Emogasanalisi: L'Esame per Misurare il pH del Sangue e Valutare l'Equilibrio Acido-Base

L’emogasanalisi, nota anche come gasometria arteriosa, è un esame di laboratorio che misura i livelli di ossigeno e anidride carbonica (CO2) nel sangue arterioso, oltre a valutare il pH del sangue stesso.

L’emogasanalisi (Ega) è un esame che misura contemporaneamente diversi parametri del sangue: il pH, la concentrazione di ossigeno, di anidride carbonica, di acido lattico, di emoglobina e di elettroliti.

I medici ricorrono all'emogasanalisi per capire con quale efficacia avviene lo scambio gassoso a livello degli alveoli polmonari, scambio da cui dipende l'ossigenazione del sangue.

A Cosa Serve l'Emogasanalisi

L’emogasanalisi serve ai medici per capire qual è l’efficacia dello scambio gassoso sangue/alveoli in un individuo. Serve per valutare la funzionalità polmonare, renale e metabolica di un paziente legate al suo equilibrio acido-base.

Essa rispecchia lo stato di ossigenazione dell’organismo, l’equilibrio idro-elettrolitico, il corretto funzionamento del sistema cardiocircolatorio, polmonare e renale. L'emogasanalisi (EGA) è uno dei primi esami richiesti quando entra in Ospedale un bambino in condizioni critiche per valutare lo stato di ossigenazione e di idratazione dell'organismo.

È un test di funzionalità respiratoria che consente di valutare e gestire lo stato di ossigenazione dell'organismo, adeguando l'ossigenoterapia al bisogno del soggetto e il suo equilibrio metabolico.

Serve, inoltre, a valutare il pH del sangue (noto anche come concentrazione idrogenionica H+) e rilevare squilibri acido base di origine respiratoria e metabolica. È pertanto un test diagnostico che orienta nelle patologie più complesse - metaboliche e/o respiratorie - e permette il successivo monitoraggio per valutare la risposta terapeutica.

L’esame serve a valutare il funzionamento dei polmoni e a rilevare la presenza di malattie respiratorie, cardiache, metaboliche o renali. Grazie all’emogasanalisi si può valutare lo scambio gassoso che avviene negli alveoli polmonari: i globuli rossi passando attraverso i polmoni si arricchiscono di ossigeno, che poi trasportano in tutto l’organismo, e cedono l’anidride carbonica che viene poi eliminata attraverso la respirazione.

Quando è Prescritta

L’emogasanalisi è prescritta in presenza di difficoltà respiratorie o di malattie polmonari tra cui, ad esempio, asma, fibrosi cistica e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). L’esame, alle volte, è utilizzato anche nelle persone in dialisi per controllare i livelli di elettroliti quali sodio, potassio, calcio e cloro durante il trattamento e per evidenziare rapidamente eventuali anomalie.

Tra le condizioni mediche per le quali è utile il ricorso all'emogasanalisi, rientrano: le malattie polmonari e respiratorie, l'insufficienza renale, l'insufficienza cardiaca, il diabete, le malattie del sonno notturno, alcuni tipi d'infezioni, i colpi alla testa che pregiudicano le capacità respiratorie, l'overdose da droghe ecc.

Parametri Misurati nell'Emogasanalisi

L'emogasanalisi è un test diagnostico che permette di misurare tre importanti parametri del sangue di un individuo: i livelli di ossigeno circolante, i livelli di anidride carbonica circolante e il pH (o acidità).

  • Pressione parziale dell'ossigeno (PaO2): misura la quantità di ossigeno disciolto nel sangue arterioso ed è essenziale per valutare l’efficienza del sistema respiratorio nell’ossigenare il corpo. È la pressione che l'ossigeno eserciterebbe all'interno dei polmoni, se fosse l'unico gas presente.
  • Pressione parziale dell'anidride carbonica (PaCO2): riflette la quantità di anidride carbonica presente nel sangue arterioso, evidenziando l’efficienza del sistema respiratorio nell’eliminare il CO2 prodotto dal metabolismo. È la pressione che l'anidride carbonica eserciterebbe all'interno dei polmoni, se fosse l'unico gas presente.
  • pH sanguigno: il pH è una misura dell’acidità o alcalinità del sangue. Misurare il pH del sangue o di un'altra sostanza significa calcolarne la quantità di ioni idrogeno (o H+) presenti all'interno. Un pH normale nel sangue arterioso è compreso tra 7,35 e 7,45, indicando un equilibrio acido-base adeguato.
  • Livelli di bicarbonato(HCO3-): il bicarbonato è un importante tampone chimico che mantiene l’equilibrio acido-base del sangue.
  • Il contenuto sanguigno di ossigeno e la saturazione di ossigeno (SAT):deve essere sempre superiori al 95% per un valore normale.
  • L'eccesso di basi (BE): È un parametro che permette di stabilire se una persona soffre di un qualche disturbo dell'equilibrio acido-base.
  • Gli elettroliti: livelli di sodio, potassio, calcio e cloro, dati misurati soprattutto per pazienti in dialisi, poiché aiutano a capire lo stato di salute del corpo.

