Quando una coppia desidera un figlio, ma dopo un periodo di tempo che può essere compreso tra 6 mesi e 1 anno non riesce a concepire, è opportuno fare i primi esami per valutare la fertilità di entrambi i membri della coppia. In Italia, l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie. In un terzo dei casi l’infertilità riguarda la donna, per un altro terzo l’uomo e nei casi restanti entrambi. Sono infatti numerosi gli elementi e i fattori di rischio che possono influire sulla fertilità e spesso si sommano tra loro.
Generalmente, al primo colloquio conoscitivo con la coppia, suggerisco sempre tre esami per accertare l’infertilità femminile. Procedendo per step, il primo passo consiste nell’effettuare una valutazione dei trascorsi, ed è basato sull’esperienza clinica del professionista al quale è stato richiesto il parere.
1. Anamnesi: La Valutazione Iniziale
L’anamnesi è il primo esame per la fertilità femminile e consiste, essenzialmente, in una valutazione basata sulla raccolta del maggior numero di dati storici del paziente che si rivolge allo specialista. In seguito, si raccolgono informazioni sulla presenza di problematiche presentatesi nell’infanzia o nell’adolescenza. Nella donna, l’anamnesi remota raccoglie informazioni sul corretto funzionamento dell’apparato riproduttivo. Si parte dalla comparsa della prima mestruazione per parlare anche dell’andamento dei cicli e all’eventuale uso di contraccettivi durante l’adolescenza ed età adulta. È anche importante sapere se la donna in precedenza ha avuto gravidanze spontanee o aborti per stabilire se si tratti di sterilità primaria o secondaria.
Naturalmente il medico pone domande sulla presenza o meno di malattie che sono riconosciute come possibili cause di infertilità, quali la Sindrome dell’ovaio policistico, l’Endometriosi o infiammazioni delle tube. Non si devono trascurare, inoltre, le malattie relative ad altri organi che possono interferire con il concepimento, come diabete e alterata funzione della tiroide.
2. Esami di Laboratorio: Valutazione Ormonale e Funzionalità Tiroidea
Gli esami di laboratorio sono indispensabili per valutare la corretta funzionalità dell’apparato riproduttivo. Il prelievo di sangue va eseguito tra la seconda e la quarta giornata del ciclo mestruale. Gli ormoni da dosare in tale intervallo sono: FSH, LH, prolattina, estradiolo, progesterone, testosterone e insulinemia. Valutare i valori dell’AMH (glicoproteina prodotta nella donna dai follicoli) consente di accertare il numero di follicoli primordiali e di conseguenza consentono una stima dell’età ovarica. I valori dell’AMH, infatti, subiscono una riduzione contestualmente alla diminuzione dei follicoli e, in questo modo, possono essere utilizzati come un indice per valutare la riserva ovarica della donna.
Altri esami per l’infertilità femminile da effettuare sono quelli relativi alla funzionalità tiroidea perché un mal funzionamento della tiroide può essere coinvolto nell’infertilità.
Esami del Sangue per la Fertilità Femminile: Cosa Misurano?
Come accennato in precedenza, gli esami del sangue per la fertilità femminile possono determinare il livello degli ormoni riproduttivi nel sangue. Di seguito sono riportati i principali ormoni che vengono testati e le loro funzioni:
- Ormone follicolo-stimolante (FSH): prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola la crescita dei follicoli nelle ovaie e la produzione di estrogeni. Un livello elevato di FSH può indicare una funzione ovarica ridotta.
- Ormone luteinizzante (LH): prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola l’ovulazione e la produzione di progesterone. Un livello elevato di LH può indicare una sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
- Estrogeni: prodotto dalle ovaie, stimola la crescita e lo sviluppo delle cellule dell’utero e del muco cervicale. Un basso livello di estrogeni può indicare una funzione ovarica ridotta.
- Progesterone: prodotto dalle ovaie dopo l’ovulazione, prepara l’utero per l’impianto dell’embrione. Un basso livello di progesterone può indicare una mancata ovulazione o una disfunzione della fase luteale.
- Testosterone: prodotto dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali, è coinvolto nella crescita e nello sviluppo muscolare e osseo. Un livello elevato di testosterone può indicare una sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
- Prolattina: prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola la produzione di latte durante l’allattamento. Un livello elevato di prolattina può interferire con la fertilità.
L’interpretazione dei risultati degli esami del sangue per la fertilità femminile dipende dalla fase del ciclo mestruale in cui viene effettuato il test. Ad esempio, i livelli di FSH sono più elevati durante la fase follicolare (dai primi giorni del ciclo mestruale fino all’ovulazione), mentre i livelli di LH sono più elevati durante l’ovulazione.
Quando Farli?
I medici di solito raccomandano di effettuare gli esami del sangue per la fertilità femminile durante la fase follicolare del ciclo mestruale, che solitamente inizia il primo giorno del ciclo e dura circa 14 giorni. Tuttavia, il medico può raccomandare un momento diverso per il test in base alle esigenze individuali della paziente. Inoltre, il medico può raccomandare di ripetere il test in più occasioni per confermare i risultati.
Cosa Fare se i Risultati Sono Anormali?
Se i risultati degli esami del sangue per la fertilità femminile sono anormali, il medico può raccomandare ulteriori esami di imaging o una valutazione più approfondita della storia medica della paziente. In alcuni casi, il medico può raccomandare trattamenti per aiutare a ripristinare la fertilità.
