Il nostro sangue è un universo complesso e affascinante. Ogni componente ha un ruolo preciso, e insieme lavorano per garantire il corretto funzionamento del nostro corpo. Tra questi, uno dei più importanti riguarda i neutrofili, una sottoclasse di globuli bianchi essenziali per combattere le infezioni.
I neutrofili sono un tipo di granulociti, una classe di globuli bianchi che fanno parte del nostro sistema immunitario. I neutrofili fanno parte della più ampia famiglia dei leucociti, comunemente noti come globuli bianchi. I leucociti sono le cellule responsabili della difesa immunitaria del nostro organismo e si dividono in diversi sottotipi, tra cui neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili.
Vengono chiamati neutrofili in quanto non hanno nessuna tipologia di colorante e per questo vengono definiti neutri. I granulociti neutrofili sono i globuli bianchi maggiormente presenti nel sangue ed hanno la capacità di riconoscere e di raggiungere la zona colpita da un’infezione, inglobare i virus e i batteri esterni presenti al fine di ucciderli tramite il processo noto come fagocitosi.
I granulociti neutrofili rappresentano la categoria più numerosa di globuli bianchi nel nostro sangue, costituendo circa il 50-70% dei leucociti totali. Tra questi, i neutrofili rappresentano la maggioranza, costituendo circa il 40-70% del totale dei leucociti. Hanno una durata di vita di uno o massimo due giorni nei tessuti mentre nel sangue durano poche ore e per questo il midollo osseo ne produce in enorme quantità ogni giorno.
Svolgono un ruolo fondamentale come prima linea di difesa contro le infezioni, specialmente quelle batteriche. La loro funzione maggiore è quella di inglobare ed eliminare i microrganismi patogeni per il nostro organismo. I granulociti neutrofili sono di grande importanza per la difesa contro batteri e funghi, ma anche per medicare le lesioni, per questo non devono mai essere presenti in numero ridotto nel nostro organismo, il quale altrimenti rischia seriamente di essere esposto alle infezioni con maggiore facilità.
Funzione dei Neutrofili
Nel loro instancabile lavoro di sentinelle, i neutrofili pattugliano il flusso sanguigno alla ricerca di invasori. Quando individuano un agente patogeno, si attivano rapidamente, migrando verso il sito dell'infezione attraverso un processo chiamato chemiotassi. Una volta raggiunto l'obiettivo, inglobano e distruggono i microorganismi attraverso la fagocitosi, rilasciando anche sostanze antimicrobiche per combattere l'infezione.
Oltre a inglobare e digerire microorganismi, detriti e cellule senescenti, infettate o trasformate, i neutrofili rilasciano particolari sostanze chimiche, tra cui pirogeni (responsabili della febbre) e mediatori chimici della risposta infiammatoria. Queste attività sono possibili ai neutrofili grazie agli enzimi contenuti nei loro granuli primari e secondari, alla particolare struttura della membrana citoplasmatica ed alla presenza di recettori per le immunoglobuline G (IgG) e per le proteine del complemento.
Trascorso tale periodo, questi globuli bianchi vanno a confinarsi nei tessuti, dove permangono per qualche giorno, prima di morire. In condizioni normali, i neutrofili maturi migrano nel flusso ematico, dove rimangono per un tempo piuttosto breve (6-12 ore), in rapporto a varie esigenze dell'organismo (febbre, stress, infezioni ecc.).
Valori Normali dei Neutrofili
Solitamente nel nostro organismo abbiamo a disposizione tra i 1500 ed i 7000 neutrofili per millimetro cubo, ma questo può dipendere anche dal sesso e dall’età del soggetto. I valori normali dei neutrofili sono generalmente compresi tra 1.500 e 8.000 cellule per microlitro di sangue.
Il numero di neutrofili circolanti varia considerevolmente nella popolazione e si attesta intorno alle 4.000 cellule per mm3 di sangue (il range di normalità è compreso tra 1.500 e 7.000 per mm3). In condizioni di normalità, i neutrofili costituiscono il 40-75% delle cellule nucleate del sangue periferico.
