L'esame istologico intraoperatorio (o estemporaneo, eseguito al microtomo congelatore) è una metodica diagnostica di anatomia patologica utilizzata durante un intervento chirurgico. Si tratta di una biopsia eseguita nel corso della procedura chirurgica: l'esito diagnostico orienterà la strategia terapeutica.
Materiale Sottoposto a Esame Istologico
Il materiale sottoposto a esame istologico è costituito da frammenti di tessuti o da organi, o loro parti, asportati attraverso un intervento chirurgico.
Come Funziona l'Esame Istologico Intraoperatorio
Tecnicamente consiste in una biopsia in cui prelievo e diagnosi avvengono durante l'intervento chirurgico.
Al fine di garantire tempi di lavorazione estremamente brevi, la biopsia viene congelata all'interno di un particolare strumento denominato criostato all'interno del quale il campione viene posto con un particolare gel (OCT) su di un supporto speciale e quindi esposto a temperature molto basse (-35°).
In questo modo la biopsia è in grado di congelarsi in pochi minuti ed essere pronta al taglio da parte del tecnico di laboratorio, il quale otterrà delle fette spesse pochi micron da far aderire su di un vetrino porta oggetto.
È infine compito di un medico specialista in anatomia patologica porre la diagnosi su una sezione così allestita.
Quando è Richiesto l'Esame Intraoperatorio
L'esame intraoperatorio può venire richiesto al fine di chiarire la diagnosi di malattia, nel caso questa non sia già stata posta in precedenza, o quando durante l'operazione emergano nuovi quesiti diagnostici o, ancora, per sapere se i margini della escissione chirurgica sono liberi da malattia.
Esame Citologico: Alternativa all'Esame Istologico
L’esame citologico, invece, si basa sul prelievo di campioni cellulari, non di tessuti, attraverso diverse tecniche.
L’obiettivo, anche in questo caso, è verificare la presenza di una crescita cellulare anomala, ma senza eseguire nessuna biopsia o resezione.
La citologia è la branca della medicina che studia la cellula sotto il profilo morfologico e funzionale.
Tipi di Campioni per Esame Citologico
- cellule da liquido biologico, ossia cellule esfoliate spontaneamente in qualsiasi liquido libero in cavità preformate, come versamenti pleurici, peritoneali, nelle urine o in liquidi di accumulo in cavità neoformate, come una cisti;
- cellule ottenute da agoaspirato, ossia prelevate con un ago sottile sotto aspirazione da un organo o da un tessuto, come la mammella, la tiroide, il fegato, i linfonodi e così via;
- cellule da spazzolato o brushing, raccolte con manovre di delicata abrasione utilizzando i cosiddetti citobrush. Un esempio di esame citologico eseguito utilizzando questo strumento è il Pap Test.
Altre Tipologie di Biopsie
Agobiopsie (o Core Biopsy)
In questa procedura diagnostica, utilizzando una sottile ago cavo, si preleva un campione di tessuto per indagare lesioni sospette relativamente superficiali, talvolta appena sottocutanee. Con questa metodica spesso è possibile evitare una biopsia a cielo aperto o un intervento chirurgico.
L’impiego della biopsia è indicato in ambito dermatologico e in diagnostica senologica. È il metodo più accurato per ottenere una diagnosi.
Biopsie Endoscopiche
Agobiopsie sotto guida strumentale effettuate su organi cavi (es. bronchi, stomaco, intestino): in questi casi riveste fondamentale importanza l’orientamento del prelievo per una valutazione dell’architettura del tessuto, soprattutto in alcune situazioni che richiedono analisi morfometriche.
Resezioni Chirurgiche e Diagnosi Differenziale
Nel caso di linfonodi ingrossati si può optare per una rimozione di tutto o parte per eseguire una diagnosi differenziale.
Le resezioni chirurgiche possono essere distinte in parziali, totali o allargate in relazione al coinvolgimento di una parte o tutto un organo, ovvero coinvolgano più organi.
