Esame Istologico del Polipo Uterino: Tempi di Risposta e Approfondimenti

Nella branca della ginecologia, il polipo uterino è un tumore benigno molto simile a un’escrescenza che può svilupparsi al livello della cervice uterina o dell’endometrio. Le cause sono differenti e i sintomi non sono sempre evidenti, motivo per cui spesso se ne ha riscontro a seguito di una visita ginecologica.

Polipi Cervicali

Di importanza clinica modestissima, molto frequenti e solitamente delle dimensioni di pochissimi millimetri, protrudono dal collo dell’utero, che è la parte dell’utero che sporge in vagina. Compaiono solitamente in seguito a infiammazioni croniche e possono rimanere asintomatici ed essere riscontrati occasionalmente durante una visita ginecologica. Quando necessaria, la rimozione dei polipi cervicali viene effettuata la maggior parte delle volte ambulatorialmente senza necessità di anestesia.

Polipi Endometriali

Di importanza clinica significativa, i polipi endometriali si sviluppano nella cavità del corpo dell’utero: la loro comparsa sembra possa dipendere da fattori ormonali o flogistici e potrebbe essere influenzata anche dal sovrappeso. Possono essere causa di spotting o flusso mestruale più abbondante, ma frequentemente il loro riscontro è occasionale in pazienti asintomatiche sottoposte a un esame ecografico prescritto per altre indicazioni.

I polipi endometriali possono essere sospettati con l’ecografia transvaginale, meglio se effettuata nella prima metà del ciclo ormonale (prima dell’ovulazione), ma per la conferma diagnostica occorre effettuare la sonoisterografia. E’ un esame non doloroso: eventualmente può provocare un fastidio simile a quello provato durante le mestruazioni, dovuto alla leggera distensione della cavità uterina da parte del liquido. Per la sua minore invasività ha pressochè sostituito l’isteroscopia diagnostica ambulatoriale.

Rimozione dei Polipi e Isteroscopia

Questo intervento prevede un day surgery ospedaliero, un’anestesia generale o spinale e l’utilizzo di uno strumento a tubo rigido di pochi millimetri di diametro. A volte la rimozione del polipo viene eseguita tutta in isteroscopia ambulatoriale, prima diagnostica, poi operativa, utilizzando un tubo di calibro inferiore a quello operativo e una blanda sedazione. Il polipo anche in questi casi sarà poi sottoposto ad analisi.

Le controindicazioni sono costituite dallo stato di gravidanza, dalle infezioni vaginali (la procedura potrebbe far risalire batteri nelle tube ed in cavità addominale).

La tecnologia in questi ultimi anni ha permesso la creazione di una nuova generazione di isteroscopi di piccolo diametro basati sia su sistemi di lenti che su fibre ottiche, di diametro variabile tra 2.9 e 5 mm. I nuovi sistemi di coagulazione sono strumenti innovativi che hanno permesso di trasformare l’isteroscopia operativa in ambulatoriale. Tali strumenti vaporizzano, tagliano od essicano il tessuto. La cavità uterina è virtuale per cui, per eseguire una isteroscopia operativa, deve essere distesa usando acqua sterile (Chirurgia Subacquea).

Per ridurre la sintomatologia dolorosa provocata dall’uso di strumenti accessori (speculum, pinze da collo) è stata creata una nuova via di approccio, quella vaginoscopica. E’ stato eliminato l’uso sia dello speculum che della pinza da presa per la portio, causa frequente di dolore e di complicazioni (es. L’isteroscopio è introdotto quindi direttamente nella vagina che a sua volta viene dilatata con lo stesso mezzo usato per la distensione dell’utero, cioè acqua fisiologica sterile. Una volta evidenziata la portio ed appoggiata la punta dello strumento sull’OUE si dà inizio all’isteroscopia diagnostica od operativa vera e propria. Inoltre, se il procedimento si esegue senza anestesia generale, sempre per evitare riflessi vagali, si può somministrare per via sublinguale una dose di Atropina 0,5 mg.

L'Esame Istologico: Cos'è e Come si Esegue

L’istologia è la branca della medicina che studia i tessuti e le loro anomalie per diagnosticare eventuali malattie. L’esame istologico, detto anche istopatologico, è un’analisi condotta al microscopio di campioni di tessuti organici prelevati tramite biopsia, per individuare dei segni e delle alterazioni indici di malattia. Si tratta di un test di laboratorio fondamentale per esempio per la diagnosi di tumore, che sia maligno o benigno, ma anche di epatiti (infiammazioni del fegato), di nefriti (infiammazioni del rene), di infezioni dei linfonodi e di diverse malattie della pelle.

