Esame Urine: Batteri Alti, Cause e Interpretazione

La batteriuria si identifica come la presenza di batteri nelle urine. Le urine sono normalmente un liquido biologico sterile, il che significa che la presenza di batteri al loro interno indica una probabile infezione a carico dell’apparato urinario. Il termine batteriuria si riferisce ad una concentrazione di batteri nelle urine superiore al valore soglia di 100.000 batteri per millilitro di urina.

Quali sono le Cause della Batteriuria?

La batteriuria può instaurarsi per diverse cause. La colonizzazione solitamente avviene per la migrazione dei batteri da un’area esterna alla vescica, come per esempio l’ano o la vagina.

Le infezioni urinarie sono causate nella maggior parte dei casi da batteri, in particolare Escherichia coli, che risalgono attraverso l’uretra e si moltiplicano nella vescica, provocando cistite, o più raramente, nei reni (in quel caso si parla di pielonefrite).

Un gran numero di batteri Gram-negativi sono in grado di alcalinizzare le urine per degradazione enzimatica dell'urea e possono così crearsi delle condizioni di crescita vantaggiose.

La recettività alla colonizzazione batterica delle cellule dell’epitelio vaginale è la prima delle possibili cause ascendenti di infezioni vie urinarie. Un’infezione subclinica della prostata è associata nell’uomo ad una maggior incidenza di infezione delle vie urinarie.

Il ristagno delle urine è infatti frequente nelle donne in stato di gravidanza, a causa delle temporanee modifiche anatomiche che portano ad una compressione della vescica.

Leucociti Alti nelle Urine: Cosa Significa?

Quando parliamo di salute urinaria, una delle misure diagnostiche più importanti è rappresentata dai leucociti nelle urine. Questi globuli bianchi, parte integrante del sistema immunitario, sono essenziali nel combattere le infezioni e rispondere a processi infiammatori nel corpo. I leucociti sono globuli bianchi, cellule del sistema immunitario che aumentano in risposta a un’infezione.

La presenza di leucociti alti nelle urine non va mai ignorata. È un segnale che il nostro corpo ci manda per dirci che qualcosa non va. Un livello elevato di leucociti nelle urine non dovrebbe essere ignorato, poiché può indicare la presenza di una condizione sottostante che richiede attenzione medica.

I leucociti, comunemente noti come globuli bianchi, sono una parte fondamentale del sistema immunitario, responsabili di proteggere il corpo da infezioni e malattie. È importante capire che la presenza di leucociti nelle urine non è sempre un segno di malattia grave.

In alcuni casi, può essere un segno di una infezione del tratto urinario lieve o temporanea, che può essere facilmente trattata con antibiotici e altri farmaci.

Quando è Preoccupante Avere Leucociti Alti nelle Urine?

Un valore elevato di leucociti nelle urine può indicare un'infezione del tratto urinario o un'infiammazione nelle vie urinarie. Se i livelli sono persistentemente alti o accompagnati da altri sintomi come dolore, bruciore durante la minzione o cambiamenti nel colore o nell'odore delle urine, è consigliabile consultare un medico per una valutazione più approfondita.

In alcuni casi, la presenza di esterasi leucocitaria nelle urine accompagna l’aumento dei leucociti, indicando un’attività immunitaria in corso.

Sintomi Correlati ai Leucociti Elevati nelle Urine

I sintomi correlati ai leucociti elevati nelle urine possono variare a seconda della causa sottostante.

  • Infezione del Tratto Urinario (ITU): È una delle cause più comuni di leucocituria. L'ITU può coinvolgere la vescica (cistite), l'uretra (uretrite) o i reni (pielonefrite).
  • Infiammazione Renale: L'infiammazione dei reni, nota anche come nefrite, può causare la presenza di leucociti nelle urine.

La disuria (minzione dolorosa), per le donne, rappresenta dal 3% al 5% delle ragioni di visita in medicina generale.

La vulvovaginite e la cistite presentano, spesso i medesimi sintomi, quali bruciore e dolore durante la minzione.

I sintomi associati a un alto livello di batteri nelle urine possono essere aspecifici e comuni a un gran numero di disturbi e/o patologie.

Nell'infanzia e in età avanzata l'incidenza della batteriuria, pur rimanendo maggiore nelle femmine, è simile tra i due sessi. Nelle età successive, i sintomi si localizzano all'apparato urinario. La febbre, quando presente, è generalmente espressione di un coinvolgimento delle vie urinarie superiori (bacinetto urinario e uretere) e del rene.

I sintomi sono gli stessi di una cistite classica (bruciore e dolore durante l’emissione dell’urina, dolori pelvici al riempimento della vescica, stimolo impellente e frequente di urinare), ma in assenza di infezioni batteriche quindi con urinocoltura negativa.

Diagnosi della Batteriuria e dei Leucociti Alti nelle Urine

La diagnosi dei leucociti alti nelle urine coinvolge una serie di procedure diagnostiche volte a identificare la causa sottostante del fenomeno.

  • Analisi delle Urine: L'analisi delle urine è spesso il primo passo nella valutazione dei leucociti alti nelle urine. Questo test viene eseguito utilizzando un campione di urina raccolto in modo sterile e analizzato per determinare la presenza di leucociti, proteine, sangue e altri marcatori.
  • Cultura delle Urine: Se l'analisi delle urine rivela la presenza di batteri o altri segni di infezione, può essere eseguita una coltura delle urine. Questo test prevede il posizionamento di una piccola quantità di urina su un terreno di coltura per determinare il tipo specifico di batteri presenti e la loro sensibilità agli antibiotici.
  • Esami di Imaging: In alcuni casi, possono essere eseguiti esami di imaging come l'ecografia renale, la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RM) per valutare lo stato strutturale dei reni e del tratto urinario.
  • Biopsia Renale: In casi selezionati in cui è sospetta una patologia renale sottostante, può essere eseguita una biopsia renale. Durante questo procedimento, viene prelevato un piccolo campione di tessuto renale per l'analisi al microscopio.
  • Esami di Laboratorio Aggiuntivi: A seconda dei risultati degli esami precedenti e dei sintomi presentati dal paziente, possono essere richiesti ulteriori esami di laboratorio per valutare la funzionalità renale, il sistema immunitario o altri marker di infiammazione.

In prima battuta è necessario raccogliere l'anamnesi del paziente e valutare i sintomi riferiti. In caso di condizioni predisponenti è bene rivolgersi al medico che effettuerà come da routine la raccolta dei dati anamnestici e l’esame obiettivo.

Possono inoltre essere eseguiti esami ematici per valutare eventuali alterazioni degli indici di flogosi (es. emocromo con formula leucocitaria, VES, PCR, procalcitonina, elettroforesi sieroproteica), la funzionalità renale (creatinina, azotemia, elettroliti) ed eventualmente anche le condizioni di salute generale e i fattori di rischio (es. glicemia).

La presenza di leucociti nelle urine può essere confermata attraverso un esame del campione di urina, chiamato urinocoltura, che può identificare eventuali agenti patogeni responsabili dell'infezione.

L’Urinocoltura: Cos'è e Come Va Eseguita?

L’urinocoltura è un esame microbiologico che si esegue su un campione di urina e richiede molte attenzioni nella raccolta e nel trasporto. A seguire, si esegue l’antibiogramma, un test di laboratorio che permette di valutare la sensibilità e la resistenza dei microrganismi, rilevati nelle urine, agli antibiotici.

Il metodo consiste nel raccogliere il getto intermedio di urina, scartando la prima parte che risulta contaminata dai microbi che si trovano normalmente sui genitali esterni e sullo sbocco dell’uretra. La raccolta delle urine deve avvenire il mattino stesso della consegna del campione.

Un altro fattore che riduce l’attendibilità del campione è il tempo eccessivo che intercorre tra la raccolta del campione e l’allestimento della coltura in laboratorio. Anche uno scrupoloso lavaggio prima della raccolta, pur essendo raccomandabile, non evita la possibilità di contaminazione. Per ovviare a questi problemi, la soluzione più radicale può essere il ricorso alla raccolta del campione attraverso il cateterismo.

Altro fattore critico per l’esito dell’urinocoltura, è il tempo che intercorre tra la raccolta del campione e l'allestimento della coltura in laboratorio. Da quanto detto, emerge come l’urinocoltura presenti dei limiti e vada sempre interpretato contestualmente all'esame standard delle urine.

Per poter effettuare questo esame, è necessario interrompere eventuali cure con antibiotici almeno sette giorni prima. Il campione così raccolto deve essere consegnato al laboratorio entro un'ora o va conservato in frigorifero fino a un massimo di 12 ore.

Spesso i risultati degli esami colturali sono inficiati dalla non corretta esecuzione della procedura. Contaminazione del campione (es. errate modalità di raccolta).

Risultati dell'Urinocoltura:

  • Negativo: non è stata individuata la presenza di batteri nelle urine cioè con meno di 100.000 UFC/ml di urina (Unità Formanti Colonie, cioè batteri).
  • Positivo: il numero di batteri è uguale o superiore a 100.000 UFC/ml (Unità Formanti Colonie).
  • Inquinato: viene segnalata la presenza di batteri, ma in una quantità inferiore a 50.000 UFC/ml.

Un'urinocoltura in cui vi siano da 10.000 a 100.000 UFC/ml viene considerata dubbia, mentre l'esame risulta positivo quando sono presenti più di 100.000 UFC/ml. Nelle persone con il catetere, qualsiasi carica è considerata degna di nota, poiché questo dispositivo facilita l'ingresso dei batteri e l'insorgenza delle infezioni.

Anche nel caso vengano riscontrati agenti batterici nelle urine prelevate a livello della vescica (per via percutanea mediante ago sterile), si considera positivo anche il campione che presenta una concentrazione batterica inferiore.

Altri Parametri Importanti nell'Esame delle Urine

Una conta leucocitaria, il numero di globuli bianchi alti nel sedimento, indica la presenza di un’infiammazione acuta. Un numero inferiore a 20-30 leucociti per campo microscopico, in età pediatrica, consente generalmente di escludere l'infezione urinaria.

L'esterasi leucocitaria è un enzima presente nei globuli bianchi. Se l'esame chimico delle urine è positivo per l'esterasi, significa che il numero di globuli bianchi è superiore al normale.

Il pH delle urine viene analizzato attraverso una cartina in grado di determinarne il livello. Oltre 8, si parla di pH basico o alkalino, sotto il 4.8 si parla di pH acido. La neutralità del pH è pari a 7. Variazioni del pH al di fuori del range di riferimento sono associate al rischio di formazione di calcoli renali. L'effetto acidificante della L-Metionina provoca uno spostamento del pH urinario in un range di pH situato tra 5,4 e 6,2. Tale ambiente acido diminuisce l'adesione dei batteri patogeni alle cellule dell'urotelio e inibisce la crescita dei ceppi batterici.

Trattamento della Batteriuria e dei Leucociti Alti

Il trattamento per i leucociti alti nelle urine dipende dalla causa sottostante della condizione. Il trattamento dipende dalla causa scatenante.

Il trattamento della batteriuria prevede l’assunzione di antibiotici se prescritti dal medico curante, in associazione ad una corretta idratazione necessaria per “ripulire” le vie urinarie. Tra le misure generali da adottare dopo la diagnosi di batteriuria, sono importanti il riposo e la corretta idratazione (più di 2 litri di acqua nelle 24 ore). La terapia farmacologica della batteriuria si basa generalmente sull'utilizzo di antibiotici: tipo e posologia verranno stabiliti dal medico.

Se ritenuto necessario dal medico, può essere prescritta una terapia antibiotica; è importante che questa venga assunta in modo corretto per limitare il rischio di evoluzione di ceppi batterici resistenti agli antibiotici.

Nella maggior parte dei casi, le infezioni urinarie vengono trattate con antibiotici, scelti in base all’esito dell’urinocoltura. Le UTI non complicate sono infezioni molto comuni. Lo spettro di agenti patogeni è sovrapponibile per le UTI non complicate del tratto urinario superiore ed inferiore, con Escherichia Coli come patogeno responsabile del 70-95% dei casi e Staphylococcus saprophyticus, epidermidis e fecalis in circa il 10-15%. Occasionalmente vengono isolate altre Enterobacteriacee come Proteus Mirabilis e Klebsiella spp.

Le elevate concentrazioni di antibiotico raggiunte in tale distretto per l’eliminazione di alcuni prodotti unicamente per via urinaria, giustificano la possibilità di eseguire con alcuni tipi di antimicrobici una terapia estremamente breve o addirittura una singola somministrazione nelle cistiti semplici (one-shot): è il caso dei fluorochinolonici di seconda generazione.

Nelle forme sintomatiche il trattamento standard è l’uso di beta-lattamine o nitrofurantoina per 7 giorni.

Manovre strumentali e chirurgiche (es. cateterismo vescicale) aumentano il rischio di batteriuria.

Rimedi Naturali

Il D-mannosio è uno zucchero semplice estratto dal legno di larice o betulla che viene riassorbito otto volte più lentamente del normale glucosio e una buona parte viene filtrato dai reni e poi espulso con le urine, dove sembra possedere la proprietà di "attaccarsi" all' Escherichia Coli, formando un’entità che viene eliminata più facilmente durante la minzione.

L’Uva ursina è una pianta tradizionalmente impiegata in naturopatia nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie. I ceppi uropatogeni di E.Coli si affidano all'adesione delle fimbrie di tipo P per permettere la colonizzazione e il relativo processo infettivo. Le proantocianidine del cranberry prevengono l'adesione delle fimbrie di tipo P dei ceppi uropatogeni di E. La non uniformità della standardizzazione dei prodotti a base di cranberry è tuttora il problema maggiore nel comparare ed estrapolare i risultati degli studi osservazionali.

Utilizzare integratori naturali (es. fermenti lattici e probiotici).

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