Valori di Riferimento del pH

Il nostro organismo di norma regola il pH ematico in modo tale che il suo valore rimanga entro limiti molto stretti (7.35-7.45). Nel corpo umano, il sangue ha un valore di pH debolmente alcalino/basico, che può oscillare tra 7,35 e 7,45.

Se il pH è superiore a 7,4 si instaura una condizione di alcalosi, se inferiore invece il quadro clinico è di acidosi. Se il pH è inferiore a 7,35 e la concentrazione di bicarbonato e la pressione parziale dell'ossigeno sono inferiori ai valori di riferimento, il paziente è in una condizione di acidosi metabolica.

L’equilibrio acido-base è strettamente connesso al funzionamento dei reni e dei polmoni e al metabolismo di zuccheri, lipidi e proteine. L'equilibrio acido-base è strettamente connesso all'equilibrio idrico ed elettrolitico, allo stato di ossigenazione dell'organismo nonché al corretto funzionamento del sistema cardiocircolatorio. Sistemi tampone si trovano sia nel plasma sia nei globuli rossi, ma anche in altri tipi di cellule dell'organismo. Il sistema respiratorio, con la ventilazione, controlla l'anidride carbonica (acido).

I risultati dell’emogasanalisi vanno interpretati dallo specialista nel loro insieme poiché tutte le componenti del test sono correlate tra loro, inoltre, esse devono essere interpretate in base alle patologie di base.

Come Viene Eseguita l'Emogasanalisi

Effettuata in un centro medico-ospedaliero, l'emogasanalisi consiste nel prelievo di un piccolo campione di sangue e nella successiva analisi di laboratorio di tale campione. A differenza del classico esame del sangue, questo esame non viene effettuato estraendo il campione per via venosa, bensì da un’arteria, in punti specifici. Per eseguire un emogasanalisi occorre un prelievo di sangue arterioso, mediante l'uso di una siringa eparinata, priva di bolle d'aria. Il sangue deve essere analizzato immediatamente, al massimo entro 15-30 minuti.

Ecco i passaggi principali:

  1. Primo passaggio → prevede la sterilizzazione, per mezzo di alcol, dell'ago per il prelievo e del sito anatomico di prelievo.
  2. Terzo passaggio → prevede il prelevamento del sangue, tramite una siringa applicata all'ago precedentemente inserito nel sito di prelievo.
  3. Quarto passaggio → consiste nell'estrazione dell'ago e nell'applicazione di un piccolo pezzo di cotone, laddove è stato prelevato il sangue.
  4. Quinto passaggio → prevede il bendaggio del sito di prelievo e l'applicazione di una pressione digitale sul medesimo sito della durata di 5-10 minuti.

Preparazione all'Esame

Se il paziente sta effettuando una terapia con ossigeno, questa deve essere sospesa 20-30 minuti prima del test. In caso non sia possibile, o lo specialista voglia testare la concentrazione di ossigeno con l’erogazione in corso, è opportuno segnalarlo al laboratorio.

Possibili Complicazioni

La sensazione dolorosa avvertita in occasione di un'emogasanalisi dipende anche da quanto una persona è sensibile al dolore. I pazienti sottoposti a emogasanalisi possono far rientro a casa appena conclusa la procedura.

  • Sanguinamento dal sito di prelievo del sangue.
  • Comparsa di un ematoma in corrispondenza del sito di prelievo del sangue.
  • Danneggiamento di un nervo limitrofo all'arteria di prelievo o lesione della stessa arteria di prelievo.

Acidosi e Alcalosi: Cosa Sono?

In caso di valori più elevati del pH si parla di ‘alcalosi’, mentre in caso di valori più bassi si parla di ‘acidosi’.

Alcalosi

Nel caso in cui il pH si alzi, ovvero quando il valore sale al di sopra di 7.45, si parla di alcalosi.

  • acuta, nel caso in cui il problema si instauri nel giro di poco tempo. Il paziente con alcalosi respiratoria presenta un aumento della frequenza respiratoria accompagnato da tachicardia, nausea, vomito, vertigini e disturbi neurologici.
  • cronica, nel caso in cui il problema respiratorio sia persistente. Tra i sintomi si ritrovano letargia, cefalea e nei casi più gravi convulsioni e tetania.

Acidosi

L’acidosi metabolica è dovuta alla riduzione della concentrazione sanguigna dei bicarbonati (HCO3).

Le cause che portano ad un’acidosi mista sono una combinazione di fattori respiratori e metabolici, ciò significa che vengono a sovrapporsi due diverse cause creando un’alterazione del pH.

  • acuta: è la forma più sintomatica poiché non ha un sistema di compenso adeguato.

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