La valutazione dei granulociti neutrofili avviene attraverso l'esame dell'emocromo con formula leucocitaria, che permette di determinare non solo il loro numero assoluto ma anche la loro percentuale rispetto agli altri tipi di globuli bianchi. L'analisi dei neutrofili è parte dell'emocromo con formula leucocitaria, eseguito nell'ambito degli esami di routine per valutare lo stato di salute del paziente. Per stabilire il valore dei neutrofili, è sufficiente sottoporsi a un esame emocromocitometrico (emocromo), completo di formula leucocitaria.
È importante considerare che i valori possono subire oscillazioni fisiologiche durante la giornata o in risposta a situazioni come l'attività fisica intensa o lo stress. Nota: i valori di riferimento relativi ai neutrofili possono cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.
Neutrofili Alti (Neutrofilia)
Quando il loro numero supera i valori di riferimento (1.500-7.000 cellule per microlitro), parliamo di granulociti neutrofili alti o neutrofilia. Con il termine neutrofilia si intende invece quando viene rilevato un quantitativo eccessivo di neutrofili rispetto ai valori normali, dovuto a cause quali l’uso di determinati farmaci, dallo stress o anche da infezioni e malattie batteriche.
Al pari dei neutrofili, i linfociti fanno parte dei globuli bianchi che vengo generati dal midollo osseo. Se in contemporanea si registrano linfociti alti e neutrofili bassi non è necessario preoccuparsi particolarmente, in quanto un eccesso di produzione dei linfociti può ricollegarsi ad una situazione nella quale il nostro organismo subisce un attacco magari da parte di un virus influenzale, ma anche può essere causato da un banale mal di gola e altre situazioni che provocano quindi una produzione maggiore dei linfociti.
Cause della Neutrofilia
Le cause principali di granulociti neutrofili alti sono strettamente correlate alla risposta del sistema immunitario a infezioni o a stati infiammatori. Tra queste, le infezioni batteriche acute come tonsilliti, polmoniti o infezioni delle vie urinarie rappresentano le situazioni più frequenti. In questi casi, l’organismo reagisce producendo rapidamente una grande quantità di neutrofili per combattere l’invasione batterica. Inoltre, anche infezioni fungine o virali particolarmente gravi possono stimolare una risposta neutrofila, sebbene con minore frequenza.
Altre cause di granulociti neutrofili alti possono essere legate a condizioni fisiologiche o patologiche specifiche. Lo stress fisico intenso, interventi chirurgici recenti, traumi o ustioni estese possono determinare un temporaneo aumento dei neutrofili, come risposta dell’organismo alla situazione critica. Anche parassiti, virus e funghi possono aumentare solitamente il numero dei granulociti neutrofili presenti nel corpo di una persona.
Anche patologie più serie come leucemie mieloidi croniche, linfomi o disturbi mieloproliferativi possono provocare un aumento prolungato e anomalo dei neutrofili nel sangue. Con il termine neutrofilia si intende invece quando viene rilevato un quantitativo eccessivo di neutrofili rispetto ai valori normali, dovuto a cause quali l’uso di determinati farmaci, dallo stress o anche da infezioni e malattie batteriche.
L'aumento del numero dei neutrofili circolanti può dipendere da alterazioni primitive (causate da mutazioni genetiche, come nel caso, ad esempio, delle patologie mieloproliferative) e secondarie. Le principali cause acquisite di neutrofilia sono rappresentate dalle infezioni batteriche.
- Infezioni: più spesso batteriche, localizzate o generalizzate (ascesso, appendicite, tonsillite, setticemia ecc.), ma anche infezioni fungine, virali e parassitarie.
- Stress acuto (es. Dolore).
- Allergie ed altre malattie infiammatorie.
- Farmaci, ormoni, intossicazioni: piombo, mercurio, litio, benzene, monossido di carbonio, corticosteroidi, adrenalina e noradrenalina, eparina, endotossine, veleni di insetti.
- Linfomi.
- Post agranulocitosi.
