I test di coagulazione sono analisi di laboratorio utili per monitorare l'attività di coagulazione del sangue, cioè il processo di arresto di un'emorragia che si innesca a causa di una ferita.
Quando e Perché Effettuare Questi Test
I test della coagulazione vengono consigliati dal medico, per esempio, quando una persona deve sottoporsi a un intervento chirurgico, quando bisogna controllare la terapia anticoagulante, o quando si ha il sospetto di una alterata coagulazione del sangue.
Questi esami sono fondamentali nel check-up di base per controllare la coagulazione del paziente.
Preparazione agli Esami di Coagulazione
Sottoporsi ad un prelievo o raccogliere un campione biologico è un passo importante per conoscere il proprio stato di salute, prevenire eventuali disturbi e orientare le terapie. Prima di sottoporsi al prelievo, è fondamentale seguire alcune indicazioni precise.
Digiuno
Prima di sottoporsi al prelievo è fondamentale osservare un digiuno di almeno 8-12 ore: alcool, zuccheri e caffè possono rendere inattendibili i risultati. Risulta ottimale, in ogni caso, condurre il test al mattino con il paziente a digiuno.
Vi è accordo unanime sull’opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 - 12 ore.
Alimentazione
Nei giorni che precedono il prelievo è opportuno seguire la propria dieta abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto. Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale.
L’ultimo pasto deve essere il più possibile simile al solito: sono da evitare sia gli eccessi sia le restrizioni.
Fumo
Poiché anche il fumo può influenzare i risultati, si raccomanda di non fumare nelle ore che vanno dal risveglio al prelievo ematico. È sempre vietato fumare prima del prelievo.
Attività Fisica
Nelle ore precedenti il prelievo è consigliato evitare l’esercizio intensa o sforzi che possano provocare sudorazione. Evitare attività fisica intensa: nelle ore precedenti il prelievo è consigliato evitare l’esercizio intensa o sforzi che possano provocare sudorazione.
Anche durante il tragitto per raggiungere il punto prelievi è bene mantenere uno stato di riposo. Evitare sforzi fisici intensi nelle 24 ore precedenti il prelievo.
Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 - 12 ore che lo precedono.
Farmaci
Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le interferenze possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico. Nel primo caso esse non sono sempre e completamente prevedibili nella loro entità per un’ampia serie di variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco.
Non assumere farmaci nelle 12 ore precedenti il prelievo ad eccezione di prescrizione obbligatoria del medico o assoluta necessità. Segnalare comunque il tipo di farmaco assunto al prelevatore.
Esami Specifici e Preparazione
Tempo di Protrombina (PT-INR)
Il Pt valuta i fattori coagulanti della via estrinseca della coagulazione, ovvero quella attivata in presenza di danni dei tessuti.
Non ci sono particolare indicazioni per l’effettuazione delle analisi del tempo di protrombina.
Per normalizzare il risultato del Pt, che potrebbe essere influenzato dai reagenti e dagli strumenti utilizzati nei singoli laboratori, l’Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato l’International normalized ratio (Inr). Il tempo di protrombina viene espresso in secondi.
Il Pt Inr ideale per i pazienti che, invece, seguono terapie anticoagulanti dovrebbe essere compreso tra 2,5 e 4,5 a seconda della quantità di farmaco prescritta dal medico.
Valori alti del tempo di protrombina indicano che il sangue impiega più tempo del normale a coagulare.
I test di coagulazione vengono consigliati dal medico per esempio quando una per¬sona deve sottoporsi ad un intervento chirurgico, quando bisogna controllare la terapia anticoa¬gulante, quando si ha il sospetto di una alterata coagulazione del sangue.
In particolare quando una persona sta assumendo dei farmaci anticoagulanti di tipo cumarinico, che rendono il sangue molto più fluido per ostacolare la formazione di trombi, si ricorre all’analisi di un ulteriore valore, detto INR, ovvero International Normalized Ratio, un sistema di misura che ha sostituito l'espressione del valore percentuale permettendo così un trattamento uniforme in Italia e nel mondo.
Il tempo di coagulazione viene automaticamente convertito dall'analizzatore in rapporto tra il tempo di protrombina del paziente e il tempo di protrombina ottenuto con un plasma normale di riferimento.
Tale rapporto in condizioni normali è 0.8-1.20.
Il PT misura quanto impiega il sangue a formare un coagulo di fibrina. Viene espresso dal coagulometro in secondi e in un corpo sano, che non assuma farmaci anticoagulanti, ci vogliono dagli 11 ai 13,5 secondi.
- Non è necessario il digiuno completo: se si deve eseguire solo l’esame indicato (PT-INR) è consentita una leggera colazione il mattino del prelievo.
- Alimenti da evitare nei giorni precedenti: ortaggi (asparagi, broccoli, cavolfiori, cavoli, spinaci, insalata, lattuga, radicchio, barbabietole, prezzemolo, piselli, rape, cipolle), legumi (soia, fagioli secchi, lenticchie) ed altri alimenti quali uova, maionese, senape, fegato, cioccolata (poiché interferiscono con la coagulazione).
