Esame del Sangue: Rapporto Omega 3 e Omega 6

Il rapporto tra acidi grassi omega 3 e omega 6 è un parametro fondamentale che ha precise ripercussioni metaboliche per l’organismo. Sia gli omega 3 che gli omega 6 sono lipidi, e nello specifico si tratta di due acidi grassi essenziali di cui il corpo ha bisogno per diversi motivi.

Perché è importante l'analisi degli acidi grassi insaturi?

Un'analisi degli acidi grassi insaturi è utile per la maggior parte delle persone nei paesi occidentali, dato che la proporzione di acidi grassi omega-6 è troppo alta in molte persone. Studi hanno dimostrato che gli acidi grassi omega-3 favoriscono la salute su diversi livelli. Ci sono anche alcuni gruppi a rischio per una quantità insufficiente di omega-3, per cui l’analisi degli acidi grassi offre la possibilità di misurare lo stato nutrizionale individuale dell’organismo.

Omega 3 e Omega 6: Effetti sull'organismo

Gli acidi grassi omega-3 dilatano i vasi e hanno un effetto antinfiammatorio. Gli omega-6, a loro volta, favoriscono l'infiammazione e hanno un effetto vasocostrittore. Quando i grassi sono in un rapporto favorevole l'uno all'altro, prevale uno stato di infiammazione neutro, con un effetto positivo sulla salute.

A partire da questi due acidi grassi, l’organismo è capace di creare cinque derivati, fondamentali dal punto di vista metabolico: dagli omega 3 si hanno ALA acido alfa-linolenico, EPA acido eicosapentaenoico e DHA, acido docosaesaenoico.

  • Omega 3: Hanno proprietà antinfiammatorie e benefiche per il sistema cardiovascolare, aiutando a ridurre i livelli di trigliceridi, migliorano la pressione arteriosa e favoriscono la fluidità del sangue, determinando una riduzione del rischio di trombosi e aterosclerosi.
  • Omega 6: Si trovano principalmente negli oli vegetali come l’olio di girasole, di mais, di soia e di cartamo.

Secondo i dati contenuti negli ultimi aggiornamenti dei LARN, gli omega 3 assunti dovrebbero essere di circa 0,5% fino al 2% del consumo calorico su base giornaliera, con EPA e DHA di almeno 250 mg. Stando a quanto riferito nelle linee guida dell’OMS, il giusto rapporto tra omega 3 e omega 6 dovrebbe essere ricompreso in un intervallo che va tra 4:1 e 8:1.

Per conservare un corretto equilibrio tra omega 3 e omega 6, va limitato il consumo di oli vegetali ricchi di omega 6, come olio di soia, mais, girasole e cartamo.

Come si svolge il test per il rapporto omega 3 / 6?

Il test per il rapporto omega 3 / omega 6 si effettua con un esame del sangue. In laboratorio, sono misurate le concentrazioni di omega 3 e omega 6.

In alternativa al medico, con il kit d’analisi degli acidi grassi NORSAN si può effettuare il prelievo del sangue anche tranquillamente a casa.

Quando fare il test per il rapporto omega 3 /6?

Ci sono alcune circostanze che richiedono un approfondimento sui valori di omega 3 e omega 6. Dal nostro punto di vista, la questione più importante non è quale capsula o quale olio omega-3 prendere, ma se ci siano sufficienti acidi grassi omega-3 nel corpo.

Viene analizzato lo schema degli acidi grassi nella membrana eritrocitaria. Il test dà un’indicazione sui livelli degli ultimi 60-90 giorni di 26 acidi grassi, corrispondenti a più del 99% di tutti gli acidi grassi del corpo. L’analisi degli acidi grassi è un normale servizio di laboratorio che può essere fatto da un medico o un terapista (spesso chiamato “profilo degli acidi grassi”). Viene preso un campione di sangue, che poi viene analizzato in un laboratorio.

Cosa misura l'analisi?

