Esami del Sangue per Infarto: Cosa Sono e Perché Farli

L'infarto del miocardio, comunemente conosciuto come attacco di cuore, è una delle principali cause di mortalità a livello globale. Avere un infarto significa avere poco tempo a disposizione per ottenere le cure utili a salvarsi la vita: ecco perché la possibilità di prevedere un attacco di cuore risulta tanto entusiasmante per i medici, ma anche per i pazienti.

Le analisi del sangue comprese nel Check Up Cuore in Salute Butterfly consentono di avere una panoramica sul corretto funzionamento cardiaco e coronarico, rilevando precocemente i principali fattori di rischio per una prevenzione cardiologica efficace. Le analisi del sangue per il cuore possono fornire un quadro di partenza della salute cardiovascolare del paziente: il Check Up è un valido metodo di screening cardiologico contro patologie gravi (infarti, scompensi, ischemie e trombosi), permettendo di identificare anticipatamente i fattori di rischio e rilevare tempestivamente eventuali danni al cuore.

Perché Prenotare un Check Up Cuore?

La maggior parte dei problemi al cuore ha un carattere silente: in genere i disturbi cardiaci dimostrano segni ed effetti solo a seguito di un evento dannoso per la salute del paziente. Gli esami del sangue specifici per il cuore permettono di indagare le principali cause di patologia cardiaca e coronarica, rilevando vari parametri e biomarcatori cardiaci.

Tra i sintomi di un cuore affaticato o che non funziona correttamente rientrano:

  • Affaticamento, spossatezza e stanchezza generalizzate
  • Vertigini o svenimenti, alterazioni della pressione
  • Palpitazioni o battito cardiaco irregolare (aritmie)
  • Gonfiore alle estremità del corpo (braccia, gambe)
  • Difficoltà a respirare, fiato corto, vista offuscata
  • Dolori a schiena, gambe, mascella o braccia

Gli esami del sangue specifici per il cuore permettono di indagare le principali cause di patologia cardiaca e coronarica, rilevando vari parametri e biomarcatori cardiaci:

  • esami della coagulazione di base ed analisi approfondite del metabolismo;
  • test del colesterolo HDL e LDL e dei trigliceridi, fattori di rischio cardiovascolare;
  • rilevazione della glicemia, che se aumentata può indicare un potenziale diabete;
  • livelli di LDH e CPK, enzimi cardiaci che denotano danni al cuore (come l’infarto);
  • dosaggio dei sali minerali, talvolta responsabili di alcuni tipi di aritmie cardiache;
  • possibili disprotidemie, ovvero alterazioni della concentrazione delle proteine nel sangue.

A Chi è Rivolto il Test?

Il test è rivolto a vari pazienti in età adulta e avanzata, data la natura silente delle patologie cardiache e cardiovascolari. Più nello specifico, l’esame per il cuore è particolarmente consigliato a:

  • Soggetti giovani (e non) con familiarità e/o predisposizione alle malattie del sistema cardiocircolatorio;
  • Pazienti che presentano sintomi riconducibili ad un affaticamento del cuore o scompenso dell’attività cardiaca;
  • Soggetti in cura o con disturbi cardiovascolari già diagnosticati.

Elenco Test e Prezzi degli Esami per il Cuore

Le analisi Butterfly per il controllo del cuore comprendono i seguenti test:

emocromo con formula - VES - colesterolo totale - colesterolo HDL - colesterolo LDL - trigliceridi - glucosio - cloro - potassio - sodio - calcio - fosforo - creatinina - omocisteina - urea - CPK - LDH - tempo di protrombina (PT) - apolipoproteina A1 - apolipoproteina B - rapporto ApoA1/ApoB - elettroforesi proteica - proteine totali

Il prezzo del Check Up Cardiologico è di 55,00€.

Preparazione all'Esame

Prima del prelievo di sangue è prescritto un periodo di digiuno di 8-10 ore. Se si dovesse avvertire sensazione di sete, durante tale periodo si possono assumere fino a 1-2 bicchieri di acqua. Sono assolutamente vietati fumo e l’assunzione di bevande alcoliche. Nei giorni precedenti all’esame del sangue si prega di non cambiare abitudini alimentari e di vita, evitando di effettuare sforzi fisici intensi il giorno stesso e quelli antecedenti.

Tipo di Campione e Tempo di Refertazione

Il campione è sangue con prelievo venoso, raccolto in specifici contenitori presso il punto prelievi. Il tempo di refertazione è di 48 ore.

Marcatori Chiave negli Esami del Sangue per Infarto

Diversi marcatori nel sangue possono indicare un rischio o la presenza di un infarto miocardico. Ecco alcuni dei più importanti:

