Gastroscopia: Esami Alternativi e Approfondimenti

La gastroscopia (EGDS) è una procedura che consente al medico endoscopista di esaminare direttamente l’interno dell’esofago, stomaco e duodeno, mettendo in evidenza eventuali alterazioni. Questo esame diagnostico rappresenta uno strumento fondamentale per identificare patologie dell'apparato digerente superiore. Viene utilizzato il gastroscopio, uno strumento flessibile dotato di una piccola telecamera. Durante l'esame, il medico specialista può osservare con precisione le mucose interne, così da individuare eventuali alterazioni, infiammazioni o lesioni.

Cos'è la Gastroscopia?

La gastroscopia è un esame mediante il quale il medico può osservare il tratto superiore dell’apparato digerente, per valutare se esiste qualche lesione responsabile dei suoi disturbi. Permette anche di ottenere in modo semplice ed indolore campioni di tessuto da esaminare.

Il gastroscopio è un tubo flessibile di 8-9 mm di diametro, con una telecamera alla sua estremità, che viene introdotto attraverso la bocca nell’esofago e quindi nello stomaco e nel duodeno. Guardando il video nel monitor il medico endoscopista avrà una chiara visione della parete interna dell'esofago, dello stomaco e del duodeno e potrà quindi individuare o escludere la presenza di malattie di questi organi.

La gastroscopia fornisce informazioni precise e immediate e, come si è detto, consente di eseguire biopsie per ottenere diagnosi ancora più dettagliate. La gastroscopia è utile anche per individuare la fonte di un sanguinamento a partenza da esofago, stomaco o duodeno o di alcune anemie da causa ignota. Le biopsie sono del tutto indolori, si effettuano per diversi motivi e non solo quando vi è il sospetto di un tumore maligno.

Come si Svolge l'Esame di Gastroscopia?

La gastroscopia si effettua a digiuno: il paziente è invitato a stendersi sul lettino, sul fianco sinistro e gli viene posizionato un boccaglio tra i denti per evitare che possa mordere il gastroscopio durante l'esame. L'endoscopio sarà poi fatto passare attraverso la gola e poi lentamente attraverso esofago e stomaco fino al duodeno.

La durata della gastroscopia è solitamente breve, dell'ordine di 5-10 minuti. Al termine dell'esame, prima di tornare a casa, il paziente deve rimanere in ambulatorio dai 15 ai 60 minuti. Nel caso in cui sia stata eseguita una polipectomia durante l'esame, sarà il medico endoscopista a decidere se il paziente debba rimanere in osservazione per un tempo superiore.

Prima di effettuare la gastroscopia, è importante informarsi sulle norme di preparazione e seguirle scrupolosamente. La corretta esecuzione di queste norme permetterà all'operatore una visione ottimale. La preparazione all'esame richiede il rispetto di specifiche indicazioni per garantire la sicurezza e l'efficacia della procedura.

È fondamentale mantenere il digiuno completo per almeno otto ore prima dell'appuntamento, evitando sia cibi solidi che liquidi. Nelle ore precedenti l'esame deve essere sospesa l'assunzione di farmaci che potrebbero interferire con la procedura, sempre su indicazione medica. È importante evitare il fumo nelle ore precedenti la gastroscopia.

Al termine dell'esame, prima di tornare a casa, il paziente deve rimanere in ambulatorio dai 15 ai 60 minuti. Il referto dell'endoscopia viene consegnato immediatamente, mentre per l'esito di eventuali biopsie bisognerà attendere alcuni giorni. Prima di assumere cibi o bevande occorre attendere la scomparsa della sensazione di gonfiore alla gola, effetto dell'anestesia. Nel caso in cui siano state effettuate biopsie è necessario assumere cibi o bevande a temperatura ambiente nella giornata dell'esame.

