Esame Istologico Gemelli: Cosa Rivela

L'esame istologico è uno strumento diagnostico fondamentale che permette di analizzare tessuti prelevati tramite biopsia per identificare anomalie cellulari, infezioni o altre condizioni patologiche. In particolare, l'esame istologico eseguito presso il Policlinico Gemelli di Roma offre un'ampia gamma di applicazioni, dalla diagnosi di malattie del fegato all'individuazione di tumori e anomalie genetiche.

Biopsia Epatica: Un Esame Chiave per la Salute del Fegato

La biopsia epatica è un esame prescritto per la diagnosi e la caratterizzazione di malattie del fegato e consiste nel prelievo di tessuto epatico da sottoporre ad analisi istologiche e di laboratorio. Grazie alla biopsia epatica, è possibile diagnosticare o confermare il sospetto di alterazioni e patologie che colpiscono il fegato: da quelle congenite a quelle acquisite, come le epatiti e i tumori. Lo studio in laboratorio delle cellule prelevate con la biopsia consente di valutare lo stadio della malattia e fornire importanti informazioni sul trattamento più indicato.

Nell’ambito delle patologie croniche del fegato (steatosi, fibrosi e cirrosi epatica) la biopsia epatica non è più un esame di routine per il follow-up, essendo stata sostituita da tecniche di imaging radiologico (ecografia, fibroscan, TC, risonanza magnetica) meno invasive e con ottime capacità diagnostiche. La prescrizione della biopsia è quindi di norma discussa in ambito specialistico, con esperti di malattie del fegato.

Biopsia Epatica Transgiugulare

La biopsia epatica transgiugulare è un tipo di esame eseguito di rado, quando cioè le condizioni del paziente non permettono una normale biopsia epatica, per esempio per la presenza di ascite, ossia di liquido che si accumula nella cavità addominale. L’esame consiste nell’inserire un catetere nella vena giugulare interna del collo facendolo scendere, sotto guida radiologica, in una vena del fegato. Qui, grazie a un ago estremamente sottile, viene prelevato un campione di tessuto epatico da sottoporre a esame istologico. Si tratta di un esame tecnicamente complesso, che deve essere eseguito in ambiente ospedaliero da parte di reparti di radiologia interventistica con un’esperienza specifica e una casistica adeguata.

Biopsia Epatica Percutanea

Durante la biopsia epatica percutanea, il paziente viene fatto distendere supino e il medico disinfetta la parte superiore destra dell’addome e parte del torace. Inoltre, per evitare che il paziente avverta dolore, effettua un’anestesia locale. Successivamente, per prelevare un campione di tessuto epatico inserisce un apposito ago molto sottile. La manovra dura pochi secondi e viene eseguita sotto la guida dell'ecografia, che permette di visualizzare con precisione l’area attraversata dall’ago. Nel caso in cui il paziente sia particolarmente agitato può essere necessaria una sedazione leggera.

Informazioni Utili Sulla Biopsia Epatica

  • Chi può fare l’esame? L'esame non può essere eseguito se il paziente ha gravi disturbi della coagulazione del sangue o assume farmaci che potrebbero provocare un sanguinamento. Sarà il medico specialista a richiedere tutti gli accertamenti necessari a escludere la presenza di condizioni che possano rendere la biopsia rischiosa.
  • Quanto dura? La durata complessiva dell'intera procedura è di circa 20 minuti, anche se il prelievo vero e proprio richiede solo qualche secondo.
  • Preparazione all’esame: Prima di sottoporsi all'esame è necessario essere a digiuno da 6-8 ore. È necessario farsi accompagnare; la guida è fortemente sconsigliata dopo la biopsia.
  • La biopsia epatica è dolorosa? Si può avvertire una sensazione dolorosa al momento della puntura. L'area può rimanere indolenzita per un po' di tempo dopo la fine dell’esame.

Le complicanze sono molto più rare di un tempo grazie al supporto dell'ecografia durante l’esecuzione dell’esame e all’impiego di nuovi aghi più sottili e meno traumatici. La complicanza più frequente è il sanguinamento. Per tale ragione la biopsia va eseguita in regime di ricovero o di day hospital in ambiente ospedaliero, in modo da poter fornire il supporto necessario in caso di necessità (per esempio trasfusioni).

Terminata l'indagine, il paziente viene trattenuto in osservazione per almeno 3-4 ore, sdraiato a letto, avendo cura di comprimere con una borsa del ghiaccio l'area in cui è stata eseguita la biopsia. Prima della dimissione dall’ospedale vengono di solito eseguiti esami del sangue di controllo e valutati i parametri vitali. Per le 24 ore successive alla biopsia è consigliabile rimanere a riposo, evitando di fare sforzi fisici.

