La Risonanza Magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici. Questi campi sono prodotti da un grande magnete, senza esporre il paziente a radiazioni ionizzanti, come invece avviene con la TC (tomografia computerizzata). È in grado di fornire un’immagine tridimensionale delle parti interne del corpo. La risonanza magnetica viene sfruttata in numerosi campi di studio, come la neurologia, la neurochirurgia, l’urologia, la traumatologia, l’ortopedia, la gastroenterologia, la cardiologia e l’oncologia. In oncologia viene utilizzata per la diagnosi, la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di diversi tipi di tumore.
La Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto è un esame che prevede l’utilizzo di un farmaco iniettato per via endovenosa. L’utilizzo del mezzo di contrasto consente, dopo la sua infusione, di aumentare la potenza del segnale di alcuni tessuti. Si tratta di una particolare sostanza paramagnetica (chelati del Gadolinio) che si distribuisce nei vasi e negli organi, alterando temporaneamente le proprietà molecolari delle strutture in cui vanno a localizzarsi, modificando il segnale e quindi l’immagine della risonanza magnetica.
Di cosa si tratta e quando si usa il contrasto?
La diagnostica con mezzo di contrasto è una tecnica utilizzata per migliorare la visibilità di organi, vasi sanguigni e tessuti durante gli esami di imaging. Questo tipo di esame è fondamentale per ottenere immagini dettagliate e accurate, che aiutano i medici a diagnosticare e monitorare varie condizioni mediche.
La diagnostica con mezzo di contrasto è una procedura di imaging che utilizza sostanze speciali, chiamate mezzi di contrasto, per migliorare la visibilità delle strutture interne del corpo. Questi mezzi di contrasto vengono somministrati al paziente per via endovenosa, orale o rettale, a seconda del tipo di esame.
- Mezzi di contrasto iodati: Sono comunemente utilizzati in esami di radiografia e tomografia computerizzata (TC). Questi mezzi di contrasto sono particolarmente efficaci nell’evidenziare i vasi sanguigni, gli organi e visceri ed i tessuti molli, per individuare eventuali tumori, aneurismi e altre anomalie.
- Mezzi di contrasto a base di gadolinio: Sono utilizzati nella risonanza magnetica (RM). Il gadolinio migliora la qualità delle immagini ottenute tramite RM, permettendo di visualizzare dettagli fini dei tessuti e delle strutture interne delle strutture anatomiche esaminate.
- Mezzi di contrasto per ecografia: Sono microbolle di gas che migliorano la riflessione degli ultrasuoni, aumentando la qualità delle immagini ecografiche. Sono utilizzati principalmente per studiare il flusso sanguigno e per individuare lesioni epatiche, renali e cardiovascolari.
Preparazione all'esame
La preparazione alla Risonanza Magnetica con contrasto dipende dal tipo di esame che si deve effettuare e dalle indicazioni del medico. No, nei giorni precedenti l’esecuzione di una risonanza magnetica, qualunque sia la parte del corpo da esaminare, non è richiesta una preparazione particolare. Per la somministrazione del mezzo di contrasto occorre un digiuno di almeno 6 ore, ma non è necessario interrompere eventuali terapie in corso (per esempio farmaci per la pressione o per il cuore).
La preparazione per un esame diagnostico con mezzo di contrasto varia in base al tipo di esame e al mezzo di contrasto utilizzato:
- Digiuno: Spesso viene richiesto di non mangiare o bere nulla per alcune ore prima dell’esame, soprattutto se si utilizza un mezzo di contrasto iodato o a base di gadolinio.
- Informare il medico: Esibendo tutta la documentazione clinica e radiologica precedente per l’inquadramento diagnostico, per esguire lo studio radiologico correttamente e per un confronto.
Per gli esami di risonanza magnetica, è necessario rimuovere tutti gli oggetti metallici, poiché possono interferire con l’imaging. Il giorno dell'esame si consiglia di indossare indumenti senza ganci o bottoni automatici, spille, chiusure lampo o altre parti metalliche, che andrebbero in ogni caso tolti prima dell'esecuzione dell'indagine. Si consiglia di prestare molta attenzione anche ai punti metallici applicati in tintoria, che spesso restano attaccati alle etichette perché difficilmente visibili.
