L’audiometria è quella parte dell’Audiologia che studia la funzione uditiva mediante l’impiego di apparecchiature e metodiche che necessitano della collaborazione attiva da parte del paziente (Audiometria soggettiva) o che si avvalgono di risposte biologiche allo stimolo acustico, indipendenti dalla volontà del paziente.
Cos'è l'Audiometria Tonale Liminare?
L’audiometria tonale liminare ha lo scopo di ricercare la soglia uditiva per i toni puri (suoni che possiedono una frequenza pura, prive di armoniche), che vengono presentati ad intensità liminare (livello minimo di udibilità dei suoni puri percepibili dall’orecchio umano) nel campo di frequenze da 0125 a 8 kHz.
La ricerca della soglia audiometrica tonale è divenuta la procedura standard per descrivere la sensibilità uditiva.
Il monitoraggio di tale sensibilità, per evidenziare variazioni dello stato uditivo nel tempo, viene largamente applicato nelle sedi scolastiche e industriali nell’ambito della tutela dell’udito. Le soglie tonali rappresentano un aspetto importante ,di molte procedure specialistiche, per esaminare la funzione uditiva, come nei programmi di protesizzazione e di riabilitazione acustica.
L'intensità è misurata in unità denominate decibel(dB HL). Zero decibel (0 dB) non significa "assenza di suono", ma solo un suono molto debole. Il livello di una conversazione vocale è di circa 65 dB, mentre 120 dB è un valore davvero molto forte - quasi quanto un jet che decolla quando ci si trova a soli 25 metri di distanza.
La frequenza viene misurata in Hertz (Hz). Durante un test dell'udito, l'audiologo propone i suoni ad una frequenza per volta. Il tono più debole che una persona riesce a percepire in ciascuna frequenza viene segnato sull'audiogramma in corrispondenza di quella frequenza e intensità.
Come si svolge l'esame audiometrico?
Il test viene eseguito tramite un generatore di segnali acustici: l’audiometro, tarato in decibel hearing level” (dB HL) secondo standard internazionale (ISO 1975). Per tale esame, svolto in cabina silente, viene utilizzato l’audiometro, che è uno strumento capace di produrre ed erogare toni puri. Questi suoni vengono somministrati al paziente, separatamente per ciascun orecchio, con due cuffie e/o inserti (via aerea); successivamente, gli stessi toni puri, vengono inviati tramite un vibratore (via ossea), posto sulla mastoide del paziente e collegato all’audiometro.
Fasi dell'esame:
- Via Aerea: Suoni puri inviati tramite cuffie o inserti.
- Via Ossea: Suoni puri inviati tramite vibratore posto sulla mastoide.
È importante perciò che gli esami audiometrici tonali, da cui si ricava la soglia, siano ottenuti in modo affidabile e siano validi. Devono essere fatte alcune considerazioni riguardo l’ambiente in cui viene eseguito l’esame,il segnale, la strumentazione, le caratteristiche del paziente e sicuramente il protocollo di esame.
L'Audiogramma: Rappresentazione Grafica dell'Udito
La soglia uditiva è rappresentata attraverso un tracciato chiamato audiogramma. L’audiogramma è tracciato su un grafico. Lungo la parte alta del grafico, sono presenti dei numeri che variano da 125 a 8000.
L'audiogramma è la "immagine" del proprio udito. esso indica quanto il proprio udito vari dalla normalità e, in caso di perdite uditive, il punto in cui il problema potrebbe essere localizzato.
Esistono diversi tipi e gradi di perdite uditive. Un audiologo o uno specialista del settore può aiutare a determinare la presenza di perdite uditive.
È da precisare che, l'audiometria tonale, ci dà un'idea orientativa sulla capacità uditiva del paziente espressa in decibel HTL, cioè in termini di sensazione uditiva.
Variabilità dell'esame audiometrico
Possono essere utilizzate numerose strategie, per determinare la soglia uditiva, studiando la risposta motoria del paziente. È di vitale importanza utilizzare delle condizioni d’esame, che siano le più accurate possibili ,per rendere i risultati validi ed affidabili.
