La diagnosi precoce è la chiave per il successo dei trattamenti e per la cura di molti tumori, e quello polmonare non fa eccezione. In questo contesto, la ricerca di metodi di screening efficaci e poco invasivi è fondamentale.
L'importanza della diagnosi precoce
Attualmente, la malattia ha un tasso di sopravvivenza a 5 anni calcolata al 54%, se è agli esordi e ancora localizzata. Ma la guaribilità è direttamente proporzionale alla precocità della diagnosi, può andare ben oltre questa soglia e arrivare fino all’80%.
Un nuovo studio italiano sui microRNA
Può un semplice prelievo di sangue predire, anche con due anni di anticipo, l’insorgenza di un tumore del polmone? Sì, secondo uno studio tutto italiano pubblicato sul Journal of Clinical Oncology: a dimostrazione che nella lotta al cancro, nonostante i pochi fondi, il Belpaese è in prima fila. Il risultato, benché confortante, è però ancora lontano dall’applicazione clinica, ma il solco è ormai tracciato.
Dettagli dello studio
L’indagine è stata svolta su campioni di sangue raccolti da 939 forti fumatori: di questi 870 non presentavano la malattia, mentre 69 erano già malati. Nell’analisi longitudinale nei campioni di plasma, il test si è dimostrato in grado di identificare il tumore fino a due anni prima della diagnosi ottenuta con la tac spirale. Il test dei microRna ha dimostrato una sensibilità dell’87%.
L’alta specificità del test ha ridotto notevolmente il numero dei falsi positivi individuati dalla tac che aveva identificato noduli sospetti in forti fumatori, rivelatisi poi non malati di cancro polmonare. Oltre a questo, il test dei microRna, effettuato su un semplice campione di sangue, ha mostrato affidabilità a prescindere dallo stadio della neoplasia incrociata e dall’intervallo di tempo occorso tra l’analisi molecolare e l’identificazione del tumore per mezzo della tac.
Cosa sono i microRNA?
Cosa sono queste molecole, scoperte non da molto, che da sole riuscirebbero ad accendere la luce nella mente di pneumologi e oncologi alle prese con un prossimo malato di tumore? Si tratta di particolari Rna in grado di modulare l’espressione genica. L’espressione nei tumori risulta alterata: spesso per difetto. La loro efficacia nella diagnosi precoce è molto dibattuta, negli ultimi anni. Diversi riscontri positivi sono giunti anche da studi riguardanti tumori al pancreas, al seno, al colon-retto, linfomi.
Il test dei microRNA: un'alternativa alla TAC spirale?
La svolta oggi viene dalla conferma che il test dei miRNA (micro RNA), marker tumorali genetici rilevabili attraverso un semplice esame del sangue, è uno strumento di screening efficace e applicabile su larga scala a tutti i forti fumatori o ex fumatori. Il test miRNA presenta pertanto tutte le caratteristiche per entrare nella pratica clinica come screening per il tumore polmonare a livello di sanità pubblica, perché è semplice da effettuare e ha costi limitati.
Va sottolineato che l’unico esame per la diagnosi precoce del tumore polmonare in grado di ridurre la mortalità rimane la tac a basse dosi. Tuttavia uno screening su larga scala con questo tipo di TAC sarebbe molto costoso e nessun sistema sanitario potrebbe permetterselo. Il problema si può superare definendo meglio il target di chi deve sottoporsi all’esame. Noi ci siamo riusciti validando il test miRNA. Questo ultimo studio conferma l’impegno dello IEO nella diagnosi precoce del tumore del polmone come strumento per ridurre la mortalità, iniziato già 15 anni fa.
Un esame non rimpiazza l’altro se, per dirla con le parole di Ugo Pastorino, direttore dell’unità operativa di chirurgica toracica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, «la riduzione dei falsi positivi ottenuta combinando i risultati del test dei microRna e della Tac spirale può portare alla riduzione dei costi e dei rischi associati alle ripetute indagini radiologiche e alle altre metodologie diagnostiche, più invasive per il paziente».
Come funziona il miR-Test
“Il miR-Test si basa sull'analisi delle quantità di 19 differenti molecole di microRNA usando meno di 2ml di sangue. La tecnologia che utilizziamo si basa sulla PCR (Polymerase Chain Reaction), che è una tecnica ormai diffusa negli ospedali. Questa scelta è stata fatta apposta per facilitare l'eventuale futura applicazione del test in molti centri ospedalieri, senza la necessità di tecnologie complesse. Mentre infatti inizialmente i miRNA verranno analizzati in centri specializzati, per ottemperare ad una serie di normative regolatorie, in prospettiva pensiamo di realizzare la trasferibilità del test sul territorio”.
A chi è rivolto il test?