Per evitare inconvenienti, comunque, la paziente viene di norma invitata a togliersi tutti i vestiti a esclusione della biancheria intima (purché priva di parti metalliche) e a indossare un camice, fornito dal personale, e calzari monouso. Occorre togliere gioielli e piercing, fermagli per capelli e cinture, occhiali e orologio, ma anche eventuali lenti a contatto, apparecchi per l’udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti e parrucche. Non è consentito portare con sé cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche che potrebbero interferire con lo strumento di indagine.
In alcuni casi si richiede anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi: si può decidere di non truccarsi oppure di portare con sé il necessario per la pulizia del viso.
Somministrazione del Mezzo di Contrasto
- Via endovenosa: Il mezzo di contrasto viene iniettato in una vena, normalmente del braccio. Questa è la modalità più comune per esami TC e RM.
- Via orale: Il paziente beve il mezzo di contrasto, che viene utilizzato principalmente per visualizzare il tratto gastrointestinale.
- Via rettale: Il mezzo di contrasto viene somministrato tramite clistere per esami specifici del colon e del retto.
Come si svolge l’esame?
Lo svolgimento dell’esame è lo stesso di una risonanza magnetica senza mezzo di contrasto. Il paziente viene posizionato sul lettino e viene eseguita una prima acquisizione del distretto anatomico da studiare. Quindi, dopo aver posizionato un sottile accesso venoso, viene iniettato il mezzo di contrasto e si esegue una seconda acquisizione. Durante l’esame, il paziente deve rimanere immobile e seguire le indicazioni del personale sanitario.Il paziente viene posizionato sul lettino dell’apparecchiatura di imaging. L’esame può durare da pochi minuti a un’ora, a seconda del tipo di imaging e delle aree del corpo da esaminare.
- Tomografia Computerizzata (TC): Il paziente viene posizionato su un lettino che scorre attraverso un anello che ruota attorno al corpo, acquisendo le immagini.
- Risonanza Magnetica (RM): Il paziente viene posizionato in un cilindro un po’ più lungo. Il dispositivo utilizza campi magnetici e onde radio per acquisire immagini dettagliate.
- Ecografia con mc (CEUS): Un trasduttore a ultrasuoni viene passato sulla pelle del paziente, utilizzando il mezzo di contrasto per migliorare le immagini.
L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L'esecuzione di una risonanza magnetica non è mai dolorosa, se si esclude la piccola puntura richiesta dall’eventuale iniezione di mezzo di contrasto nella vena del braccio. Gli unici fastidi che si possono avvertire durante l'esecuzione dell’esame derivano dal forte rumore provocato dalla macchina e dal senso di claustrofobia che, soprattutto in passato, era provocato dal rimanere chiusi in un grande cilindro per il tempo necessario all’esame. Per rimediare al rumore di solito vengono forniti al paziente cuffie o tappi per le orecchie, non è invece consentito l'utilizzo di dispositivi elettronici.
Nel corso dell'esame è normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo, che va segnalato agli operatori solo se diventa eccessivo. È possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina, stimolando le cellule nervose della paziente, provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli in varie parti del corpo. Anche questi effetti non devono preoccupare; se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l’operatore, con cui si è sempre in contatto tramite un campanello di allarme e un interfono situati all’interno dell'apparecchiatura.
Ci sono rischi immediati?
Rispettando le cautele sopra descritte, l’unico possibile rischio nel corso della risonanza magnetica è una reazione allergica alla sostanza usata come mezzo di contrasto, il gadolinio, che generalmente è molto più rara e lieve di quella prodotta da mezzi di contrasto a base di iodio usati per gli esami radiografici. L’allergia si può manifestare con sintomi lievi, come prurito, nausea e vomito e, solo in casi eccezionali, scatenare reazioni più gravi che il personale è comunque pronto a fronteggiare. Ecco alcuni rischi possibili:
- Reazioni allergiche: Alcuni pazienti possono avere reazioni allergiche al mezzo di contrasto, che variano da lievi (eruzioni cutanee, prurito) a gravi (difficoltà respiratorie, anafilassi).
- Problemi renali: I mezzi di contrasto iodati possono causare danni ai reni in pazienti con preesistenti problemi renali.
