG? Il test di avidità (in inglese, avidity test) anti citomegalovirus IgG è un esame che permette di valutare se una eventuale infezione dovuta a Citomegalovirus sia recente oppure passata. Il termine avidità indica il legame tra gli anticorpi e un antigene. Quando avviene l’esposizione al virus, nei primi mesi il sistema immunitario crea IgG che sono specifiche e hanno una bassa avidità, esprimono quindi un legame debole con l’antigene.
Quando si deve svolgere il test di avidità anti citomegalovirus? Il test di avidità serve quindi a comprendere se l’infezione è accaduta entro i 3, massimo 4 mesi precedenti, o entro un arco di tempo ancora più ampio. In seguito a prelievo di campione di sangue e le analisi di laboratorio, l’avidità delle IgG viene espressa attraverso un valore numerico. Quando si ha una avidità bassa è segnale di una infezione recente.
Rischi Correlati all’Infezione da Citomegalovirus in Gravidanza
L’infezione da Cytomegalovirus (CMV) è un evento relativamente frequente in gravidanza, non curabile. Il Citomegalovirus è il responsabile della maggior parte delle infezioni congenite nel mondo. L’infezione primaria da Citomegalovirus ha un tasso di trasmissione verticale dalla gestante al feto del 40%. Dei casi di infezione congenita (ossia acquisita prima della nascita), l’85% è asintomatico e di questi il 90% resterà senza problemi. Gli altri potranno sviluppare anomalie rilevabili solo dopo molto tempo, come quelle a carico dell’udito.
Nei casi in cui il feto contragga il virus durante i primi tre mesi della gestazione, si possono avere conseguenze di tipo neurologico. L’infezione può causare diverse problematiche nel neonato:
- Ritardo della crescita intrauterina
- Parto prematuro
- Morte fetale
- In alcuni casi un difetto uditivo neurosensoriale che può essere più o meno grave. In alcuni casi questo difetto può manifestarsi già alla nascita.
- Problemi alla nascita, con sintomi che possono essere transitori o permanenti.
- Ittero alla nascita e le convulsioni.
- Microcefalia, deficit di coordinazione dei movimenti, epilessia.
- I segnali più comuni sono la perdita dell’udito e della vista.
Se si tratta di una donna in gravidanza che sta per partorire, il ginecologo consiglierà di eseguire un tampone cervicale per valutare la presenza del virus sul collo dell’utero.
Prevenzione
La prevenzione dell’infezione è difficile. Le fonti di contagio sono i bimbi in età prescolare, specie quelli sotto i 3 anni che frequentano gli asili nido. Il citomegalovirus si contrae attraverso i fluidi del corpo: lacrime, sangue, latte, urina, feci, liquido seminale e secrezioni vaginali. Il soggetto può contrarre questo virus anche attraverso una trasfusione di sangue, un trapianto di midollo, o nel contesto di una gravidanza.
Diagnosi Prenatale
In caso di infezione primaria nel I trimestre di gravidanza, si propone l’amniocentesi nel secondo trimestre con ricerca dell’infezione tramite la metodica PCR nel liquido amniotico. Per avere un dato attendibile occorre attendere almeno 8 settimane dal momento dell’infezione all’amniocentesi, che quindi non viene proposta a 16 settimane, ma a 19-21 settimane. L’ecografia in questo caso non è di molto aiuto: il segno ecografico da ricercare è rappresentato dalle calcificazioni periventricolari nel cervello.
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