L'infezione da Cytomegalovirus (CMV) è un evento relativamente frequente, causato da un herpesvirus estremamente diffuso a livello globale. Nelle persone in buona salute, il citomegalovirus è responsabile di infezioni asintomatiche o lievemente sintomatiche, a risoluzione spontanea e prive di conseguenze a lungo termine. Tuttavia, durante la gravidanza, l'infezione da CMV può destare preoccupazioni, rendendo necessario un esame del sangue per valutare la presenza di anticorpi specifici.
Come si contrae il citomegalovirus?
Il citomegalovirus si contrae attraverso i fluidi del corpo: lacrime, sangue, latte, urina, feci, liquido seminale e secrezioni vaginali. Il soggetto può contrarre questo virus anche attraverso una trasfusione di sangue, un trapianto di midollo, o nel contesto di una gravidanza. Le fonti di contagio sono i bimbi in età prescolare, specie quelli sotto i 3 anni che frequentano gli asili nido, e si trasmette mediante il contatto con l’urina (nei bambini), nell’ambiente domestico e nelle comunità scolastiche.
Cosa sono IgG e IgM?
Per capire se si è già contratta in passato o se vi è un'infezione in corso, si fa un esame del sangue, che ricerca la presenza due tipi di anticorpi, detti immunoglobuline: le IgG e le IgM. Gli anticorpi presenti nell'organismo umano si dividono in due principali categorie: G ed M. Per poter dare una interpretazione corretta della reazione che un paziente ha verso una determinata malattia è necessario conoscere gli anticorpi IgG e IgM per quella malattia. Nel caso di sospetta infezione da citomegalovirus (CMV) è doveroso testare CMV IgG e CMV IgM. Questi sono gli anticorpi specifici per questa infezione.
- IgM: lgM sono anticorpi che, se presenti, indicano non solo che la persona ha contratto l’infezione, ma anche che è ancora in corso, cioè si trova nella fase acuta, o comunque è relativamente recente (una volta avvenuta la guarigione, infatti, via via scompaiono). Chi risulta Citomegalovirus IgM positivo è un individuo che sta affrontando un'infezione da Citomegalovirus al momento della valutazione anticorpale o che l'ha affrontata pochissimo tempo prima (da meno di una settimana circa).
- IgG: Le IgG sono anche gli anticorpi prodotti in occasione dei vaccini. Ciò non deve stupire, se si pensa che le vaccinazioni consistono nell'inoculazione di porzioni importanti di un agente infettivo, con l'intento di stimolare il sistema immunitario a produrre una barriera anticorpale (le IgG per l'appunto) contro il suddetto agente infettante.
Interpretazione dei risultati degli esami del sangue
Nella tabella sottostante, i lettori possono consultare tutti i possibili risvolti delle due valutazioni anticorpali sopraccitate, relativamente al Citomegalovirus, rendendosi così conto di quando una certa situazione è pericolosa in occasione di una gravidanza e quando invece non lo è.
- CMV IgG negative e IgM negative: Assenza di malattia. IgM e IgG entrambe negative (cioè inferiori ai valori di riferimento indicati dal laboratorio): vuol dire che la donna non ha mai contratto l'infezione. Significa che la donna esaminata non ha mai contratto l'infezione da Citomegalovirus.
- IgM negative e IgG Positive: vuol dire che la donna ha già contratto il Citomegalovirus in passato ma non ha un'infezione in corso. "È il caso più rassicurante" spiega la professoressa Cetin.
- IgM positive e IgG negative: Significa che la donna esaminata non aveva mai contratto l'infezione da Citomegalovirus in tempi passati e che la sta affrontando al momento delle valutazioni anticorpali (o l'ha affrontata pochissimo tempo prima). sta ad indicare che la donna non ha mai contratto l'infezione in passato ma l'infezione è adesso in corso. "È un'evenienza davvero rara, poiché significherebbe che si è fatto l'esame proprio nel momento iniziale dell'infezione, quando le IgG non hanno ancora fatto in tempo ad attivarsi" evidenzia la ginecologa. "Ma è anche l'evenienza più rischiosa, poiché vuol dire che si tratta di un'infezione molto recente.
- IgM positive e IgG positive: Significa che la donna esaminata ha contratto l'infezione da Citomegalovirus in un passato alquanto recente. vuol dire che l'infezione c'è stata e potrebbe essere ancora in atto, così come potrebbe significare che è avvenuta fino a 3-4 mesi prima, visto che, come abbiamo detto, le IgM impiegano 3-4 mesi prima di diventare negative. "In tal caso, è indispensabile cercare di sapere con la maggior precisione possibile quando si è contratta la malattia" sottolinea Irene Cetin "e questo è possibile con un esame chiamato test di avidità: può darsi infatti che l'infezione risalga al periodo del preconcepimento e quindi si può stare tranquille.