Nel caso del tumore del polmone non c’è dubbio che il fattore di rischio più importante è il fumo di tabacco e che la diagnosi avviene assai raramente prima dei 50 anni. Per questo motivo i requisiti considerati per l’esame sono di essere o essere stati forti fumatori, di entrambi i sessi, con età superiore a 55 anni. Per “forti fumatori” si intendono persone che abbiano fumato di 30 “pack-year”. Un “pack-year” (letteralmente “anno-pacchetto”) corrisponde al consumo di un pacchetto standard di sigarette (20 sigarette) al giorno per un anno.
Possono sottoporsi all’esame anche gli ex-fumatori con queste caratteristiche che abbiano smesso da meno di 15 anni.
Progetti di ricerca e screening in Italia
Proprio per consolidare i dati, i principali centri per la cura dei tumori hanno da tempo avviato progetti di ricerca per lo studio dello screening a cui si può partecipare gratuitamente su base volontaria. A fine 2021 è stato lanciato il progetto RISP (Rete italiana per lo screening polmonare), finanziato dal Ministero della salute. Il progetto, che coinvolge 19 centri in tutta Italia ed è coordinato dall’Istituto nazionale dei tumori (INT) di Milano, ha come obiettivo strategico di “implementare su tutto il territorio nazionale un programma di screening del tumore polmonare con LDCT, attraverso una rete di centri a elevata competenza clinica multidisciplinare, allo scopo di ottenere una significativa riduzione della mortalità per cancro polmonare nei forti fumatori, attraverso lo screening dei tumori polmonari con TC torace”.
Il reclutamento dei partecipanti al progetto RISP avviene attraverso la collaborazione attiva dei medici di medicina generale, un call center nazionale (800 213 601) e un sito web (www.programmarisp.it) per la registrazione diretta on-line.
Le sfide future
Un aspetto su cui si sta lavorando molto è una maggiore personalizzazione degli esami per la diagnosi precoce. Resta per esempio da definire quale sia l’intervallo ottimale tra una LDCT e la successiva: allungare questo intervallo vuol dire somministrare meno radiazioni ai partecipanti e spendere meno in termini di costi sanitari, ma occorre che gli esami siano sufficientemente ravvicinati per intercettare il tumore quando è ancora in fase iniziale.
Altri approcci diagnostici
Ottenere un identikit del tumore del polmone senza usare né radiazioni né aghi, studiando i fluidi biologici. È l’obiettivo del nuovo progetto di ricerca dell’Istituto Europeo di Oncologia, finanziato con i fondi del 5x1000, per sconfiggere il big killer numero uno fra tutti i tumori.
L’idea originale è di combinare i risultati dell’analisi di respiro, urine e del sangue, per delineare, nei soggetti a rischio, un profilo di rischio individuale di sviluppare il tumore polmonare. Per raggiungere questo obiettivo vogliamo effettuare per la prima volta un‘analisi, sia quantitativa che qualitativa, delle particelle che il tumore produce e rilascia: i composti organici volatili (VOCs) nel respiro e nelle urine, e le proteine nel sangue.
Tabella riassuntiva degli esami diagnostici
| Esame | Descrizione | Obiettivo |
|---|---|---|
| Radiografia del torace (RX) | Esame di imaging che utilizza raggi X per visualizzare le strutture del torace. | Rilevare noduli polmonari sospetti. |
| Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) del torace | Esame di imaging che utilizza raggi X per ottenere immagini dettagliate delle sezioni del torace. | Identificare lesioni anche di piccole dimensioni, distinguere tra lesioni tumorali e altre patologie, valutare il coinvolgimento dei linfonodi. |
| Tomografia a Emissione di Positroni (PET) | Esame di imaging che utilizza uno zucchero radioattivo per rilevare l'attività metabolica delle cellule. | Studiare l'estensione della malattia dentro e fuori dal torace, distinguere tra tumore e tessuto non maligno. |
| Diagnosi istologica e citologica | Prelievo e analisi al microscopio di un campione di tessuto o cellule sospette. | Determinare se una lesione è tumorale o meno, identificare il tipo di tumore (istotipo). |
| Test genomico | Valutazione genetica del tumore a partire da campioni di tessuto tumorale. | Rilevare mutazioni genetiche all'origine del tumore, supportare l'oncologo nelle scelte terapeutiche personalizzate. |
| Biopsia liquida | Analisi di un campione di sangue per identificare marcatori molecolari del tumore. | Identificare alterazioni genomiche e prevedere la risposta del paziente all'immunoterapia. |
| Scintigrafia ossea, TAC o RM dell'encefalo con mezzo di contrasto | Esami di imaging utilizzati per valutare lo stadio clinico della malattia e l'eventuale presenza di metastasi. | Valutare l'estensione della malattia dentro e fuori dal torace. |
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