Esami del Sangue Anti-DNA: Valori e Interpretazione

Gli anticorpi anti-DNA nativo (anche noti come anti-dsDNA) sono una classe di autoanticorpi che si legano in modo specifico al DNA a doppia elica, componente fondamentale del materiale genetico delle cellule. Questi anticorpi hanno una elevata specificità per il LES (lupus eritematoso sistemico) e sembrano implicati nella patogenesi della malattia.

Gli anticorpi anti-DNA nativo appartengono alla famiglia degli autoanticorpi antinucleo (ANA), cioè anticorpi che il sistema immunitario produce erroneamente contro componenti del nucleo cellulare. Il termine antinucleo è legato al fatto che i primi anticorpi scoperti erano diretti contro antigeni nucleari. Come anticipato, esistono differenti tipi di anticorpi anti-nucleo, classificati in base agli auto-antigeni verso i quali sono diretti.

In condizioni normali, il sistema immunitario riconosce le strutture cellulari del corpo come “self” e non le attacca. Gli anticorpi anti-nucleo (ANA) sono un gruppo di anticorpi prodotti dal sistema immunitario, il quale, a causa di un'alterata attività, non riesce più a riconoscere il “self” (parti dell'organismo di appartenenza) dal “non self” (sostanze estranee al corpo).

Questi autoanticorpi attaccano erroneamente le cellule sane dell'organismo, causando segni e sintomi come: infiammazione di organi e tessuti, affaticamento e dolore articolare e muscolare. Nello specifico, gli ANA riconoscono alcune sostanze che si trovano nel nucleo della cellula, da cui il nome “anti-nucleo”.

La presenza degli ANA può essere considerata un marcatore di un processo autoimmune e permette di escludere altre condizioni con segni e sintomi simili. Il test degli anticorpi anti-nucleo (ANA) identifica la presenza di questi autoanticorpi nel sangue.

Importanza Diagnostica e Prognostica degli Autoanticorpi Anti-DNA

Gli autoanticorpi anti nDNA sono anticorpi diretti contro il Dna a doppia elica (double stranded) e, data la loro elevata specificità, sono considerati Marker diagnostico per il LES, essendo uno dei più importanti fra gli 11 criteri ACR ( American College Reumatology). Data la prevalenza intorno al 40-80% dei soggetti affetti, il test è stato compreso tra gli undici criteri diagnostici per il LES.

La loro presenza dipende dall’attività e dalle manifestazioni della malattia: la frequenza di positività è >95% nel LES attivo con complicanza renale, >50-70% nel LES attivo senza coinvolgimento renale, >40% nel LES inattivo. Tra l’altro il riscontro di anti-dsDna in soggetti asintomatici è suggestivo di un LES sub-clinico.

Gli autoanticorpi anti nDNA rappresentano quindi anche un Marker prognostico poiché la loro presenza suggerisce una maggiore severità e un corso multisistemico del LES. E’ riconosciuto che essi abbiano un ruolo importante nella patogenesi della malattia. Poiché la concentrazione di questi autoanticorpi correla con l’andamento della patologia, la determinazione del titolo anticorpale diviene utile per il monitoraggio della terapia.

Esecuzione del Test e Interpretazione dei Risultati

Il test per gli anticorpi anti-DNA nativo viene eseguito tramite un prelievo di sangue venoso, di solito al mattino e a digiuno. Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua.

Qualora l'esame si ritenga necessario, in una prima fase si effettua un dosaggio del titolo complessivo degli anticorpi antinucleo nel sangue, senza addentrarsi nello specifico delle singole immunoglobuline. Si considerano positivi titoli anticorpali ANA superiori a 1:40 (o a concentrazioni di 5 UI/mL).

Un risultato negativo al test ANA fa pensare che sia improbabile la presenza di un disordine autoimmune. Se i sintomi ricorrono, però, potrebbe essere utile ripetere l'esame. La presenza di anti-DNA nativo alti è fortemente indicativa di LES. L’assenza di anticorpi anti-dsDNA non esclude completamente il LES, anche se lo rende meno probabile.

Metodiche di Laboratorio

  • Metodo IFA (dosaggio a immunofluorescenza indiretta): è considerato il metodo “gold standard” (di riferimento) per stabilire una diagnosi. Il campione di sangue del paziente è mescolato con le cellule che sono fissate al vetrino. Gli autoanticorpi che potrebbero essere presenti nel sangue reagiscono con le cellule. Il vetrino è trattato con un reagente contenente anticorpi fluorescenti ed esaminato al microscopio. Ciò che si osserva è la presenza (o l'assenza) della fluorescenza.
  • Test immunometrico (enzyme linked immunosorbent assay-ELISA o test immunoenzimatico-EIA): viene eseguito con strumenti automatizzati, ma risulta meno sensibile del dosaggio a immunofluorescenza indiretta nella determinazione degli ANA. Pertanto, questa metodica può essere utilizzata per lo screening degli ANA; un risultato positivo o equivoco viene sottoposto, poi, all'IFA.

Significato Clinico

Gli anticorpi anti-DNA nativo sono uno strumento diagnostico e di monitoraggio molto utile per il lupus eritematoso sistemico. La loro presenza è fortemente indicativa della malattia, in particolare nelle forme attive e con coinvolgimento renale.

E' importante sottolineare che la presenza di ANA può essere riscontrata anche in:

  • infezioni virali acute (es. LES)
  • Altre malattie autoimmuni

Alcuni di questi anticorpi sembrano assumere un significato diagnostico e/o prognostico ben specifico in alcune malattie.

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