  • Indice omega-3: Indica la proporzione degli acidi grassi di origine marina omega-3 EPA e DHA, in relazione al totale degli acidi grassi.
  • Rapporto Omega-6/3: Indica il rapporto tra gli acidi grassi omega-6 e omega-3, che giocano un ruolo decisivo rispettivamente nello sviluppo e nel contrasto dello stato infiammatorio. Un rapporto omega-6/3 troppo alto (omega-3 ratio) si traduce in un livello di infiammazione nel corpo eccessivamente alto.
  • Tenore di grassi trans: I grassi trans sono sostanze derivate dai grassi che non sono presenti nel corpo in modo naturale. I grassi trans sono dannosi per le cellule e il loro livello dovrebbe essere mantenuto basso.

Interpretazione dei risultati

La struttura degli acidi grassi nel corpo è un riflesso della nostra dieta. A seconda del risultato individuale, si possono adottare dei comportamenti mirati. L’ideale sarebbe regolare questo squilibrio attraverso una sana alimentazione, supportata da integratori alimentari di qualità elevata, prestando attenzione al dosaggio giornaliero. I prodotti NORSAN offrono un metodo naturale per migliorare proprio questi valori degli acidi grassi.

Benefici di un adeguato indice HS-Omega-3

  • Funzioni cognitive: i risultati della ricerca indicano che un indice HS-Omega-3 nella fascia target è associato a una migliore funzione cognitiva e a un minor rischio di malattie neurodegenerative.
  • Malattie infiammatorie: un indice HS-Omega-3 ottimale può avere un effetto antinfiammatorio e quindi ridurre l’infiammazione cronica.
  • Depressione e salute mentale: un indice HS-Omega-3 ottimale potrebbe essere associato a una migliore salute mentale e a un minor rischio di depressione. Uno studio ha esaminato 130 adulti affetti da schizofrenia e depressione e ha scoperto che questi soggetti avevano un indice di omega-3 inferiore alla media (3,95%).

L’indice HS-Omega-3 è influenzato principalmente dall’assunzione di acidi grassi omega-3. Se l’apporto di acidi grassi omega-3 attraverso l’alimentazione o gli integratori alimentari è insufficiente, l’indice HS-Omega-3 diminuisce. Inoltre, fattori individuali come l’età, il peso, il sesso e le abitudini alimentari generali influiscono sull’efficacia con cui l’organismo assorbe ed elabora gli acidi grassi essenziali.

Oltre 40.000 analisi degli acidi grassi condotte dal laboratorio Omegametrix mostrano un quadro chiaro: oggi 3 persone su 4 hanno un apporto insufficiente di omega-3 e si trovano al di sotto della soglia protettiva dell’8-11%.

L’Indice Omega-3: la storia

L' Indice Omega-3 è stato sviluppato, nel 2004, come segnale per il rischio di morte cardiaca improvvisa da William Harris, professore dell’Università del South Dakota (USA), e dal professor Clemens von Schacky, cardiologo dell’Università Di Monaco (Germania). La morte cardiaca improvvisa è una morte per arresto cardiocircolatorio che si verifica inaspettatamente anche in soggetti che non hanno mai manifestato disfunzioni cardiache.

Harris e von Schacky hanno scoperto che il rischio di questo fenomeno fatale era legato alla quantità di EPA e DHA dei globuli rossi. In particolare, revisionando alcuni importanti studi epidemiologici hanno trovato che:

  • L’indice Omega-3 < del 4% indica una forte probabilità per un individuo di essere colpito da morte cardiaca improvvisa
  • L’Indice Omega-3 compreso tra 4 e 8% è sinonimo di rischio moderato
  • L’Indice Omega-3 > 8% indica una situazione di basso rischio

La probabilità di eventi cardiaci fatali si riduce fino al 90% nei soggetti che appartengono alla categoria con il più alto valore, rispetto a quelli con indice più basso.

Come si può raggiungere un Indice Omega-3 ottimale?

