L'esame delle urine per la ricerca di Ureaplasma è un test diagnostico essenziale per identificare la presenza di questi batteri nel tratto urogenitale. Mycoplasma e Ureaplasma sono noti per la loro capacità di sviluppare resistenza agli antibiotici. Si tratta di microrganismi che appartengono a un genere di batteri noti come micoplasmi.
Cos'è l'Ureaplasma?
L’ureaplasma è un batterio che appartiene alla famiglia dei mycoplasmi ed è diviso in due specie: Ureaplasma urealyticum e Ureaplasma Parvum. Nella famiglia dei micoplasmi esistono due specie di ureaplasma: l’urealiticum e il parvum. È caratterizzato da dimensioni piccolissime e assenza della parete cellulare e si trova perlopiù nei sistemi genito-urinari maschile e femminile.
L’ureaplasma prende la sua energia dall’urea (da qui deriva il nome del batterio) per crescere e replicarsi; è per questo che gli ureaplasmi possono essere trovati nei sistemi urogenitali femminile e maschile: cervice, mucosa vaginale, endometrio, liquido amniotico e placenta (durante la gravidanza), uretra, liquido seminale (si attaccano sulla superficie degli spermatozoi).
Questi batteri possono essere responsabili di patologie come uretriti, prostatiti, vaginiti o complicazioni ostetriche.
Come si contrae l’infezione da ureaplasma?
L’ureaplasma colonizza le mucose genitali in particolare. L’infezione da ureaplasma si trasmette attraverso il sesso vaginale, orale o anale non protetto, per via verticale dalla madre-feto durante la gravidanza o al momento del parto.
Quando e perché bisogna fare il test?
È consigliato eseguire il tampone in presenza di sintomi specifici, infezioni ricorrenti o in caso di sospetta infezione trasmessa sessualmente (IST). Il tampone uretrale viene eseguito in presenza di sospetti sulla presenza di un'infezione genito-urinaria e per valutare l'efficacia della terapia intrapresa. L'esame per la ricerca di questo batterio può essere condotto su campioni di urina.
Sintomi comuni a queste condizioni sono la minzione frequente, dolorosa e difficoltosa (con senso di incompleto svuotamento della vescica), urine torbide giallo-verdastre, a volte maleodoranti con tracce di sangue o pus, fuoriuscita di secrezioni dal pene e perdite vaginali.
Nell’uomo possono causare patologie localizzate all’apparato genitale. L’infezione da ureaplasma nella popolazione maschile provoca le tipiche manifestazioni sintomatologiche associabili alle infezioni genitali. L’infezione, che inizialmente può limitarsi all’area dell’uretra, può diffondersi anche alle zone adiacenti, tra cui i testicoli e la prostata.
Come ci si prepara all’esame?
Al fine di ottenere un numero sufficientemente ampio di campioni su cui ricercare i potenziali patogeni, generalmente si eseguono cinque o sei tamponi uretrali. Esegui una normale igiene senza disinfettanti.
Dopo aver consultato il tuo medico curante, interrompi almeno 7 giorni prima dell'esame qualsiasi terapia farmacologica assunta per via sistemica o locale (cortisonici, antibiotici, antimicotici, candelette, ovuli, lavande, creme, etc.). Astieniti da rapporti sessuali nelle 24h precedenti.
Bisogna, poi, tener presente che batteri come l’Ureaplasma urealyticum sono particolarmente suscettibili ai cambiamenti di temperatura. Per questa ragione, la fase di raccolta è un’operazione estremamente delicata e importante.
Il mancato rispetto di queste indicazioni può produrre falsi negativi, cioè soggetti che secondo i risultati del tampone risultano sani quando in realtà sono ammalati.
Come si esegue il tampone uretrale?
Il tampone uretrale è un esame diagnostico finalizzato alla ricerca dei microrganismi responsabili di infezioni alle basse vie urinarie. L'esame verrà eseguito da un'ostetrica. Il test si avvale di un semplice e sottile bastoncino cotonato, simile ad un cotton-fioc, da inserire attraverso il meato uretrale (orifizio esterno) per circa 1 cm nella donna ed 1-2 cm nell'uomo.
Il tampone viene eseguito inserendo delicatamente un bastoncino sterile nell’uretra per prelevare un campione biologico. Il tampone viene poi rigirato delicatamente per qualche secondo, al fine di raccogliere un certo quantitativo di cellule ed essudato. La procedura dura pochi minuti.
Il materiale rimasto intriso nel tampone uretrale viene successivamente analizzato in laboratorio, allo scopo di identificare l'agente eziologico e testarne la suscettibilità a determinati farmaci. Con l'antibiogramma, ad esempio, viene valutato l'effetto di vari antibiotici sulle specie batteriche isolate.
Nella donna l'esame è generalmente indolore, anche in virtù della scarsa penetrazione del tampone, mentre nell'uomo può provocare parecchi fastidi. Nel maschio la spremitura del pene migliora la sensibilità del test, in quanto favorisce la risalita di eventuale essudato lungo l'uretra; a volte può essere necessaria anche la stimolazione prostatica per via rettale.
Quando non è possibile esaminare immediatamente il campione sono necessari terreni di coltura e di trasporto appositi; inoltre, la crescita batterica nel terreno di coltura può richiedere diversi giorni.
Tipo di provette in uso: eSwab arancio per t. cervicale e t.
Risultati e Trattamento
Un risultato positivo indica la presenza di Mycoplasma o Ureaplasma nell'area testata. Cosa fare con test ureaplasma positivo? I pazienti che hanno contratto un’infezione da ureaplasma vengono trattati con terapia antibiotica. Bisogna seguire scrupolosamente le indicazioni del medico, in quanto non è infrequente la presenza di ureaplasma antibiotico-resistente.
A tal proposito, per avere un quadro della situazione, che aiuti a determinare la terapia migliore, può essere effettuato un antibiogramma, ossia un esame in vitro grazie al quale è possibile verificare che un microrganismo sia sensibile o meno ad un determinato antibiotico.
Quando vive in equilibrio con gli altri batteri dell’organismo, l’ureaplasma non causa alcun sintomo. L’ureaplasma quando vive in equilibrio con gli altri batteri dell’organismo - come batterio commensale - non causa alcun sintomo.
Quando non è possibile esaminare immediatamente il campione sono necessari terreni di coltura e di trasporto appositi; inoltre, la crescita batterica nel terreno di coltura può richiedere diversi giorni. L’ureaplasma può essere presente in modo innocuo nell’organismo senza dare sintomi e quindi senza richiedere alcun trattamento. Quando necessario, la cura si basa sulla terapia antibiotica.
Per quanto riguarda invece le donne con rottura prematura delle membrane, possono essere trattate con macrolidi (ad esempio claritromicina, azitromicina ed eritromicina).
Possibili complicanze
Tra le complicanze possibili dell’infezione da ureaplasma ci sono l’infertilità maschile e femminile, la prostatite, l’uretrite, la vaginite e la rottura prematura delle membrane con nascita pretermine.
Infertilità maschile e femminile: negli uomini l’infezione può influenzare il numero degli spermatozoi e la loro motilità, mentre nelle donne rende inadatto l’endometrio all’embrione, nella fase d’impianto o in quella successiva.
La terapia è di tipo antibiotico ed è fondamentale, fino alla completa guarigione, astenersi dall’attività sessuale.
Generalmente, queste patologie sono dovute non all’azione di un singolo patogeno, ma ad una sinergia di più microrganismi.
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