Un esame istologico consiste nello studio al microscopio ottico delle caratteristiche di un tessuto dopo asportazione mediante biopsia o chirurgica. Il materiale sottoposto a esame istologico è costituito da frammenti di tessuti o da organi, o loro parti, asportati attraverso un intervento chirurgico. L'istologia è la branca della medicina che studia i tessuti e le loro anomalie per diagnosticare eventuali malattie.
Come si Esegue l'Esame Istologico?
La procedura standard prevede diverse fasi:
- Fissazione: Il tessuto, fissato in formalina, viene reso idoneo al taglio in sezioni di pochi micron. La procedura standard prevede l’uso della formalina, che ha lo scopo di stabilizzare i campioni biologici sezionati.
- Inclusione: Il campione, precedentemente privato della componente acquosa, viene incorporato in paraffina liquida. Inclusione, fase in cui il campione precedentemente privato della componente acquosa, viene incorporato ad altro materiale più saldo ma inerte.
- Sezionamento: Consiste nel sezionare il materiale biologico precedentemente trattato in “fette” sottilissime che possano essere osservate anche in controluce. Il sezionamento permette di visionare dettagli minuti della struttura cellulare ingranditi al microscopio ottico o elettronico, e si ottiene attraverso strumenti detti microtomi, in grado di “affettare” il campione in strisce estremamente sottili (nell’ordine di micron-μm) e con un grado di spessore che varia a seconda del tipo di campione e all’esame da effettuare.
- Colorazione: Altro passaggio fondamentale per evidenziare tessuti che, per natura, sono pressoché trasparenti e omogenei. I coloranti usati in questa fase dell’esame istopatologico variano a seconda del tipo di campione e al suo Ph.
L’esame delle sezioni così colorate consente di valutare la natura, benigna o maligna, della lesione asportata e di studiarne, qualora si renda necessario, le caratteristiche funzionali mediante reazioni antigene-anticorpo con metodiche di immunoistochimica.
Finalità dell'Esame Istologico
Questa procedura ha due finalità:
- identificare precocemente lesioni francamente benigne rispetto a lesioni sospette o francamente maligne, prevenendo ritardi diagnostici;
- evitare nei casi di patologia francamente benigna un inutile intervento chirurgico.
Classificazione dei Risultati Bioptici
I risultati degli esami bioptici sono classificati secondo un sistema standardizzato:
- B1: Indica un tessuto perfettamente normale (evento rarissimo) ovvero un prelievo inadeguato. Inadeguato sottintende che l’aspetto istologico del campione non corrisponde alla valutazione strumentale fatta, ovvero non la giustifica. Ciò può accadere per varie ragioni ma soprattutto si verifica in caso di VABB su microcalcificazioni qualora esse non siano evidenti nei frustoli.
- B2: Identifica un campione adeguato (cioè con caratteristiche istologiche che giustificano il quadro clinico-radiologico) riferibile a lesioni di natura assolutamente benigna.
- B3: Indica una lesione “atipica” ovvero con caratteristiche citologiche e/o strutturali diverse dall’ampio pattern che può essere rappresentativo di una lesione francamente benigna ed identifica un “fattore di rischio” per carcinoma.
- B4: Definisce una lesione molto sospetta morfologicamente “verosimilmente maligna” in casi in cui per alterazioni artefattuali, scarsità dei reperti o altro il campione in studio è molto sospetto per un tumore maligno ma non può essere valutato con certezza.
- B5: Indica un carcinoma franco, in situ (ovvero non ancora infiltrante lo stroma), oppure infiltrante. Distinguono le due situazioni le sigle B1a (carcinoma in situ) e B1b (carcinoma invasivo). B1(c) viene utilizzato in casi ove si ha un sospetto di infiltrazione tessutale ma per ragioni diverse questo non è definibile con certezza.
Esame Istologico del Campione Operatorio
Il campione operatorio, adeguatamente contrassegnato dal chirurgo per lo studio dei margini, quindi della radicalità dell’escissione, rappresentativo dell’intera lesione, consente una valutazione completa della neoplasia in tutte le sue componenti: istotipo e grado di differenziazione (indica l’entità della perdita delle caratteristiche “normali” citologiche e strutturali di una neoplasia, un carcinoma è tanto più differenziato quanto più somiglia al tessuto di origine).
Paradossalmente un tumore più “sdifferenziato” ovvero più aggressivo è anche un tumore più aggredibile oncologicamente e quindi in grado di rispondere meglio alla chemioterapia, sia essa adiuvante (dopo l’asportazione) o neoadiuvante (prima dell’asportazione chirurgica). Inoltre, in alcuni casi il grado di differenziazione è correlato all’istotipo ed identifica forme con un comportamento clinico ed una prognosi ben definiti.
