Esame del Sangue: Piastrine Alte - Cause e Sintomi

Le piastrine, note anche con il nome scientifico di trombociti, sono particelle prive di nucleo che si trovano nel sangue, importanti perché contribuiscono alla coagulazione in caso di ferite (emostasi). Vengono chiamate anche trombociti e, pur essendo frammenti di cellule, sono privi di nucleo.

Un'aggregazione anomala di questi corpuscoli nelle vene causa la trombosi. La loro diminuzione, invece, può allungare anche in maniera rischiosa i tempi di durata di un'emorragia. La loro produzione è legata ad un ormone, la trombopoietina, che a sua volta è secreto da fegato e rene.

Cosa sono le Piastrine e Qual è la Loro Funzione?

Le piastrine sono minuscole cellule del sangue che svolgono un ruolo fondamentale nel nostro corpo.

Le piastrine circolanti, nella loro forma inattiva, sono piccole strutture a forma di disco biconvesso (come una lente), con un diametro maggiore di 2-3 µm; le piastrine cosiddette attive, invece, dispongono di proiezioni della membrana che ricoprono la loro superficie per il reclutamento di altri elementi e l’adesione ai vasi sanguigni. Esse vengono rilasciate nel flusso sanguigno in presenza di un danno ai tessuti. Immagina che il nostro corpo sia una città. Le piastrine sono come le forze dell’ordine, sempre pronte a intervenire in caso di emergenza per fermare il traffico e impedire danni.

Il fulcro del meccanismo di funzionamento di questi elementi è l’esposizione, nel vaso lesionato, di particolari proteine che mediano il processo di attivazione piastrinica: una volta individuata la soluzione di continuità (ossia il danno del vaso sanguigno), le piastrine si legano alla parete vascolare e si legano a loro volta con altre piastrine in modo da formare una prima struttura di contenimento. Queste tre fasi rappresentano i passaggi di quella che è definita emostasi primaria durante la quale si forma un tappo piastrinico che chiude la ferita. Successivamente, vengono attivati i fattori della coagulazione nell’ambito della cascata coagulativa.

In contemporanea vengono rilasciate sostanze che favoriscono l’attivazione di altre piastrine e l’innesco del sistema coagulativo: quest’ultimo è un complesso meccanismo, indipendente dai trombociti, che consente la formazione di un coagulo in grado di fermare stabilmente il sanguinamento.

Questi frammenti cellulari hanno una vita piuttosto breve ed entro circa dieci giorni vengono eliminate da cellule che agiscono da “spazzini” dell’organismo: i cosiddetti macrofagi, che si trovano nella milza e nel fegato. Le piastrine svolgono un ruolo fondamentale nei processi di coagulazione del sangue.

La vita media delle piastrine è di 8-10 giorni; il midollo osseo deve produrre continuamente nuovi elementi per rimpiazzare quelli degradati, consumati e/o persi durante il sanguinamento.

Piastrine Alte: Trombocitosi

Le piastrine alte, o trombocitosi, indicano un numero di piastrine nel sangue superiore ai valori normali, che generalmente variano tra 150.000 e 450.000 per microlitro di sangue. Quando il numero di piastrine (o trombociti) circolanti nel sangue supera la soglia normale si parla di trombocitosi.

Un'alta conta piastrinica, nota anche come trombocitosi, indica che ci sono troppe piastrine o trombociti nel sangue. Quando il loro livello è troppo alto, possono formarsi coaguli inappropriati, aumentando il rischio di eventi trombotici come ictus o infarti.

Un aumento del numero di piastrine non sempre indica una malattia di base. Le condizioni che si possono associare alle piastrine alte sono eterogenee e numerose. Fisiologicamente, in un microlitro di sangue che circola nel corpo sono presenti dalle 150.000 alle 450.000 piastrine. In alcune condizioni, tuttavia, questo valore può aumentare oltre la soglia massima di riferimento: si parla, allora, di piastrine alte.

La trombocitosi - nota anche come piastrinosi o trombocitemia - è una condizione caratterizzata dall'aumento del numero di piastrine (o trombociti) oltre la soglia massima di normalità.

Tipi di Trombocitosi

Sono varie le cause che provocano l'innalzamento dei valori delle piastrine. La trombocitosi può essere di diverse tipologie: primaria e secondaria.

La trombocitosi può essere classificata come primaria o secondaria (reattiva). Le piastrine vengono prodotte nel midollo osseo da cellule chiamate megacariociti, sotto il controllo di vari fattori di regolazione, tra cui la trombopoietina.

