Le analisi del sangue rappresentano un utile ausilio per la diagnosi di alcolismo. L'etanolo è contenuto in bevande come birra, vino e liquori e, se ingerito in quantità eccessive, può risultare tossico.
Quando l'alcol viene consumato, viene assorbito dal tratto gastrointestinale e trasportato nell'organismo dal circolo sanguigno. Piccole quantità di etanolo vengono eliminate con le urine o dai polmoni con la respirazione, ma la maggior parte è metabolizzata dal fegato.
Come si misura il tasso alcolemico?
Il tasso alcolemico viene misurato per stabilire se una persona ha consumato degli alcolici e per determinare la quantità di etanolo presente nell'organismo.
Il test di alcolemia del sangue misura la quantità di alcol (etanolo) presente nel corpo. L'alcool viene rapidamente assorbito nel sangue e può essere misurato pochi minuti dopo aver assunto una bevanda alcolica.
La quantità di alcol nel sangue raggiunge il suo livello più alto circa un'ora dopo aver bevuto. Il cibo nello stomaco può aumentare la quantità di tempo necessario per l'alcol per raggiungere il suo livello più elevato.
L'esame viene indicato generalmente quando un paziente manifesta sintomi che suggeriscono un'intossicazione da etanolo.
Valori normali dell'alcolemia
L'alcolemia è considerata nella norma se risulta inferiore a 0,50 g/L. Un tasso alcolemico basso fa pensare all'improbabilità che il soggetto abbia fatto un consumo eccessivo di alcolici.
Il livello massimo di alcol nel sangue consentito è di 0,50 g/l (0,00 g/l per i minori di 21 anni, per i cd.).
Fattori che influenzano il tasso alcolemico
Il tasso alcolemico di un individuo non dipende solo dalla quantità di alcol ingerita, ma anche da molti altri fattori:
- il peso (struttura corporea)
- lo stato di salute
- l'età
- il sesso
- lo stato di digiuno o di sazietà (contenuto dello stomaco)
Infatti, il corpo umano assorbe l'alcool in parte mediante la parete dello stomaco e in parte dai tessuti intestinali; la gradazione alcolica e il contenuto dello stomaco determinano la velocità di assorbimento.
Il corpo delle donne di solito contiene meno acqua e più grasso del corpo degli uomini. L’alcol non finisce nelle cellule adipose, così le donne tendono a mantenere più alcol nel sangue rispetto agli uomini.
Il tempo che passa tra il bere alcool e la raccolta del campione di sangue influenza i risultati del test. Il corpo continua ad abbattere l'alcol ad una velocità costante dopo aver bevuto.
Così, la quantità di alcol che si beve può essere stimata sapendo quanto alcool è presente nel sangue o nel respiro e quanto tempo è passato da quando si ha bevuto.
Alcolemia e guida in stato di ebbrezza
Ovviamente è vietato guidare in stato di ebbrezza. Così, quando l’agente di controllo ferma il conducente, prima svolge una sorta di “pre-test” e dopo, se ci sono sospetti fondati, procede al test dell’etilometro (o alcol test). La normativa italiana fissa come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro.
Occorre ricordare che anche una modesta quantità di alcol è sufficiente a far diminuire i riflessi, annebbiare la vista, causare colpi di sonno. E non solo, poiché esagerare con gli alcolici rappresenta la principale causa di incidenti stradali, un pericolo che aumenta quando vengono assunti con le droghe.
In questi particolari casi, non essendo possibile indicare con precisione in quale delle tre ipotesi individuate dall’art. 186 C.d.S. ricada la condotta del guidatore, allo stesso verrà contestata l’ipotesi più lieve di cui alla lettera a (tra lo 0,5 g/l e lo 0,8 g/l - solo sanzione amministrativa.
La polizia giudiziaria, prima di procedere all’alcoltest, ai sensi dell’art. 114 disp. att. c.p.p., deve dare avviso alla persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, ma NON ha l’obbligo di attendere l’arrivo del difensore dell’indagato, anche qualora questi abbia comunque avuto notizia dell’imminente perquisizione e intenda parteciparvi.
