Esame delle Urine: Tipi di Pipì e Interpretazione

La pipì è una costante delle nostre giornate, così scontata che spesso nemmeno la consideriamo. Eppure può dirci tante cose sulla nostra salute semplicemente osservandola: per il colore, la quantità, o per eventuali caratteristiche diverse dal solito. Imparare a interpretare la propria pipì è semplice ed è anche utile: perché se qualcosa non va ce ne possiamo accorgere in tempo, e questo ci permette di correggere immediatamente comportamenti scorretti o di chiedere aiuto al medico.

A cosa serve l’esame delle urine completo?

L’urina, a sua volta, viene prodotta dai reni che svolgono una funzione di filtro eliminando le scorie accumulate dall’organismo, che si concentrano nel sangue. L'esame delle urine riveste notevole importanza per l'elevato numero di informazioni diagnostiche che da esso si possono desumere.

L'esame delle urine è un insieme di test chimici e fisici, semplice e non invasivo, che studia a fondo le caratteristiche delle nostre urine. In base ai risultati è possibile capire se ci sono in atto patologie renali e/o urologiche.

Come prepararsi per l’esame delle urine?

La raccolta delle urine deve essere effettuata preferibilmente al mattino. Le prime urine emesse appena ci si è svegliati, infatti, sono solitamente più concentrate. La modalità di raccolta per questo test prevede che venga preso il secondo getto dell’urina.

Raccolta delle urine nei bambini

Effettuare un’accurata pulizia dei genitali del bambino (con sapone delicato, non antisettico), risciacquare abbondantemente e asciugare con un asciugamano pulito o una salvietta di carta usa e getta. Nelle femmine, effettuare la pulizia dei genitali procedendo dalla parte davanti verso quella di dietro, per evitare la contaminazione da parte di germi presenti nella zona intorno all’ano.

Raccogliere almeno 15-30 mL. Chiudere ermeticamente il contenitore e inviarlo al laboratorio nel più breve tempo possibile, preferibilmente entro 2-3 ore dalla raccolta.

Nei bambini più piccoli, per raccogliere il campione è necessario utilizzare un apposito sacchetto sterile monouso. Una volta eseguita la raccolta, il sacchetto dovrà essere chiuso e riposto in un contenitore per le urine.

In che cosa consiste l’esame? Quali sono i parametri di normalità delle urine?

Spesso lo diamo per scontato, ma le urine non sono tutte uguali: possono cambiare per colore, trasparenza, odore, e per diverse altre caratteristiche in genere differenti da persona a persona. Caratteristiche che nello stesso individuo possono variare nel tempo, dandoci indizi importanti sullo stato di salute. Non tutte le alterazioni di questo tipo sono associate a patologie: a volte sono cambiamenti fisiologici che si correggono da soli, ad esempio bevendo più acqua.

Esame Fisico

L'esame fisico valuta una serie di parametri quali colore, aspetto e peso specifico.

Colore

Nel primo caso, un indicatore utilizzato per la valutazione è il colore, che dovrebbe essere un giallo pallido. Il colore delle urine normali è giallo la cui gamma può variare dal paglierino al giallo oro fino al giallo/arancio intenso in caso di urine molto concentrate. La pipì può quindi assumere diverse tonalità di colore. Le urine in condizioni normali hanno un aspetto limpido e una colorazione che può variare dall’incolore al giallo paglierino.

Colori più chiari corrispondono ad un migliore stato di idratazione, mentre colori via via più scuri (arrivando a tonalità simili al miele o all'ambra) significano che non si sta bevendo abbastanza e che quindi le nostre urine sono concentrate. La disidratazione può aggravare la funzione depurativa dei reni e creare problemi anche alla pressione sanguigna: urine più scure, quindi, sono già il primo segnale che deve invitarci a bere di più per mantenerci in salute.

Se le urine sono marroni è possibile che la disidratazione sia davvero marcata, oppure che ci sia un problema a livello del fegato o del pancreas. Se le urine hanno un colore rosso, rosa o bruno (simile a bevande a base di cola) è possibile che contengano tracce di sangue. Infatti la presenza di sangue nelle urine, detta anche definita ematuria (valutata ad occhio nudo o con un esame delle urine) è un “campanello d’allarme” che non va mai sottovalutato ma, anzi, sempre indagato.

