Esame Urine: Flora Batterica, Significato e Implicazioni Cliniche

La presenza di numerosi batteri nelle urine (batteriuria) è una condizione che rappresenta un probabile segnale di infezioni urinarie in corso. La batteriuria si identifica come la presenza di batteri nelle urine. La batteriuria è la presenza di significative quantità di batteri nelle urine (oltre 100.000 per millilitro).

Le urine sono normalmente un liquido biologico sterile, il che significa che la presenza di batteri al loro interno indica una probabile infezione a carico dell’apparato urinario. I batteri possono essere individuati nelle urine, durante l'esame del sedimento o mediante urinocoltura, qualora sia in atto un'infezione del tratto urinario (uretra, vescica urinaria, pelvi renale o rene) o dell'apparato genitale.

Che cos’è la batteriuria nelle urine?

Il termine batteriuria si riferisce ad una concentrazione di batteri nelle urine superiore al valore soglia di 100.000 batteri per millilitro di urina.

Quali sono le cause della batteriuria?

La colonizzazione solitamente avviene per la migrazione dei batteri da un’area esterna alla vescica, come per esempio l’ano o la vagina. La recettività alla colonizzazione batterica delle cellule dell’epitelio vaginale è la prima delle possibili cause ascendenti di infezioni vie urinarie. Un’infezione subclinica della prostata è associata nell’uomo ad una maggior incidenza di infezione delle vie urinarie.

Il ristagno delle urine è infatti frequente nelle donne in stato di gravidanza, a causa delle temporanee modifiche anatomiche che portano ad una compressione della vescica. Se non curata con antibiotici, la batteriuria si associa a un maggior rischio di pielonefrite.

Diagnosi: L'Urinocoltura

L'Urinocoltura è un esame finalizzato alla ricerca di particolari agenti patogeni riscontrabili nelle urine. Normalmente, le urine sono sterili: soltanto una flora batterica con poche colonie colonizza la parte terminale dell'uretra maschile; mentre è usualmente assente in quella femminile, vista la sua brevità.

La presenza dei batteri nelle urine viene riscontrata con la loro ricerca tramite urinocoltura. Quest'analisi viene prescritta quando nelle urine si ritrovano globuli bianchi e il medico ha motivo di pensare che sia in atto un'infezione batterica alle vie urinarie, come, per esempio, una cistite. Se la coltura è positiva, viene eseguito un antibiogramma per guidare il medico nella scelta della terapia antibiotica. L'urinocoltura dovrebbe essere effettuata su due campioni di urine successivi. Per poter effettuare questo esame, è necessario interrompere eventuali cure con antibiotici almeno sette giorni prima. Il campione così raccolto deve essere consegnato al laboratorio entro un'ora o va conservato in frigorifero fino a un massimo di 12 ore.

Come eseguire correttamente l'urinocoltura

L’urinocoltura è un esame microbiologico che si esegue su un campione di urina e richiede molte attenzioni nella raccolta e nel trasporto. Il metodo consiste nel raccogliere il getto intermedio di urina, scartando la prima parte che risulta contaminata dai microbi che si trovano normalmente sui genitali esterni e sullo sbocco dell’uretra. La raccolta delle urine deve avvenire il mattino stesso della consegna del campione. Anche uno scrupoloso lavaggio prima della raccolta, pur essendo raccomandabile, non evita la possibilità di contaminazione. Per ovviare a questi problemi, la soluzione più radicale può essere il ricorso alla raccolta del campione attraverso il cateterismo.

I risultati dell'esame colturale, vanno sempre valutati da un medico specialista, unitamente ai risultati dell'analisi dell'urina completa. I risultati dell'esame colturale devono essere valutati, insieme ai risultati dell'analisi dell'urina completa, dal medico di base, che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.

Interpretazione dei risultati dell'urinocoltura

Un'urinocoltura in cui vi sia una carica batterica che vada da 10.000 a 100.000 UFC/ml viene considerata dubbia e normalmente non si ha la necessità di ricorrere a terapie particolari. Un'urinocoltura in cui vi siano da 10.000 a 100.000 UFC/ml viene considerata dubbia, mentre l'esame risulta positivo quando sono presenti più di 100.000 UFC/ml. Nelle persone con il catetere, qualsiasi carica è considerata degna di nota, poiché questo dispositivo facilita l'ingresso dei batteri e l'insorgenza delle infezioni. Anche nel caso vengano riscontrati agenti batterici nelle urine prelevate a livello della vescica (per via percutanea mediante ago sterile), si considera positivo anche il campione che presenta una concentrazione batterica inferiore.

Ecco una possibile interpretazione dei risultati:

  • Negativo: non è stata individuata la presenza di batteri nelle urine cioè con meno di 100.000 UFC/ml di urina (Unità Formanti Colonie, cioè batteri).
  • Positivo: il numero di batteri è uguale o superiore a 100.000 UFC/ml (Unità Formanti Colonie).
  • Inquinato: viene segnalata la presenza di batteri, ma in una quantità inferiore a 50.000 UFC/ml.

Una coltura che non mostra alcuna crescita dopo 24-48 ore indica assenza di infezione.

Fattori che influenzano l'esito dell'urinocoltura

Spesso i risultati degli esami colturali sono inficiati dalla non corretta esecuzione della procedura. Un altro fattore che riduce l’attendibilità del campione è il tempo eccessivo che intercorre tra la raccolta del campione e l’allestimento della coltura in laboratorio. Altro fattore critico per l’esito dell’urinocoltura, è il tempo che intercorre tra la raccolta del campione e l'allestimento della coltura in laboratorio.

Quando e perché trattare la batteriuria?

In caso di batteriuria asintomatica non c’è normalmente da preoccuparsi. Se ritenuto necessario dal medico, può essere prescritta una terapia antibiotica; è importante che questa venga assunta in modo corretto per limitare il rischio di evoluzione di ceppi batterici resistenti agli antibiotici.

Trattamento e prevenzione

Il trattamento della batteriuria prevede l’assunzione di antibiotici se prescritti dal medico curante, in associazione ad una corretta idratazione necessaria per “ripulire” le vie urinarie. Le elevate concentrazioni di antibiotico raggiunte in tale distretto per l’eliminazione di alcuni prodotti unicamente per via urinaria, giustificano la possibilità di eseguire con alcuni tipi di antimicrobici una terapia estremamente breve o addirittura una singola somministrazione nelle cistiti semplici (one-shot): è il caso dei fluorochinolonici di seconda generazione.

Il D-mannosio è uno zucchero semplice estratto dal legno di larice o betulla che viene riassorbito otto volte più lentamente del normale glucosio e una buona parte viene filtrato dai reni e poi espulso con le urine, dove sembra possedere la proprietà di "attaccarsi" all' Escherichia Coli, formando un’entità che viene eliminata più facilmente durante la minzione. L’Uva ursina è una pianta tradizionalmente impiegata in naturopatia nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie. Vengono usati fermenti lattici e probiotici.

Considerazioni aggiuntive

Va considerato che i sintomi legati ad un alto livello di germi patogeni, presenti nelle urine, possono essere aspecifici e riferibili ad un gran numero di disturbi e patologie. I sintomi associati a un alto livello di batteri nelle urine possono essere aspecifici e comuni a un gran numero di disturbi e/o patologie. I sintomi associati alle infezioni urinarie differiscono a seconda dell'età. Nelle età successive, i sintomi si localizzano all'apparato urinario. La febbre, quando presente, è generalmente espressione di un coinvolgimento delle vie urinarie superiori (bacinetto urinario e uretere) e del rene.

In caso di condizioni predisponenti è bene rivolgersi al medico che effettuerà come da routine la raccolta dei dati anamnestici e l’esame obiettivo. A completamento, sono utili anche esami del sangue che valutano lo stato di infiammazione globale (emocromo con formula leucocitaria, VES, PCR, procalcitonina, elettroforesi sieroproteica), la funzionalità renale (creatinina, azotemia, elettroliti) ed eventualmente anche le condizioni di salute generale e i fattori di rischio (es.

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