Vengono classificate in due grandi categorie: piastrinosi primarie e piastrinosi secondarie. La trombocitosi primaria si origina da modificazioni della cellula staminale emipoietica. La forma primaria è dovuta a malattie del midollo osseo che causano una produzione eccessiva di piastrine.

La forma secondaria, invece, è una risposta dell'organismo ad altre condizioni come infezioni, infiammazioni o carenze nutrizionali. La trombocitosi secondaria accompagna, invece, altre patologie, come malattie infettive, tumori e disordini infiammatori. La causa degli elevati livelli di piastrine è insita nel midollo osseo, dov'è presente un disordine mieloproliferativo di tipo neoplastico o displastico.

Cause della Trombocitosi

«Nella maggior parte dei casi l’aumento dei livelli di piastrine nel sangue riguarda la presenza nell’organismo di uno stimolo (transitorio o cronico) che induce il midollo osseo ad un’aumentata produzione di questi elementi.

Le cause più comuni delle piastrine alte includono le infiammazioni croniche, come l'artrite reumatoide o le malattie infiammatorie intestinali, e le infezioni acute o croniche. Questi stimoli includono una grandissima varietà di cause, da condizioni fisiologiche (ad esempio uno sforzo fisico intenso), fino a patologie anche serie come infezioni, carenza di ferro, malattie infiammatorie acute e croniche e, in alcuni casi, anche tumori.

Altre cause delle piastrine alte comprendono fratture ossee, emorragie acute da traumi, infarti d'organo e varie patologie ematologiche (tra cui l'anemia sideropenica). Altre cause delle piastrine alte comprendono fratture ossee, emorragie acute da traumi, infarti d'organo e varie patologie ematologiche (tra cui l'anemia sideropenica).

Anche alcune situazioni fisiologiche come l'esercizio fisico intenso o la gravidanza possono causare un aumento temporaneo delle piastrine. La trombocitosi primaria è invece legata a malattie del midollo osseo, come la trombocitemia essenziale, la policitemia vera o la mielofibrosi. Queste condizioni sono più rare ma richiedono particolare attenzione medica perché possono aumentare significativamente il rischio di complicanze trombotiche.

Sintomi della Trombocitosi

Le piastrine alte nel sangue possono manifestarsi con sintomi diversi, principalmente legati al rischio aumentato di formazione di coaguli.

Non sempre l'aumento delle piastrine genera una sintomatologia ben identificabile. In molti casi, soprattutto nella trombocitosi secondaria lieve, i sintomi possono essere assenti o molto lievi. La trombocitemia acuta, solitamente, non comporta alcuna conseguenza specifica.

La trombocitemia può rimanere a lungo asintomatica, ossia restare “silente” per diverso tempo. La proliferazione delle piastrine è infatti progressiva e graduale, e raramente provoca disturbi significativi nelle prime fasi. Quando presenti, i sintomi variano in base al distretto corporeo in cui si sviluppano i trombi.

Nella maggior parte dei casi tali disturbi si manifestano sotto forma di mal di testa, disturbi visivi, eccessiva sensibilità alla luce, sensazione di bruciore allamani e ai piedi, vertigini e svenimenti. Il paziente, inoltre, può essere soggetto a frequenti emorragie (ad esempio perdite di sangue dal naso, dalle gengive o nelle feci e comparsa di lividi sulla cute). Nei casi più gravi, quando i trombi si formano nei vasi sanguigni che irrorano il cervello, la trombocitemia provoca un’ischemia, un ictus o un infarto del miocardio.

Quando Preoccuparsi

È importante sapere quando preoccuparsi per le piastrine alte. Valori superiori a 1.000.000 per microlitro richiedono sempre attenzione medica immediata. Sintomi come dolore toracico improvviso, difficoltà respiratorie, perdita di forza a un lato del corpo o forte mal di testa potrebbero indicare la formazione di coaguli e richiedono assistenza medica urgente.

Diagnosi

L’assetto piastrinico nella maggior parte dei casi viene richiesto come parte integrante dell’emocromo completo. Per la valutazione delle piastrine alte, è sufficiente sottoporsi ad un esame emocromocitometrico completo (emocromo). Da un emocromo completo si possono verificare i valori corretti della piastrine: variano da 250 mila a 500 mila per litro.