- Nausea e vomito: Raramentei pazienti possono sperimentare nausea o vomito dopo la somministrazione del mezzo di contrasto.
- Sensazione di calore o freddo: Durante l’iniezione del mezzo di contrasto iodato, è comune avvertire una sensazione di calore.
L'esame comporta dei rischi a lungo termine?
La risonanza magnetica non prevede l’uso di sostanze radioattive né di radiazioni ionizzanti come quelle dei raggi X, ma sfrutta campi magnetici di alta intensità e onde a radiofrequenza simili a quelle utilizzate per la radio e la televisione, che interessano le cellule degli organi da esaminare, soprattutto quelli ricchi di acqua. Di conseguenza, allo stato attuale delle conoscenze non c’è ragione di credere che la risonanza magnetica possa provocare danni, nemmeno a distanza di tempo.Le donne portatrici di mezzi contraccettivi intrauterini come la spirale dovrebbero consultare il ginecologo per valutare l’opportunità di eseguire, dopo l’esame, un’ecografia di controllo, per accertarsi che il dispositivo non si sia spostato sotto l’effetto dei campi magnetici. Il rischio potrebbe essere, in tal caso, una ridotta efficacia dell’effetto contraccettivo della spirale e una possibile gravidanza indesiderata.
Chi non può fare la risonanza magnetica?
I portatori di pacemaker cardiaco, neurostimolatori e clip intracraniche per aneurisma non devono sottoporsi a risonanza poiché i campi magnetici prodotti dall’apparecchiatura potrebbero alterare il loro funzionamento. L'esame è controindicato anche per chi, a seguito di incidenti o di interventi chirurgici, ha nel corpo altre strutture metalliche di vario tipo, specialmente se in prossimità di organi vitali, per evitare che i campi magnetici prodotti dalla macchina possano provocare il loro spostamento o il loro surriscaldamento. Tipicamente si tratta di protesi, chiodi e viti applicate in ortopedia, ma esistono anche altri dispositivi in uso in altri rami della chirurgia (per esempio in interventi di angioplastica su arterie e vene), realizzati con materiali che potrebbero rendere rischioso l'esame.
Le protesi del cristallino impiantate per la cataratta prima della metà degli anni Ottanta del secolo scorso o le valvole cardiache metalliche costituiscono un motivo di controindicazione all’esecuzione della risonanza magnetica. Anche se recentemente sono stati messi a punto e introdotti nella pratica chirurgica nuovi materiali che non interferiscono con l’indagine, è bene segnalare ogni tipo di operazione subita in passato. In caso di necessità il medico potrà contattare la struttura dove è stato eseguito l'intervento per accertarsi della compatibilità del materiale utilizzato oppure sottoporre il paziente a una radiografia preliminare per escludere la presenza di materiale metallico.
Sempre per il rischio di avere nel corpo piccole schegge metalliche anche senza esserne consapevoli, è opportuno che chiunque abbia lavorato come tornitore, saldatore, carrozziere, addetto alla lavorazione di vernici metallizzate, oppure abbia subito incidenti di caccia o sia stato vittima di un’esplosione, informi gli operatori. Infine, anche se oggi esistono strumenti a campo aperto, chi soffre di claustrofobia (paura dei luoghi chiusi) può avere delle reazioni ansiose all’interno della macchina.
Quanto dura l'esame?
La durata di una risonanza magnetica dipende dall’estensione della parte del corpo da esaminare ma può variare tra i 25 e i 65 minuti. Molti possono trovarsi in difficoltà a mantenersi immobili, come richiesto perché l'esame riesca bene, per tutto il tempo. Si può però chiedere al tecnico che la esegue la possibilità di sgranchirsi un po’ tra una sequenza e l’altra.
Cosa fare dopo l'esame?
All'esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre alcun tipo di assistenza né durante l’esecuzione né al termine. Conclusa l'indagine si può tornare a casa, anche guidando, senza nessun tipo di limitazione. Il mezzo di contrasto, quando usato, impiega meno di 24 ore per essere eliminato tramite le urine; gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l’iniezione, e possono includere brividi di freddo, nausea, mal di testa e/o vomito, dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione.
I risultati della risonanza magnetica con contrasto sono disponibili nel giro di 48 ore.
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