L’avviso di cui sopra deve essere fornito anche nel caso in cui, dopo l’incidente stradale, il guidatore sia trasportato all’ospedale e l’alcoltest venga eseguito dagli operatori di una struttura sanitaria come atto urgente richiesto dalla polizia giudiziaria.
Commette il reato anche colui che, dopo essersi sottoposto alla prima prova, rifiuti di eseguire la seconda, poiché non permette di terminare il normale iter degli accertamenti necessari al controllo dello stato di ebbrezza.
CDT (Carbohydrate-Deficient Transferrin): un marcatore di abuso alcolico
Se viene sospesa oppure ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza, l’esame CDT alcol (da Carbohydrate-deficient transferrin, ovvero transferrina carboidrato carente) costituisce il parametro più idoneo per la valutazione di un abuso recente di alcol. Si tratta di un test che si esegue presso laboratori medici in grado di assicurare la conservazione del campione per poter eseguire, in caso di necessità, un’eventuale analisi di revisione. La sua specificità è del 95%: attraverso il prelievo del sangue, è in grado di determinare il consumo dell’alcol.
Infatti, il consumo giornaliero di 50-80 g di alcol etilico (corrispondenti ad una bottiglia di vino con gradazione di 11-13°) causa già dopo una settimana un incremento oltre i valori di riferimento del valore di CDT nel siero. In caso di astinenza da alcol, il tempo di dimezzamento della CDT è di circa 15 gg, con una normalizzazione intorno alle 4 settimane.
Il test CDT è pertanto un marcatore di abuso alcolico di lungo periodo, da non confondere con il test alcolemico, eseguito dalle forze di Pubblica sicurezza con il test del palloncino, il quale rivela una momentanea percentuale di alcol.
Il test CDT trova principale impiego quale marcatore di abuso alcolico, nelle indagini di idoneità al lavoro, per il conseguimento/rinnovo della patente di guida e per il monitoraggio dell’astinenza alcolica da parte della commissione medico-legale.
Altri marker ematici di alcolismo
Al contrario del pensare comune, l’esame dell’alcolemia su sangue non rappresenta il test più specifico per la diagnosi di alcolismo. Valutare la concentrazione di alcool nel sangue in un dato momento, infatti, aiuta semplicemente a smascherare un certo consumo di alcool nelle ore precedenti il test; potrebbe quindi trattarsi di una bevuta occasionale e in tal caso non ci si troverebbe certo di fronte a un alcolista.
Particolarmente utili nell'inquadramento del bevitore a rischio sono i marker della funzionalità epatica, dal momento che il fegato rappresenta l'organo chiave nel metabolismo dell'etanolo.
I markers ematici di alcolismo sono indici che permettono di valutare un danno epatico indotto dall'alcol.
Gamma-Glutamil-Transpeptidasi (GGT)
L'analisi del sangue più importante e specifica riguarda il dosaggio delle Gamma-Glutamil-Transpeptidasi (GGT), i cui valori si presentano tipicamente aumentati negli alcolisti (nell'80% dei casi), ma anche in presenza di generiche disfunzioni epatiche o biliari. E' un enzima contenuto in molti tessuti, particolarmente utile per valutare lo stato di salute del fegato e delle vie biliari.
MCV (Volume Corpuscolare Medio)
Tra le analisi del sangue utili nella diagnosi dell'alcolismo e nel monitoraggio delle sue complicanze, rientra a pieno titolo anche la misura del volume globulare medio (VGM o MCV). Questo parametro esprime le dimensioni medie dei globuli rossi, che si presentano aumentate (macrocitosi) in circa il 90% degli alcolisti. Misura il volume medio dei globuli rossi, quindi permette di sapere se questi sono troppo piccoli, troppo grandi o normali.
Preparazione all'esame
Le analisi dovrebbero essere eseguite a digiuno da almeno 8-10 ore, in modo che il cibo non alteri il risultato. Durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua.
Non esistono metodi o sostanze che consentano di eliminare o mascherare gli effetti dell'alcol, o di alterare il risultato delle analisi.
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