Esame del sangue HPV nell'uomo: tutto quello che devi sapere

L’infezione da HPV (“human papilloma virus”) rappresenta la più frequente malattia a trasmissione sessuale. HPV, però, non è un virus che colpisce esclusivamente i soggetti di sesso femminile, seppur con incidenza minore rispetto, invece, può colpire anche gli uomini provocando lesioni benigne, dette condilomi e, più raramente, tumori a pene, ano, cavo orale e infertilità. I primi vengono identificati in “HPV a basso rischio” e tra questi i più comuni sono i genotipi HPV-6 e HPV-11; altri possono essere responsabili di tumori maligni - in particolare il tumore del collo dell’utero nelle donne.

Come avviene il contagio da HPV nell'uomo?

Tipicamente la trasmissione avviene durante i rapporti sessuali completi di natura genitale-genitale e ano-genitale. Risulta inoltre possibile attraverso rapporti oro-genitali, oro-anali, manuali-genitali e anche per semplice contatto delle aree genitali esterne (senza penetrazione). Recenti studi hanno dimostrato una certa resistenza del virus al di fuori delle aree genitali e anche dopo trattamento con disinfettanti. Questo rende teoricamente possibile un contagio “non-sessuale” attraverso il solo contatto manuale o tramite l’utilizzo di oggetti contaminati (come ad esempio biancheria intima ecc.).

Sintomi e manifestazioni dell'HPV nell'uomo

La presenza del virus sulla cute peniena può determinare la formazione di lesioni macroscopiche facilmente identificabili (come le verruche genitali o condilomi acuminati) ma anche causare solo minime lesioni microscopiche e non visibili. Il tipo di lesione generato dipende essenzialmente da quale genotipo di HPV è presente: HPV 6 e HPV 11 sono i ceppi virali responsabili della formazione dei condilomi. Questi genotipi rientrano come detto in precedenza nelle forme a basso rischio: non sono infatti capaci di determinare una trasformazione tumorale delle cellule colpite. I condilomi si presentano di solito come piccole protuberanze della cute peniena o anale. Possono essere più o meno estesi e spesso sono multipli; in alcuni casi diventano particolarmente voluminosi e assomigliano a “creste di gallo”; altre volte risultato sessili e poco visibili.

HPV e tumori

La forma tumorale HPV-indotta più frequente è rappresentata dal cervicocarcinoma (o tumore del collo dell’utero). In Italia - ogni anno - si registrano circa 3000 nuovi casi di questo tumore: in tutti la causa è rappresentata dall’infezione da HPV. dal carcinoma del pene, dai tumori dell’ano e da alcuni tumori della gola e della lingua. Statisticamente queste forme tumorali sono più frequenti nelle persone con problemi a carico del sistema immunitario, nei pazienti HIV positivi, negli omosessuali o bisessuali. Fortunatamente solo l’1% delle donne positive per HPV ad alto rischio oncogeno svilupperà nel tempo un tumore delle cervice uterina.

Esiste un esame del sangue per l'HPV nell'uomo?

La risposta è semplice: no, non esiste. Non è disponibile alcun esame del sangue che possa riscontrare il virus. L’unico modo per riconoscere il virus è quello di andare a dimostrare la presenza del DNA virale all’interno di cellule umane infettate. Nella donna questo è possibile con l’HPV-test (che rappresenta un’integrazione del Pap-test) su cellule prelevate direttamente dalla cervice uterina. Nell’uomo è possibile esaminare cellule cutanee peniene (prelevate mediante brushing): il problema è dove eseguire il prelievo. Dato che molto spesso le lesioni non sono visibili e presenti solo a livello microscopico si corre il rischio di eseguire il prelievo in una zona sana dove non è presente il virus e trascurare le aree infette.

Penoscopia: un esame diagnostico più sensibile

Un esame che può aumentare la sensibilità diagnostica è la penoscopia (chiamata anche peniscopia, balanoscopia o glandoscopia). Consiste nell’analisi della cute dei genitali esterni ad elevati ingrandimenti eventualmente anche dopo “toccature” con acido acetico. In questo modo è possibile riconoscere lesioni cutanee da HPV anche molto piccole: in queste sedi potrà essere eseguito il brush-test per la ricerca del DNA virale.

Trattamento e prevenzione dell'HPV

Non esiste una terapia diretta anti-virale. I condilomi possono essere asportati per via chirurgica (mediante fotocoagulazione laser, elettro-cauterizzazione o crio-ablazione) o eliminati mediante l’utilizzo di una crema topica immunomodulatrice (imiquimod o Aldara) capace di aumentare la risposta locale del sistema immunitario. Da alcuni anni sono disponibili vaccini anti-HPV: si sono dimostrati sicuri ed altamente efficaci. Il nuovo vaccino nonavalente permette di passare a una copertura anti-HPV del 90% (rispetto al 70% del tetravalente); questa copertura più ampia è volta a bloccare anche i ceppi di HPV responsabili di tumori più rari, come quelli del pene, dell'ano e della gola. Questo vaccino consente quindi una protezione importante in senso anti-tumorale anche per i soggetti di sesso maschile. Attualmente in Italia viene proposta la vaccinazione a tutte le bambine e i bambini prima dell’inizio dell’attività sessuale (all’età di 12 e 13 anni) e a tutte le donne non vaccinate in precedenza fino all’età di 26 anni. Utilizzare il preservativo quando non si ha una relazione a lungo termine reciprocamente monogama.

Il ruolo del sistema immunitario

Si - come già detto - il sistema immunitario è in grado di eliminare completamente il virus nel 90% delle persone infette, in tempi variabili fino ai 2 anni.

Vaccinazione: l'arma di prevenzione

Anche nell’uomo il vaccino rappresenta la migliore arma di prevenzione contro il rischio di contrarre il papilloma virus. Il consiglio è farlo in giovane età, entro i 12 anni, o comunque prima dell’inizio dell’attività sessuale.

Conclusioni

L’infezione da HPV è la più comune malattia a trasmissione sessuale. Normalmente il sistema immunitario riesce a debellare spontaneamente il virus in quasi tutti i soggetti infetti. Solo nel 10% dei casi si viene a creare un’infezione persistente che - a seconda del tipo di HPV presente - può anche portare a quadri patologici importanti come il tumore della cervice uterina, dell’ano o del pene. I genotipi di HPV responsabili della formazione dei condilomi genitali non comportano rischi tumorali.

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