Referto Istologico: Interpretazione e Significato
Il referto istologico di un intervento è predisposto per essere utilizzato dai medici e, per questo, utilizza un linguaggio tecnico, con termini e sigle che possono risultare di difficile comprensione per le pazienti e per i loro familiari. La prima parte del referto riporta una accurata e dettagliata descrizione dei pezzi chirurgici inviati al patologo per essere esaminati.
Cosa Contiene il Referto Istologico?
- Tipo di tumore: Il tumore è classificato in base al tipo di cellule da cui trae origine; le due varianti principali sono il carcinoma duttale o a istotipo non speciale e il lobulare che si sviluppa dalle cellule delle cosidette unità duttolobulari terminali.
- Infiltrante o in situ: Se la malattia ha acquisito la capacità di invadere i tessuti circostanti e potendo quindi diffondersi al di fuori della mammella viene definita infiltrante al contrario si parla di neoplasia in situ o intraduttale.
- Estensione della malattia: L’estensione della malattia viene in genere indicata in millimetri.
- Grado di differenziazione: Si tratta di una valutazione basata sull'esame di alcuni parametri morfologici dei nuclei delle cellule che esprime, in una scala crescente (G1, G2, G3), quanto le cellule del tumore si siano ormai diversificate da quelle della mammella normale.
- Margini di resezione: Indica se la malattia è presente sui margini di resezione chirurgica questo parametro è utile per valutare se sia eventualmente necessario un nuovo intervento di radicalizzazione.
- Linfonodi ascellari: Nei casi in cui l’intervento abbia previsto l’asportazione dei linfonodi ascellari il referto indica il numero totale dei linfonodi esaminati e quelli risultati interessati dalla malattia.
- Classificazione TNM: Questa sigla è l’espressione del sistema TNM adottato a livello internazionale per classificare in gruppi omogenei i tumori. In particolare T indica la categoria tumore primitivo (è un indicatore delle dimensioni e dell’estensione del tumore), N quella dei linfonodi regionali (indica la presenza/assenza di coinvolgimento metatstatico del linfonodi), M il coinvolgimento metatstatico (a distanza). La p minuscola indica invece che i parametri sono frutto di una valutazione anatomo-patologica. Per ognuna delle tre categorie principali la classificazione prevede una serie di sottocategorie che consentono di descrivere con precisione l’estensione anatomica della malattia.
- Recettori ormonali: I recettori per gli estrogeni (RE) e per il progesterone (PgR) sono proteine che si presentano sul nucleo di alcune cellule tumorali nonché delle cellule mammarie normali a cui gli ormoni sessuali si legano saldamente inducendo cambiamenti che stimolano la crescita cellulare.
- HER2: IL c-HerB è una proteina presente sulla membrana esterna di alcune cellule tumorali e svolge la funzione di recettore per il fattore di crescita umano dell’epidermide importante per lo sviluppo e la sopravvivenza della cellula. All’ iper-espressione di questo gene che si verifica in circa il 20-30 % di tumori si associa una maggior aggressività della malattia.
- Indice di proliferazione cellulare (Ki-67): Questo valore esprime la percentuale di cellule tumorali che hanno la potenzialità di duplicarsi.
Differenza tra Esame Istologico e Citologico
L'esame istologico e l'esame citologico si differenziano principalmente per il tipo di campione analizzato e l'obiettivo diagnostico. L'esame istologico prevede l'analisi di un frammento di tessuto, permettendo una valutazione dettagliata dell'architettura cellulare e della disposizione delle cellule all'interno del tessuto stesso.
Al contrario, l'esame citologico si basa sullo studio di singole cellule o gruppi di cellule prelevate mediante agoaspirato, scraping o lavaggio di cavità corporee, e si utilizza principalmente per indagini rapide e di screening, come nel caso del Pap-test. La citologia è la branca della medicina che studia la cellula sotto il profilo morfologico e funzionale.
L’esame citologico, invece, si basa sul prelievo di campioni cellulari, non di tessuti, attraverso diverse tecniche. L’obiettivo, anche in questo caso, è verificare la presenza di una crescita cellulare anomala, ma senza eseguire nessuna biopsia o resezione.
Biopsia: il Prelievo del Tessuto per l'Esame Istologico
La biopsia è un esame diagnostico che consiste nella raccolta di campioni di tessuto per farne un’analisi approfondita al microscopio. Se la biopsia identifica la procedura di prelievo del tessuto da analizzare, l’esame istologico consiste nell’analisi al microscopio che la segue.
