Esame del Sangue per Rilevare Infezioni: Quali Parametri Monitorare

Gli esami del sangue sono strumenti fondamentali per diagnosticare le infezioni. Questi test forniscono informazioni cruciali sullo stato di salute del paziente, aiutando i medici a identificare la presenza di infezioni e a determinare il trattamento più adeguato.

Gli esami del sangue rappresentano un metodo efficace per individuare infezioni nel corpo. Questi test misurano vari parametri ematici che possono indicare la presenza di un’infezione. I medici utilizzano i risultati per comprendere meglio la natura e la gravità dell’infezione.

Un altro vantaggio degli esami del sangue è la loro capacità di monitorare l’evoluzione dell’infezione nel tempo. Questo è essenziale per valutare l’efficacia del trattamento e apportare eventuali modifiche. Gli esami del sangue sono anche importanti per identificare eventuali complicazioni associate alle infezioni. Ad esempio, possono rilevare segni di infiammazione sistemica o danni agli organi.

Emocromo Completo

L’emocromo completo è uno degli esami del sangue più comuni utilizzati per rilevare le infezioni. Questo test misura vari componenti del sangue, tra cui globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Globuli Bianchi

I globuli bianchi sono una parte fondamentale del sistema immunitario. Quando il corpo rileva un’infezione, produce più globuli bianchi per combatterla. Oltre al conteggio totale dei globuli bianchi, l’emocromo completo analizza anche i diversi tipi di globuli bianchi.

Infine, l’emocromo completo può anche rivelare altre anomalie, come l’anemia, che possono essere associate a infezioni croniche o sistemiche.

VES e PCR

La velocità di eritrosedimentazione (VES) e la proteina C-reattiva (PCR) sono due esami del sangue che misurano l’infiammazione nel corpo.

Velocità di Eritrosedimentazione (VES)

La VES misura la velocità con cui i globuli rossi si depositano in un tubo di prova. Un aumento della VES può indicare un’infezione cronica o una malattia infiammatoria. Occorre precisare che la VES è un indice aspecifico (cioè generico) e deve essere interpretato nel contesto di altre indagini cliniche mirate: risultati elevati indicano spesso la presenza di infiammazione senza indicare al medico esattamente dove è situata l'infiammazione e da cosa è provocata.

Proteina C-Reattiva (PCR)

La PCR è una proteina prodotta dal fegato in risposta all’infiammazione. Livelli elevati di PCR sono spesso associati a infezioni acute, come la polmonite o la sepsi. Entrambi i test, VES e PCR, sono strumenti preziosi per valutare la risposta infiammatoria del corpo a un’infezione.

La proteina C reattiva si riscontra nel sangue delle persone che presentano un processo flogistico di varia origine. La PCR è correlata ad un altro esame usato per valutare uno stato infiammatorio: il test della velocità di sedimentazione dei globuli rossi (VES). A differenza di quest'ultimo parametro, però, la proteina C reattiva aumenta e diminuisce più rapidamente.

Dal punto di vista funzionale, la proteina C reattiva è molto simile alle immunoglobuline di classe G (IgG), sostanze che si attivano per svolgere un'azione di difesa dell'organismo. A differenza di queste, però, la proteina C reattiva non è diretta specificamente contro un determinato antigene.

La PCR viene prodotta principalmente a livello epatico, in risposta a stimoli quali agenti nocivi, microrganismi patogeni e immunocomplessi, ma anche in seguito a traumi.

L'aumento della proteina C reattiva si verifica in caso di malattie reumatologiche, infezioni batteriche e traumi. Di recente, un valore di proteina C reattiva cronicamente elevato è stato correlato a un aumento del rischio cardiovascolare.

In condizioni normali, i livelli della proteina C reattiva nel sangue sono bassi, ma in presenza di un'infezione o di uno stato infiammatorio possono aumentare anche migliaia di volte nel giro di poche ore. In questi casi, la crescita di tale parametro è molto rapida e precede il manifestarsi di sintomi indicativi dell'infiammazione, come febbre o dolore.

Il medico prescrive la misurazione della proteina C reattiva (PCR) nel sangue quando sospetta che il paziente abbia un'infiammazione acuta, come un'infezione batterica o fungina, una patologia autoimmune (es. lupus eritematoso sistemico o vasculiti), una malattia infiammatoria intestinale (es. Dopo aver valutato i risultati, il medico può orientarsi meglio e consigliare altre indagini di approfondimento.

