Ognuno di noi, prima o poi, dovrà eseguire un esame delle urine, per svariate ragioni. Ma come si procede? Scopriamolo insieme in questa guida rapida.
Cos'è un Esame delle Urine?
L’urina è il prodotto finale dell’attività di filtrazione del sangue da parte dei reni. L'esame delle urine è uno dei controlli medici di routine più frequenti nella vita di un individuo, che può essere eseguito per svariate ragioni, dall’individuazione di una eventuale infezione in corso nel tratto urinario a condizioni metaboliche o renali.
Infatti, il nostro organismo espelle le sostanze in eccesso attraverso le urine, e dalla loro “qualità” si può evincere il corretto funzionamento dei reni e l’apporto adeguato dei principali nutrienti di cui abbiamo bisogno, aiutando i medici a individuare molte malattie in fase iniziale.
L'esame delle urine serve per vedere se i disturbi che si manifestano (dolore al ventre o ai lombi, minzione frequente, bruciore o dolore quando si urina, presenza di schiuma nelle urine o colore rossastro nelle urine) sono espressione di un problema ai reni oppure no, o perché si ha già una malattia renale.
Nonostante sia un test molto diffuso, non invasivo e di facile esecuzione, è necessario conoscere alcuni dettagli per effettuare in modo corretto la raccolta delle urine, la loro conservazione e la consegna presso il laboratorio di analisi scelto. Per questo motivo abbiamo deciso di redigere una guida rapida all’esame delle urine, con la quale andremo a rispondere ad alcune delle domande frequenti sulle modalità di esecuzione e sulla loro utilità.
Perché il Medico lo Prescrive?
- Per vedere se i disturbi che si manifestano sono espressione di un problema ai reni.
- Perché si ha già una malattia renale.
Come Prepararsi all'Esame delle Urine
Non è necessaria una particolare profilassi, ma è importante seguire alcune raccomandazioni:
- Evitare sforzi fisici intensi il giorno prima dell’esame per evitare la possibile transitoria presenza di proteine dopo lo sforzo.
- È preferibile non praticare un’intensa attività fisica il giorno prima dell’esame per evitare la possibile transitoria presenza di proteine dopo lo sforzo.
- Astensione dai rapporti sessuali nelle 12 ore antecedenti la raccolta.
- Per le donne in età fertile, evitare la raccolta del campione di urina nel periodo mestruale. Se ho il ciclo mestruale, l’urina può essere contaminata dal sangue.
- Raccogliere preferibilmente le prime urine del mattino, o in alternativa urine che abbiano soggiornato in vescica almeno 4 ore. In genere, il campione da prelevare è l’urina del mattino, poco dopo il risveglio, dopo il digiuno ed il riposo della notte.
- Osservare il digiuno dalla mezzanotte, o almeno nelle 6-8 ore antecedenti la raccolta.
- Effettuare la raccolta subito al risveglio, salvo diverse indicazioni del medico.
Raccolta Corretta del Campione
La raccolta delle urine può sembrare un’azione semplice e banale, ma al fine di non contaminare il campione con batteri e/o cellule della pelle, e compromettere l’esito degli esami, è importante seguire alcuni step precisi. Vediamo quali:
- Acquistare in farmacia un contenitore sterile in plastica, a bocca larga, con tappo a vite.
- Utilizzare un contenitore per le urine sterile, nuovo, acquistabile senza difficoltà in una farmacia, parafarmacia o in sanitaria, che non va lavato. Non utilizzare altra tipologia di contenitore.
- Lavarsi le mani prima e dopo aver raccolto il campione biologico, perché il lavaggio delle mani riduce di molto il rischio di trasmettere infezioni.
- Lavare accuratamente le parti intime, utilizzando un normale sapone (non antibatterico), e asciugare con un telo pulito. Questa indicazione vale in particolare per le donne, che devono fare attenzione a non contaminare le urine con la flora batterica vaginale.
- Eseguire l’esame colturale delle feci dopo almeno 7-10 giorni dal termine di terapie antibiotiche in corso, previo consenso del medico curante e salvo sue diverse indicazioni.
- Di raccogliere quello che si chiama tecnicamente mitto intermedio di urina (in pratica NON la prima urina che esce ma dopo qualche attimo): prima di riempire il contenitore, comincio ad urinare nel water, interrompo il flusso per un attimo e quindi riprendo a urinare, ma nel contenitore.
- Urinate direttamente nel contenitore sterile, evitando il contatto con i genitali.
- Raccogliere un campione delle prime urine del mattino o di urine con stasi in vescica da almeno 3 ore.