  1. Colesterolo: Il colesterolo alto, soprattutto il colesterolo LDL (il cosiddetto “cattivo”), è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiache.
    • Colesterolo totale: indica la quantità complessiva di colesterolo nel sangue.
    • LDL (colesterolo cattivo): quando presente in eccesso, si accumula nelle arterie, aumentando il rischio di aterosclerosi e infarto.
    • HDL (colesterolo buono): aiuta a rimuovere il colesterolo dalle arterie.
  2. Proteina C-reattiva (PCR): La proteina C-reattiva è un marcatore di infiammazione. Alti livelli di PCR nel sangue possono indicare uno stato infiammatorio sistemico, che è associato a un rischio maggiore di infarto e altre patologie cardiache.
  3. Glicemia ed Emoglobina Glicata (HbA1c): La relazione tra diabete e rischio cardiovascolare è ben nota. La glicemia a digiuno misura i livelli di zucchero nel sangue in un determinato momento, mentre l’emoglobina glicata (HbA1c) fornisce una valutazione a lungo termine dei livelli di glucosio, utile per individuare eventuali disfunzioni nel metabolismo degli zuccheri.
  4. Omocisteina: Un altro esame del sangue utile è la misurazione dell’omocisteina, un amminoacido che, se presente in concentrazioni elevate, può danneggiare le pareti dei vasi sanguigni, favorendo l’aterosclerosi.
  5. Lipoproteina (a): La lipoproteina (a) è un tipo di lipide legato a un aumento del rischio di infarto, soprattutto in persone con una storia familiare di malattie cardiache.
  6. Apolipoproteina B (ApoB): Questo esame misura la quantità di Apolipoproteina B, una proteina presente nelle particelle di colesterolo LDL. Alti livelli di ApoB sono direttamente correlati a un rischio aumentato di malattie cardiache e infarto.
  7. Troponina: Sebbene l’esame della troponina sia comunemente utilizzato per diagnosticare un infarto in corso, può anche essere impiegato per rilevare danni cardiaci subclinici in persone ad alto rischio.

Troponina: Un Indicatore Chiave

La troponina è una proteina che nel nostro organismo è presente nei muscoli scheletrici e in quello cardiaco. La contrazione muscolare è possibile nel momento in cui aumentano i livelli di calcio e grazie al legame di quest’ultimo con la troponina C. Essendo un test ad alta specificità per l’infarto del miocardio, le analisi della troponina è il primo esame che viene effettuato in pronto soccorso ad un paziente con sospetto di infarto.

Fino a qualche anno fa, l’enzima cardine utilizzato per la valutazione dei danni cardiaci era la creatin-chinasi, o CK-MB. Oggi invece si preferisce dosare, grazie alla maggiore specificità, le troponine cardiache di tipo T ed I.

In genere, quando un individuo si presenta in pronto soccorso con una sintomatologia compatibile con un infarto cardiaco, vengono eseguiti sia un prelievo di sangue che un elettrocardiogramma. È opportuno però dire che i livelli di troponina, in caso di infarto, non aumentano tempestivamente, bensì servono da 1 a 3 ore perchè comincino ad alzarsi, raggiungendo un picco 12-18 ore dopo l’inizio dei sintomi. Inoltre, l’intervallo di riferimento è diverso a seconda del sesso, dell’età, dell’etnia e della corporatura, quindi è bene che venga correlato il valore di troponina con il paziente.

In caso di infarto miocardico i valori della troponina iniziano ad aumentare nel sangue dopo poche ore, raggiungono i valori massimi alla diciottesima ora dall'insorgenza del dolore e rimangono elevati per circa 14 giorni. Questo è il motivo per cui l’esame deve essere eseguito 2-3 volte in un lasso di tempo che va dalle 12 alle 16 ore dalla comparsa dei disturbi che potrebbero essere associati ad un attacco cardiaco. Il test della troponina è prescritto anche alle persone che soffrono di angina pectoris. Infatti, a volte, dopo breve tempo dalla somministrazione della terapia, possono andare incontro ad una progressione dei disturbi (sintomi).

Altri Esami Diagnostici

Oltre agli esami del sangue, altri strumenti diagnostici possono aiutare a valutare la salute del cuore:

  • L’elettrocardiogramma (ECG): Sul paziente a riposo, l’ECG permette di individuare anomalie nell’attività elettrica del cuore e individuare un’eventuale ischemia del miocardio.
  • L’ECG dinamico secondo Holter e l’ECG da sforzo: Il primo consiste in un controllo continuo del cuore per 24/28 ore, durante le quali il paziente svolge tutte le attività quotidiane abituali; il secondo, viene effettuato mentre il paziente cammina su un tapis roulant, pedala su una cyclette o esegue esercizi di step, con il cuore sotto sforzo.
  • La scintigrafia miocardica: Durante l’ECG, prima a riposo e poi sotto sforzo, si somministra endovena un tracciante radioattivo che permette al cardiologo di localizzare e valutare l’estensione dell’evento patologico.
  • L’ecocardiogramma: Si tratta di una vera e propria ecografia al cuore che permette di visualizzare tutto il muscolo cardiaco, compresi atri, ventricoli e valvole e il primo tratto dell’aorta, per valutarne dimensioni e funzionalità.
  • La TAC cuore o tomografia computerizzata (TC): Questo esame serve a individuare le calcificazioni di placche di grasso e fibre nelle coronarie (aterosclerosi).
  • La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): Il test riproduce in maniera dettagliata le immagini di cuore e vasi, sfruttando un campo magnetico, e permette di valutarne morfologia e funzionalità.
  • Coronagrafia o angiografia coronarica: E’ l’esame più indicato per visualizzare le coronarie: si inietta un mezzo di contrasto che resta opaco alle radiazioni e che quindi dà informazioni sul flusso di sangue nelle arterie.

Prevenzione e Stile di Vita

Ancora una volta la modificazione dello stile di vita può contribuire enormemente alla prevenzione:

  • Ridurre il proprio peso corporeo fino al raggiungimento di un valore nella norma per età e sesso.
  • Praticare attività fisica regolarmente, con intensità variabile a seconda di età e condizioni generali di salute.
  • Evitare cibi grassi, eccessivamente conditi o fritti.
  • Non eccedere con alcool (un bicchieredi vino al pasto al giorno) e dolci.

Dopo un infarto miocardico può essere indicato un periodo di riabilitazione cardiologica.

leggi anche: