Esame Istologico del Feto: Quando si Fa e Cosa Rivelare

L'esame istologico è uno strumento diagnostico fondamentale che permette un'analisi accurata dei tessuti per individuare le cause di eventuali complicanze durante la gravidanza o al momento del parto.

Cos'è l'Esame Istologico?

L'istologia è la branca della medicina che studia i tessuti e le loro anomalie per diagnosticare eventuali malattie. L'esame istologico, detto anche istopatologico, è un'analisi condotta al microscopio di campioni di tessuti organici prelevati tramite biopsia, per individuare segni e alterazioni indici di malattia.

Questo test di laboratorio è fondamentale per la diagnosi di tumori (maligni o benigni), epatiti, nefriti, infezioni dei linfonodi e diverse malattie della pelle.

A differenza dell'esame citologico, che si concentra sullo studio delle cellule e delle loro mutazioni genetiche, l'esame istologico esamina frammenti di tessuto per valutarne la struttura.

Quando Richiedere l'Esame Istologico della Placenta

L'esame istologico della placenta è sempre più richiesto dopo il parto e può essere richiesto per svariati motivi. L'analisi macro e microscopica della placenta permette di chiarire il processo patologico che ha comportato una complicanza al parto. Le informazioni che se ne traggono possono poi essere utili anche per gestire le future gravidanze.

All'interno della placenta è contenuta tutta una serie di informazioni, in particolare di tipo vascolare, in grado di rivelare condizioni materne che possono determinare un alterato flusso di sangue. Questa condizione, oltre a rivelare un danno al feto, può dare importanti indicazioni anche sulle patologie pre parto e intrapartum che possono comportare danni più o meno estesi a livello neurologico nel nascituro, come per esempio l'ictus perinatale.

La placenta è l'unico organo in condivisione tra due individui, si forma nell'utero ed è responsabile del nutrimento, della protezione e della crescita del feto. È in comune tra la mamma e il bambino: una sua parte ha origini materne (endometrio uterino modificato o decidua), mentre la rimanente ha origini fetali (villi coriali).

La placenta fornisce ossigeno e sostanze nutritive al feto grazie al continuo apporto di sangue materno ossigenato e, allo stesso tempo, depura il sangue fetale dalle tossine e dalle sostanze di scarto. Produce inoltre gli ormoni fondamentali per mantenere la gravidanza e per proteggere il bambino dal sistema immunitario materno.

Condizioni che Possono Richiedere l'Esame

  • Complicanze della gravidanza: prematurità (prima di 2 settimane del termine), postmaturità (oltre 42 settimane), oligoidramnios, polidramnios.

Come si Esegue l'Esame Istologico?

L'esame istologico segue diverse fasi cruciali:

  1. Inclusione: Il campione, privato dell'acqua, viene incorporato in un materiale solido come la paraffina liquida. La procedura standard prevede l’uso della formalina, che ha lo scopo di stabilizzare i campioni biologici sezionati, e la conservazione permanente in paraffina liquida.
  2. Sezionamento: Il materiale biologico viene sezionato in "fette" sottilissime per essere osservato al microscopio. Il sezionamento permette di visionare dettagli minuti della struttura cellulare ingranditi al microscopio ottico o elettronico, e si ottiene attraverso strumenti detti microtomi, in grado di “affettare” il campione in strisce estremamente sottili (nell’ordine di micron-μm) e con un grado di spessore che varia a seconda del tipo di campione e all’esame da effettuare.
  3. Colorazione: Questo passaggio fondamentale evidenzia tessuti che, per natura, sono trasparenti e omogenei. I coloranti usati variano a seconda del tipo di campione e del suo pH.

Come Conservare la Placenta per l'Esame

Come riporta una pubblicazione dell'ospedale San Marino di Genova, per la conservazione a fresco, l'intera placenta subito dopo il parto deve essere riposta, senza liquidi di fissazione, in un contenitore chiuso e pulito, contrassegnato con il nome e cognome della paziente e la data del parto. La placenta deve essere inviata nel minor tempo possibile al laboratorio.

Nei casi in cui per validi motivi sia impossibile inviare subito dopo il parto la placenta, va conservata in frigorifero a 4°-6°C, ove può stare senza sensibile danno per 1-2 giorni.