- Raccogliere almeno 15-30 mL. di urina. I contenitori sterili in commercio (in genere da 100-120 ml) riportano una scala graduata per verificarne i livelli.
- Mi devo accertare di conservare il campione di urine a temperatura ambiente, se non è troppo caldo.
- Far pervenire nel più breve tempo possibile il campione al Laboratorio per assicurare le migliori condizioni possibili all’esecuzione dell’esame richiesto.
- Consegnare, laddove possibile, il campione di urine al laboratorio entro un’ora dalla raccolta. Se non fosse possibile, conservare le urine in frigorifero per un massimo di 4 ore. Qualora il campione non possa essere consegnato rapidamente al Laboratorio deve essere refrigerato a 2-8 °C.
- Eliminare il primo getto di urina e, senza interrompere la minzione, posizionare il contenitore per raccogliere il secondo getto, il cosiddetto mitto intermedio, escludendo quello finale.
- Raccogliere il campione secondo le modalità stabilite, quindi con procedure corrette, usando materiali idonei accuratamente etichettati.
Seguire queste semplici istruzioni consente di consegnare al laboratorio un campione non compromesso e ottenere, così, risultati attendibili.
Quando Raccogliere le Urine
Come illustrato prima, in genere l’indicazione è quella di raccogliere le prime urine del mattino, ma in alcuni casi il medico potrebbe suggerire di utilizzare le seconde urine del mattino. Cosa vuol dire? Quali sono le prime urine del mattino e cosa si intende per seconde urine del mattino?
Prime Urine del Mattino
Le prime urine del mattino sono quelle prodotte al risveglio la mattina, e sono da preferire perché sono rimaste molte ore all’interno della vescica risultando così più concentrate. Ma cosa succede se, durante la notte, si è urinato? In questo caso sarebbe opportuno distanziare l’ultima minzione dalla prima del mattino da raccogliere di circa 4 ore.
In che modo si raccolgono? Come già accennato in precedenza, bisogna scartare il primo getto di urina nel W.C., che serve a lavare l’ultimo tratto delle vie urinarie, e raccogliere nell’apposito contenitore sterile il secondo getto (il mitto intermedio) di urina, senza interrompere la minzione. Infine, bisogna scartare l’ultimo getto di urina e chiudere immediatamente il contenitore dopo avervi raccolto le urine.
Seconde Urine del Mattino
Per quanto riguarda, invece, le seconde urine del mattino, si tratta, come suggerisce l’espressione stessa, delle urine della seconda minzione mattutina. Quindi, al risveglio, non si devono raccogliere le prime urine, ma quelle successive, preferibilmente una o due ore dopo. Questa modalità viene spesso prescritta per i pazienti che soffrono di ipertensione per stimare l’apporto giornaliero di sale, o per la valutazione della proteinuria nei soggetti sottoposti a trapianto di rene.
Raccolta delle Urine delle 24 Ore
Per l’individuazione di alcune patologie e condizioni mediche è necessario ricorrere alla raccolta delle urine nelle 24 ore. Come si procede?
- Scartare le prime urine del mattino.
- Raccogliere, a partire dalla seconda minzione mattutina, tutte le urine nelle successive 24 ore, anche di notte, comprese le prime del mattino seguente.
- Evitare esercizio fisico e protratto nelle 8-12 ore che precedono la raccolta delle urine nel caso della determinazione della clearance della creatinina.
- Conservare il contenitore in ambiente fresco e non esposto al sole, o in frigorifero.
È importante raccogliere tutta l’urina, utilizzando appositi contenitori acquistabili in farmacia (da 2-3 litri), per 24 ore. Quindi, se si inizia il mattino alle 8 bisogna concludere alle 8 del mattino seguente. Se per qualunque motivo una certa quantità di urina venisse persa, la raccolta deve essere ripetuta. Per questo motivo si consiglia di restare in casa per procedere con maggiore praticità e comodità.
La raccolta delle urine nelle 24 ore può essere finalizzata al dosaggio di alcuni particolari metaboliti, ovvero il prodotto (intermedio o finale) del processo del metabolismo, come ad esempio proteine, carboidrati, lipidi e acidi nucleici. In questo caso, potrebbe essere necessario seguire precise indicazioni di carattere nutrizionale nei giorni che precedono la raccolta. Ad esempio, per il dosaggio di calciuria, idrossiprolinuria e creatininuria, è raccomandata una dieta priva di latte e dei suoi derivati nei 3 giorni precedenti l’esame. Nel giorno precedente l’esecuzione dell’esame, bisogna effettuare entro le ore 19 un pasto a base di farinacei e verdure e privo di carni. Questo tipo di esame delle urine è chiamato anche Test di Nordin.
