L'analisi biochimica del sangue è una pratica medica molto comune, utilizzata per monitorare e valutare lo stato di salute di un paziente. Questo tipo di esame fornisce informazioni cruciali sulla funzionalità di vari organi e sistemi del corpo.
Emocromo Completo: Un Quadro Generale
L’emocromo completo con formula, noto anche come esame emocromocitometrico completo, è un'analisi del sangue assai frequente. Attraverso questo esame è possibile monitorare e controllare con attenzione lo stato di salute del paziente.
L’esame dell’emocromo può essere prescritto quando il paziente si sente particolarmente stanco oppure se manifesta segni di infezioni, infiammazioni o lesioni.
Per distinguere un emocromo con valori normali è bene sapere che i parametri cambiano a seconda del genere sessuale, dell’età, dello stile di vita, del patrimonio genetico.
Globuli Rossi (Eritrociti)
Nel caso particolare dell’analisi dei globuli rossi (eritrociti), responsabili grazie all’emoglobina del trasporto di ossigeno e anidride carbonica, spesso nel linguaggio comune si confondono ematocrito ed emocromo.
Emocromo basso, che può essere causata da una riduzione dei globuli rossi collegata a patologie renali, leucemie o anemie da carenza di ferro, vitamina B12 o acido folico.
La lettura dei parametri fatta per gli eritrociti vale anche per i valori relativi all’emoglobina, che, se troppo alti, possono essere connessi a patologie del sangue, ma anche alla ridotta quantità di ossigeno inspirato: ciò può accadere ai fumatori o semplicemente quando ci si trova ad alta quota.
Sempre indicativo dello sviluppo di anemia può essere il parametro RDW: se è più alto del normale, significa che sono presenti nel sangue globuli rossi molto più grandi e molto più piccoli dello standard.
Globuli Bianchi (Leucociti)
Per quanto riguarda invece i leucociti, che si attivano per contrastare le minacce all’organismo, è possibile associare un loro aumento a un’infezione o ad altro tipo di patologia: una valutazione che si può portare avanti con una certa precisione, poiché durante l’analisi emerge la specifica tipologia di globulo bianco.
I globuli bianchi sono un’ottima spia contro le infezioni. Nel caso di aumento dei granulociti si è molto probabilmente di fronte a un’infezione provocata da batteri, mentre se aumentano i linfociti, l’infezione dovrebbe dipendere da un virus.
Valori normali sono: da 4.000 a 7.000 per mm3 nella donna e da 5.000 a 8.000 per mm3 nell’uomo. I neutrofili costituiscono il 40-75%, gli eosinofili lo 0-7%, i basofili lo 0-2%, i linfociti il 18-50% e i monociti il 2-9%. I globuli bianchi possono aumentare anche per la somministrazione di alcune sostanze (arginina) o in determinati periodi (gravidanza, mestruazioni).
Altri Parametri dell'Emocromo
- Ematocrito (Hct): È la percentuale di parte corpuscolata del sangue (globuli rossi, piastrine e globuli bianchi). I suoi valori vanno da 37 a 46 nella donna, mentre nell’uomo variano da 42 a 50.
- Emoglobina (Hgb): È la proteina che trasporta l’ossigeno ed è presente nei globuli rossi. I valori normali sono da a 14 a 18 (g/l) per l’uomo e da 12 a 16 per la donna.
- Volume corpuscolare medio (MCV): Indica la grandezza dei globuli rossi ed è importante perché serve nella diagnosi delle anemie: i globuli rossi possono essere più piccoli del normale (anemia microcitica) o più grandi (anemia macrocitica). Si ricava da (ematocrito*10/numero di globuli rossi) e i valori normali vanno da 80 a 100 femtolitri (indicati con fl).
- Contenuto emoglobinico corpuscolare medio (MCH): È la quantità di emoglobina contenuta in media in un globulo rosso.
- Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC): Indica se i globuli rossi a seconda della loro grandezza contengono poca o molta emoglobina. Si ricava da (emoglobina*10/ematocrito) e i valori normali espressi in percentuale vanno da 31 a 37.
- Piastrine (PLT): Dette anche trombociti, sono corpi del sangue senza nucleo, di forma discoidale, che giocano un ruolo essenziale nei processi di coagulazione. Valori normali vanno da 150 a 440 migliaia/microlitro. I valori sono alterati in caso di forti emorragie, circolazione rallentata del sangue, problemi alla milza, leucemie o lesioni del midollo osseo.
Esami Biochimici Specifici
Oltre all'emocromo, gli esami biochimici del sangue valutano diversi parametri relativi a specifiche funzioni organiche.
Funzionalità Renale: Azotemia, Creatinina e Urea
In medicina veterinaria gli esami biochimici comunemente utilizzati per la valutazione della funzionalità renale si limitano alla misurazione della creatinina sierica, dell'urea e recentemente dell'SDMA; la diagnosi di un danno renale deve essere completata con l'esame delle urine, la misurazione delle pressione e l'ecografia.
Con il termine "azotemia" ci si riferisce ad una condizione caratterizzata da un’alta concentrazione sierica di composti contenenti azoto tra cui, primariamente, urea e creatinina (alcune fonti parlano di azotemia in riferimento alla sola misurazione dell'urea). Il termine uremia o sindrome uremica indica una condizione di severa azotemia con accumulo di tossine uremiche.
L’azotemia è una condizione normalmente associata ad un danno renale ma la sua origine può anche essere pre e post renale. A titolo indicativo si può avere una azotemia elevata a causa di diminuita perfusione renale (ipovolemia, patologie cardiache) e in questo caso si parla di cause pre-renali mentre sono cause post-renali tutte quelle che attengono all'apparato urinario (ostruzione, rottura della vescica).
Creatinina
La creatinina, misurata in mg/dl è il prodotto della degradazione della creatina rilevato nel sangue. La creatinina viene poi filtrata dai glomeruli renali con minimo riassorbimento a livello tubulare ed escreta con le urine.
Il valore di creatinina è influenzato dalla massa muscolare per cui animali molto magri, anziani o cachettici possono presentare valori falsamente bassi pure in presenza di un danno renale.
Da notare infine che la creatininemia si innalza solo in presenza di una riduzione di 1/3 del GFR (misurato con clearance dell'inulina) e del 75% della massa renale: è quindi un marcatore non troppo sensibile della riduzione delle capacità di filtrazione dei reni.
Urea
Le proteine vengono scomposte in aminoacidi e poi subiscono un ulteriore processo di degradazione che comporta la produzione di ammoniaca (tossica) che viene infine trasformata in urea e anidride carbonica attraverso una complessa serie di reazioni che avvengono nel fegato e note come “ciclo dell’urea”.
Un aumento dei livelli di urea è normalmente associato ad un aumento delle creatininemia ed in tal caso viene associato ad una disfunzione renale o pre/post renale. Un aumento di urea e una diminuzione della creatinina può essere dovuto ad una diminuzione del GFR (su animali con ridotta massa muscolare /cachettici) oppure indicare una azotemia prerenale.
Valori alti di creatinina e bassi di urea con diminuzione del GFR possono essere indicativi di un danno epatico (disfunzioni che limitano l’efficienza del ciclo dell’urea) o una dieta con basso apporto proteico.
SDMA (Simmetrica Dimetilarginina)
Si tratta di un marker recentemente introdotto da alcuni laboratori che misura la concentrazione della dimetilarginina simmetrica, un aminoacido metilato prodotto dalla degradazione delle proteine ed escreto per via renale, che rappresenta un indicatore precoce e indipendente dalla massa muscolare di una disfunzione renale.