Diagnosi di Tumori Polmonari con Broncoscopia Robotica

Il Policlinico Gemelli utilizza tecnologie avanzate per la diagnosi di noduli polmonari, grazie alla broncoscopia robotica con sistema Ion Endoluminal System. Questo sistema permette di effettuare biopsie polmonari minimamente invasive di lesioni nodulari periferiche, anche di piccole dimensioni e in sedi difficili da raggiungere. La procedura viene effettuata in anestesia generale e ha un tasso di complicanze molto basso.

“Un valore aggiunto all’acquisizione del sistema Ion al Gemelli - spiega il professor Trisolini - è il fatto di avere a disposizione una sala ibrida, dove è possibile effettuare la procedura di broncoscopia robotica in concomitanza con un sistema TAC di imaging avanzato (cone beam CT). È questo il vero punto di svolta. In questo modo possiamo studiare e diagnosticare tutti i noduli, indipendentemente dalle dimensioni, dalla posizione e dal pattern di crescita del nodulo rispetto al bronco (cioè se si sviluppa all’interno del bronco o al suo esterno). Con le metodiche tradizionali di broncoscopia è possibile diagnosticare affidabilmente solo i noduli che crescono all’interno dei bronchi, ma non le lesioni peribronchiali."

Innovazioni nella Diagnosi del Carcinoma Vescicale

La diagnosi del carcinoma della vescica si avvale di diverse tecniche, tra cui la cistoscopia, la citologia urinaria e la biopsia. Il Policlinico Gemelli adotta approcci innovativi per migliorare la precisione diagnostica e ridurre l'invasività degli esami.

Cistoscopia con Narrow Band Imaging (NBI)

La cistoscopia NBI è una tecnologia che migliora la visibilità dei vasi sanguigni e delle strutture sulla mucosa vescicale, facilitando l'individuazione di lesioni tumorali apparentemente invisibili alla luce bianca. Tale metodo fornisce un sostanziale miglioramento alla gestione della neoplasia vescicale non muscolo-invasiva, e può essere d’ausilio successivamente soprattutto durante la resezione endoscopica del tumore della vescica grazie alla migliore definizione dei margini delle lesioni neoplastiche rispetto alla mucosa vescicale normale circostante, diminuendo il tasso di neoplasia residua e quindi di recidive precoci.

Diagnosi Molecolare con Bladder EpiCheck

Bladder EpiCheck è un test non invasivo che si basa sull’analisi di specifiche modificazioni molecolari associate alla patologia, valutando il profilo di metilazione del DNA, con una sensibilità del 91% nei confronti dei tumori ad alto grado. Di particolare rilievo è il valore predittivo negativo (NPV) evidenziato da Bladder EpiCheck nel monitoraggio della malattia in pazienti affetti da tumori ad alto grado.

FISH Interfasica Quantitativa delle Cellule Uroteliali

Il metodo FISH di analisi utilizza una sonda molecolare marcata con sostanze fluorescenti in grado di rilevare l’aumento l’aumento del numero di copie dei cromosomi 3, 7, 17 e, talvolta (solitamente nelle forme meno invasive), alla sola perdita totale del cromosoma 9. Tale metodica è applicabile anche su tessuto, ovvero su materiale bioptico e pezzi chirurgici.

Quando prescrivere la FISH interfasica quantitativa delle cellule uroteliali?

  1. Come esame di secondo livello nelle atipie lievi-moderate al fine di evitare inutili cistoscopie esplorative.

Biopsia per la Caratterizzazione dei Tumori al Seno

Nel caso dei tumori al seno, la biopsia è fondamentale per determinare il "nome e cognome" del tumore, con un'accuratezza vicina al 100%. La biopsia indica se il tumore è duttale o lobulare, in situ o invasivo, e fornisce informazioni sull'aggressività del tumore attraverso il grado istologico (G1, G2 o G3) e l’indice di proliferazione cellulare Ki67.

Inoltre, la biopsia permette di identificare la presenza o l’assenza di alcune proteine, come i recettori per gli estrogeni e/o il progesterone (HR+) e i recettori di tipo 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2), che sono fondamentali per stabilire il percorso terapeutico.

È sempre importante ripetere la biopsia in caso di recidiva o tumore metastatico, poiché le caratteristiche biologiche possono cambiare nel tempo. La discussione multidisciplinare comincia proprio quando arriva l’esito della biopsia, che permette anche di stabilire se sono necessari ulteriori esami.

Centro Sarcomi del Policlinico Gemelli

Il Centro Sarcomi del Policlinico Gemelli offre un percorso dedicato ai pazienti con sarcomi retroperitoneali. La chirurgia dei sarcomi retroperitoneali richiede competenze multiple e un approccio multidisciplinare, con la partecipazione di chirurghi oncologi, vascolari, anatomo-patologi, radiologi, radioterapisti e chirurghi plastici. La scelta del tipo di intervento deve essere frutto di una discussione collegiale durante un tumor board.

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