Un Indice Omega-3 dell’8% è realizzabile tramite il consumo giornaliero di circa 500 milligrammi di EPA e DHA ottenibili con due o più porzioni di pesce grasso a settimana, oppure attraverso gli integratori. L' Indice Omega-3, come altri fattori di rischio cardiovascolare, può essere quindi modificato da uno stile di vita più sano.

Come si calcola l’Indice Omega-3?

L'indice Omega-3 è la somma degli acidi grassi omega-3 EPA DHA nel membrane dei globuli rossi e viene espresso come percentuale di EPA e DHA sul totale degli acidi grassi presenti nella membrana. La scelta di usare le concentrazioni delle membrane delle cellule del sangue è dovuta al fatto che gli acidi grassi polinsaturi in queste strutture sono più stabili biologicamente (quasi non variano di settimana in settimana).

Il test dell’Indice Omega-3

L’Indice Omega-3 nel sangue può rappresentare un nuovo strumento diagnostico ed essere utilizzato nella valutazione clinica di routine dei pazienti. Per la sua determinazione è necessario l’Omega-3 Index, un esame del sangue che può essere effettuato nei laboratori che seguono un rigoroso sistema di gestione della qualità. La misura dell'Indice di Omega-3 è altamente riproducibile, e i valori possono essere ottenuti entro alcune ore. Quantificare gli acidi grassi in un individuo è utile a medici e pazienti per stimare il rischio di cardiopatie, e a raggiungere i livelli adeguati di omega-3 necessari a ridurre l rischio di infarto e mortalità improvvisa.

L'Indice Omega-3 ottimale: un beneficio anche per i diabetici?

Le relazioni tra il valore dell’Omega-3 index e lo stato di salute sembrano coinvolgere anche altre patologie, oltre a quelle strettamente legate al cuore. Uno studio pubblicato su Diabete Care ha esaminato la relazione tra gli alti livelli di acidi grassi non esterificati, cioè di lipidi liberi circolanti, e il rischio di diabete di tipo 2 e l’eventuale azione degli omega-3 su questa relazione.

Depressione post-parto e basso Indice Omega-3: trovata una relazione

Un alto Indice Omega-3 rappresenterebbe un vantaggio anche per la salute mentale, come è emerso da una ricerca pubblicata nel 2013 sulla rivista Plos One. Secondo i ricercatori un basso l’indice Omega-3 potrebbe rappresentare un fattore di rischio per l’insorgenza della depressione post-parto, una condizione che si verifica comunemente nelle donne subito dopo la nascita del bambino.

Negli adolescenti gli omega-3 migliorano l’attenzione

Un recente studio olandese, pubblicato sulla rivista Nutrients, ha dimostrato che un lndice Omega-3 alto è positivamente associato con alcune caratteristiche cognitive, misurate con appositi test negli adolescenti. In particolare i ricercatori hanno verificato un significativo aumento della capacità di elaborare le informazioni corrispondente ad un aumento del 1% di Indice Omega-3.

Come varia l’Indice Omega-3 nelle popolazioni?

Nonostante le raccomandazioni per una sana e corretta alimentazione prevedano il consumo di pesce almeno 2/3 volte a settimana, nei paesi occidentali l'assunzione di omega-3 è molto scarsa. Da una delle ultimi indagini, pubblicata a dicembre su Nutrients, e condotta utilizzando i dati sulla popolazione americana riguardante le concentrazioni di omega-3 nel sangue, è emerso che circa il 96% degli adulti ha un indice di omega-3 inferiore al 4%.

Riassumendo, conoscere il proprio Indice Omega-3 è importante perché:

  • È in grado di stimare il rischio di morte cardiaca improvvisa sia nella popolazione generale che nei pazienti con disfunzione coronariche.
  • È facilmente misurabile.
  • È più discriminante della maggior parte degli altri fattori di rischio conosciuti.
  • È in grado di identificare individui che necessitano di incrementare il consumo di omega-3 e valutare poi i progressi raggiunti.

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