Esame del Sangue IGF-1: Valori Normali e Importanza Clinica

L'IGF-1 (Insulin-like Growth Factor-1), noto anche come somatomedina C, è un ormone che, insieme all’ormone della crescita (GH), promuove un’appropriata crescita delle ossa e dei tessuti consentendo un normale sviluppo. La somatomedina, o IGF-1, è un ormone che riveste un ruolo fondamentale nei processi di crescita del bambino, ed esercita i suoi effetti anabolici anche in età adulta. Per somatomedina, o IGF-1 insuline like growth factor, s’intende il fattore di crescita insulino simile.

L’IGF-1 viene prodotto principalmente nel fegato, nel muscolo scheletrico e in altri tessuti sensibili alla stimolazione da parte del GH. Viene prodotto nel fegato, nel muscolo scheletrico e in altri tessuti sensibili alla stimolazione di GH. Una volta prodotto, L'IGF-1 viene liberato in circolo, dove si lega a speciali proteine chiamate IGF-BP (IGF-binding proteins o proteine di trasporto dell'IGF1).

Funzioni dell'IGF-1

L’IGF-1 media gli effetti del GH, stimolando la crescita delle ossa e di altri tessuti e promuovendo la produzione della massa muscolare. La somatomedina continua a espletare le sue proprietà anaboliche, cioè le sue capacità di produzione e formazione di nuovi costituenti cellulari, anche durante l’età adulta. Le somatomedine sono dei potenti fattori di crescita cellulare, dalle forti proprietà anaboliche i cui meccanismi non sono ancora del tutto conosciuti.

  • Sintesi proteica: Stimola la sintesi proteica.
  • Proliferazione e differenziazione cellulare: Promuove la proliferazione e la differenziazione cellulare, soprattutto a livello delle cartilagini e dei muscoli.
  • Crescita condrogenica: Favorisce la crescita delle cartilagini.

Molti dei loro effetti dipendono dall’interazione con il GH. Essendo un ormone di natura proteica la somatomedina ha bisogno di specifici recettori cellulari per espletare la propria azione. Tali recettori si concentrano soprattutto in alcuni tessuti come quello muscolare, osseo, cartilagineo, cutaneo, nervoso e renale. L'IGF-1 ha attività insulino simile e promuove la proliferazione e la differenziazione cellulare, soprattutto a livello cartilagineo e muscolare (promuove l'attivazione delle cellule satellite).

Quando viene richiesto l'esame della Somatomedina C?

Il test della somatomedina è utile nella diagnosi dei disturbi della crescita. Il test viene effettuato a supporto delle diagnosi di deficit di ormone della crescita, o di un suo eccesso. La misurazione della IGF-1, infatti, è un indicatore della produzione di GH, l’ormone della crescita. I segni clinici sono stridore laringeo, aumento di peso, alterazione dell’aspetto fisico, sintomi cutanei e organomegalia.

L'esame viene prescritto:

  • In bambini con ritardo nella crescita, bassa statura e ritardo nello sviluppo.
  • In adulti caratterizzati da riduzione della densità ossea, della forza muscolare ed elevati livelli ematici dei lipidi, indicativi di un deficit nella produzione di GH e IGF-1.
  • in adulti con sintomi riconducibili a GHD, quali diminuzione della densità ossea, affaticamento, variazioni nei valori ematici dei lipidi e ridotta tolleranza all’esercizio fisico.

Come si esegue l'esame della Somatomedina C?

È preferibile eseguire il test intorno alle 8 del mattino dopo un digiuno di almeno 8 ore. Nelle 24 ore che precedono, deve essere evitata l’attività fisica intensa. Di solito no, fatta eccezione per la richiesta di effettuare il prelievo a digiuno.

Interpretazione dei risultati

Normalmente, il GH viene rilasciato nel circolo ematico in maniera intermittente durante il giorno e la notte, rendendo la singola misura del GH nel sangue di difficile interpretazione. L’IGF-1 rispecchia il deficit o l’eccesso di GH, ma, diversamente dal GH, i livelli plasmatici di IGF-1 non variano nel corso della giornata.

Analogamente al GH, anche i livelli di IGF-1 sono normalmente bassi nei primi anni di vita, per poi aumentare in maniera graduale durante l’infanzia, raggiungere un picco durante la pubertà e diminuire nell’età adulta. Le concentrazioni di IGF-1 aumentano gradualmente nell'età infantile e nella pubertà, per poi calare nell'età adulta. Tuttavia questo declino legato all'invecchiamento può essere prevenuto da un adeguato livello di attività fisica.

Livelli normali

Livelli normali di IGF-1 devono essere valutati all’interno del contesto clinico del paziente. Se il livello di IGF-1 è normale, ma permane il sospetto di un deficit di GH, può essere richiesta la misura dell’IGFBP-3 (insulin-like growth factor binding protein 3) come supporto per confermare la carenza di GH. La maggior parte dell’IGF-1 si trova nel sangue legato alla proteina IGFBP-3, deputata al suo trasporto, la cui produzione a livello del fegato è stimolata da GH.