Colorazioni anomale possono andare dall'incolore nel caso di urine estremamente diluite, al biancastro torbido in presenza di pus, al rosa/rosso in presenza di sangue, emoglobina o mioglobina, al verdastro in presenza di infezioni da pseudomonas, al marsala/marrone in presenza di bilirubina fino al nero in presenza di melanina e suoi derivati. In ogni caso è opportuno tenere presente che diversi farmaci ed alimenti possono conferire delle colorazioni particolari alle urine che in alcuni casi possono mimare colorazioni patologiche.

Tabella dei colori delle urine e possibili cause:

Colore Possibili cause
Giallo pallido Normale
Incolore Urine estremamente diluite
Giallo scuro/Ambra Disidratazione
Marrone Disidratazione marcata, problemi al fegato o pancreas
Rosso/Rosa Presenza di sangue (ematuria), consumo di barbabietole o mirtilli
Verdastro Infezioni da pseudomonas
Nero Presenza di melanina e suoi derivati

Aspetto

Un secondo parametro utilizzato è il grado di trasparenza delle urine, che dovrebbero essere limpide. L'aspetto dell'urina normale è limpido o leggermente opalescente, di contro in diverse condizioni più o meno patologiche quali presenza di materiali amorfi, pus, sangue ed elementi figurati, batteri, cristalli e cilindri, essa può assumere un aspetto torbido.

A prescindere dal colore, è importante notare se le proprie urine diventano più schiumose, generando più 'bollicine' del solito. La presenza di schiuma è piuttosto comune, e non significa per forza la presenza di una patologia in atto. Anzi, può dipendere da un forte getto urinario, oppure può essere causata da residui di prodotti detergenti per la pulizia del wc. Ci sono tuttavia dei casi in cui questa schiumosità è associata a infezioni alle vie urinarie, o all'uso di determinati farmaci.

Peso Specifico

Il peso specifico delle urine fornisce, invece, informazioni sulla funzionalità dei reni.

Esame Chimico

Da un punto di vista chimico, un parametro molto utile è il livello di acidità dell’urina. Il suo pH varia, tipicamente, tra 4.5 e 8 e valori diversi dalla norma possono essere il risultato di infezioni o acidosi. Il pH delle urine normali è leggermente acido oscillando tra 5.5 e 6.5, potendo però variare entro ambiti più ampi (da 5.0 a 8.0) a seconda della dieta, rispettivamente carnea o vegetariana o in seguito a condizioni metaboliche fisiologiche o patologiche.

Tra gli altri parametri, uno dei più indicativi è la presenza di glucosio nelle urine. Questa condizione è definita glucosuria e potrebbe rivelare in molti casi la presenza di diabete mellito. Il glucosio nelle urine (glicosuria) dovrebbe non essere rilevabile. La causa più frequente di glicosuria rilevabile si osserva quando la glicemia supera il livello della soglia renale (circa 180 mg/dl), in questa situazione il glucosio che passa il filtro glomerulare supera la capacità di riassorbimento da parte del tubulo e passa, quindi, nelle urine.

I corpi chetonici, costituiti da acetoacetato, acido idrossibutirrico ed acetone, sono prodotti del metabolismo glucido-lipidico e risultano normalmente assenti nelle urine.

Le proteine dovrebbero essere assenti nelle urine normali, in realtà una proteinuria inferiore a 50 mg nelle 24 ore costituita da albumine, globuline a basso peso molecolare e proteine delle vie urinarie viene considerata normale. Si possono avere casi di proteinuria intermittente, con valori di 500-1000 mg/24 h, in presenza di albuminuria ortostatica, da sforzo o da febbre, queste situazioni rientrano nella norma quando viene eliminata la causa di origine e rivestono scarso o nullo significato patologico.

Anche l'emoglobina, rilevata con metodi chimici, deve essere assente nelle urine normali, di contro la sua presenza, definita ematuria è sempre la spia della presenza di processi patologici più o meno gravi a livello del rene. La presenza di ematuria può essere dovuta a globuli rossi intatti o a emoglobina da globuli rossi emolizzati, l'origine di questi ultimi può essere varia dal glomerulo fino all'uretra.