Proteine Sieriche
Le proteine sieriche sono oltre un migliaio e servono agli scopi più diversi: il trasporto di sostanze, il mantenimento della pressione oncotica, la coagulazione, l’immunità umorale (anticorpi, proteine della fase acuta), la regolazione di funzioni metaboliche (insulina e altri ormoni), ecc.
Albumina
L'albumina, veicola diverse sostanze tra cui alcuni tipi di ormoni, la bilirubina non coniugata e molti farmaci. Un aumento dell’albumina (iperalbuminemia) può essere ricondotto all’uso prolungato di corticosteroidi a dosi immunosoppressive o disidratazione (perdita di fluidi per diarrea/vomito).
Globuline
Come sopra accennato le globuline rappresentano la frazione di proteine sieriche ad esclusione dell’albumina. Il dato complessivo può indicare uno stato infiammatorio cronico o acuto, neoplasia, malattie immunomediate, sindrome nefrosica, ecc. e come tale non è molto indicativo.
Le globuline possono essere meglio caratterizzate con l’elettroforesi che le distingue in alfa, beta e gammaglobuline (oltre che ovviamente albumina).
- Le alfa-globuline comprendono molte proteine infiammatorie di fase acuta.
- Nel gruppo delle beta-globuline vi sono proteine infiammatorie (proteina C reattiva, fattori del complemento, ecc.) tipiche di uno stato infiammatorio cronico/acuto, alcune immunoglobuline e fibrinogeno.
- Le gamma-globuline che comprendono essenzialmente immunoglobuline (anticorpi) possono generalmente indicare una risposta immunitaria attiva.
Elettroforesi delle Proteine
L'elettroforesi è un esame che permette di separare le diverse classi di proteine sieriche (ma anche altri fluidi quali ad esempio un 'effusione o il CSF) sulla base del diverso peso molecolare e della carica elettrica.
La tecnica più diffusa per l'elettroforesi è quella che utilizza una striscia di gel di agarosio sul quale si pone un aliquota del campione; applicando poi una corrente elettrica continua le proteine (a carica negativa) si muovono verso l'anodo in modo differenziato in base alla loro carica e al peso molecolare (più veloci quelle a più alta carica ed a minor peso molecolare).
Dopo un certo tempo il gel trattato con un colorante rivela diverse bande più o meno intense corripondenti a classi di proteine. Queste bande vengono poi tradotte in una traccia densitometrica e una serie di valori numerici, in percentuale e in valore di concentrazione (mg/dl).
Elettroliti: Sodio, Potassio e Cloro
Sodio, potassio e cloro sono i principali elettroliti coinvolti nel mantenimento dell’equilibrio idrosalino (cioè tra liquidi intracellulari, liquidi interstiziali e sangue) e dell’equilibrio acido-base, nonché fondamentali per l’attività elettrica delle cellule e la contrattilità dei muscoli scheletrici e cardiaco.
Si tratta di parametri di estrema importanza nel trattamento dei pazienti critici (vengono rilevati anche dall’emogas) quanto utili come indicatori diagnostici di diverse patologie.
Equilibrio dei Fluidi
Il corpo è costituito per il 60% di acqua, che comprende liquido interstiziale (~26%) e intravascolare, cioè sangue e linfa (~7%). Le pareti cellulari e i capillari fungono da membrane semipermeabili, cioè consentono il passaggio del solvente (acqua) e di particelle di soluto (ioni, molecole, ecc.) di una certa dimensione da un comparto all’altro.
L’equilibrio dei fluidi tra questi diversi comparti è regolata da un complesso di principi fisici tra cui la pressione idrostatica (la pressione che un liquido esercita sulle pareti del contenitore) e l’osmosi (due soluzioni a diverse concentrazioni tendono all’equilibrio spostando il solvente verso il comparto a maggior concentrazione in modo da tendere ad una pari concentrazione di soluto in entrambi i comparti), il coefficiente di filtrazione, ecc. da cui derivano precise leggi matematiche (es. equazione di Starling che mette in relazione pressione idrostatica ed oncotica).