Livelli diminuiti

Se i livelli di IGF-1 sono diminuiti, è probabile che il paziente sia affetto da GHD o da insensibilità al GH. Il deficit di IGF-1 nei bambini può inibire la crescita delle ossa ed il normale sviluppo, con conseguente bassa statura dei soggetti affetti. Negli adulti, la diminuzione della produzione di IGF-1 può causare diminuzione della densità ossea, della massa muscolare ed alterazione dei livelli lipidici nel sangue.

La perdita di sensibilità all’azione del GH; questa condizione può essere causata da disordini primari (genetici) o secondari, quali malnutrizione, ipotiroidismo, deficit degli ormoni sessuali, patologie epatiche e renali e sindromi congenite.

Nei bambini, al momento della diagnosi, il deficit di GH può aver già causato bassa statura e ritardi nello sviluppo; è necessario sottoporli il prima possibile a terapia sostitutiva. Il riscontro del deficit di GH alla nascita può essere riconducibile ad una mutazione genetica, ad un trauma cranico o ad un’alterazione cerebrale. Nel caso in cui si sospetti che la diminuzione di IGF-1 sia dovuta ad un’insufficiente funzionalità ipofisaria (ipopituitarismo), è necessario valutare altre ghiandole endocrine e gli ormoni ipofisari responsabili della loro regolazione, per stabilire un adeguato approccio terapeutico.

Livelli elevati

Solitamente, alti livelli di IGF-1 indicano l’aumento della produzione di GH. Poichè i livelli di GH variano nel corso della giornata, le concentrazioni di IGF-1 riflettono la produzione media di GH, ma non l’effettiva quantità di GH nel sangue al momento della raccolta del campione. Questo è vero fintanto che la capacità del fegato di produrre IGF-1 non viene superata. Nel caso in cui la produzione di GH sia molto elevata, i livelli di IGF-1 si stabilizzano ad una concentrazione massima.

Durante la pubertà e la gravidanza è normale rilevare concentrazioni aumentate di GH ed IGF-1; in gravidanza i livelli ematici di IGF-1 aumentano in media di circa 2 volte rispetto ai valori normali. Altrimenti, i livelli aumentati sono molto spesso riconducibili alla presenza di tumori ipofisari (solitamente benigni). L’eccesso di GH e di IGF-1 può causare la crescita anomala dell’intero scheletro ed altri segni e sintomi caratteristici di due rare condizioni, il gigantismo (nei bambini) e l’acromegalia (negli adulti), caratterizzati rispettivamente da una crescita anomala delle ossa lunghe (persone molto alte e con mani e piedi molto grandi) ed ispessimento delle ossa e rigonfiamento dei tessuti molli, come quelli del naso. Diversamente dal gigantismo, gli adulti con acromegalia non sono caratterizzati da una crescita in altezza.

Generalmente, l’eccessiva produzione di GH è imputabile alla presenza di un adenoma ipofisario, un tumore a crescita lenta e solitamente benigno che stimola l’ipofisi a produrre quantità eccessive di GH. Solitamente, questo tipo di tumore può essere rimosso chirurgicamente e/o trattato con farmaci o radiazioni. Il trattamento dei tumori GH-secernenti può essere monitorato tramite la misura di IGF-1 ed il test di soppressione del GH.

Il riscontro di livelli elevati di IGF-1 dopo la rimozione chirurgica di un tumore ipofisario indica che l’intervento non è stato completamente efficace. Concentrazioni decrescenti di IGF-1 durante le successive terapie farmacologiche e/o radioterapie indicano che il trattamento sta riducendo la produzione di GH. Tuttavia, la normalizzazione dei livelli di GH può richiedere diversi anni. La presenza di tumori a livello dell’ipofisi anteriore (adenoipofisi) viene solitamente confermata tramite metodiche di diagnostica per immagini (raggi X, TAC, risonanza magnetica), che contribuiscono ad identificare e a stabilire la localizzazione del tumore. Nel caso in cui il tumore venga rimosso chirurgicamente, la misura dell’IGF-1 e del GH è una stima dell’effettiva rimozione completa del tumore.

Insieme o in alternativa alla rimozione chirurgica, possono essere utilizzate terapie farmacologiche o radioterapia al fine di normalizzare i livelli di GH e IGF-1. Infine, la misura di GH e IGF-1 può fornire informazioni utili riguardo l’insensibilità a GH.

Monitoraggio

Per tutto il tempo durante il quale persistano livelli alterati di GH e/o IGF-1 o durante la terapia sostitutiva con GH. Tuttavia, l’IGF-1 non viene utilizzato di routine nel monitoraggio dei bambini con GHD sottoposti a terapia sostitutiva con GH.

Test di stimolo e soppressione del GH

Il test di soppressione contribuisce alla diagnosi dell’eccesso di GH, determinando se la produzione dell’ormone viene inibita dalla presenza di glucosio nel sangue. Per il test di soppressione del GH, dopo un digiuno di 10-12 ore, viene prelevato un campione di sangue venoso dal braccio. Il test di stimolo del GH contribuisce alla diagnosi del deficit di GH e dell’ipopituitarismo. Per il test di stimolo, dopo un digiuno di 10-12 ore, viene prelevato un campione di sangue venoso dal braccio.

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