Chirurgia Conservativa e Ricostruttiva della Mammella
Il chirurgo discute con la paziente il tipo di intervento più appropriato in funzione del tipo, della localizzazione, delle dimensioni e dell’eventuale diffusione del tumore.
- Resezione parziale/quadrantectomia: consiste nell’asportazione del tumore con un’area di tessuto circostante. Se l’asportazione è ampia o in posizioni particolari può essere associata a un rimodellamento da parte del chirurgo plastico. Il tessuto rimosso è inviato in laboratorio per l’esame istologico al microscopio.
- Mastectomia: consiste nell’asportazione di tutta la mammella. La mastectomia è seguita dalla chirurgia ricostruttiva. Nella maggior parte dei casi la ricostruzione è concomitante, ossia avviene contestualmente alla mastectomia, per cui, terminata l’asportazione della mammella, il chirurgo plastico posiziona una protesi definitiva oppure temporanea, il cosiddetto espansore, che sarà sostituita dalla protesi definitiva una volta raggiunta una distensione adeguata. Nei casi in cui l’impiego di protesi o espansori non è indicato, la ricostruzione si fa utilizzando tessuti muscolari e/o cutanei della paziente. Talvolta, il chirurgo plastico potrebbe proporre di rimodellare anche la mammella sana per mantenere una buona estetica e simmetria.
Valutazione dei Linfonodi Ascellari
L’ascella contiene circa 20 linfonodi, anche se il numero esatto varia da persona a persona. Verificare chirurgicamente lo stato dei linfonodi del cavo ascellare omolaterale aiuta a conoscere l’estensione della malattia tumorale e insieme alle caratteristiche del tumore, contribuisce a definire il programma terapeutico più adatto.
- Biopsia del linfonodo sentinella: prima dell’intervento di asportazione del tumore, alla paziente viene iniettata una sostanza colorante o radiotracciante, allo scopo di identificare facilmente il linfonodo più vicino al tumore da asportare per questo tipo di biopsia, che mira a valutare la possibile diffusione delle cellule tumorali a livello linfonodale. In alcuni casi (pochi linfonodi coinvolti, possibilità di effettuare una radioterapia dopo la chirurgia), l’intervento può essere limitato alla biopsia del linfonodo sentinella, ma qualora l’esame istologico (intraoperatorio o definitivo) dimostri la presenza di cellule tumorali nel linfonodo sentinella, può essere necessaria la dissezione ascellare (v. sotto).
- Dissezione (o svuotamento) ascellare: consiste nell’asportazione di tutti i linfonodi. Si esegue quando la diffusione della malattia ai linfonodi è dimostrata clinicamente o istologicamente. In alcuni casi anche se i linfonodi sono coinvolti dall’inizio, la dissezione ascellare può essere limitata alla rimozione di un numero minore di linfonodi. L’intervento deve essere realizzato da un chirurgo di grande esperienza in grado di stabilire qual è il miglior approccio per ogni paziente nell’intento di rimuovere tutte le cellule tumorali, mantenendo, però, una buona immagine corporea.
Tecnologie Avanzate nella Chirurgia Oncologica
Oltre alla biopsia del linfonodo sentinella, vanno citate la centratura radioguidata di un tumore non palpabile e la radioterapia intraoperatoria.
- Centratura radioguidata: Quando il tumore è ancora molto piccolo e non palpabile, affinché possa essere asportato con successo è necessario che sia ‘centrato’, vale a dire reso identificabile mediante iniezione di una sostanza a base di carbone vegetale.
- Radioterapia intraoperatoria: Con la radioterapia intraoperatoria la mammella viene irradiata durante l’intervento chirurgico. Si deve tenere presente che la chirurgia conservativa è possibile nei tumori in stadio iniziale, ma presuppone l’irradiazione esterna della mammella per eliminare eventuali cellule tumorali residue. Questa modalità di trattamento è ormai consolidata da oltre quarant’anni di esperienza.
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