Per la procedura di fissazione della placenta, invece, l'organo, quando debba essere esaminato, deve essere riposto subito dopo il parto in un contenitore rigido ampio e di base non inferiore a 30 cm di diametro, con una adeguata quantità di liquido di fissazione (almeno 3 litri). Il fissativo di eccellenza è la formalina tamponata al 10%. I contenitori vanno contrassegnati secondo le procedure riportate nel punto 1) ed inviati al laboratorio.

Sarà il ginecologo o il medico specialista a valutare il caso e a suggerire quando e come effettuare l'esame istologico della placenta.

Esame Istologico Dopo un Aborto Spontaneo

Dopo un aborto spontaneo e conseguente raschiamento, l'esame istologico del materiale residuo non fornisce sempre informazioni che permettano di capire perché la gravidanza si è interrotta. Le cause sono molteplici, ma per la maggioranza non si riesce ad identificare una causa specifica.

Interpretazione dei Risultati

La presenza di villi coriali idropici correla frequentemente con i casi di morte embrionale precoce (prima delle 6 settimane gestazionali), quando i villi non sono ancora ben vascolarizzati. La degenerazione dei villi assume successivamente un aspetto sclerotico (fibrosi dei villi, obliterazione vascolare) con calcificazioni della membrana basale del trofoblasto.

La presenza di invaginazioni ed edema dei villi (=irregolarità del contorno dei villi), o di pseudoinclusioni nel trofoblasto può correlare con la possibilità di anomalie cromosomiche. La trisomia 21 non si accompagna solitamente ad alterazioni placentari caratteristiche.

Differenza tra Esame Istologico e Citologico

L'esame istologico e l'esame citologico si differenziano principalmente per il tipo di campione analizzato e l'obiettivo diagnostico. L'esame istologico prevede l'analisi di un frammento di tessuto, permettendo una valutazione dettagliata dell'architettura cellulare e della disposizione delle cellule all'interno del tessuto stesso.

Al contrario, l'esame citologico si basa sullo studio di singole cellule o gruppi di cellule prelevate mediante agoaspirato, scraping o lavaggio di cavità corporee, e si utilizza principalmente per indagini rapide e di screening, come nel caso del Pap-test.

Biopsia: Come Viene Eseguita

Per eseguire un esame istologico serve una minima parte di tessuto da analizzare. La biopsia è il prelievo di quella minima parte di tessuto che serve per fare l’esame istologico.

  • Biopsia punch: Si esegue sulla cute tramite piccoli bisturi, per esempio nel caso di nei o macchie sospette della palle.
  • Biopsia con ago aspirato: Che viene introdotto nella zona da prelevare sotto controllo di ecografia, o TAC o raggi X. Si usa normalmente per prelevare dei noduli al seno o per asportare del tessuto dal midollo osseo.
  • Biopsia di escissione (asportazione): È invece un intervento chirurgico, necessario quando serve prelevare una porzione più consistente per la quale non è possibile usare un’altra tecnica.

Biopsia Perioperatoria

Infine, un ultimo tipo di biopsia è la biopsia perioperatoria, che viene eseguita in sala operatoria mentre si esegue un intervento per capire la natura del tessuto che si sta operando e capire come proseguire. In questo caso si parla di esame istologico estemporaneo.

In genere si richiede questa urgenza in caso di sospetto tumore rilevato in sede di intervento chirurgico oppure per stabilire l’estensione delle massa e stabilire fino a dopo andare ad incidere e rimuovere.

L’esame istologico estemporaneo è un test rapido, dove il campione viene sottoposto a congelamento, sezionato e subito analizzato per definire la tipologia di lesione. Non ha dunque la stessa attendibilità dell’istologico standard, eseguito con le tecniche e i tempi che abbiamo visto, ma consente una prima valutazione che permette all’equipe di decidere seduta stante come procedere con l’intervento che stanno eseguendo.

Tempi di Attesa per i Risultati

Se l'esame istologico risulta positivo il paziente viene chiamato a ritirarlo con precedenza rispetto ad altri casi meno urgenti, e possono bastare da pochi giorni ad una settimana.

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