Sintomi e Rischi della Neutrofilia
La neutrofilia raramente si manifesta con sintomi propri, agendo piuttosto come una spia che segnala la presenza di altre condizioni nell'organismo. Solitamente l’innalzarsi del numero dei neutrofili, che viene detto leucocitosi, è sintomo che il nostro sistema immunitario sta agendo in maniera sana contro virus o infezioni.
Nella maggior parte dei casi, ciò che il paziente avverte sono i segnali della malattia sottostante che ha provocato l'aumento dei neutrofili. Nella maggior parte dei casi l’aumento dei neutrofili non causa grossi rischi, che sono dunque commisurati ai motivi che hanno portato lo svilupparsi dell’aumento dei neutrofili. Il riconoscimento tempestivo di questi segnali può fare la differenza nel percorso di cura.
Se però l’aumento è causato da quei tumori che colpiscono la pelle derivanti dallo svilupparsi delle linee di cellule mieloidi e linfoidi, allora i rischi aumentano notevolmente. La neutrofilia è nella maggior parte dei casi priva di sintomi.
Anche un periodo di stress, un ictus, dormire poche ore a notte o l’uso di farmaci può provocare l’aumento dei neutrofili. Le donne in gravidanza ad esempio vedranno aumentare il numero dei neutrofili, che però non deve destare particolare apprensione in quanto il corpo ne produce in quantità maggiore perché sotto stress.
I neutrofili alti sono altresì causati da un normale processo del nostro organismo che tramite i neutrofili combatte le sostante estranee e quindi sono gli eventi come le infezioni causate da funghi o batteri che il nostro corpo per ostacolarle ed eliminarle produce un quantitativo maggiore di neutrofili.
Trattamento della Neutrofilia
La strategia per ridurre livelli elevati di granulociti neutrofili dipende fortemente dalla causa che ha determinato questa condizione. Se l’aumento dei neutrofili è causato da un’infezione batterica, il trattamento prevede generalmente l’utilizzo di antibiotici specifici, che aiutano a eliminare l’agente patogeno e di conseguenza normalizzano il numero di neutrofili.
Nei casi in cui la neutrofilia sia legata a malattie infiammatorie croniche o a disturbi autoimmuni, potrebbe essere necessario ricorrere a farmaci antinfiammatori o immunosoppressori per controllare la risposta immunitaria.
Partiamo con il dire che una giusta attività fisica abbinata ad uno stile di vita nel quale si evitano alcool e fumo sono sicuramente indicati per mantenere dei valori adeguati dei neutrofili. Se si riscontrano valori di neutrofili alti, le analisi del sangue sono consigliate per verificare potenziali patologie, ma nei casi di lieve entità non necessitano di alcun tipo di cura.
Dopo aver svolto le analisi del sangue è necessario che il nostro medico analizzi i valori attentamente per capire se una quantità eccessiva di neutrofili alti può essere causata da una malattia presente nel nostro corpo. Una volta scoperta la patologia di cui soffriamo il medico potrà consigliarci come intervenire in maniera specifica.
Neutrofili Bassi (Neutropenia)
Ma cosa succede quando i neutrofili risultano bassi? È sempre un motivo di preoccupazione? O esistono situazioni in cui questo valore è normale? Quando si parla di neutrofili bassi, ci si riferisce a una condizione chiamata neutropenia. Questa condizione indica che il numero di neutrofili presenti nel sangue è inferiore ai valori normali.
Se vengono rilevati valori troppo bassi di neutrofili dalle analisi del sangue significa che nel paziente i granulociti neutrofili sono inferiori ai 1500 per millimetro cubo, in questo caso si parla di neutropenia, che può presentarsi in maniera lieve oppure grave. Quando il numero di neutrofili scende sotto le 1.500 cellule per microlitro, si parla di neutropenia.
Quando il paziente ha una quantità inferiore di 1500 neutrofili per millimetro cubo vede aumentare in modo esponenziale la possibilità di infettarsi, necessitando anche di una cura con antibiotico. Se i neutrofili sono bassi, il sistema immunitario è meno efficiente nel combattere le infezioni. Tuttavia, anche avere neutrofili alti può essere un segno di problemi, come infezioni gravi o infiammazioni croniche.
