L'esame istologico è un'analisi condotta al microscopio di campioni di tessuti organici prelevati tramite biopsia, per individuare dei segni e delle alterazioni indici di malattia. Si tratta di un test di laboratorio fondamentale per esempio per la diagnosi di tumore, che sia maligno o benigno, ma anche di epatiti (infiammazioni del fegato), di nefriti (infiammazioni del rene), di infezioni dei linfonodi e di diverse malattie della pelle.
Il materiale sottoposto a esame istologico è costituito da frammenti di tessuti o da organi, o loro parti, asportati attraverso un intervento chirurgico. Per eseguire un esame istologico serve una minima parte di tessuto da analizzare. La biopsia è il prelievo di quella minima parte di tessuto che serve per fare l’esame istologico.
Come si esegue l’esame istologico?
L'esame istologico impone dei tempi minimi standard per ottenere il prodotto finale (vetrino istologico) e può essere necessario ricorrere a tecniche di immunoistochimica o di biologia molecolare per giungere alla diagnosi definitiva o per integrare la stessa al fine di fornire tutti i parametri necessari per la cura della patologia.
L'esame istologico, tecnicamente parlando, è una valutazione microscopica delle caratteristiche morfologiche di un frammento di tessuto adeguatamente asportato. Normalmente, i frammenti di tessuto vengono dapprima "fissati" (per evitare la decomposizione) in apposite soluzioni (formaldeide tamponata al 10%, alcool, ecc.), disidratati (xilolo), inclusi in paraffina (per renderli consistenti e adatti al taglio) e tagliati in sezioni di pochi µm di spessore, mediante un apposito strumento, detto microtomo.
Le fasi principali dell'esame istologico sono:
- Inclusione: fase in cui il campione precedentemente privato della componente acquosa, viene incorporato ad altro materiale più saldo ma inerte. La procedura standard prevede l’uso della formalina, che ha lo scopo di stabilizzare i campioni biologici sezionati, e la conservazione permanente in paraffina liquida.
- Sezionamento: è questa la parte più importante dell’intero esame. Consiste nel sezionare il materiale biologico precedentemente trattato in “fette” sottilissime che possano essere osservate anche in controluce. Il sezionamento permette di visionare dettagli minuti della struttura cellulare ingranditi al microscopio ottico o elettronico, e si ottiene attraverso strumenti detti microtomi, in grado di “affettare” il campione in strisce estremamente sottili (nell’ordine di micron-μm) e con un grado di spessore che varia a seconda del tipo di campione e all’esame da effettuare.
- Colorazione: altro passaggio fondamentale per evidenziare tessuti che, per natura, sono pressoché trasparenti e omogenei. I coloranti usati in questa fase dell’esame istopatologico variano a seconda del tipo di campione e al suo pH.
Esame Istologico Estemporaneo
Un ultimo tipo di biopsia è la biopsia perioperatoria, che viene eseguita in sala operatoria mentre si esegue un intervento per capire la natura del tessuto che si sta operando e capire come proseguire. In questo caso si parla di esame istologico estemporaneo.
In genere si richiede questa urgenza in caso di sospetto tumore rilevato in sede di intervento chirurgico oppure per stabilire l’estensione delle massa e stabilire fino a dopo andare ad incidere e rimuovere. L’esame istologico estemporaneo è un test rapido, dove il campione viene sottoposto a congelamento, sezionato e subito analizzato per definire la tipologia di lesione. Non ha dunque la stessa attendibilità dell’istologico standard, eseguito con le tecniche e i tempi che abbiamo visto, ma consente una prima valutazione che permette all’equipe di decidere seduta stante come procedere con l’intervento che stanno eseguendo.
La consulenza intraoperatoria, comunemente detta "estemporanea" è un esame in urgenza e come tale deve essere richiesto solo se il risultato incide sull'intervento chirurgico e se il quesito non può essere risolto preventivamente all'intervento. La consulenza intraoperatoria può essere richiesta per definire la natura di un tessuto patologico, l'estensione di una lesione, la stadiazione di un tumore, l'adeguatezza della exeresi, etc.