Questi processi di scambio di fluidi e delle sostanze in esso disciolte avviene a livello dei capillari, a livello polmonare e renale. In breve la pressione oncotica è quella forza che, contrastando la pressione idrostatica, tende a mantenere il sangue nei vasi; nei capillari arteriosi la differenza tra queste forze è a favore della pressione idrostatica per cui si ha fuoriuscita di fluidi e soluti verso lo spazio interstiziale mentre nei capillari venosi si ha il fenomeno opposto e conseguente riassorbimento.
Sodio
Espresso solitamente in mmol/l è il principale catione extracellulare e determinante per il mantenimento dell’osmolalità plasmatica e del volume dei fluidi extracellulari; i reni, rispondendo agli stimoli di dell’ormone antidiuretico (ADH) e dell’aldosterone la cui secrezione è regolata da un complesso meccanismo di sensori (osmocettori, barocettori, apparato juxtaglomerulare e RAAS) cruciali nel mantenimento di tale equilibrio attraverso il riassorbimento/escrezione di sodio ed acqua.
La condizione di ipernatremia si verifica quando si ha una eccessiva perdita di acqua a scapito del sodio; la perdita di fluidi intracellulari colpisce primariamente il sistema nervoso con letargia, convulsioni e può essere fatale. e fluidi ipertonici) oppure, ovviamente, in caso di diabete insipido.
Potassio
Il potassio è il principale catione intracellulare ed è essenziale per il corretto funzionamento delle cellule, in particolare quelle muscolari, cardiache e nervose (mantenimento del potenziale di membrana). Il potassio è mantenuto principalmente nei muscoli e nelle ossa e solo una piccolissima parte (intorno ai 4-5 mmol/L, circa 30 volte meno rispetto al sodio) si trova nel plasma dove la sua concentrazione è finemente regolata sia a livello renale che cellulare.
L’azione del rene nel mantenimento dell’omeostasi del potassio avviene regolandone l’escrezione sotto il controllo di ormoni quali l’aldosterone e diversi altri fattori dipendenti dalla concentrazione sodio/potassio, dall’acidità, ecc. a riposo e predispone le cellule ad una maggiore eccitabilità dei muscoli, delle fibre nervose ed in particolare del cuore che può portare ad aritmie e arresto cardiaco.
L’ipokaliemia ha l’effetto opposto di abbassare il potenziale di membrana a riposo causando debolezza muscolare e aritmie.
Equilibrio Acido-Base e pH
Il sangue come tutti i fluidi è caratterizzato da un valore di pH che indica la prevalenza di ioni idrogeno H+ rispetto agli ioni idrossido (OH-). Quando in un liquido, ad esempio l’acqua, il numero di questi ioni si equivale abbiamo una soluzione neutra, quando prevalgono gli ioni idrogeno abbiamo una soluzione acida, basica o alcalina quando prevalgono gli ioni idrossido.
La misura è data dal pH (espresso come il logaritmo in base 10 dell’inverso della concentrazione degli ioni idrogeno) e il range va da 0 (fortemente acida) a 14 (fortemente alcalina) dove 7 indica una soluzione neutra.
Il sangue è leggermente basico e deve rimanere in un range ristretto (indicativamente 7.3 +/- 0.1: il valore preciso dipende dalle macchine e dal fatto che si tratti di sangue venoso o arterioso): qualunque scostamento da questi ristretti limiti è causa di gravi alterazioni patologiche che possono avere esito letale dette acidosi e alcalosi.
Calcio
È mantenuto quasi totalmente nelle ossa (99%), la restante parte è presente nel siero e una parte minima nelle cellule. È coinvolto principalmente nella contrazione muscolare e nella conduttività nervosa, nella coagulazione e in molti processi a livello cellulare.