Nel caso di una conta al di sotto di questo intervallo si parla di NEUTROPENIA, mentre nel caso di valori superiori, si ha una NEUTROFILIA. Queste condizioni possono essere un segnale importante dell'alterazione dello stato di salute del paziente. In presenza di un ridotto numero di neutrofili nel sangue si parla di NEUTROPENIA.
I neutrofili bassi sono un reperto indicativo di una riduzione del loro numero nel sangue periferico. Questa condizione, definita nel linguaggio medico con il termine neutropenia, può dipendere da numerose cause, come, ad esempio, ematopatie, carenze vitaminiche, esposizione ad agenti tossici, uso di alcuni farmaci e reazioni immunitarie. Esistono anche forme a carattere familiare (associate ad alterazioni genetiche) ed idiopatiche (di cui non si conosce la causa).
Leucopenia e granulocitopenia sono spesso usati come sinonimi di neutropenia, ma a rigore non sono proprio equivalenti. Comunemente, la diagnosi di neutropenia si pone quando il numero assoluto dei granulociti neutrofili è inferiore a 1.500 per microlitro di sangue.
Cause della Neutropenia
Quando si soffre di neutropenia aumenta notevolmente la possibilità di subire infezioni a causa dell’indebolimento del nostro sistema immunitario: può essere sia congenita sia scaturita da cause come l’alcolismo o l’assunzione di farmaci, o ancora derivante da effetti collaterali provocati dalle chemioterapie o da una sottoproduzione da parte del nostro corpo a causa di tumori.
Le cause dei neutrofili bassi possono essere molteplici e vanno dalle infezioni virali alle condizioni genetiche. Le malattie autoimmuni possono causare una riduzione dei neutrofili. In queste condizioni, il corpo attacca erroneamente le proprie cellule, inclusi i neutrofili, riducendone il numero. In alcune situazioni, il midollo osseo potrebbe non essere in grado di produrre abbastanza neutrofili.
La causa dei neutrofili bassi può essere una malattia genetica o acquisita, come l'anemia aplastica o alcune infezioni (tifo, paratifo e brucellosi), o l'effetto collaterale di alcuni farmaci (es. chemioterapici antitumorali). La neutropenia può dipendere da molteplici cause, quali, ad esempio, malattie del sangue, carenze vitaminiche, esposizione ad agenti tossici, uso di alcuni farmaci e reazioni immunitarie.
Le forme primitive possono risultare da mutazioni genetiche che determinano un difetto nella produzione, distribuzione o funzionalità dei neutrofili.
1) Difetto di produzione dei granulociti neutrofili: può essere l'espressione di una carenza nutrizionale (es. vitamina B12) o di un orientamento in senso neoplastico della cellula staminale emopoietica (es. mielodisplasie e leucemie acute). Inoltre, la mancata o ridotta produzione di neutrofili può essere l'effetto di alterazioni genetiche (come accade nell'ambito di differenti sindromi congenite), danni a carico della cellula staminale (aplasia midollare) o sostituzione del tessuto emopoietico da parte di cellule neoplastiche (es.
3) Ridotta sopravvivenza per aumentata distruzione o maggiore utilizzazione: la marginazione nei tessuti ed il sequestro dei neutrofili riconosce una genesi di varia natura (es.
Infezioni: le infezioni che causano una riduzione dei neutrofili sono più frequentemente quelle virali (varicella, rosolia, morbillo, mononucleosi, influenza, citomegalovirus, malattia di Kawasaki ed epatite A, B e C). I meccanismi possono compromettere la produzione, la distribuzione o la sopravvivenza (inducendo una distruzione immuno-mediata o un rapido utilizzo) dei neutrofili. Inoltre, i virus possono indurre una formazione di anticorpi e causare una neutropenia immune cronica.