Le cause più frequenti di ematuria sono patologie renali (glomerulonefrite, neoplasie renali, rene policistico, infarto renale, pielonefrite, calcolosi renale, infezioni acute), patologie vescicali-uretrali (cistiti, uretriti, calcolosi, tubercolosi e neoplasie), patologie extra-renali (ipertrofie e neoplasie prostatiche, neoplasie del colon-retto, emorragie, emopatie). È importante rimarcare che l'ematuria può anche essere conseguenza di fenomeni traumatici a livello renale, vescicale e/o uretrale.

L'urobilinogeno è normalmente presente in basse concentrazioni (meno di 33 micromoli/L) nelle urine, si origina a partire dal bilinogeno formato a partire dalla bilirubina nell'intestino, che a sua volta viene in parte rielaborato nel fegato ed in parte escreto nell'urina. La sua concentrazione aumenta in presenza di patologie epatiche, nell'ittero emolitico ed in quello epatotossico, mentre si azzera completamente nell'ittero da occlusione delle vie biliari.

La bilirubina, assente nelle urine normali, si rileva quando in circolo aumenta la sua frazione coniugata (danno epatico, ittero da stasi ed ittero epatotossico, anemia emolitica).

I nitriti, assenti nelle urine normali, vengono prodotti dal metabolismo di alcuni batteri quando questi ultimi colonizzano le vie urinarie causando un'infezione.

Esame Microscopico del Sedimento Urinario

L'esame microscopico standard delle urine prevede l'osservazione diretta del sedimento urinario, dopo centrifugazione, a piccolo (100x) e medio ingrandimento (400x).

Le cellule epiteliali possono provenire da ogni porzione del tratto genito-urinario. Nel sedimento urinario sono normalmente presenti delle cellule epiteliali provenienti dallo sfaldamento della mucosa delle basse vie urinarie, si tratta di cellule epiteliali squamose di origine vescicale o uretrale di scarso significato clinico.

I leucociti presenti nelle urine sono soprattutto polimorfonucleati e, come già osservato, la loro sporadica presenza nelle urine è un evento del tutto normale soprattutto nelle pazienti di sesso femminile, di contro l'aumento dei leucociti (leucocituria) e la presenza di leucociti ammassati e disfatti (piuria) nel sedimento urinario sono indice di fenomeni infiammatori acuti del tratto urinario quali cistiti e pielonefriti.

Allo stesso modo dei leucociti, i globuli rossi sono assenti nelle urine normali anche se un reperto di rare emazie nel sedimento urinario non riveste un sicuro significato patologico, in ogni caso, una loro eventuale presenza, definita ematuria, può essere dovuta a presenza di globuli rossi intatti o di emoglobina da globuli rossi emolizzati.

L'ematuria può dipendere da un anomalo passaggio di emazie attraverso la membrana del glomerulo nelle nefropatie o da un sanguinamento a qualsiasi livello delle vie urinarie, dal glomerulo all'uretra, nel primo caso le emazie sono tipicamente deformate, mentre nel secondo sono generalmente di aspetto normale.

Una ematuria rilevante può dipendere da fenomeni a livello delle vie urinarie quali glomerulonefrite, calcolosi renale, uretrale e vescicale, neoplasie, traumi, infezioni ed infiammazioni a livello delle vie urinarie (nefrite, uretrite, cistite, pielite), stenosi uretrale, ma può originare anche da cause extra-renali quali ipertrofia e neoplasia prostatica, neoplasia del colon/retto ed emopatie.

I cilindri derivano da proteine che gelificano nel lume tubulare assumendone la forma, si formano soprattutto a livello del tubulo collettore e distale, dove le condizioni di flusso, pH e concentrazione sono le più favorevoli alla precipitazione delle proteine. All'interno del gel proteico si possono ritrovare vari componenti cellulari che danno significato più o meno patologico alla presenza dei cilindri.

Su questa base si hanno cilindri ialini, rinvenuti di frequente in urine concentrate dopo esercizio fisico o stress, il cui reperto occasionale può non avere significati patologico. Cilindri di significato sicuramente patologico sono quelli granulari, indicativi di patologie renali significativa ma a volte presenti anche dopo esercizio fisico estremo o febbre molto elevata, quelli eritrocitari, indicativi di ematuria di genesi renale e di glomerulonefrite e quelli leucocitiari, contenenti leucociti polimorfonucleati ed osservati in glomerulonefriti ad intensa attività infiammatoria.