La forma attiva del calcio, calcio libero ionizzato (Ca2+) rappresenta circa il 50% del calcio sierico mentre la restante parte è legata a proteine, in particolare albumina e in altri composti. Normalmente viene misurato solo il calcio totale mentre il calcio libero ionizzato viene misurato a parte o tramite emogasanalisi; la distinzione è importante in quanto il calcio legato a proteine non viene utilizzato né come stimolo ormonale né come fonte compensatoria in caso di ipocalcemia.
La calcemia viene regolata dall’azione di tre ormoni: PTH, calcitonina e vitamina D la cui secrezione è controllata dal livello del calcio libero ionizzato. L’ormone paratiroideo (PTH) agisce principalmente a livello renale stimolando il riassorbimento del calcio e l’escrezione di fosforo e favorendo la conversione della vitamina D nella sua forma attiva (calcitriolo o 1.25 diidrossicolecalciferolo) che a sua volta favorisce l’assorbimento intestinale del calcio (azione anche stimolata dal PTH); agisce inoltre a livello delle ossa favorendo la liberazione del calcio immobilizzato.
La calcitonina (secreta dalle cellule parafollicolari della tiroide) agisce invece inibendo l’osteolisi e facilitando l’escrezione renale del calcio: si può riassumere dicendo che PTH e calcitriolo (vit. D) innalzano la calcemia mentre la calcitonina l’abbassa.
Le alterazioni della calcemia possono indicare una vasta gamma di patologie che attengono funzionamento delle paratiroidi, a malassorbimento, neoplasie, danno renale, ecc.
Fosforo
Il fosforo, analogamente al calcio, è presente soprattutto nelle ossa (80-85%), nei muscoli, nelle cellule (è il principale anione) e solo in piccola parte nel siero (<2.2 mmol/L). Come per il calcio, gli ormoni che regolano la mobilitazione del fosforo sono gli ormoni paratiroidei e la vitamina D, in questo però nel modo inverso.
Il PTH ne favorisce l’escrezione renale inibendo il riassorbimento tubulare e attivando la vitamina D che induce in modo indiretto una riduzione della ritenzione di fosfati. La principale fonte di fosforo è la dieta ed il suo assorbimento intestinale viene influenzato dalla calcitonina e della vitamina D: la prima ne riduce l’assorbimento mentre la seconda lo favorisce.
L’iperfosfatemia è quasi sempre associata all’azotemia e in quanto tale è un indicatore di insufficienza renale cronica (specie di nefrite interstiziale) soprattutto quando il danno renale è avanzato (85% di perdita di funzionalità dei nefroni). Può anche essere conseguenza di una insufficienza renale acuta dovuta a tossicosi.
L’ipofosfatemia severa (quando è lieve è solitamente asintomatica) può essere causa di importanti danni cellulari (es. anemia emolitica, anormalità coagulative, ecc.), sintomi neuromuscolari/convulsioni, debolezza, vomito, ecc.
Magnesio
Il magnesio, secondo catione cellulare dopo il potassio, svolge un ruolo essenziale nella sintesi dell’acido nucleico, delle proteine ed è necessario in molte reazioni enzimatiche tra cui quelle che comportano rilascio di energia attraverso ATP. È presente nell’organismo soprattutto nelle ossa (50%), muscoli scheletrici, tessuti molli e solo in minima quantità nel siero: questa piccola quantità è in parte legata all’albumina e altri composti e la restante parte (60%) è nella forma ionizzata.
Iper e ipomagnesiemia sono alterazioni relativamente comuni nei gatti ospedalizzati e spesso concomitanti con altre alterazioni di minerali/elettroliti.
Glucosio
Il metabolismo energetico riguarda primariamente il glucosio e i grassi in quanto fonti di energia. Il glucosio, derivato dal metabolismo dei carboidrati e di alcuni aminoacidi attraverso la gluconeogenesi, è una fonte di energia primaria ed indispensabile per i tessuti glucosio-dipendenti: cioè il cervello, gli eritrociti, la retina, ecc.
