Il test misura la concentrazione ematica di acido valproico, un farmaco utilizzato per il controllo di alcuni tipi di convulsioni, così da limitarne la frequenza e l’intensità.
Può essere prescritto in associazione ad altri farmaci antiepilettici come la fenitoina o il fenobarbital.
L’acido valproico è un anticonvulsivante presente in farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale. I farmaci in cui è presente, e che richiedono comunque la prescrizione medica, sono di fascia A.
A cosa serve l’acido valproico?
L’acido valproico trova applicazione in specifiche patologie.
- L’epilessia generalizzata può caratterizzarsi per spasmi o contrazioni muscolari, per assenza di tono muscolare o per una perdita, improvvisa e breve nel tempo, di coscienza.
- Nei casi di episodi maniacali, poi, il soggetto si ritrova a vivere stati di umore elevato in modo persistente e anormale e può presentare quindi un umore espansivo oppure irritabile.
- La Sindrome di West è una forma di epilessia piuttosto rara. Accade nei primissimi mesi di vita e si manifesta in spasmi seguiti da crisi intense di pianto. In passato le era stato attribuito il nome di “spasmi infantili”.
Come agisce l’acido valproico?
È certo che l’acido valproico agisca sul sistema nervoso centrale, tuttavia non sono stati ancora chiariti i suoi meccanismi d’azione.
Secondo un’ipotesi tra le più accreditate attualmente, l’azione anticonvulsivante dell’acido valproico dipende dall’aumento dell’effetto inibitorio del GABA. Attraverso studi in vitro è stato poi rilevato come l’acido valproico riesca a inibire la ricaptazione del GABA.
Come viene assunto e quali sono i livelli di riferimento?
Stabilire modalità di somministrazione e dosaggio è competenza del medico.
Il dosaggio richiede la valutazione di molti parametri e dovrà tenere conto degli effetti indesiderati di questo principio attivo.
I valori di riferimento dell’acido valproico sono ricompresi, per gli uomini come per le donne, tra i 50 e i 100ug/mL.
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.
Come indicazione di massima, si può riferire un dosaggio iniziale di 300 mg, due volte al giorno e un tetto massimo di 2,5g, sempre al giorno. L’intervallo tra 1 e 2g giornalieri rappresenta la dose di mantenimento.
Cosa causa un basso livello di acido valproico?
Nel sangue la maggior parte dell’acido valproico circolante è legato a proteine di trasporto, ma la porzione attiva corrisponde al farmaco non legato (libero). Se il valore è basso semplicemente il farmaco non funziona.
Il metabolismo del farmaco è diverso da una persona all'altra a causa di caratteristiche individuali.
Evidentemente, alcune persone metabolizzano il farmaco meglio di altri e quindi il livello si abbassa.
Se i livelli del farmaco sono troppo bassi, possono comparire i sintomi della malattia mentre concentrazioni ematiche eccessive sono associate alla comparsa di gravi effetti collaterali.
Precauzioni e interazioni
L’assunzione di questo principio attivo richiede estrema attenzione non solo in sede di anamnesi, ma anche nell’ipotesi in cui il paziente stia assumendo altri farmaci, come antidepressivi con diversi princìpi attivi.
In prima istanza l’acido valproico non va assunto se il paziente risulta essere allergico al principio attivo o ad uno dei suoi eccipienti. Se poi il paziente soffre di epatite sia acuta che cronica, o ha problemi di coagulazione del sangue, l’acido valproico non va assunto.
Effetti collaterali
Come qualsiasi altro principio attivo, anche l'acido valproico può causare effetti indesiderati, benché non tutti i pazienti li manifestino o li manifestino nello stesso modo.
Di seguito si cercherà comunque di riportare alcuni dei principali effetti collaterali che potrebbero manifestarsi nel corso del trattamento con acido valproico e/o valproato. Esiste inoltre una serie di effetti indesiderati meno comuni e più rari.
È stato dimostrato come l’acido valproico abbia effetti tossici ai danni del feto e produca malformazioni e difetti alla nascita, qualora la gestante sia stata sotto trattamento durante la gravidanza.
È possibile, in ogni caso, che il medico ne permetta l’assunzione qualora la donna fosse a rischio di vita, siano assenti altri farmaci per ottenere gli stessi benefici.
Sovradosaggio
Non esiste un antidoto specifico, per cui il trattamento è sintomatico e di supporto.
Se possibile, entro 30 minuti dall'assunzione del farmaco, può essere utile indurre il vomito, effettuare una lavanda gastrica o somministrare carbone attivo.
Importante
Via di somministrazione e dosaggio di principio attivo devono essere stabiliti dal medico su base individuale per ciascun paziente in funzione del tipo e della gravità del disturbo che si deve trattare.
L'acido valproico ha dimostrato di esercitare effetti tossici sul feto e di essere causa di difetti alla nascita e malformazioni in bambini le cui madri sono state in trattamento con il principio attivo durante la gestazione.
Per tale ragione, l'uso dell'acido valproico durante la gravidanza è generalmente controindicato, a meno che il medico non lo ritenga assolutamente necessario e indispensabile per la sopravvivenza della donna e non vi siano altri trattamenti possibili.
Se la gravidanza insorge in maniera non programmata, il trattamento con acido valproico non deve essere interrotto dalla paziente che, tuttavia, dovrà contattare immediatamente il proprio medico.
Anche in questo caso, le controindicazioni potrebbero variare in funzione del medicinale preso in considerazione.
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