Modalità di Biopsia
Esistono svariate modalità di biopsia, a seconda della parte del corpo da cui si deve prelevare il tessuto e della natura del tessuto stesso:
- Punch: Questa tecnica si avvale dell’uso di un bisturi cilindrico detto punch per rimuovere piccole porzioni circolari di pelle, di dimensioni e profondità variabili.
- Con ago aspirato: Prevede l’uso di un ago sottile di dimensioni variabile e cavo internamente, pensato per aspirare frammenti di tessuto o cellule. La procedura di aspirazione è guidata dalle immagini offerte da un’ecografia, una TAC, una risonanza magnetica (RM) o una radiografia.
- Endoscopica: Viene praticata in endoscopia, cioè utilizzando un endoscopio, un tubicino flessibile dotato di luce e telecamera a un’estremità e collegato a un piccolo strumento da taglio, attraverso il quale il medico può vedere all’interno del corpo e prelevare i campioni necessari. Sono biopsie endoscopiche quelle che consentono di prelevare frammenti di tessuto dello stomaco durante una gastroscopia o del colon durante una colonscopia.
- Di escissione: Si tratta di un’operazione chirurgica volta ad asportare aree più estese di tessuto, che non possono essere prelevate con le tecniche sopra descritte. Tipicamente, prevede la rimozione di un’area alterata insieme a una porzione di tessuto sano circostante.
- Biopsia perioperatoria: che viene eseguita in sala operatoria mentre si esegue un intervento per capire la natura del tessuto che si sta operando e capire come proseguire. In questo caso si parla di esame istologico estemporaneo. In genere si richiede questa urgenza in caso di sospetto tumore rilevato in sede di intervento chirurgico oppure per stabilire l’estensione delle massa e stabilire fino a dopo andare ad incidere e rimuovere. L’esame istologico estemporaneo è un test rapido, dove il campione viene sottoposto a congelamento, sezionato e subito analizzato per definire la tipologia di lesione. Non ha dunque la stessa attendibilità dell’istologico standard, eseguito con le tecniche e i tempi che abbiamo visto, ma consente una prima valutazione che permette all’equipe di decidere seduta stante come procedere con l’intervento che stanno eseguendo.
Tempi e Risultati della Biopsia
Si parla di biopsia positiva quando l’ipotesi diagnostica è confermata, negativa quando è smentita. Se l'esame istologico risulta positivo il paziente viene chiamato a ritirarlo con precedenza rispetto ad altri casi meno urgenti, e possono bastare da pochi giorni ad una settimana.
Rischi di una Biopsia
Come ogni procedura medica, la biopsia può comportare alcune complicanze, ma è rarissimo che siano gravi. Tra gli effetti collaterali più comuni vi sono il dolore locale e la formazione di ematomi nella zona del prelievo. In alcuni casi, possono verificarsi infezioni, che richiedono trattamento antibiotico.
Lettura dell'Esame Istologico nel Carcinoma Mammario
Leggere un esame istologico del tumore al seno richiede competenze specializzate e un approccio dettagliato. Questo tipo di analisi fornisce informazioni importanti sulla natura del tumore e guida le decisioni riguardo al trattamento.
Elementi Chiave nell'Esame Istologico del Tumore al Seno
- Tipo di tumore al seno: Il primo elemento chiave da considerare è il tipo di tumore al seno.
- Stadio del tumore: Il rapporto istologico fornirà informazioni sullo stadio del tumore, cioè quanto è progredito.
- Grado del tumore: Il grado del tumore valuta quanto le cellule tumorali somiglino alle cellule sane.
- Recettori ormonali: L’analisi istologica determinerà se il tumore esprime recettori per gli ormoni, come gli estrogeni e i progesteroni.
- Recettore HER2: L’analisi istologica determinerà anche se il tumore esprime il recettore HER2, un fattore di crescita epidermico umano.
- Indice di proliferazione cellulare: Questo valore esprime la percentuale di cellule tumorali che hanno la potenzialità di duplicarsi.
- Linfonodi ascellari: Nei casi in cui l’intervento abbia previsto l’asportazione dei linfonodi ascellari il referto indica il numero totale dei linfonodi esaminati e quelli risultati interessati dalla malattia.
- Margini del tessuto rimosso: Il rapporto istologico può anche indicare se i margini del tessuto rimosso durante la chirurgia (come la mastectomia o la tumorectomia) sono liberida cellule tumorali (margini negativi) o se sono presenti cellule tumorali ai margini (margini positivi).
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