La diagnosi parte generalmente da un emocromo che evidenzia una conta piastrinica superiore ai valori fisiologici. L’evidenza di una conta elevata di piastrine va però confermata con emocromi successivi ripetuti a distanza di settimane per escludere il caso di una trombocitosi transitoria. Se le analisi ripetute confermano un trend di piastrine alte allora sarà necessario rivolgersi ad uno specialista ematologo», conclude il professor Della Porta.

In presenza di sintomi o segni sospetti, i medici prescrivono innanzitutto degli esami del sangue approfonditi per valutare i livelli e le caratteristiche delle piastrine. Attraverso il prelievo e la successiva analisi di un campione ematico, inoltre, è possibile identificare eventuali anomalie genetiche. In genere la diagnosi viene confermata con una biopsia del midollo osseo, ossia con il prelievo e la successiva analisi in laboratorio di un frammento del tessuto midollare. Il momento decisivo nella diagnosi prevede il test per mutazioni genetiche, in particolare la mutazione del gene JAK2, che è presente in circa la metà dei pazienti.

Valori di Riferimento

Il numero totale di piastrine per volume di sangue (PLT) è un parametro determinato per un controllo generico dello stato di salute. In un individuo adulto, in buono stato di salute, questo valore si aggira tra le 150.000 e le 450.000 unità per microlitro di sangue.

L'esame dei parametri piastrinici può essere effettuato insieme ad uno o più test di funzionalità e/o ad altre analisi per la valutazione della coagulazione, come PT (Tempo di protrombina) e PTT (Tempo di Tromboplastina Parziale).

I parametri piastrinici sono calcolati mediante uno strumento automatizzato per l'analisi emocitometrica. Talvolta, durante il monitoraggio di una malattia nota, può essere eseguito uno striscio di sangue, per esaminare le piastrine al microscopio ottico.

Altri parametri includono:

  • Volume medio (MPV, acronimo di "Mean platelet volume"): indica quanto grandi sono mediamente le piastrine presenti nel sangue del paziente.
  • Conta delle piastrine (PCT): comunemente noto come piastrinocrito, è un parametro analogo all'ematocrito. Tale valore, espresso in percentuale, indica il rapporto tra il volume totale delle piastrine ed il volume totale del sangue.

Nota: l'intervallo di riferimento dell'esame può cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.

Come Curare le Piastrine Alte

Per ridurre i valori di piastrine alte nel sangue, è fondamentale individuare e trattare la causa sottostante. In caso di trombocitosi secondaria, nella maggior parte dei casi, risolvendo la causa scatenante anche la conta piastrinica lentamente rientra nei range di normalità.

Nella maggior parte dei casi, trattando la causa all'origine delle piastrine alte, i valori rientrano lentamente nei range di normalità. Le trombocitosi reattive transitorie non si accompagnano all'aumentato rischio di trombosi, che diviene invece concreto nelle forme croniche.

Se la trombocitosi è legata a un’infezione o a una carenza di ferro, la normalizzazione dei valori avviene solitamente con la risoluzione della condizione primaria. Viceversa, nel caso di trombocitosi primitiva si rende necessario il ricorso a farmaci citotossici/chemioterapici (come l'idrossiurea) o anagrelide, al fine di ridurre la sintesi di piastrine a livello midollare.

Il trattamento della trombocitemia essenziale (TE) è mirato principalmente a ridurre il rischio di complicanze trombotiche o emorragiche e a gestire i sintomi. Gli agenti più comunemente utilizzati includono l’idrossiurea, un farmaco chemioterapico orale, e l’anagrelide. È abbastanza raro che si ricorra ad un trapianto allogenico di cellule staminali, cellule che arrivano quindi da un donatore compatibile.

Rimedi Naturali e Integratori

Alcuni farmaci da banco o integratori potrebbero essere utili nel supportare la circolazione e ridurre l’infiammazione. Tra questi, integratori di omega-3, che aiutano a migliorare la fluidità del sangue, e prodotti a base di aglio o curcuma, noti per le loro proprietà antinfiammatorie e antiaggreganti.

  • Ginkgo Biloba: Le foglie dell'albero del ginkgo contengono terpenoidi, che possono ridurre la viscosità delle piastrine nel sangue.
  • Aglio: L'alchina, un composto chimico che si trova negli spicchi d'aglio appena tritati o schiacciati, può ridurre la capacità del corpo di produrre piastrine.
  • Ginseng: Può anche aiutare a prevenire i coaguli di sangue interni e ridurre il rischio di infarto e ictus.
  • Melograni: Composti antiossidanti nel succo di melograno, noti come polifenoli, hanno la capacità di ridurre il rischio di incidenti cardiovascolari.
  • Pesce: Gli acidi grassi omega-3 contribuiscono alla flessibilità delle membrane cellulari, rendendole più scivolose e, nel caso delle piastrine, meno appiccicose.
  • Vino rosso: Il vino rosso inibisce una molecola proteica nota come fattore di crescita derivata dalle piastrine, la quale contribuisce alla formazione della placca arteriosa.