Sarà comunque cura del medico e del responsabile del laboratorio di analisi fornire le istruzioni precise per la raccolta delle urine nelle 24 ore, con o senza conservanti (acido cloridrico HCI).
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Quando ci si deve sottoporre a esami delle urine è consigliato raccogliere il campione il mattino al risveglio (salvo diverse disposizioni) e consegnarlo al laboratorio il prima possibile, o comunque entro un’ora o due. Laddove questo non fosse possibile, si consiglia di conservare il contenitore al fresco, o eventualmente in frigorifero d’estate, per un massimo di 4 ore. Ovviamente queste indicazioni non si applicano alla raccolta delle urine nelle 24 ore, che però devono essere consegnate il prima possibile una volta completata.
Urinocoltura: Cos'è?
L’urinocoltura è un’indagine microbiologica delle urine, finalizzata quindi all’individuazione di una eventuale coltura batterica e di un’infezione in corso da trattare. In genere viene prescritta quando si sospetta un’infezione delle vie urinarie, che si manifesta con bisogno frequente di urinare, bruciore e dolore mentre si urina, o durante la gravidanza, periodo in cui la donna è più a rischio di infezioni.
La raccolta avviene con le medesime modalità viste per l’esame delle urine, perché a variare è la tecnica utilizzata per analizzare il campione. Il laboratorio fornirà, allegato ai risultati degli esami, anche il cosiddetto antibiogramma (ABG), che permette di individuare con precisione quale antibiotico sia più adatto per debellare i batteri responsabili di una specifica infezione.
Come si Esegue l'Urinocoltura
L’urinocoltura è un esame microbiologico che si esegue su un campione di urina e richiede molte attenzioni nella raccolta e nel trasporto. Il metodo consiste nel raccogliere il getto intermedio di urina, scartando la prima parte che risulta contaminata dai microbi che si trovano normalmente sui genitali esterni e sullo sbocco dell’uretra.
La raccolta delle urine deve avvenire il mattino stesso della consegna del campione. Un altro fattore che riduce l’attendibilità del campione è il tempo eccessivo che intercorre tra la raccolta del campione e l’allestimento della coltura in laboratorio.
- Modalità di raccolta - Donne: lavare accuratamente le mani, poi i genitali esterni con acqua e sapone; risciacquare con sola acqua e asciugare con cura. Durante la minzione tenere divaricate le grandi labbra, scartare il primo getto e raccogliere il mitto intermedio nel contenitore sterile, facendo attenzione a non toccare le pareti interne del contenitore. Chiudere bene il contenitore per evitare fuoriuscite.
- Modalità di raccolta - Uomini: dopo aver lavato e asciugato le mani, retrarre il prepuzio e pulire accuratamente l’orifizio dell’uretra con acqua e sapone; risciacquare con sola acqua e asciugare. Scartare il primo getto di urina e raccogliere il mitto intermedio nel contenitore, evitando il contatto con le pareti interne e chiudendolo.
- Modalità di raccolta - Neonati: utilizzare un sacchetto sterile adesivo fornito dal laboratorio. Dopo aver deterso con acqua e sapone la zona soprapubica, perineale e i genitali esterni, sciacquare con acqua e asciugare. Applicare il sacchetto in modo da farlo aderire bene: se entro 60 minuti non avviene la minzione, rimuovere e ripetere la procedura con un nuovo sacchetto. Una volta raccolta l’urina, sigillare il sacchetto e inserirlo in un vasetto sterile per urine: non travasare mai il contenuto del sacchetto.
Esito dell'Urinocoltura
- Negativo: non è stata individuata la presenza di batteri nelle urine cioè con meno di 100.000 UFC/ml di urina (Unità Formanti Colonie, cioè batteri).
- Positivo: il numero di batteri è uguale o superiore a 100.000 UFC/ml (Unità Formanti Colonie).
- Inquinato: viene segnalata la presenza di batteri, ma in una quantità inferiore a 50.000 UFC/ml.
- Una coltura che non mostra alcuna crescita dopo 24-48 ore indica assenza di infezione.
Come Raccogliere le Urine nei Bambini?
La raccolta delle urine nei neonati e nei bambini piccoli risulta un po’ più macchinosa, in particolare in quelli che indossano ancora il pannolino. In questi casi è necessario acquistare degli appositi sacchetti, che si agganciano ai genitali del bambino per raccogliere le urine. Per i maschietti è un po’ più facile, perché è possibile inserire il pene all’interno della fessura, mentre con le femminucce è leggermente più scomodo.
