Il tumore della prostata è il tumore più frequente negli uomini, con circa 44.000 casi all’anno solo in Italia. La diagnosi precoce è fondamentale per un trattamento efficace e per aumentare le possibilità di guarigione.
Cos'è l'Esame Istologico della Prostata?
Quando la prostata viene sottoposta al prelievo di piccoli frammenti, ognuno di essi è considerato una biopsia destinata ad essere esaminata al microscopio (il cosiddetto “esame istologico”) da un medico specializzato chiamato “patologo” o “anatomo-patologo”. La diagnosi istologica comunica quale è la malattia presente in ogni frammento di prostata, guidando verso il trattamento più accurato.
Il Core Bioptico
Un "core" è uno dei piccoli frammenti di prostata, di circa 10-15 mm di lunghezza, prelevato ambulatorialmente dall’urologo con un ago in zone diverse della prostata. I frammenti variano da 6 a 12 a seconda delle tecniche adottate.
Il Punteggio di Gleason
Il punteggio di Gleason è un dato patologico individuato dal medico anatomo-patologo durante l’analisi al microscopio del tessuto prostatico. Esso non si basa sulle caratteristiche della singole cellule tumorali ma sugli aspetti del tessuto che queste cellule vanno a formare. Si tratta pertanto di un dato istologico e non citologico.
Per calcolare il punteggio di Gleason, occorre identificare le caratteristiche tissutali delle due aree tumorali maggiormente presenti e sommarne i valori. Il patologo assegna prima il Gleason del tessuto tumorale più esteso e poi quello della zona tumorale ad estensione inferiore.
In teoria il punteggio di Gleason può variare da 2 a 10. I punteggi inferiori a 4 sono rarissimi, così come gli score pari a 4 e 5. Un tumore con un Gleason score fino a 6 è considerato a “basso rischio”, mentre i casi con punteggio uguale o superiore a 8 vengono classificati ad “alto rischio”. Il Gleason score pari a 7 rappresenta un “rischio intermedio”.
Grade Group WHO ISUP
La caratterizzazione fenotipica della neoplasia può essere descritta con il Gleason primario, Gleason secondario, Gleason score e Grade group secondo le linee guida WHO ISUP.
Invasione Perineurale
L'invasione perineurale è un aspetto microscopico della diffusione delle cellule tumorali all'interno della prostata. Questa "infiltrazione perineurale" è una caratteristica che si riferisce ad una modalità di diffusione microscopica delle cellule tumorali a livello locale, che non ha nulla a che vedere con l'infiltrazione della capsula. In linea di massima si può immaginare ad un comportamento più aggressivo, ma solo potenzialmente, in quanto questa aggressività non si è ancora espressa nel senso di interessamento extra-prostatico.
L'infiltrazione degli spazi perineurali è stato recentemente inserito fra i fattori di rischio della recidiva biochimica di malattia dopo trattamento chirurgico radicale, anche se con un valore molto modesto. L'infiltrazione perineurale è pressoché onnipresente.
HGPIN (Neoplasia Intraepiteliale di Alto Grado)
L'HGPIN (neoplasia intra-epiteliale di alto grado) è un aspetto microscopico di una condizione considerata come pre-neoplastica, la cui evoluzione non è però determinata.
PIN-HG: Lesione Pre-tumorale
Il PIN-HG non è un tumore, ma una lesione PRE-tumorale, cioè una alterazione patologica della ghiandola prostatica che segnala, nel 30-40% di persone affette da PIN-HG, il rischio generico di possibile sviluppo nel corso dei prossimi anni di un tumore vero, ma che oggi non è affatto presente. Nel 40-50% dei casi il PIN-HG NON evolve in nessun cancro.
Di fronte a un PIN-HG, il medico curante consiglia la ripetizione delle biopsie dopo un intervallo variabile da 3 a 6 mesi di tempo, proprio per vedere che cosa è successo nel frattempo. Nel 50% dei casi non è successo più niente di nuovo. Ripetere le biopsie subito dopo la diagnosi di PIN-HG non è di NESSUNA UTILITÀ per identificare il cancro, poiché esso ha pochissime probabilità di essere contemporaneo al PIN.