I livelli di proteina C reattiva non sono specifici per la diagnosi di malattia, ma servono a valutarne la gravità e l'evoluzione quando essa è già stata diagnosticata, a prescrivere esami più approfonditi per indagarne le origini o a valutare l'efficacia della terapia adottata.

Nelle persone sane, il valore medio della proteina C reattiva è compreso tra 0,5 mg/l e 10 mg/l, con una variabilità che dipende dall'età e dal sesso del paziente.

Livelli aumentati di proteina C reattiva sono stati riscontrati nel sangue di pazienti affetti da influenza aviaria H7N9. Per quanto rigarda l'influenza H1N1, invece, la PCR risulta significativamente elevata nelle presentazioni più gravi. L'incremento della proteina C reattiva è stato segnalato tra le caratteristiche cliniche dell'infezione da nuovo Coronavirus (COVID-19).

Se i valori della PCR risultano bassi, significa che un disturbo apparentemente associato a un'infiammazione, in realtà non lo è. La causa dei sintomi è, dunque, da ricercarsi altrove.

Per l'analisi della proteina C reattiva, il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue. Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. Inoltre, occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti.

La concentrazione di PCR può essere aumentata negli stadi più avanzati della gravidanza, così come durante la terapia sostitutiva ormonale (es. estrogeni). Condizione di obesità del paziente.

L'infiammazione endoteliale (l'endotelio è un particolare tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni) è uno dei fattori principali che partecipano al processo di aterogenesi. Di conseguenza, elevati livelli basali di proteina C reattiva sono correlati a un maggior rischio di coronaropatie ed infarto miocardico.In uno studio, un livello basale di PRC superiore a 2,4 mg/L è risultato aumentare di due volte il rischio di coronaropatie rispetto a un livello inferiore a 1 mg/L.

Questo vale specialmente nei bambini più piccoli, che tra l’altro sono più a rischio di infezioni batteriche gravi.

In corso di infezioni batteriche invece il livello aumenta nettamente e in poche ore. Lo stesso vale per la PCR, anche se, a differenza della PCT, la PCR può alzarsi sia in corso di infezioni batteriche, sia per altri tipi di infiammazioni.

La differenza principale tra la PCR e altri indicatori è che la PCR risponde più rapidamente a un’infiammazione, rendendola un segnale immediato di infezione o lesione.

Procalcitonina (PCT)

La procalcitonina è un marcatore specifico per le infezioni batteriche. Questo peptide aumenta significativamente in presenza di infezioni batteriche gravi, come la sepsi.

La procalcitonina è prodotta in risposta a stimoli batterici e non aumenta in modo significativo in caso di infezioni virali. Un altro vantaggio della procalcitonina è la sua capacità di riflettere rapidamente i cambiamenti nel carico infettivo.

Infine, la procalcitonina è uno strumento utile per evitare l’uso eccessivo di antibiotici, riducendo il rischio di resistenza batterica. La procalcitonina (PCT) è il precursore della calcitonina e viene utilizzato quale un marcatore biologico di sepsi, shock settico e gravi reazioni infiammatorie.

La procalcitonina può essere prodotta da diversi tipi di componenti cellulari e da molti organi in risposta a stimoli pro-infiammatori (es.

Esami Sierologici

Gli esami sierologici sono test che rilevano la presenza di anticorpi nel sangue. Questi anticorpi sono prodotti dal sistema immunitario in risposta a specifici agenti infettivi, come virus o batteri.

I test sierologici possono rilevare sia anticorpi IgM, che indicano un’infezione recente, sia anticorpi IgG, che suggeriscono un’infezione passata o un’immunità acquisita. Un altro vantaggio degli esami sierologici è la loro capacità di identificare infezioni che non possono essere rilevate facilmente con altri metodi.

Altri Esami del Sangue Utili

Oltre ai test già menzionati, esistono altri esami del sangue che possono essere utili nella diagnosi di infezioni. Un altro test utile è la lattato deidrogenasi (LDH), un enzima che può aumentare in caso di danno tissutale o infezione.

Il dosaggio delle citochine è un altro esame che può fornire informazioni sullo stato infiammatorio del paziente.

Leucocitosi: Valori e Interpretazione

La leucocitosi è una condizione caratterizzata da un aumento anomalo dei globuli bianchi (leucociti) nel sangue periferico. In un adulto sano, i valori normali di leucociti sono compresi tra 4.000 e 11.000 unità per microlitro di sangue.

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