L’esame citologico urinario consiste nell’analisi microscopica di un campione di urine, con lo scopo di individuare eventuali cellule presenti - in particolare cellule tumorali. Normalmente l’urina è un liquido acellulato (ovvero privo di cellule) prodotto durante la fase escretrice renale.
Indicazioni per l'Esame Citologico Urinario
Questo esame va eseguito quando si sospetta la presenza di una neoplasia delle vie urinarie - in particolare di un tumore uroteliale della vescica che ne rappresenta il tipo più frequente. L’esordio del quadro clinico delle neoplasie vescicali si manifesta in genere con la presenza nelle urine di sangue visibile a occhio nudo (ematuria macroscopica), ricorrente, di colore rosso vivo fluido o misto a coaguli, accompagnata da disturbi da irritabilità vescicale (pollachiuria, stranguria, tenesmo (spasmo dello sfintere vescicale) e minzione imperiosa, più comuni in forme neoplastiche più avanzate.
Il sintomo tipico di esordio di un tumore vescicale è rappresentato dalla presenza di sangue nelle urine (“ematuria”). Il sangue può essere visibile ad occhio nudo (si parla in questi casi di “macroematuria”) o riconosciuto solamente tramite l’esame chimico-fisico delle urine (“microematuria”). Più raramente un tumore della vescica può manifestarsi con la presenza di sintomi urinari irritativi, come la necessità di urinare molto spesso (“pollachiuria”), l’urgenza minzionale e l’incontinenza da urgenza. Questi sintomi sono molto più frequentemente legati a patologie benigne, come l’iperplasia prostatica benigna (IPB) o in corso di cistiti o prostatiti.
In presenza di un tumore della vescica o di altri tratti delle vie urinarie, questo esame può essere in grado di individuare le cellule tumorali che si “sfaldano” dalle zone più superficiali del tumore. E’ utile inoltre nel follow up dei pazienti già trattati per riconoscere una recidiva tumorale.
Quando Non Utilizzare l'Esame
L’esame citologico urinario non è un valido strumento di screening per la diagnosi di esclusione del tumore vescicale.
Preparazione per l'Esame Citologico Urinario a Tre Campioni
Altrettanto importanti sono la codifica e la standardizzazione del processo di raccolta delle urine. La raccolta deve essere effettuata utilizzando i tre contenitori contenenti conservante forniti da parte del personale del Punto Prelievi. La raccolta dell’urina per la ricerca delle cellule neoplastiche deve essere effettuata in tre giorni consecutivi. Assume fondamentale rilevanza, per un iter diagnostico corretto, che l’operazione di raccolta del campione di urine sia accompagnata da un’anamnesi dettagliata con attenzione ai dettagli (es. dopo terapie con irradiazione della pelvi o cicli di chemioterapia (es.).
Modalità di Raccolta
- In ciascuno dei 3 giorni identificare il contenitore con la data di raccolta del campione.
- Scartare la prima urina del mattino. Non dovrebbe essere utilizzata la prima urina del mattino dato che sono presenti frequentemente cellule degenerate nella vescica che si accumulano durante il riempimento notturno.
- Bere 1-2 bicchieri d’acqua, successivamente.
- Raccogliere parte della seconda minzione del mattino nel contenitore in dotazione contenente conservante (riempire il contenitore) e chiudere bene con il tappo a vite.
- Conservare in luogo fresco a temperatura ambiente.
- Consegnare al laboratorio la scatola con i tre campioni ben chiusi assieme al questionario compilato in ogni sua parte. L’ideale sarebbe far pervenire in tempi brevi le urine al laboratorio.
Avvertenze Importanti
- Aprire ciascun contenitore solo al momento dell’utilizzo.
- Il liquido presente nei contenitori è infiammabile. Tenere i contenitori lontano da fonti di calore e da fiamme e scintille.
- Tenere i contenitori fuori dalla portata dei bambini.
- Evitare il contatto con la pelle e gli occhi. In caso di contatto con la pelle lavare abbondantemente con acqua. In caso di contatto con gli occhi, lavare abbondantemente con acqua e rivolgersi al più vicino pronto soccorso.
- Non mangiare, nè bere, nè fumare durante il loro impiego.
Raccolta Urine: Ulteriori Dettagli
- Scartare le prime urine del mattino, bere un bicchiere d’acqua e dopo due ore raccogliere le urine direttamente nel contenitore fornito dalla sala prelievi in precedenza.
- È necessario raccogliere un campione al giorno per tre giorni consecutivi segnalando sui contenitori I, II, III.
- I campioni così raccolti devono essere conservati in frigorifero sino al giorno della consegna, che può essere effettuata per tutti i tre campioni alla terza giornata.
- I contenitori sono stati preparati aggiungendo una opportuna quantità di alcool 50° allo scopo di garantire la conservazione del materiale.
Attenzione:
il recipiente contiene alcool 50°: non ingerire, non lasciare alla portata dei bambini. In caso di ingestione accidentale rivolgersi al più vicino Pronto Soccorso.
Interpretazione dei Risultati
L’esame citologico urinario è un test non invasivo che può contribuire alla diagnosi di un tumore della vescica o delle vie urinarie. Si esegue di solito nei pazienti con ematuria o sintomi urinari irritativi non spiegabili con problemi benigni.
Il valore predittivo positivo dell’esame citologico supera il 90% (circa 9 pazienti su 10 con citologia positiva sono realmente affetti da un tumore delle vie urinarie). Alcuni falsi positivi si possono verificare in presenza di infiammazioni vescicali con il riscontro di cellule reattive che in alcuni casi possono assomigliare a quelle tumorali. Come in caso di infezioni o calcolosi. In presenza di un risultato positivo il paziente dovrà essere sottoposto ad esami di secondo livello come la cistoscopia (per la valutazione della vescica) e la TC con mezzo di contrasto (per lo studio della parte alta delle vie escretrici). Anche in presenza di primi riscontri negativi in questi esami sarà comunque necessario eseguire ulteriori approfondimenti diagnostici come le biopsie multiple della vescica (“mapping vescicale”) e/o l’uretero-reno-scopia retrograda (“URS”).
(il valore predittivo negativo del test è basso): questo significa che un risultato negativo dopo citologia urinaria non esclude la presenza di un tumore delle vie urinarie. Circa il 70% dei pazienti con un tumore uroteliale presenta infatti un esame citologico urinario negativo. Questo deriva dal fatto che la desquamazione delle cellule tumorali è assente o molto scarsa in presenza di tumori papillari poco avanzati, che rappresentano (fortunatamente) la maggioranza dei casi. La possibilità che il test risulti positivo è molto più alta in presenza di tumori avanzati o in caso di tumori sessili (“carcinoma in situ”).
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