ASAP: Proliferazione Microacinare Atipica
ASAP è un acronimo inglese derivato dalle iniziali di Atypical Small Acinar Proliferation e che in italiano significa Proliferazione Microacinare Atipica. Questi termini hanno lo stesso significato e dicono che il patologo ha visto al microscopio qualcosa che “assomiglia” ad un piccolo cancro ma di cui non è sicuro al 100%.
In generale, se 100 uomini ricevono una diagnosi di ASAP sulle loro prime biopsie prostatiche circa 40 rischiano di sentirsi dire che hanno un cancro dopo le seconde biopsie. La presenza di PIN-HG o di PIN-ATYP in una biopsia già positiva per ASAP non aggiunge nessun nuovo elemento di preoccupazione.
Stadiazione del Tumore
La “stadiazione” di un tumore (staging in inglese) ha lo scopo di definire l’estensione del tumore stesso. Una prima valutazione dello stadio tumorale (T) si esegue già con l’esplorazione rettale. Per avere una valutazione più precisa si può utilizzare la diagnostica per immagini, in particolare la risonanza magnetica multiparametrica.
La stadiazione clinica (cTNM) si basa sui risultati di esami clinici e radiologici, e si differenzia dalla stadiazione eseguita in seguito all’esame istologico (stadiazione patologica, pTNM). Un tumore infiltrante una vescichetta seminale avrà uno stadio pT3b ma - in caso le metodiche per immagini non fossero state in grado di evidenziare questa caratteristica - il suo stadio clinico sarebbe potuto essere, ad esempio, un cT2c.
Trattamenti per il Tumore alla Prostata
Oggi l’opzione terapeutica con migliori risultati è ancora la chirurgia (prostatectomia radicale robotica). Esistono alternative terapeutiche alla chirurgia per i pazienti che non vogliono o non possono essere operati, per esempio per l’età o per la presenza di altre patologie:
- Radioterapia
- Crioterapia
- Brachiterapia
Prostatectomia Radicale
La prostatectomia radicale (PR) è una procedura di chirurgia maggiore, durante la quale il chirurgo rimuove in blocco la ghiandola prostatica e le vescicole seminali. Da pochi anni alcuni Centri eseguono la PR in laparoscopia: questo approccio miniinvasivo minimizza alcuni degli svantaggi dell’intervento chirurgico tradizionale.
Brachiterapia
La Brachiterapia permanente (BT) è una forma di radioterapia in cui delle piccole capsule (“semi” delle dimensioni di chicchi di riso) contenenti sorgenti radioattive (Palladio 103/Pd-103 o Iodio 125/I-125) vengono impiantate nella prostata sotto guida ecografica. La BT può essere proposta in alternativa all’intervento chirurgico di prostatectomia radicale nei pazienti affetti da adenocarcinoma prostatico clinicamente localizzato.
Radioterapia
Il trattamento prevede applicazioni giornaliere della durata di 10 minuti, 5 giorni alla settimana per complessive 7-8 settimane consecutive. L’irradiazione degli organi contigui alla prostata determina i più comuni e noti effetti collaterali a breve e a lungo termine a carico dell’apparato genitourinario ed intestinale.
Monitoraggio del PSA Post-Prostatectomia
Dopo la prostatectomia radicale, è fondamentale monitorare i livelli di PSA (antigene prostatico specifico). Un aumento del PSA può indicare una recidiva della malattia. Il follow-up prevede controlli periodici, con dosaggio del PSA e visite specialistiche.
Solo nel caso in cui il PSA tra tre mesi fosse superiore o uguale a 0,2, si dovrà chiedere di anticipare la visita. Questi primi referti di Psa inferiori a 0,01 possono indurre a ottimismo rispetto a rischi futuri di recidiva.
Prevenzione del Tumore alla Prostata
Ci sono molte strategie per prevenire il rischio di sviluppare un tumore alla prostata, a partire dagli stili di vita:
- Dieta mediterranea: ricca di licopene, una sostanza antiossidante presente in molti vegetali, specialmente nei pomodori.
- Attività fisica: è sufficiente un’attività fisica moderata, ma quotidiana.
- Attività sessuale: una regolare e frequente attività sessuale è un fattore protettivo.
Già a partire dai 40 anni è consigliato fare un primo step (per esempio un PSA e una visita urologica).
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