Esami del Sangue nei Bambini: Cosa Sapere

Gli esami del sangue nei bambini rappresentano uno degli strumenti diagnostici più utili e accurati per valutare lo stato di salute generale del piccolo. Talvolta viene utilizzato anche per monitorare l’efficacia di una terapia farmacologica già in atto o per verificare l’eventuale presenza di infezioni virali o batteriche silenti. Gli esami del sangue hanno prevalentemente lo scopo di indagare eventuali disturbi o confermare o meno una possibile patologia.

Vediamo insieme quali sono le modalità di approccio e di preparazione del bambino quando deve sottoporsi a un prelievo di sangue.

Quando Effettuare il Primo Prelievo

Generalmente il primo prelievo viene effettuato nei bambini di 2 anni: a questa età, infatti, i bambini cominciano a interagire maggiormente con l’ambiente esterno, aumentando l’esposizione a virus e batteri. Nei primi mesi di vita, il prelievo del sangue viene solitamente richiesto solo in presenza di segni clinici sospetti o nell’ambito degli screening neonatali obbligatori, utili per individuare patologie genetiche o metaboliche.

Come Preparare il Bambino al Prelievo

Quando si prepara un bambino di 2-5 anni a un prelievo di sangue, l'obiettivo primario è ridurre la sua ansia e le possibili reazioni negative. È bene che i genitori informino e preparino all'esame il proprio figlio con semplicità. L’elemento fondamentale per ridurre la paura del dolore che il bambino può avvertire prima della procedura è l’essere sinceri. Bisogna informare il bambino in cosa consiste la procedura e perché è importante fare l’esame.

“Successivamente passo a una spiegazione dettagliata di ciò che sto per fargli, il motivo per cui lo faccio, e lo tranquillizzo sul fatto che non gli sentirà dolore. Gli indico poi dove effettuerò il prelievo, facendogli toccare la vena con l’altra mano, come forma di conoscenza del proprio corpo. Infine, gli mostro le provette che devo riempire, spiegandogli perché i tappi che le chiudono sono di diversi colori”. Durante l’operazione, alcuni bambini guardano, mentre altri si impressionano e voltano la faccia dall’altra parte.

Se il bambino è già in età scolare, è bene coinvolgerlo spiegando il motivo degli esami del sangue, rispondendo alle sue domande con sincerità ma senza allarmismi, e rassicurandolo sulla brevità della procedura. Se il prelievo deve essere effettuato a digiuno, può essere utile spiegare al bambino che si tratta di un “gesto da grandi' che aiuta il medico a comprendere meglio cosa accade nel corpo.

Consigli ai genitori:

  • Vivere l'evento con normalità e calma, soprattutto se i piccoli sono ansiosi.
  • Spiegare che starete accanto a loro per tutto il tempo del prelievo.
  • Portare con sé un libro o un giocattolo o usare i cartoni animati sullo smartphone per distrarre.
  • Pretendete dal personale medico che sia accurato e disponibile e non sbrigativo.
  • Se per caso si fa prendere dall'ansia, cercare di calmarlo prima con un video, una canzoncina, qualche coccola.

Tecniche di Distrazione e Rilassamento

Le tecniche di distrazione e rilassamento sono molto importanti perché permettono al bambino di distaccarsi mentalmente non solo dal dolore fisico, che è comunque minimo, ma soprattutto dall'ansia e dalla paura della procedura. Nel neonato e nel lattante, la principale distrazione è data dal contatto fisico e dall'allattamento o dalla somministrazione di una soluzione zuccherata.

Tecniche di distrazione per diverse età:

  • Da 0 a 3 mesi: indispensabile la collaborazione materna.
  • Dai 2 ai 4 anni: dalle bolle di sapone ai libri e ai giocattoli, fino al "guanto magico" con la collaborazione dell’infermiere/a.
  • Dai 4 ai 6 anni: giochi di ogni tipo, con pupazzi, con libri pop-up, con il racconto di storie. Efficaci la tecnica del “guanto magico” e della visualizzazione.

Un altro aspetto importante è l'applicazione di una crema contenente anestetico nel punto dove verrà eseguito il prelievo di sangue. Soprattutto per i bambini che possono aver necessità di effettuare più volte gli esami del sangue o in cui si suppone una scarsa collaborazione, la crema deve essere applicata in anticipo. Dopo il prelievo, oltre al batuffolo di cotone, viene applicato un cerotto colorato che spesso aiuta a far sorridere il piccolo e a sdrammatizzare il momento vissuto.

Infine, dopo il prelievo, è sempre utile premiare il coraggio del bambino con un piccolo gesto: una colazione speciale, una coccola in più o un'attività piacevole programmata subito dopo l'esame.

