L’esame delle urine è da considerarsi il primo esame diagnostico sviluppato nella storia della medicina e, lungo i secoli necessari per lo sviluppo di una scienza medica degna di questo nome, ha accompagnato lo sviluppo del corpus di conoscenze scientifiche. Il concetto che l’analisi delle urine prodotte nell’arco di un giorno siano una buona fotografia dello stato di salute di un individuo è ampiamente accettato nella pratica clinica.
La raccolta delle urine in un arco di 24 ore è da considerarsi lo standard di riferimento per la misura quantitativa degli analiti di comune interesse; l’arco temporale delle 24 ore, coprendo le ore diurne e notturne, compensa l’impatto sia dell’attività fisica che del ritmo circadiano sulla escrezione di alcune molecole. La raccolta delle 24 ore offre vantaggi per la standardizzazione delle misure e l’interpretazione dei risultati, tuttavia, la letteratura concorda nell’indicare tale procedura come importante fonte di errore preanalitico; la comunicazione al paziente circa le corrette modalità di raccolta e conservazione è quindi la prima condizione necessaria per ottenere dati affidabili.
Calcio nelle Urine: Un Quadro Generale
Il calcio sierico rappresenta circa l'1% del calcio totale dell'organismo. Solo la forma libera è quella immediatamente disponibile per la regolazione di funzioni critiche come la contrazione cardiaca e muscolare, la trasmissione degli impulsi nervosi, la coagulazione del sangue.
In condizioni fisiologiche, l’escrezione urinaria di calcio è modesta e la quantità presente nelle urine dipende fondamentalmente dall’apporto dietetico ed è sotto il controllo del paratormone (PTH). L’eliminazione di calcio nelle urine è ampiamente variabile sia in condizioni di perfetta salute che di malattia: l'escrezione varia con il contenuto di calcio e di proteine della dieta, con l'escrezione urinaria di fosfati. Pertanto, il dosaggio del calcio nelle urine completa il quadro fornito dalla calcemia (concentrazione di calcio nel sangue).
Questo esame consente lo screening, la diagnosi e il monitoraggio di varie condizioni associate ad alterazioni del metabolismo del calcio (tra cui malnutrizione, malattie della tiroide e dell'intestino, alcuni tumori e nefropatie).
Come si Esegue l'Esame
La calciuria viene misurata su un campione di urina raccolta in un determinato momento della giornata (random) o nel corso delle 24 ore.La raccolta delle urine dev'essere iniziata al mattino, scartando quelle della prima minzione, ma segnando l'orario della loro emissione. Da questo momento in poi, per le successive 24 ore, tutte le urine espulse dall'organismo vanno raccolte nell'apposito contenitore fornito dal centro analisi. Al fine di evitare la perdita delle stesse, nonché la contaminazione con feci, peli ecc., è bene urinare in un contenitore piccolo e travasarne il contenuto in quello più grande, senza toccarne le pareti interne. Tra una minzione e l'altra questo contenitore dev'essere conservato ben chiuso in frigorifero. La raccolta delle urine si conclude allo scadere delle 24 ore, con una minzione completa (provando ad urinare anche in assenza di stimolo).
Ipercalciuria: Cause e Conseguenze
Si definisce ipercalciuria un’escrezione di calcio superiore a 300 mg/24h nell’uomo e 250 mg/24h nelle donne, oppure un rapporto calcio/creatinina superiore a 0,20 mg/mg. Alte concentrazioni di calcio nell'urina (ipercalciuria) possono portare alla formazione di cristalli e calcoli renali.
L’ipercalciuria è una concentrazione molto elevata ed anomala di calcio nelle urine. Rappresenta una delle cause più comuni di sviluppo di calcoli renali.
L’aumentata escrezione urinaria è di comune riscontro in patologie quali: iperparatiroidismo, osteoporosi, mieloma, ipercalciuria idiopatica, sindrome di Fanconi, neoplasie metastatiche (mammella e vescica) e nelle intossicazioni da vitamina D ed infine in situazioni parafisiologiche, come la gravidanza. Valori di calciuria alti potrebbero dipendere anche da un aumento di funzionalità delle ghiandole paratiroidee (iperparatiroidismo) o da un processo neoplastico diffuso alle ossa.
Le cause principali di ipercalciuria possono essere classificate in:
- Assorbitiva intestinale: l’intestino assorbe quantità eccessive di calcio.
- Renale: diminuita capacità escretiva del calcio da parte del rene.
- Riassorbitiva ossea: aumentato rilascio di calcio dalle ossa, come succede ad esempio nei casi di iperparatiroidismo, tumore osseo, eccesso di vitamina D o A.
Gli ambiti di appropriatezza della richiesta comprendono, oltre al monitoraggio delle patologie precedentemente citate, la valutazione del rischio di litiasi renale, come raccomandato dalle società scientifiche American Urological Association (AUA) e l’European Association of Urology (EAU) nelle rispettive linee guida.
L’ipercalciuria lieve è spesso asintomatica e viene scoperta accidentalmente attraverso esami clinici eseguiti per altri motivi.
Ipocalciuria: Cause e Significato Clinico
Bassi livelli di calcio nelle urine sono invece di riscontro in patologie quali: ipoparatiroidismo, rachitismo, osteomalacia e sindrome nefrosica. Una diminuita escrezione di calcio si osserva nell’ipoparatiroidismo, nella deficienza cronica di vitamina D, nella nefrite cronica e nella sindrome di Fanconi.
Cristalli di Ossalato di Calcio: Un Focus
L’ossalato di calcio, la cui formula chimica è CaC204, è un sale di calcio che deriva dall’acido ossalico. Dopo essere stato ingerito, l’acido ossalico si combina con alcuni minerali: il magnesio, il ferro (presente nella ferritina) ma in modo più specifico con il calcio. L’ossalato di calcio, che deriva dalla combinazione di acido ossalico e calcio, è un sale insolubile.
Parte della presenza dell’ossalato di calcio nell’organismo è di natura endogena. A partire, ad esempio, dalla vitamina C, che determina un aumento importante di escrezione di ossalati attraverso le vie urinarie.
L’iperuricemia, ovvero livelli elevati di acido urico nel sangue, e l’iperuricuria, alti livelli sempre di acido urico ma nelle urine, possono essere considerati dei fattori di rischio per l’insorgenza di calcoli di ossalato di calcio.
I calcoli renali possono essere definiti come vere e proprie “pietruzze” composte da sali minerali presenti nelle urine e quando precipitano, come si è appena indicato, possono ingrandirsi fino a formare dei sassolini. Quando sono di piccole dimensioni, i calcoli sono prettamente asintomatici, ma con un aumento delle dimensioni possono determinare una colica renale.
Una diagnosi di calcoli renali, che deve essere svolta dallo specialista, richiede una ecografia dell’apparato urinario. In questo modo è possibile una valutazione delle dimensioni e della sede esatta del calcolo, insieme all’identificazione di una possibile ostruzione.
Valori di Riferimento
Unità di misura: mg/24h
Valori di riferimento: 100 -400
Queste due soglie di riferimento sono tollerate dall’organismo e sono considerate tipiche per dei valori normali. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.
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