La presenza di cristalli nelle urine è significativa solo per quantità consistenti e per alcuni tipi di cristalli. In urine acide possono ritrovarsi cristalli di acido urico (presenti in grandi quantità nei pazienti affetti da gotta) e di ossalato di calcio (di origine dietetica, vegetali, pomodori, the, cioccolato, bibite gassate), ma anche precipitati di urati amorfi. Nelle urine alcaline si possono ritrovare cristalli di fosfato di calcio e precipitati di fosfati amorfi.

Alcune cristallurie vengono considerate sempre patologiche, rientrano in questo campo la presenza di cristalli di triplo fosfato (infezioni del tratto genitourinario), di cistina (patologie metaboliche congenite), tirosina e leucina (patologie degenerative, epatiti, leucemie), colesterolo (patologie renali, sindrome nefrosica, deposizione lipidica anomala a livello renale), bilirubina (ittero clinicamente rilevabile), emosiderina (emolisi severa, anemie emolitiche, reazioni trasfusionali).

Altri reperti che possono essere osservati nel sedimento urinario sono batteri e miceti lievitiformi; le urine sono di norma sterili, la presenza contemporanea di un numero elevato di batteri e leucociti è indicativa di una infezione delle vie urinarie, mentre la presenza di rari batteri può indicare una contaminazione del campione, di contro la presenza di miceti si può riscontrare nelle infezioni micotiche ed è di frequente riscontro nelle urine dei soggetti diabetici in presenza di glicosuria.

Nelle urine si può osservare anche la presenza di spermatozoi, il cui reperto casuale non riveste significato patologico, ma va comunque valutato in base all'età, all'attività sessuale e alla presenza di eventuali alterazioni prostatiche e delle vie genitali, di muco, che può avere significato fisiologico o in alcuni casi essere la spia di un processo infiammatorio e di corpi grassi.

Altri Test Urinari

  • Stick urinario o analisi delle urine: è un metodo facile per individuare la presenza di sangue non visibile ad occhio nudo nelle urine (microematuria).
  • Citologia urinaria: Con questo test, uno specialista analizzerà al microscopio le cellule presenti nelle urine, dopo una speciale colorazione istologica delle cellule per meglio evidenziarle.
  • Biomarcatori Urinari: Proteina nucleare Matrix 22 (NMP22; BladderChek ®). Questo test si concentra sull'individuazione della NMP22, una proteina presente nel nucleo, il centro principale di comando delle nostre cellule, con attività regolatoria e sede nel quale viene immagazzinato il nostro DNA.
  • Antigene tumorale della vescica (BTA; BTA stat ®, BTA TRAK®): Questi test si concentrano sull’individuazione del BTA (human complement factor H related protein) nelle urine.
  • Ibridazione fluorescente in situ (FISH; UroVysionTM): In questo test, i comuni cambiamenti genetici delle cellule tumorali vescicali (che includono cromosomi 3,7,17 e 9p21) presenti nelle urine, vengono analizzate in laboratori specializzati.
  • Esame dei un frammento di citocheratina (UBC® Rapid/ELISA): In questo test, vengono misurati frammenti di particolari componenti cellulari (nel seguente caso, parti specifiche del citoscheletro, i.e. citocheratina 8 e 18) presenti nelle urine.
  • Esame del multigene RNA (Cxbladder ®): Nel seguente esame vengono analizzati cinque speciali geni marcatori (CDC2, HOXA13, MDK, IGFBP5 e CXCR5) presenti nelle urine, in un laboratorio specializzato.
  • Esame del Profilo Epigenetico (AssureMDx TM): Con questo esame, viene analizzato lo stato di metilazione di tre geni (TWIST1, ONECUT2, e OTX1) insieme alle analisi di mutazione di altri tre tipi (FGFR3, TERT e HRAS).
  • Esame della colorazione morfoistochimica (CellDetect ®): In questo esame, le cellule prese dalle urine vengono colorate con un estratto, insieme a 3 coloranti, per poi essere analizzate al microscopio, in un laboratorio specializzato.

I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. Se notiamo un'alterazione delle urine dobbiamo rivolgerci al nostro medico di medicina generale che, in base alla situazione, indicherà i primi esami da effettuare.

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