Screening Neonatale

Poche gocce prelevate dal tallone entro la settantaduesima ora di vita (dopo il parto) rappresentano il primo esame del sangue di un bambino o di una bambina. Si tratta dello screening neonatale delle malattie metaboliche, uno strumento diagnostico importantissimo - previsto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) - che permette di individuare in tempi precocissimi patologie del metabolismo per le quali esiste una cura.

Dal 2016, è infatti possibile, in molte strutture ospedaliere pubbliche d’Italia richiedere, sempre gratuitamente, lo screening neonatale esteso (SNE) o screening neonatale metabolico allargato che include nello spettro della possibile diagnosi precoce altre 40 malattie metaboliche rare. Per tutte e 40 le malattie metaboliche previste dal SNE esiste ed è disponibile fin da subito un protocollo terapeutico in grado di garantire la sopravvivenza, aumentare le aspettative di vita o migliorare la qualità della stessa nei neonati/e che vengano al mondo con questo tipo di anomalia congenita.

Tipi di Esami del Sangue Comuni nei Bambini

A tutte le età l’emocromo - esame emocromocitometrico - è il più prescritto dai medici di base e dai pediatri tra gli esami del sangue. Questo perché rappresenta una sorta di fotografia dello stato di salute del paziente, in questo caso del bambino o della bambina, nel momento in cui viene effettuato il prelievo.

Componenti analizzate nell'emocromo:

  • Emoglobina: Proteina principale dei globuli rossi, trasporta l'ossigeno.
  • Globuli rossi: Trasportano l'ossigeno in tutto il corpo.
  • Piastrine: Garantiscono la coagulazione del sangue.
  • Globuli bianchi: Difendono l’organismo dalle infezioni.
  • Neutrofili: Difendono l’organismo dagli attacchi infettivi di funghi e batteri.
  • Linfociti: Producono gli anticorpi.
  • Monociti: Raggiungono rapidamente i focolai infettivi e distruggono i germi.

Un esame del sangue come l’emocromo viene di solito prescritto in presenza di sintomi specifici nel bambino o bambina. Ad esempio, in caso di scarsa crescita e debolezza che sono spia di anemia, o quando sul corpo compaiano ecchimosi e lividi senza spiegazione, in caso di sospetta infezione, con febbre alta, o di attacco allergico.

Altri esami importanti:

  • Esami per la funzionalità epatica: Forniscono informazioni sul funzionamento del fegato, del cuore e dei reni.
  • Metabolismo lipidico (colesterolo e trigliceridi): Importante in età scolare e adolescenziale, soprattutto in presenza di sovrappeso o ipercolesterolemia familiare.
  • Dosaggio ematico di minerali (elettroliti): Regolano funzioni cellulari importanti.
  • Elettroforesi delle sieroproteine: Misura la concentrazione delle proteine nel plasma.

Esami per la Diagnosi e il Monitoraggio dell’Anemia

Oltre all’emocromo è però necessario anche controllare i depositi di ferro dell’organismo, dal momento che l’emoglobina è appunto fatta di questo minerale. In particolare, occorre misurare la concentrazione di ferritina, la proteina di deposito del ferro, secondo i parametri (molto variabili), stabiliti per fascia di età. Infine, nei bambini e bambine a rischio di anemia, occorre fare la conta dei reticolociti, ovvero dei globuli rossi “giovani”, quelli appena prodotti dal midollo osseo, che possono essere più della norma in caso di emorragie interne o di anemia emolitica con distruzione precoce dei globuli rossi.

Esami per Infezioni

Per accertare un’infezione in atto, il medico può ritenere necessario effettuare un piccolo prelievo di sangue e misurare due indici: la proteina C reattiva (PCR) e la protocalcitonina (PCT), entrambe prodotte dal fegato.

  • Proteina C reattiva (PCR): Indica la presenza di infiammazione.
  • Protocalcitonina (PCT): Fornisce indicazioni più precise sul tipo di infezione, particolarmente utile per le infezioni batteriche.

Esami per Allergie

Tra i vari esami c’è anche un test del sangue chiamato RAST (acronimo di Radio Allergo Sorbent Test), che si basa sul prelievo di un unico campione. Esistono alcune comuni sostanze alimentari, ad esempio certa frutta secca (tipicamente le arachidi), il latte vaccino, la soia, le uova eccetera, che sono ritenute altamente allergizzanti, perché contengono proteine difficili da metabolizzare per il sistema digerente dei più piccoli/e.

Altri esami per la diagnosi di allergia:

  • Skin Prick Test (SPT): Esame cutaneo eseguito a livello ambulatoriale.
  • TPO (Test di Provocazione Orale): Consiste nella somministrazione diretta dell’alimento sospetto.

Considerazioni Finali

Gli esami del sangue nei bambini sono importanti strumenti diagnostici che, se eseguiti con la giusta preparazione e attenzione, possono contribuire significativamente alla cura e al benessere del bambino.

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