Ad esempio, se i livelli di FSH sono elevati, il medico può raccomandare un trattamento di stimolazione ovarica per aiutare a promuovere la crescita dei follicoli. Se i livelli di estrogeno sono bassi, il medico può raccomandare la terapia ormonale sostitutiva per aiutare a mantenere la salute riproduttiva.
Inoltre, il medico può raccomandare modifiche allo stile di vita per migliorare la salute riproduttiva. Ad esempio, se la paziente ha un peso corporeo eccessivo o insufficiente, il medico può raccomandare un programma di perdita o guadagno di peso per migliorare la funzione ovarica.
3. Esami Strumentali: Isteroscopia e Ecografia
Quest’esame per la fertilità femminile consente di ottenere informazioni dettagliate sullo stato della vagina, dell’utero e delle ovaie. Rende possibile valutare e diagnosticare con accuratezza problematiche come cisti ovariche o fibromi dell’utero, malformazioni uterine e lesioni neoplastiche (tumori).
L’Isteroscopia è l’altro esame strumentale, tra gli esami per la fertilità femminile, utilizzato come indagine diagnostica per individuare le cause dell’infertilità o di aborti spontanei ripetuti. L’isteroscopia è una tecnica endoscopica che permette di visionare l’interno della cavità uterina per diagnosticare e se necessario curare diverse condizioni patologiche dell’apparato riproduttivo femminile. Si tratta di un esame diagnostico non doloroso che analizza l’interno dell’utero e l’endometrio, per rilevare la presenza di polipi, miomi (fibromi), iperplasie e malformazioni uterine. Nel caso si rilevi la presenza di forme benigne si può procedere con la loro asportazione.
L’isteroscopia diagnostica si effettua inserendo l’isteroscopio, un sottile strumento metallico del diametro di circa 4 millimetri, all’interno della vagina, con l’ausilio di un liquido che serve a dilatare il canale cervicale e a distendere la cavità uterina. All’isteroscopio viene collegata una micro telecamera che, una volta introdotta nell’utero, trasmette le immagini al monitor controllato dal ginecologo. L’ispezione della cavità uterina consente di confermare o smentire la presenza di anomalie che possono presentarsi come asintomatiche oppure no. Prima di effettuare una tecnica di PMA è importante un corretto monitoraggio isteroscopico dell’endometrio.
Altri Esami Diagnostici Utili
Oltre agli esami del sangue, ci sono altri test diagnostici che possono fornire informazioni preziose sulla fertilità femminile:
- Esami di imaging: Ecografia pelvica, isterosalpingografia e laparoscopia possono fornire informazioni sulle condizioni delle tube di Falloppio, dell’utero e degli ovaie.
- Test di ovulazione e progesterone: Aiutano a valutare la funzione ovarica.
- Biopsia endometriale: Valuta l’infiammazione o la presenza di cellule anormali.
- Valutazione del muco cervicale: Fornisce ulteriori informazioni sulla funzione riproduttiva.
Costi degli Esami di Fertilità
I costi degli esami possono variare e possono rappresentare una preoccupazione. Spesso è utile poter avere una copertura assicurativa per fronteggiare i costi. Nel caso tu ne abbia già una, contatta il tuo assicuratore sanitario per verificare quali test diagnostici per la fertilità femminile sono coperti dalla tua assicurazione. Potrebbe essere anche possibile trovare assistenza finanziaria attraverso programmi governativi o organizzazioni senza scopo di lucro. Non lasciare che i costi ti impediscono di prenderti cura della tua salute riproduttiva.
Fertilità Femminile e Integrazione Nutraceutica
La fertilità femminile è molto influenzata dal profilo ormonale femminile e dallo stile di vita che conduciamo e dalla nostra alimentazione, la quale può preservare o penalizzare la nostra fertilità. L’assunzione di nutrienti essenziali e l’adozione di uno stile di vita sano, quindi, sono fondamentali per preservare la fertilità femminile e contrastare l’azione degli agenti ossidanti sui nostri ovociti. Tuttavia, non sempre è facile ottenere tutti i nutrienti necessari dalla dieta e in quantità sufficienti. Ecco perché l’assunzione di integratori nutraceutici può essere una soluzione utile per garantire il giusto apporto di nutrienti per la salute riproduttiva delle donne.
Tabella Riepilogativa degli Ormoni e Loro Funzioni
| Ormone | Prodotto da | Funzione | Valori Anormali Possono Indicare |
|---|---|---|---|
| FSH (Ormone Follicolo-Stimolante) | Ghiandola Pituitaria | Stimola la crescita dei follicoli e la produzione di estrogeni | Funzione ovarica ridotta (se elevato) |
| LH (Ormone Luteinizzante) | Ghiandola Pituitaria | Stimola l'ovulazione e la produzione di progesterone | Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) (se elevato) |
| Estrogeni | Ovaie | Stimola la crescita delle cellule dell’utero e del muco cervicale | Funzione ovarica ridotta (se basso) |
| Progesterone | Ovaie (dopo l'ovulazione) | Prepara l’utero per l’impianto dell’embrione | Mancata ovulazione o disfunzione della fase luteale (se basso) |
| Testosterone | Ovaie e Ghiandole Surrenali | Coinvolto nella crescita muscolare e ossea | Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) (se elevato) |
| Prolattina | Ghiandola Pituitaria | Stimola la produzione di latte durante l’allattamento | Interferenza con la fertilità (se elevato) |
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