Tutti i soggetti, giovani o anziani, sani o con patologie, dovrebbero sottoporsi periodicamente ai cosiddetti “esami bioumorali”. Si tratta, infatti, di tutti quei controlli periodici atti a stabilire, oltre la buona funzionalità epatica e renale, l’eventuale presenza di alterazioni metaboliche (quali ad esempio dislipidemie congenite, iperuricemia, ittero, diabete), che costringono, appena note, a rivedere il proprio stile di vita e l’alimentazione in particolare.
Come si Eseguono gli Esami del Sangue
Gli esami del sangue vengono eseguiti attraverso un semplice prelievo di sangue effettuato solitamente al mattino a digiuno. L’esame non è pericoloso né doloroso.
Tipi di Esami Bioumorali
Il numero di questi è numeroso: il medico prescrive volta per volta quelli utili a valutare la situazione specifica del paziente, a seconda di ciò che deve essere indagato. Alcuni degli esami più comuni includono:
- Emocromo: È uno degli esami del sangue più utilizzati al fine di valutare la salute generale di un paziente.
- Glicemia.
- Trigliceridi.
- Omocisteina.
- Ferro.
- Azotemia.
Cosa Succede se si è Talassemici?
Gli individui affetti da questa malattia hanno i globuli rossi di dimensioni più piccole rispetto alla norma, condizione denominata “microcitemia”. Fin dai primi mesi di vita, i soggetti talassemici manifestano pallore, ittero, modificazioni dello scheletro, accumulo di ferro nell’organismo, problemi di sviluppo. In alcuni casi più gravi potrebbe presentarsi anche una forma di scompenso cardiaco dovuta alla dilatazione del cuore.
Gli esami richiesti variano in genere in base allo stato di salute e ai sintomi manifestati dal paziente.
Check-up Advanced
Lo scopo del Check-up Advanced è di fornire al paziente una valutazione completa e personalizzata dello stato di salute con particolare riguardo alle patologie più frequenti sul piano epidemiologico (malattie cardiovascolari e oncologiche), ma senza trascurare altre malattie di rilevante interesse come le patologie del fegato o malattie polmonari.
Cardiomiopatia Dilatativa
Dal punto di vista clinico una cardiomiopatia può essere definita “primitiva” quando si possano escludere cause ischemiche, valvolari, infiltrative, carenziali, e secondarie a malattie sistemiche. Le caratteristiche più comuni dal punto di vista clinico sono un esordio subdolo, con progressiva astenia, cardiopalmo e dispnea in un paziente prima in buona salute. Non raro è l’esordio con scompenso congestizio. L’angina può essere presente, e spesso, ma non esclusivamente, indica un’eziologia ischemica. Non ci sono caratteristiche esclusive dal punto di vista ascoltatorio, anche se un galoppo con terzo tono (o un ritmo a quattro tempi) è molto frequente.
Tra gli esami bioumorali obbligatori vanno citati quelli per valutare la funzione renale ed epatica. I più recenti dosaggi di troponine, neurormoni, citochine aggiungono qualche informazione prognostica, senza essere superiori, per ora, alla valutazione prognostica standard mediante il test cardiopolmonare.
Marcatori Tumorali (Biomarkers)
I marcatori tumorali (anche conosciuti come markers tumorali), e più recentemente classificati tra i marcatori biologici (biomarkers), sono sostanze, per lo più proteine, facilmente rintracciabili nel sangue con un semplice prelievo ematico venoso. Si tratta di frequente di molecole che possono essere prodotte anche dalle cellule non tumorali in assenza di malattia. Le cellule cancerose, tuttavia, moltiplicandosi in genere più velocemente, possono rilasciarne nel sangue quantità maggiori rispetto alla norma.
Questi livelli anomali, di conseguenza, possono essere un campanello di allarme per intercettare la malattia. I marcatori tumorali possono essere impiegati nella diagnosi di alcuni tipi di cancro, nella valutazione prognostica, ma soprattutto nel monitoraggio della risposta ai trattamenti farmacologici.
Utilizzo dei Marcatori Tumorali
Nella fase diagnostica i marcatori tumorali possono a volte indirizzare o confermare una diagnosi, ma da soli non sono mai sufficienti a stabilire la diagnosi di tumore. Devono essere sempre considerati insieme all’esito di altri esami clinici e strumentali. Quando un tumore è presente ed è stato diagnosticato, l’andamento dei marcatori può invece essere utile a misurare la risposta a un trattamento e a seguire l’evoluzione della malattia.
Quando i marcatori sono affidabili, il monitoraggio dei loro livelli rappresenta un metodo semplice e poco invasivo per seguire nel corso del tempo la malattia, oppure per individuare precocemente una ripresa dopo una remissione.
Limitazioni dei Marcatori Tumorali
Tuttavia, data la complessità dei tumori, non esistono marcatori che siano sempre attendibili, né un marcatore unico e specifico per tutte le forme di cancro.
È inoltre importante sottolineare che nessuno dei marcatori e dei test attualmente disponibili è consigliato come strumento di screening per la diagnosi precoce di un tumore, soprattutto in assenza di disturbi che facciano sospettare la malattia. Peraltro alcuni di questi marcatori possono risultare positivi per ragioni diverse dal cancro (falso positivo). Oppure è, viceversa, possibile che un tumore, soprattutto se di piccole dimensioni, non si rifletta in un corrispondente significativo aumento del marcatore (falso negativo).
Inoltre va ricordato che non tutte le persone affette da un certo tipo di tumore presentano necessariamente valori elevati del relativo marcatore tumorale, e che per determinati tipi di cancro non sono stati ancora identificati dei marcatori tumorali.
Esempi di Marcatori Tumorali
Oggi conosciamo alcuni marcatori che sono prodotti solo dalle cellule di un organo ma non sono necessariamente specifici di un particolare tumore. Il PSA, per esempio, è la sigla dell’antigene prostatico specifico, prodotto dalla ghiandola prostatica, e la sua concentrazione può crescere in uomini con carcinoma della prostata, ma anche in caso di iperplasia prostatica benigna, infezione o infiammazione della ghiandola prostatica.
Altri marcatori possono aumentare in presenza di più tipi di tumore. Il CA 125, o antigene tumorale 125, si può trovare in alte concentrazioni nel sangue di pazienti con diversi tipi di tumore tra cui il carcinoma dell’ovaio. Il CEA, o antigene carcino-embrionario, è una sostanza che si può trovare nel sangue di pazienti che hanno il cancro del colon, altri tipi di cancro o malattie, o in quello di persone che fumano tabacco. L'alfafetoproteina (AFP), normalmente prodotta dal feto, può suggerire la presenza di un tumore primitivo del fegato o di un tumore delle cellule germinali quando si trova ad alta concentrazione in uomini adulti e donne non in gravidanza.
Importanza della Prescrizione Medica
Date queste premesse, il dosaggio dei marcatori deve essere richiesto dal medico dietro specifica motivazione clinica, altrimenti il paziente che decidesse autonomamente di eseguire questo tipo di test, per curiosità o scrupolo personale, potrebbe interpretarne i risultati in modo fuorviante.
Quando Fare l'Esame dei Marcatori Tumorali
Sono indicati solo in presenza di una diagnosi già accertata di tumore o nel caso in cui altri esami abbiamo destato un forte sospetto di tumore. Inoltre sono indicati, a giudizio del medico, per monitorare l’andamento di una malattia neoplastica diagnosticata, trattata o in corso di trattamento.
Preparazione e Durata dell'Esame
L’analisi di specifici biomarcatori tumorali viene eseguita partendo da un semplice prelievo di sangue.
- Non occorre essere accompagnati.
- L'esame può provocare soloil lieve disagio legato al prelievo di sangue.
- La durata di un prelievo: pochi secondi se non si incontrano difficoltà a trovare la vena. L'analisi in laboratorio può richiedere alcuni giorni.
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