- Altre informazioni utili: la determinazione del solo PT-INR viene eseguita in soggetti sottoposti a terapia anticoagulante orale (TAO). L’esame viene svolto tutti i giorni, dal lunedì al sabato: i risultati sono disponibili in giornata.
PTT (Tempo di Tromboplastina Parziale)
Il PTT rappresenta il tempo necessario alla formazione del coagulo fibrinico e valuta il sistema intrinseco della coagulazione. Il tempo per la formazione del coagulo di fibrina viene espresso dal coagulometro in secondi.
Fibrinogeno
Il fibrinogeno entra a far parte del processo coagulativo trasformandosi in fibrina e permettendo in tal modo la formazione del trombo emostatico.
Può considerarsi normale quando il suo valore oscilla tra 150-400 mg/ml.
Se il valore del fibrinogeno è più basso di quello normale, significa che l'organismo consuma i fattori della coagulazione anche in assenza di emorragie.
Antitrombina
Con il termine antitrombina ci si riferisce a una proteina che viene prodotta dal fegato e che ha la funzione di regolare l’eventuale formazione di coaguli sanguigni, andando a fluidificare il sangue.
L’emostasi, che regola appunto la coagulazione, impedisce sia di perdere troppo sangue che di formare un’eccessiva quantità di coaguli.
L’esame dell’antitrombina III permette di misurarne la concentrazione (la quantità) e l’attività (la funzionalità) nel sangue della persona che si sottopone a questo test. Cosa sappiamo con questo esame? In associazione al test antigenico nel caso in cui l’attività dell’antitrombina sia bassa, per determinarne la concentrazione.
In questo modo è possibile differenziare la carenza da antitrombina di tipo 1 e di tipo 2. Nel tipo 1 la quantità della proteina è insufficiente, ma funziona correttamente.
Altri Fattori Importanti
Vitamina K
L'apporto nutrizionale di vitamina K svolge un ruolo decisivo nella stabilità della terapia anticoagulante. Le verdure sono la sorgente principale di vitamina K. Il loro consumo anche occasionale è sufficiente per una grande variazione dell'I.N.R.
Pertanto è sconsigliabile assumere le seguenti verdure: spinaci, bietole da costa, verze, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cime di rapa e cicoria.
Prelievo di Sangue
Si tratta di un semplice prelievo di sangue che non necessita il digiuno. Le analisi possono essere eseguite insieme oppure separatamente a seconda della richiesta del medico.
- Utilizzare un contenitore monouso sterile con tappo a tenuta e con etichetta idonea a contenere le informazioni necessarie del paziente.
Il Prelievo di Sangue o Prelievo Venoso è una terapia medica e come tale va effettuata solo da personale sanitario specializzato (medici, biologi e infermieri).
Il Prelievo Ematico viene svolto introducendo in vena un ago, di solito nell’avambraccio. In caso di impossibilità si scelgono altre zone periferiche del corpo le quali presentino vasi sanguigni più visibili, quali il dorso della mano e il polso.
Aghi Butterfly
Gli aghi butterfly sono spesso utilizzati per bambini, pazienti in chemioterapia o terapia anticoagulante e pazienti con difficoltà per l’individuazione dell’accesso venoso.
Gli aghi butterfly hanno lunghezza inferiore e diametro uguale o minore all’ago normale. Essi non sono utilizzati per procurare meno dolore nel prelievo, come spesso si ritiene, ma solo per la loro maggiore maneggevolezza.
Precauzioni Durante il Prelievo
È importante instaurare con il prelevatore un rapporto di fiducia e dialogo per riportargli timori, la possibilità concreta di una perdita di sensi o il desiderio di eseguire il prelievo sdraiati sul lettino.
Accortezze Post Prelievo
Esistono alcuni accorgimenti da mettere in pratica subito dopo un prelievo di sangue:
- tenere il braccio disteso, la mano aperta e premere il cotone sul punto di prelievo, senza strofinare, per almeno 5 minuti.
- se il paziente assume farmaci anticoagulanti, se è in chemioterapia o in stato di gravidanza e in stati fisiologici o patologici in cui la coagulazione risulti rallentata, l’accortezza dovrà essere maggiore e sarà necessario dunque che la pressione sul cerotto venga esercitata per 8/10 minuti.
- evitare di portare pesi e compiere sforzi con il braccio sul quale è stato effettuato il prelievo nei primi minuti successivi allo stesso.
- consigliamo a persone emotive, bambini e donne in gravidanza di fermarsi in sala d’attesa per alcuni minuti dopo il prelievo e di avvisare il personale di laboratorio in caso di qualsiasi disturbo.
Lividi o Edemi
Il prelievo ematico è comunque un evento traumatico per il vaso sanguigno ed è probabile la comparsa di fenomeni post traumatici quali ecchimosi (livido) o edemi (lieve gonfiore). Non allarmarsi dunque per queste evenienze poco gradevoli ma dalla prognosi benigna e applicare una pomata specifica come Arnica, Reparil, Hirudoid, Lasonil.
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