Sedazione

La gastroscopia è un esame indolore, ma che può risultare fastidioso. Per questo, per garantire una maggiore sensazione di comfort, può essere effettuata in sedazione cosciente o profonda. La sedazione non è obbligatoria, ma rende l'esame più tollerabile e più accurato. Il tipo di sedazione verrà concordato direttamente con l'anestesista presente in sala, sulla base della complessità dell'esame e delle condizioni cliniche.

Dopo aver ricevuto una sedazione, se prevista, il paziente non deve guidare veicoli o utilizzare macchinari per almeno 24 ore. Prima di effettuare l’anestesia viene chiesto se la persona che si sottopone all’esame soffre di eventuali allergie ad anestetici locali o a farmaci.

Allo scopo di rendere l’esame più accettabile vengono somministrati dei farmaci. Noi usiamo effettuare la sedazione profonda in respiro spontaneo sotto controllo del Medico Anestesista.

Rischi e Complicanze

Globalmente la percentuale di complicanze della gastroscopia solo diagnostica è inferiore al 4 per mille. La percentuale sale all’1% nel caso di gastroscopia operativa.

La gastroscopia è una procedura sicura ma, essendo un esame che utilizza strumenti che vengono introdotti all'interno del corpo, può andare incontro ad alcune complicanze, come la perforazione, l'emorragia e problemi cardiorespiratori. Si tratta, comunque, di complicanze molto rare, infatti la perforazione si manifesta in una percentuale di un caso su 10.000 esami eseguiti e l'emorragia di un caso su 3.000.

Oltre a queste più comuni, possono insorgere altre complicanze, più o meno gravi, assolutamente non prevedibili anche a carico di organi diversi dal tubo digerente, legate a particolari condizioni del paziente. Esistono alcune condizioni che possono rappresentare controindicazioni relative o assolute all'esecuzione della gastroscopia. In alcuni casi, la presenza di stenosi esofagee severe o di diverticoli richiedono una valutazione specialistica approfondita. La gastroscopia deve essere posticipata in caso di infezioni acute delle vie respiratorie superiori o in presenza di stati febbrili importanti. Durante la gravidanza, l'esame viene generalmente evitato nel primo trimestre.

Tabella dei Rischi e Complicanze

Complicanza Frequenza
Perforazione 1 caso su 10.000 esami
Emorragia 1 caso su 3.000 esami
Complicanze cardiorespiratorie Raro

Alternative alla Gastroscopia Tradizionale

La gastroscopia non è dolorosa, ma certamente fastidiosa. Il passaggio della sonda in faringe stimola il vomito e dà l’impressione di non riuscire a respirare. Ma quest’ultima è solo una sensazione.

  • Gastroscopia Transnasale: Come alternativa alla gastroscopia per via orale, è possibile effettuare la gastroscopia transnasale. L’indagine endoscopica ha le stesse finalità della gastrosocopia tradizionale. L’esame viene eseguito dal naso e non dalla bocca, con un endoscopio di calibro inferiore ai 5 mm. Alcuni propongono la gastroscopia nasale o gastroscopia trans-nasale, che reputano meno fastidiosa. Secondo noi i vantaggi della metodica trans-nasale non ci sono, a fronte di fastidi che sono forse maggiori, per il passaggio dell’endoscopio nelle coane nasali. Pertanto consigliamo l’esame di gastroscopia tradizionale in sedazione , riservando lo strumento ultrasottile per i casi di necessità patologiche (restringimenti, stenosi).
  • Gastroscopia senza Tubo: Una delle innovazioni più significative nel campo della gastroscopia è la gastroscopia senza tubo. NaviCam Stomach System è il sistema più avanzato attualmente disponibile. La capsula trasmette immagini in tempo reale mentre transita attraverso l'apparato digerente, consentendo al medico di individuare eventuali anomalie. La gastroscopia senza tubo rappresenta un'alternativa utile.

