Esami del Sangue C3 e C4: Significato e Importanza

Gli esami del sangue C3 e C4 misurano i livelli delle proteine C3 e C4, componenti essenziali del sistema del complemento. Questo sistema è un complesso insieme di proteine che svolge un ruolo cruciale nel sistema immunitario, supportando l'organismo nelle risposte immunitarie e infiammatorie.

Cos'è il Sistema del Complemento?

Il sistema del complemento è un sistema complesso composto da più di 60 proteine, di cui circa 30 circolanti, che cooperano per promuovere la risposta immunitaria e infiammatoria. Il ruolo principale di queste proteine è distruggere le sostanze estranee, come batteri e virus.

Le proteine del complemento sono normalmente presenti nel torrente circolatorio, dove - sotto forma di precursori inattivi - costituiscono circa il 10% delle globuline. Il nome "complemento" deriva dal ruolo di sostegno di queste proteine all'attività di altri agenti del sistema immunitario, come gli anticorpi. Tuttavia, il complemento può agire anche in assenza di una componente anticorpale.

Il sistema del complemento fa parte dei meccanismi di difesa dell'immunità innata. Questo sistema è, quindi, aspecifico e non mantiene memoria degli agenti con i quali è entrato in contatto. Lo scopo fondamentale di questo sistema è quello di proteggere l'organismo, attraverso la rimozione degli agenti patogeni (specialmente i batteri), interagendo con gli immunocomplessi e/o facilitando la loro distruzione da parte di altri sistemi biologici, sierici o cellulari.

Sono nove le principali glicoproteine del sistema del complemento, denominate da C1 a C9. Esse sono affiancate e regolate da numerose sottocomponenti (es. C3a, C3b, C4a, C4b ecc.) e inibitori (es. C1 inibitore ecc.).

Vie di Attivazione del Complemento

Esistono tre vie di attivazione del complemento, di cui le principali sono la via classica e la via alternativa. In tutte e tre le vie, l'evento centrale dell'attivazione del complemento è la proteolisi (clivaggio) della proteina C3.

Via Classica

La via "classica" di attivazione è quella iniziata dal formarsi della reazione antigene-anticorpo, dove l'antigene può essere un agente infettivo una cellula o una proteina estranee all'organismo. Viene attivata dalla interazione della proteina C1 del complemento con gli immunocomplessi formati dalla reazione tra gli antigeni di varia natura (virale, batterica, tumorale ecc.) con anticorpi di classe IgG o IgM.

Via Alternativa

La via "alternativa" (composta da fattore B, fattore D, properdina), viene attivata da componenti della parete di alcuni tipi di batteri o di lieviti. Viene attivata dalla interazione della proteina C3 del complemento direttamente con antigeni di varia natura (virale, batterica, tumorale ecc.).

Il prodotto finale dell'attivazione di entrambe le vie è un complesso che ha la capacità di attaccarsi alla membrana della cellula che ha scatenato l'attivazione e di danneggiarla, fino a provocare la distruzione della cellula. L’attivazione del complemento, che avviene con un meccanismo a cascata, simile al meccanismo con il quale è regolato il processo di coagulazione del sangue, causa diversi eventi: la formazione del complesso di attacco alla membrana (MAC), che si lega alla superficie di tutti i microorganismi o cellule anomale che sono state avviate alla distruzione.

C3 e C4: Importanza Clinica

Le proteine misurate più frequentemente sono le frazioni C3 e C4. Dopo il C3 il C4 è il componente maggiormente rappresentato. Il C3 è un fattore comune sia alla via classica che alla via alternativa di attivazione. Il suo dosaggio viene utilizzato per valutare lo stato di attivazione della via comune del complemento e nel monitoraggio della fase acuta. Lo stato di attivazione della via classica può essere monitorato con il dosaggio di C4.

La valutazione laboratoristica di tali componenti permette di misurarne la concentrazione nel circolo ematico, oltre a verificarne la funzionalità. Quest'esame consente di stabilire, quindi, se sono presenti carenze o anomalie delle proteine del complemento o della loro attività, tali da favorire l'insorgere di infezioni o aumentare le reazioni autoimmuni (cioè rivolte erroneamente contro lo stesso organismo).

Alcune patologie possono determinare difetti nella quantità e nell'attività delle proteine del complemento o dei loro sistemi regolatori. Il sistema del complemento si attiva anche in presenza di patologie autoimmuni nelle quali l’organismo produce anticorpi in grado di riconoscere organi e tessuti appartenenti all’organismo stesso (autoanticorpi).

Interpretazione dei Risultati

I valori del complemento sono aumentati tipicamente in corso di infiammazione cronica o acuta (C3 e C4 si comportano come le proteine "di fase acuta"). Un aumento della concentrazione ematica di C4 si osserva nella fase acuta dei processi flogistici. La concentrazione di C3 è aumentata in corso di patologie infiammatorie.

La concentrazione di C3 è invece diminuita in presenza di deficit congenito, nelle malattie autoimmuni o nelle malattie da immunocomplessi. Lo stato di attivazione della via classica può essere monitorato con il dosaggio di C4 che risulta diminuito in caso di malattie autoimmuni o di malattie da immunocomplessi. Per quanto riguarda, nello specifico, i livelli delle frazioni C3 e C4, entrambi tendono a diminuire in presenza di lupus.

I valori del complemento possono risultare DIMINUITI:

  • di un deficit ereditario (il deficit di una o più componenti del complemento, soprattutto se ereditario, di norma, può provocare, con maggiore frequenza, infezioni microbiche),
  • di ridotta produzione (insufficienza epatica);
  • di eccessiva eliminazione (nefropatie - enteropatia proteino disperdente - ustioni);
  • dell’ assunzione di alcuni farmaci quali pennicillina, cefalosporina, chinina, chinidina, acido paraminosalicilico, sulfonamidi ecc.

Il C1q è una proteina calcio-dipendente, il cui deficit di C1q comporta una ridotta eliminazione di agenti patogeni, di cellule apoptotiche e materiale necrotico.

Se l'attività totale del complemento è al di fuori dell'intervallo di riferimento, ciascuna delle nove diverse proteine che lo compongono può essere misurata singolarmente, per individuare eventuali deficit ereditari o acquisiti.

Nota: l'intervallo di riferimento dell'esame può cambiare in base alla strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.

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