Procedura
Lo spiega in modo molto chiaro l’Ospedale Bambino Gesù sul proprio sito web:
- Togliere il pannolino al bambino, eseguire una pulizia accurata e asciugare bene.
- Prendere il sacchetto di raccolta delle urine e rimuovere la pellicola protettiva adesiva.
- Per le bambine, divaricare le cosce per esporre e distendere la zona di pelle del perineo e far aderire bene la parte inferiore dell’adesivo a questa zona, evitando pieghe.
- Per i bambini, divaricare le cosce e sollevare un po’ il pene per esporre e distendere la pelle dello scroto sottostante. Far aderire bene la parte inferiore dell’adesivo a questa zona.
- Controllare ogni 15 minuti se il bambino urina. Se ciò non accade entro 30 minuti, sarà necessario rimuovere il sacchetto e ripetere tutta la procedura.
- Quando il bambino urina, rimuovere con delicatezza il sacchetto e trasferire il campione raccolto nel contenitore sterile.
Per i bambini più grandi, invece, si può seguire la procedura prevista per gli adulti.
Cosa si Può Vedere con l’Esame delle Urine?
Una volta eseguita la raccolta, cosa emerge dagli esami delle urine? Innanzitutto è importante specificare che questo test viene eseguito in tre fasi distinte:
Esame Visivo
Attraverso il quale si valuta il colore, la trasparenza e la concentrazione delle urine. Il colore normalmente è giallo paglierino. Un colore rosso vivo o come quello del the, carico, o quello della coca-cola, può indicare la presenza di sangue oppure la presenza di pigmenti come la bilirubina o sostanze intermedie provenienti dal metabolismo di alcuni cibi (barbabietole, rabarbaro, more) e/o farmaci (rifampicina, fenitoina ecc). Normalmente le urine sono piuttosto limpide. Urine torbide possono indicare una infezione in atto delle vie urinarie.
La presenza di schiuma è piuttosto comune e non significa sempre un problema di salute, in quanto può essere la conseguenza di una minzione molto rapida, della presenza di un contaminante quale lo sperma per gli uomini, dell’uso di detergente nell’acqua del water o di urine molto concentrate. L’odore normalmente è assente, tranne dopo l’assunzione di alcuni cibi quali gli asparagi o il caffè.
Esame Chimico
I laboratori dispongono di strumenti sofisticati per analizzare le caratteristiche chimiche dell’urina. Per un’analisi domestica preliminare, in commercio esistono alcune strisce reattive che esplorano tutte o solo in parte le caratteristiche chimiche delle sostanze presenti nelle urine (es.: soltanto albumina, glucosio/zucchero o chetoni). Peso Specifico: esprime la capacità del rene di concentrare le urine. Nitriti ed Esterasi leucocitaria: I nitriti nelle urine sono il prodotto dell’attività batterica e sono un indizio d’infezione delle vie urinarie.
Il pH delle urine viene analizzato attraverso una cartina in grado di determinarne il livello. Oltre 8, si parla di pH basico o alkalino, sotto il 4.8 si parla di pH acido. La neutralità del pH è pari a 7. Variazioni del pH al di fuori del range di riferimento sono associate al rischio di formazione di calcoli renali.
Esame Microscopico
Se presenti in numero maggiore (ematuria), confermano che si tratta di sangue e non di pigmenti (mioglobina, bilirubina). Possono confermare condizioni di diversa severità come calcoli urinari, infezioni, glomerulonefriti, tumori renali o delle vie urinarie, malattie del sangue o del muscolo. Cellule Epiteliali - possono essere comunemente presenti nel sedimento urinario, e derivano dalle vie urinarie. La presenza di cellule squamose può essere il risultato della raccolta di un campione non corretta. La presenza di cellule atipiche, richiede ulteriori indagini. Cristalli - sostanze chimiche che, per concentrazione delle urine e scarsa solubilità, precipitano e si aggregano tra loro. Cilindri - proteine, globuli rossi o bianchi, cellule epiteliali, materiale amorfo si possono aggregare in forma cilindrica.
Infezioni delle Vie Urinarie (IVU)
Le infezioni delle vie urinarie possono manifestarsi in tutti i soggetti, di qualsiasi età, anche se hanno un’incidenza maggiore nei pazienti di sesso femminile, e ciò a causa della conformazione anatomica della donna. La disuria (minzione dolorosa), per le donne, rappresenta dal 3% al 5% delle ragioni di visita in medicina generale.
La cistite: è l’infezione che interessa la vescica, ed è la più comune. Può talvolta essere confusa con la vulvovaginite, che invece è un’infiammazione della vagina. La vulvovaginite e la cistite presentano, spesso i medesimi sintomi, quali bruciore e dolore durante la minzione.