Uso di farmaci: è una delle più frequenti cause di neutropenia. Questi possono diminuire la produzione o aumentare la distruzione di neutrofili attraverso un'inibizione diretta e/o anticorpo mediata a livello dei precursori midollari o dei granulociti periferici. Certi farmaci possono produrre, inoltre, reazioni di ipersensibilità. In alcuni casi, la neutropenia può essere dose-dipendente, soprattutto quando si instaurano protocolli terapeutici che sopprimono l'attività del midollo osseo. Tra i farmaci che possono provocare una riduzione dei neutrofili rientrano antiblastici (antracicline, ciclofosfamide e metotrexato etoposide), antibiotici (penicillamine, cafalosporine e cloramfenicolo) antiaritmici (amiodarone, procainamide e tocainide), antiepilettici (carbamazepina e fenilidantoina), fenotiazine (clorpromazina e promazina) ed ACE-inibitori (captopril ed enalapril).
Autoimmune: le neutropenie autoimmuni possono essere acute, croniche o episodiche. Queste possono dipendere dalla produzione di anticorpi diretti contro i neutrofili circolanti o i loro precursori. La maggior parte dei pazienti affetti da questa forma di neutropenia presentano una sottostante malattia autoimmune o linfoproliferativa (es.
Altre cause acquisite: i neutrofili bassi da inefficace produzione da parte del midollo osseo può manifestarsi in corso di anemie causate da deficit di vitamina B12 o di folati. L'alcol può contribuire alla neutropenia inibendo la risposta in senso neutrofilo da parte del midollo durante alcune infezioni. La neutropenia si può osservare in associazione con chetoacidosi in soggetti con iperglicemia.
Sintomi e Rischi della Neutropenia
Spesso, avere neutrofili bassi non provoca sintomi evidenti fino a quando il sistema immunitario non è gravemente compromesso. Tuttavia, sintomi come frequenti infezioni, febbre, stanchezza e piaghe possono essere segni di una neutropenia significativa. Se i neutrofili sono bassi, il sistema immunitario è meno efficiente nel combattere le infezioni.
Neutrofili alti e neutrofili bassi: rischi e sintomi più frequenti Quando i neutrofili sono bassi e quindi inferiori a 1500 per millimetro cubo, si parla di neutropenia, la quale non arreca precisi sintomi e che viene quindi scoperta da chi ne è affetto soltanto al momento del manifestarsi di un’infezione.
Neutrofili alti e neutrofili bassi: quando preoccuparsi e cause Quando i neutrofili sono bassi l’organismo è più facilmente vulnerabile alle infezioni come per esempio la mononucleosi, il morbillo o la varicella che provocano una riduzione dei neutrofili così come il tifo. In tal caso è necessario seguire le prescrizioni di uno specialista ed agire in maniera tempestiva.
La neutropenia di per sé non provoca alcun sintomo, ma aumenta il rischio e la gravità di contrarre infezioni, soprattutto batteriche e fungine; questa predisposizione è strettamente correlata alle cause, al grado ed alla durata della condizione. Il paziente con neutropenia può soffrire di otite media, tonsillite, faringite, stomatite, gengivite, infiammazione perianale, colite, sinusite, paronichia e rash cutanei.
- Febbre
- Infezioni frequenti o anomale
- Tonsillite
- Sinusite
- Ascessi cutanei
- Tosse
Diagnosi della Neutropenia
Per verificare se hai i neutrofili bassi, l'esame di riferimento è l'emocromo completo. Questo test fornisce una panoramica dettagliata di tutti i principali componenti del sangue, tra cui i globuli bianchi (o leucociti), di cui i neutrofili rappresentano una parte fondamentale. La diagnosi di neutrofili bassi avviene tramite un semplice emocromo, un esame del sangue che fornisce una panoramica completa dei globuli bianchi e dei granulociti.