L’insulina, secreta dalle cellule beta del pancreas in risposta all’aumento della glicemia stimola l’assorbimento cellulare del glucosio, favorisce la sintesi di glicogeno ed inibisce l’utilizzo delle scorte di glucosio (glicogenolisi) col risultato finale di diminuire la glicemia.
Le catecolamine (epinefrina e norepinefrina) hanno anch’esse effetto, seppure transiente, sul livello di glicemia: l’epinefrina stimola la glicogenolisi e il rilascio di glucosio mentre la norepinefrina inibisce il rilascio di insulin.
Preparazione all'Esame del Sangue
Per effettuare le analisi del sangue è necessario sottoporsi al prelievo di un campione di sangue, campione che di norma viene prelevato dalla vena di un braccio tramite una siringa sterilizzata.
È fondamentale, per la maggior parte dei valori, leggere le analisi del sangue nel loro insieme, così com’è fondamentale interpretare i risultati anche in base alle caratteristiche della singola persona.
Qual è dunque il modo giusto di prepararsi all’esecuzione delle analisi del sangue? Si deve poi tenere conto che l’assunzione di determinati integratori alimentari può interferire con i risultati dell’esame.
Interpretazione dei Risultati
L’intervallo di normalità - Accanto al valore dell’esame, ogni laboratorio di analisi indica un intervallo di normalità. Di massima tali intervalli (che sono desunti da medie sulla popolazione) sono simili, ma non perfettamente uguali.
La variazione percentuale - Una conseguenza del punto precedente è che non conta la variazione assoluta del parametro, quanto quella percentuale. Un parametro doppio rispetto al normale può essere preoccupante, mentre di solito non lo è una variazione di qualche unità.
I valori composti - Alcuni valori dipendono da altri. È il caso del colesterolo totale, somma di quello cattivo e di quello buono. Indicare un massimo di colesterolo totale(per esempio 220) è fuorviante perché ciò che conta è avere un valore nella norma di colesterolo cattivo (tant’è che ci si riferisce più correttamente all’indice di rischio cardiovascolare definito come colesterolo totale / colesterolo buono).
L’assunzione di farmaci - L’assunzione di farmaci (anche quelli più banali) può alterare ovviamente l’esame, proprio come l’effettuarlo a digiuno o no.
La gravidanza - Anche la gravidanza altera i valori di riferimento.
L’attività sportiva - Emocromo, CPK, transaminasi, uremia ecc. sono tutti parametri che possono essere alterati da un’intensa attività sportiva (anche occasionale come una sporadica partita a tennis o una massacrante gita in montagna).
Da un singolo esame quasi mai si riesce a risalire alla patologia del soggetto. Deve essere valutato insieme a tutti gli altri, anche quelli normali. Per cui è inutile esaminare il solo dato al di fuori dei valori di riferimento. Inoltre è necessario inquadrarlo con il vissuto del paziente, cosa che solo il medico curante con una visita diretta può fare.
Come abbiamo visto molte volte le analisi ematiche sono il punto di partenza per avviare le indagini cliniche, multiMed ha pensato di semplificare il servizio prelievi, dividendo in semplici pacchetti checkup quelli che sono gli esami comunemente richiesti.
Il sangue è analizzabile in molteplici componenti che sono in grado di rappresentare degli indicatori precisi sul nostro stato di salute, quando analizzati da un occhio medico esperto.
In questa pagina offriamo una panoramica delle diverse analisi e del motivo per cui queste, generalmente, vengono richieste. Per facilitare la ricerca le voci sono presentate in ordine alfabetico. Seguendo il link di un valore, vedrete anche le ulteriori analisi di solito richieste per la stessa finalità diagnostica.
I contenuti qui riportati hanno solo un valore informativo generico e non sostituiscono in alcun modo un parere medico. Qualsiasi interpretazione personale potrebbe non essere corretta per la vostra condizione. Vi raccomandiamo di rivolgervi ad un medico per qualsiasi approfondimento sul vostro stato di salute.
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