Queste infezioni rappresentano dopo quella respiratoria, e insieme alle vulvovaginiti, la causa più comune di infezione batterica. Infatti, il 60% - 80% degli episodi di IVU sono associati alla presenza significativa di batteri nelle urine.
E. Coli e Urinocoltura Negativa
La negatività all’urinocoltura, nonostante la presenza di infezione da E. coli, è correlata alla capacità del batterio di penetrare nelle cellule uroteliali e formare delle comunità batteriche intracellulari. Secondo questo studio l’esito negativo dell’urinocoltura sarebbe legato al fatto che, al momento dell’esame, il batterio si trova all’interno delle cellule uroteliali e non può essere intercettato nelle urine. Questi risultati suggeriscono che, in presenza di sintomatologia da IVU, nonostante l’urinocoltura negativa, esiste un’elevata probabilità - per le donne - di avere un’infezione da E. coli.
Cistite Interstiziale
I sintomi sono gli stessi di una cistite classica (bruciore e dolore durante l’emissione dell’urina, dolori pelvici al riempimento della vescica, stimolo impellente e frequente di urinare), ma in assenza di infezioni batteriche quindi con urinocoltura negativa. La cistite interstiziale rappresenta una tra le patologie più complesse in ambito urologico. Per giungere ad una diagnosi certa di cistite interstiziale, l’urologo deve ricorrere a test diagnostici accurati, tra cui l’urinocoltura e la cistoscopia. È una forma di infiammazione vescicale non sostenuta dalla presenza di batteri fecali.
Fattori che Influenzano l'Affidabilità dell'Esame
Normalmente sterili o transitoriamente colonizzate da un piccolo numero di batteri, le urine possono essere inquinate da microrganismi presenti a livello uretrale o nell’area periuretrale che possono determinare risultati falsamente positivi. La valutazione della batteriuria e’ quantitativa e la significatività del dato varia in funzione del tipo di prelievo e del tipo di paziente (ad esempio: sintomatico oppure asintomatico).
- La raccolta deve essere effettuata sterilmente, evitando ogni contaminazione esogena ed endogena, perché il microbiologo non è in grado di distinguere, se non in casi particolari, se i microrganismi isolati sono i responsabili dell’infezione, oppure rappresentano una flora contaminante.
- L’invio ed il trasporto dei campioni deve avvenire in tempi e modi che non alterino le caratteristiche microbiologiche del materiale prelevato.
- Il campione deve essere identificato in modo sicuro con etichette adesive riportanti nome e cognome, data di nascita ed esame richiesto.
Esami delle Urine Specifici
Esame delle Urine per Calcoli Renali
Per l’esame delle urine per calcoli renali è opportuno raccogliere un campione delle prime urine del mattino dopo un riposo notturno di almeno otto ore mediante l’emissione di un unico getto. Nel caso in cui i depositi siano di dimensioni molto ridotte, è possibile conferire in laboratorio anche solo il primo contenitore contenente le urine del mattino.
Esame dell'Acido 5-idrossiindolacetico e Acido vanilmandelico
Acido 5-idrossiindolacetico: A partire dalle 48 ore precedenti l’inizio e per tutto il tempo di raccolta delle urine è necessario osservare una dieta priva dei seguenti alimenti: ananas, avocado, banane, kiwi, more, prugne rosse, melanzane, pomodori, frutta secca, caffè, tè, cioccolato. Durante questo periodo si consiglia, previa consultazione del medico, di evitare l’assunzione di farmaci, in caso contrario, è opportuno comunicare il nome dei farmaci assunti al momento dell’esame.
Acido vanilmandelico: A partire dalle 48 ore precedenti l’inizio e per tutto il tempo di raccolta delle urine è necessario osservare una dieta priva dei seguenti alimenti: avocado, banane, kiwi, frutta secca, caffè, tè, cioccolato.
Test di Gravidanza sulle Urine (BETA-HCG)
Modalità di raccolta delle urine: l’esame si effettua preferibilmente sulla prima minzione del mattino, che garantisce la massima concentrazione dell’ormone. Indicazioni per una diagnosi attendibile: il test è considerato affidabile non prima di 8-10 giorni di ritardo del ciclo mestruale.
Conclusioni
Sottoporsi ad un prelievo o raccogliere un campione biologico è un passo importante per conoscere il proprio stato di salute, prevenire eventuali disturbi e orientare le terapie. Rivolgersi al centro Butterfly più vicino per maggiori dettagli su analisi specifiche.
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