L’esame istologico non è sinonimo di esame citologico: l'esame citologico si occupa infatti nel dettaglio dello studio delle cellule del tessuto esaminato, per capire se vi sono in esse delle mutazioni genetiche che indicano la presenza di una malattia. L’esame istologico esamina frammenti del tessuto allo scopo per valutarne la struttura. Chiaramente ogni referto istologico è diverso perché dipende qual è la condizione che si esamina. Le tecniche molecolari usate per analizzare la struttura molecolare dei tessuti.

L’esame istologico permette di descrivere il colore, le dimensioni e il peso del campione biologico considerato. Se si tratta di tumore, si analizza la stadiazione, ovvero quanto le cellule neoplastiche divergono rispetto a quelle sane in una scala di riferimento e la proliferazione, ovvero la velocità con cui le cellule tumorali si moltiplicano, che ci dice quanto la neoplasia sia aggressiva.

Fasi dell'esame istologico

  • Inclusione: il campione, privato dell'acqua, viene incluso in un materiale solido e inerte, solitamente paraffina liquida dopo stabilizzazione con formalina.
  • Sezionamento: il materiale biologico viene sezionato in "fette" sottilissime (micron-μm) tramite microtomi per permettere la visione dettagliata della struttura cellulare.
  • Colorazione: i tessuti vengono colorati per evidenziarne le strutture, utilizzando coloranti specifici a seconda del tipo di campione e del suo pH.

Differenza tra esame istologico e citologico

L'esame istologico e l'esame citologico si differenziano principalmente per il tipo di campione analizzato e l'obiettivo diagnostico. L'esame istologico prevede l'analisi di un frammento di tessuto, permettendo una valutazione dettagliata dell'architettura cellulare e della disposizione delle cellule all'interno del tessuto stesso. Al contrario, l'esame citologico si basa sullo studio di singole cellule o gruppi di cellule prelevate mediante agoaspirato, scraping o lavaggio di cavità corporee, e si utilizza principalmente per indagini rapide e di screening, come nel caso del Pap-test.

Tipi di Biopsia

Per eseguire un esame istologico serve una minima parte di tessuto da analizzare. La biopsia è il prelievo di quella minima parte di tessuto che serve per fare l’esame istologico.

  • Biopsia punch: si esegue sulla cute tramite piccoli bisturi, per esempio nel caso di nei o macchie sospette della pelle.
  • Biopsia con ago aspirato: viene introdotto nella zona da prelevare sotto controllo di ecografia, o TAC o raggi X. Si usa normalmente per prelevare dei noduli al seno o per asportare del tessuto dal midollo osseo.
  • Biopsia di escissione (asportazione): è un intervento chirurgico, necessario quando serve prelevare una porzione più consistente per la quale non è possibile usare un’altra tecnica.

Preparazione del Paziente e Complicanze

La preparazione del paziente per il prelievo di un campione tissutale varia in base alla sede e alla tecnica utilizzata per la biopsia. In alcuni casi, il medico potrebbe consigliare di sospendere temporaneamente l'assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, previo consulto con il medico curante, per ridurre il rischio di sanguinamento. Per biopsie eseguite in anestesia locale, generalmente non è necessaria una preparazione specifica, mentre per procedure più invasive, come una biopsia epatica o polmonare, potrebbe essere richiesto il digiuno nelle ore precedenti l'esame.

Come ogni procedura medica, la biopsia può comportare alcune complicanze, ma è rarissimo che siano gravi. Tra gli effetti collaterali più comuni vi sono il dolore locale e la formazione di ematomi nella zona del prelievo. In alcuni casi, possono verificarsi infezioni, che richiedono trattamento antibiotico. Per biopsie che interessano organi interni, come polmoni o fegato, esiste un piccolissimo rischio di complicanze più gravi, come il pneumotorace (presenza di aria nella cavità pleurica) o emorragie interne.

Esame Istologico Estemporaneo

Infine, un ultimo tipo di biopsia è la biopsia perioperatoria, che viene eseguita in sala operatoria mentre si esegue un intervento per capire la natura del tessuto che si sta operando e capire come proseguire. In questo caso si parla di esame istologico estemporaneo. In genere si richiede questa urgenza in caso di sospetto tumore rilevato in sede di intervento chirurgico oppure per stabilire l’estensione delle massa e stabilire fino a dopo andare ad incidere e rimuovere.

L’esame istologico estemporaneo è un test rapido, dove il campione viene sottoposto a congelamento, sezionato e subito analizzato per definire la tipologia di lesione. Non ha dunque la stessa attendibilità dell’istologico standard, eseguito con le tecniche e i tempi che abbiamo visto, ma consente una prima valutazione che permette all’equipe di decidere seduta stante come procedere con l’intervento che stanno eseguendo.

Tempi di Risposta dell'Esame Istologico

Se l'esame istologico risulta positivo il paziente viene chiamato a ritirarlo con precedenza rispetto ad altri casi meno urgenti, e possono bastare da pochi giorni ad una settimana.

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