Il tessuto da esaminare deve essere inviato "fresco" ossia non fissato in formalina. Per rispondere ai quesiti posti dal chirurgo il patologo si può avvalere dell'esame macroscopico del materiale asportato, integrato dalla esecuzione di sezioni istologiche al criostato di tecniche citologiche, immunoistochimiche o molecolari se necessarie e validate.
Differenza tra Esame Istologico Estemporaneo e Definitivo
La diversa tempistica di esecuzione dell'esame comporta differenze importanti sia per quanto riguarda “i tempi e i relativi costi della sala operatoria” che per quanto riguarda la “compliance dei pazienti”.
Per quanto possibile l'esame intraoperatorio non deve compromettere la "diagnosi definitiva" che sarà effettuata sullo stesso tessuto o sul tessuto residuo dopo le procedure standard di fissazione e inclusione in paraffina.
Esame Citologico
L’esame citologico, invece, si basa sul prelievo di campioni cellulari, non di tessuti, attraverso diverse tecniche. L’obiettivo, anche in questo caso, è verificare la presenza di una crescita cellulare anomala, ma senza eseguire nessuna biopsia o resezione.
L'esame citologico e l'esame istologico si differenziano principalmente per il tipo di campione analizzato e l'obiettivo diagnostico. L'esame istologico prevede l'analisi di un frammento di tessuto, permettendo una valutazione dettagliata dell'architettura cellulare e della disposizione delle cellule all'interno del tessuto stesso.
Al contrario, l'esame citologico si basa sullo studio di singole cellule o gruppi di cellule prelevate mediante agoaspirato, scraping o lavaggio di cavità corporee, e si utilizza principalmente per indagini rapide e di screening, come nel caso del Pap-test.
L'esame citologico è volto alla definizione della natura delle cellule prelevate a scopo di diagnosi e cura. Il materiale sottoposto a esame citologico è costituito da cellule esfoliate, agoaspirate o asportate per abrasione da tessuti di organi o cavità.
Un esempio di esame citologico eseguito utilizzando questo strumento è il Pap Test.
Biopsia
Esistono diverse tipologie di biopsia:
- La biopsia punch, che si esegue sulla cute tramite piccoli bisturi, per esempio nel caso di nei o macchie sospette della palle.
- La biopsia con ago aspirato che viene introdotto nella zona da prelevare sotto controllo di ecografia, o TAC o raggi X. Si usa normalmente per prelevare dei noduli al seno o per asportare del tessuto dal midollo osseo.
- La biopsia di escissione (asportazione), è invece un intervento chirurgico, necessario quando serve prelevare una porzione più consistente per la quale non è possibile usare un’altra tecnica.
Complicanze della Biopsia
Come ogni procedura medica, la biopsia può comportare alcune complicanze, ma è rarissimo che siano gravi. Tra gli effetti collaterali più comuni vi sono il dolore locale e la formazione di ematomi nella zona del prelievo. In alcuni casi, possono verificarsi infezioni, che richiedono trattamento antibiotico.
Ruolo dell'Anatomo Patologo
L'anatomo patologo è lo specialista medico clinico deputato alla diagnosi di malattia su cellule e tessuti. Il ruolo dell'Anatomo Patologo è centrale nel percorso diagnostico terapeutico in quanto finalizza con un atto medico, cioè la diagnosi, una sequenza di procedure di tipo tecnico cognitivo deputate all'esame di organi o campioni di organi (cellule e/o tessuti).
L'attività diagnostica dell'anatomo patologo si esplica in tutti i campi della patologia. In campo oncologico definisce la natura della lesione, identifica fattori prognostici e predittivi di risposta terapeutica, utilizzando tecniche di immuno-fenotipizzazione e molecolari, e fornisce di conseguenza gli elementi fondamentali e indispensabili per una scelta terapeutica mirata.
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