Un altro aspetto che mi interessa sottolineare è che qualche volta vedo richieste di esami ematici per le sole IgG. Questi esami sono privi di significato clinico. Come si vede dai possibili risultati delle IgG positive il risultato è incerto perché non si riesce a dirimere se c'è una infezione recente oppure una infezione pregressa.
Test di Avidità anticitomegalovirus IgG
Cos’è il test di avidità anticitomegalovirus IgG? Il test di avidità (in inglese, avidity test) anti citomegalovirus IgG è un esame che permette di valutare se una eventuale infezione dovuta a Citomegalovirus sia recente oppure passata. Il test di avidità serve quindi a comprendere se l’infezione è accaduta entro i 3, massimo 4 mesi precedenti, o entro un arco di tempo ancora più ampio. Quando si ha una avidità bassa è segnale di una infezione recente. Il termine avidità indica il legame tra gli anticorpi e un antigene. Quando avviene l’esposizione al virus, nei primi mesi il sistema immunitario crea IgG che sono specifiche e hanno una bassa avidità, esprimono quindi un legame debole con l’antigene.
Nel referto del test di avidità del CMV sono riportati sia i valori di IgM che di IgG, con un risultato espresso i numeri.
Rischi correlati a un’infezione da citomegalovirus in gravidanza
Quali sono i rischi correlati a un’infezione da citomegalovirus in gravidanza? L’infezione da Cytomegalovirus (CMV) è un evento relativamente frequente in gravidanza, non curabile. Il Citomegalovirus è il responsabile della maggior parte delle infezioni congenite nel mondo. se sono positive solo le IG G, il soggetto ha contratto l’infezione da oltre 3 mesi. se sono positive sia le IG M che le IG G, si deve fare il dosaggio dell’ “avidità delle IG G”. Esiste poi la possibilità di dosare il DNA virale nel sangue materno.
L’infezione primaria da Citomegalovirus ha un tasso di trasmissione verticale dalla gestante al feto del 40%. Dei casi di infezione congenita (ossia acquisita prima della nascita), l’85% è asintomatico e di questi il 90% resterà senza problemi. Gli altri potranno sviluppare anomalie rilevabili solo dopo molto tempo, come quelle a carico dell’udito. In caso di infezione primaria nel I trimestre di gravidanza, si propone l’amniocentesi nel secondo trimestre con ricerca dell’infezione tramite la metodica PCR nel liquido amniotico. Per avere un dato attendibile occorre attendere almeno 8 settimane dal momento dell’infezione all’amniocentesi, che quindi non viene proposta a 16 settimane, ma a 19-21 settimane. L’ecografia in questo caso non è di molto aiuto: il segno ecografico da ricercare è rappresentato dalle calcificazioni periventricolari nel cervello.
Se ci si ammala per la prima volta in gravidanza, la probabilità che il bebè sia contagiato è molto bassa ma, se questo avviene, i rischi per il nascituro potrebbero essere seri, soprattutto se l'infezione è avvenuta nella prima metà della gravidanza.
Conseguenze dell'infezione congenita
Più in generale, i casi di infezioni congenite di citomegalovirus possono essere particolarmente pericolosi. Nei casi in cui il feto contragga il virus durante i primi tre mesi della gestazione, si possono avere conseguenze di tipo neurologico. L’infezione congenita può causare:
- morte fetale
- casi un difetto uditivo neurosensoriale che può essere più o meno grave. alcuni casi questo difetto può manifestarsi già alla nascita.
- della nascita, con sintomi che possono essere transitori o permanenti.
- alla nascita e le convulsioni.
- microcefalia, deficit di coordinazione dei movimenti, epilessia.
I segnali più comuni sono la perdita dell’udito e della vista.
Prevenzione
La prevenzione dell’infezione è difficile. Le fonti di contagio sono i bimbi in età prescolare, specie quelli sotto i 3 anni che frequentano gli asili nido. Le analisi indicate dal complesso Torch vanno a ricercare se nel sangue della persona vi è la presenza o meno di anticorpi diretti contro una specifica infezione. La diagnosi di infezione fetale di per sé non è un indicatore di malattia. Ci sono misure utili a evitare il contagio durante la gravidanza. È utile sapere che la ricerca degli anticorpi anti-Toxoplasma avidity eliminerà ogni dubbio.
Altre informazioni utili
Quando una donna in gravidanza risulta positiva al test per gli anticorpi IgG e negativa agli IgM vuol dire che ci sono rischi connessi ad una eventuale riattivazione del virus o ad una nuova infezione.
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