Evitare l'uso di erbe per il trattamento della conta piastrinica elevata, se si prendono farmaci anticoagulanti.

Cosa succede se le piastrine non funzionano bene?

Le piastrine sono molto piccole, ma svolgono un compito grandioso. Se il numero di piastrine è troppo basso, il corpo fa fatica a fermare il sanguinamento. Con poche piastrine, il corpo non riesce a fermare il sanguinamento e questo può portare a lividi facili, sanguinamenti dal naso o dalle gengive. D’altra parte, se ci sono troppe piastrine, il sangue diventa più “denso”, proprio come quando metti troppe persone in una stanza. In questo caso, il sangue può formare coaguli pericolosi, che possono bloccare i vasi sanguigni e provocare problemi gravi come infarti o ictus.

Trombocitemia Essenziale

La trombocitemia primitiva è una rara forma tumorale che colpisce il midollo osseo e altera la normale produzione di cellule sanguigne. Si tratta infatti di una sindrome mieloproliferativa cronica, dal momento che provoca la proliferazione eccessiva di piastrine. In condizioni normali le cellule del sangue vengono prodotte dal midollo osseo attraverso un processo che prende il nome di emopoiesi. Al termine di diverse fasi di maturazione e diversificazione, infatti, le cellule staminali ematopoietiche danno origine ai globuli rossi, ai globuli bianchi e alle piastrine.

Nei pazienti affetti da trombocitemia, tuttavia, questo processo non si sviluppa correttamente. Il midollo osseo, infatti, produce una quantità abnorme di piastrine, nella maggior parte dei casi immature e quindi incapaci di funzionare correttamente.

L’eccessiva diffusione di cellule neoplastiche può determinare la comparsa di trombi (coaguli di sangue che possono ostruire il vaso e bloccare il flusso ematico) ed emorragie. La trombocitemia può rimanere a lungo asintomatica, ossia restare “silente” per diverso tempo.

La proliferazione delle piastrine è infatti progressiva e graduale, e raramente provoca disturbi significativi nelle prime fasi. Quando presenti, i sintomi variano in base al distretto corporeo in cui si sviluppano i trombi.

Piastrine Alte in Gravidanza

La situazione tende a complicarsi quando si aspetta un bambino. In gravidanza, infatti, molte donne soffrono di quest'alterazione, con un più alto pericolo di aborto spontaneo, nei primi 3 mesi.

Un numero anormalmente alto di piastrine in gravidanza è molto meno comune di un numero basso di livelli piastrinici. Se le piastrine alte superano il milione per millimetro cubo di sangue, si sottopone il paziente a una terapia antiaggregante piastrinica.

In alcuni casi, si assiste a nascite premature, che mettono a dura prova la salute del piccolo; questa condizione è provocata dai trombi che si formano all'interno della placenta.

Complicazioni in gravidanza associate a trombocitosi essenziale:

  • Perdita della gravidanza: Le donne affette da questa malattia hanno un tasso di aborto del 43%, 36% nei primi 3 mesi di gravidanza.
  • Ritardo della crescita intrauterina: I bambini appaiono magri e pallidi.
  • Parto pretermine: o prima di 37 settimane di gravidanza, si verifica nell'8% dei casi di trombocitosi in gravidanza. Le possibili cause di parto pretermine comprendono la preeclampsia, una complicanza della gravidanza caratterizzata da ipertensione materna, proteine nelle urine e ritenzione di liquidi, che colpisce il 4% delle donne con trombocitosi.

Monitoraggio e Prevenzione

Per monitorare correttamente i valori delle piastrine e prevenire complicazioni, è consigliabile effettuare controlli periodici con esami del sangue.

Pur prestando particolare attenzione e tenendo sotto controllo gli indicatori ematici (pressione arteriosa, colesterolo, trigliceridi, glicemia e acido urico), in genere il paziente che ne è affetto può condurre una vita normale.

Le trombocitosi secondarie transitorie non predispongono, in genere, il paziente a nessuna conseguenza specifica. Un semplice esame del sangue potrebbe rivelarsi molto utile per la diagnosi precoce di tumore.

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