In particolare, il medico controllerà i livelli di g.neutrofili o neu assoluti. Per stabilire il valore dei neutrofili, è sufficiente sottoporsi ad un esame emocromocitometrico (emocromo), completo di formula leucocitaria. L'esame obiettivo deve valutare, invece, la presenza di splenomegalia e segni di altri disturbi occulti (es. Lo studio del campione di aspirato midollare o di biopsia osteomidollare consente di stabilire se la neutropenia è dovuta ad una ridotta produzione oppure è secondaria ad un'incrementata distruzione o utilizzo dei granulociti.
Trattamento della Neutropenia
Non tutti i casi di neutrofili bassi richiedono attenzione medica immediata. Se i livelli sono solo leggermente bassi, potrebbe non essere motivo di preoccupazione. Tuttavia, quando i neutrofili scendono a livelli molto bassi, il rischio di infezioni gravi aumenta considerevolmente.
Il trattamento per i neutrofili bassi dipende dalla causa sottostante. Se la neutropenia è causata da un'infezione, questa dovrà essere trattata. Se invece è dovuta a carenze nutrizionali, come la mancanza di vitamina B12, l'integrazione può aiutare a riportare i livelli alla normalità. In casi estremi, se si soffre di neutrofili bassi, può essere necessario un trapianto di midollo osseo.
Una dieta equilibrata è fondamentale per mantenere un sistema immunitario forte. Mangiare cibi ricchi di vitamina B12, acido folico e ferro può aiutare a mantenere sani i livelli di globuli bianchi e neutrofili. Alcuni integratori e farmaci da banco potrebbero contribuire a modulare la risposta infiammatoria e sostenere il sistema immunitario. Tra questi si trovano integratori con proprietà antinfiammatorie come gli omega-3, la curcuma e la vitamina D, che hanno potenziali effetti benefici nella riduzione delle risposte infiammatorie croniche. Probiotici e prebiotici potrebbero aiutare a rafforzare il sistema immunitario, riducendo indirettamente la produzione eccessiva di neutrofili in presenza di lievi infezioni.
Se i risultati mostrano neutrofili bassi, il nostro personale medico sarà a tua disposizione per aiutarti a interpretare i dati e consigliarti eventuali esami di approfondimento o trattamenti. Se hai riscontrato valori elevati nelle tue analisi, su Meafarma puoi trovare approfondimenti specifici sul sistema immunitario e suggerimenti pratici per interpretare correttamente i tuoi esami.
In presenza di una marcata riduzione dei neutrofili, è necessario iniziare immediatamente un'antibiotico-terapia empirica ad ampio spettro. In presenza di una grave riduzione dei neutrofili, è necessaria la tempestiva somministrazione di un'antibiotico-terapia empirica ad ampio spettro. La terapia antifungina (es. azoli, echinocandine o polieni) va aggiunta se la febbre persiste dopo 4 giorni dall'applicazione del regime antibiotico.
Domande Frequenti
Come si diagnosticano i neutrofili bassi?
La neutropenia viene diagnosticata tramite un emocromo completo, un esame del sangue che misura i diversi tipi di cellule presenti nel sangue, tra cui i neutrofili.
Cosa posso mangiare per aumentare i neutrofili?
Una dieta ricca di alimenti che contengono vitamina B12, acido folico e ferro può aiutare a sostenere la produzione di neutrofili.
Posso fare qualcosa per prevenire i neutrofili bassi?
Evitare l'esposizione a infezioni, mantenere una dieta equilibrata e seguire le raccomandazioni del medico sono i migliori modi per prevenire una riduzione significativa dei neutrofili.
Neutrofili bassi possono essere causati da stress?
Lo stress cronico può influire negativamente sul sistema immunitario, e in alcuni casi potrebbe contribuire a una lieve riduzione dei neutrofili.
È normale avere neutrofili bassi dopo un'infezione?
Sì, dopo alcune infezioni virali come l'influenza o la mononucleosi, è possibile che i livelli di neutrofili siano temporaneamente ridotti.
Monitorare i livelli di neutrofili è fondamentale per valutare lo stato di salute del sistema immunitario. Se i tuoi esami del sangue mostrano valori bassi, è importante comprenderne le cause e agire tempestivamente per prevenire complicazioni.
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