NaviCam® Stomach System

NaviCam® Stomach System è la prima piattaforma robotica che consente la visualizzazione dello stomaco attraverso una videocapsula in grado di riconoscere le lesioni di stomaco e duodeno grazie all’intelligenza artificiale.

Questa videocapsula, grande più o meno come una compressa di paracetamolo o di antibiotico (pesa 5 grammi, ha un diametro di 11,8 mm e una lunghezza di 27 mm) viene inghiottita dal paziente con un bicchiere d’acqua e la sua minuscola telecamera comincia subito a inviare informazioni, dall’esofago in giù; le immagini vengono ‘catturate’ da un ‘registratore’ che il paziente indossa sopra i vestiti, mentre il ‘viaggio’ della capsula può essere seguito durante l’esame e dopo la procedura (fino alla sua eliminazione per via naturale visto che la capsula è ‘usa e getta’) grazie a un localizzatore che ne rileva la presenza.

NaviCam riesce a individuare e analizzare lesioni anche molto piccole a livello dello stomaco e del duodeno con grande accuratezza, ma senza i disagi tipici di una gastro-duodenoscopia convenzionale, che in genere richiede la sedazione del paziente.

“La videocapsula è utilizzata da anni per lo studio dell’intestino tenue - spiega il professor Cristiano Spada - ma finora non era stato possibile applicare questa tecnologia allo stomaco per questioni anatomiche; l’intestino tenue è infatti un ‘tubo’ del diametro di appena 3 cm, all’interno del quale la videocapsula progredisce naturalmente; al contrario, lo stomaco assomiglia più a un ‘sacco’ e per visualizzarlo con una videocapsula è necessario controllarne da fuori il movimento”.

La videocapsula è ‘robotizzata’ e dunque si muove in autonomia all’interno dello stomaco, come un aereo controllato da un pilota automatico (ma la consolle di controllo è dotata di uno speciale joystick che consente di riprendere i comandi in qualsiasi momento, controllandone il movimento dall’esterno attraverso un sistema magnetico). La nuova videocapsula, inoltre, informa in tempo reale della sua posizione, come in un Google maps dello stomaco (fondo, cardias, piloro, corpo dello stomaco, antro, duodeno).

Gastroscopia Operativa

Si definiscono operative tutte le endoscopie che prevedono anche un piccolo intervento chirurgico durante la loro esecuzione. Durante la gastroscopia possono essere effettuati alcuni trattamenti terapeutici, come la rimozione di oggetti ingeriti, l’arresto di sanguinamenti da ulcere, l‘asportazione di polipi, la dilatazione di restringimenti. Tutte queste manovre, che si effettuano durante l’esecuzione della endoscopia, rendono l’endoscopia stessa operativa.

Durante la colonscopia possono essere effettuati la polipectomia, la mucosectomia, la dilatazione, il posizionamento di protesi.

Polipectomia e Mucosectomia Endoscopica

La polipectomia (o la mucosectomia endoscopica) non è una procedura pericolosa. Si tratta di tagliare con l’elettrobisturi, introdotto attraverso il canale operativo dell’endoscopio, l’escrescenza mucosa definita polipo. La procedura prevede, per maggiore sicurezza, l’infiltrazione sotto mucosa di sostanze che rendono meno probabile il sanguinamento e garantiscono l’asportazione di una maggiore quantità di tessuto mucoso circostante la lesione (mucosectomia), da cui una maggiore radicalità. Bisogna però considerare che si tratta di un piccolo intervento chirurgico e come tale comporta dei rischi. Sono infatti possibili delle complicanze (circa 1% dei casi).

Tali complicanze sono:

  • l’emorragia: in genere si autolimita o viene arrestata con manovre endoscopiche; è comunque necessario un ricovero ospedaliero per osservazione; raramente può invece essere necessario un intervento chirurgico;
  • la perforazione: non necessita sempre di un intervento chirurgico, ma va previsto un tempo di ricovero ed osservazione in Ospedale.

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