La variabilità di soglia è spesso dovuta a problemi non uditivi. Tale variabilità estrinseca influenza la soglia e può essere controllata ragionevolmente in condizioni di laboratorio. Le variabili intrinseche, che influenzano le soglie uditive, comprendono (1) fattori neurofisiologici ,che governano le sensazioni organiche e (2) considerazioni soggettive, per esempio la motivazione, l’intelligenza, l’attenzione, la familiarità con l’esame e la variabilità con cui i pazienti interpretano le stesse istruzioni.
Un’importante variabile intrinseca nel determinare la minima intensità udibile, è rappresentata dal rumore interno. L’attività fisiologica connessa con funzioni vascolari, digestive e respiratorie, può formare un livello mascherante, al di sotto del quale la detezione del segnale è assente, anche quando l’organismo sia in grado di percepire la sensazione.
Al fine di determinare ,la soglia di udibilità, di soggetti medi, in un periodo di tempo relativamente breve, devono essere raggiunti dei compromessi ,allo scopo di controllare le variabili sopra descritte. Solitamente, i test clinici, non vengono condotti in ambiente anecoico. I criteri di risposta liminare possono variare dal 50 al 75% o anche più, in funzione della tecnica d’esame e delle risposte del paziente.
Applicazioni Cliniche dell'Audiometria Tonale
L'audiometria tonale liminare è il primo accertamento a cui è sottoposto il soggetto ipoacusico in fase di diagnosi e che fa porre in sede preliminare un'eventuale indicazione alla protesizzazione. In generale si considera clinicamente normoudente un soggetto con una soglia entro i 20 dB HL.
La possibilità di discriminare una perdita trasmissiva da una percettiva e soprattutto la valutazione della riserva cocleare danno già elementi orientativi per l'indicazione e il tipo di protesizzazione.
La comparazione, tra le soglie ottenute per via aerea e via ossea, fornisce un indice fondamentale della funzione uditiva correlato alla diagnosi otologica.
Le norme statali e federali, concernenti i disturbi uditivi, spesso richiedono l’esame tonale per via aerea, come pure gli standard, per definire il deficit uditivo o l’handicap.
Benché l’audiometria manuale rimanga la tecnica predominante nella ricerca clinica di soglia, l’audiometria automatica ha assunto una considerevole popolarità negli ultimi anni.
Valori Ottimali e Interpretazione dell'Audiogramma
I valori ottimali di un esame audiometrico sono generalmente inferiori a 25 decibel (dB) alle diverse frequenze testate. Se il livello di udito è più alto di 25 dB si inizia a parlare di ipoacusia, o perdita uditiva.
Nell'esame audiometrico viene testata la capacità uditiva per le principali frequenze percepibili dall'orecchio umano. La capacità uditiva umana è variabile in rapporto all'età. Nei giovani normoudenti si va da 16 Hz a 20.000 Hz. Nella pratica clinica nessun audiometro raggiunge queste frequenze.
Tipi di Ipoacusia:
- Ipoacusia di Trasmissione: Via ossea normale, via aerea abbassata.
- Ipoacusia Neurosensoriale o Percettiva: Via ossea e via aerea abbassate in egual misura.
- Ipoacusia Mista: Componente sia trasmissiva che percettiva.
Un esame complementare che si associa quasi sempre all'audiometria è l'impedenzometria. Esame audiometrico eventualmente associato all'esame impedenzometrico sono utili per una diagnosi di sede, cioè per localizzare la sede della malattia che ha determinato la perdita uditiva.
Quando Sottoporsi a un Esame Audiometrico
Nel caso in cui ci si renda conto di avere un abbassamento di udito, anche lieve, è altamente consigliato fare un esame audiometrico tonale e vocale. Anche nel caso di acufeni la cui causa sia ignota, è importante eseguirlo. Rimandare il test o sottovalutarlo potrebbe fare la differenza nel caso di perdita di udito: non sono infatti soltanto gli anziani i soggetti interessati dall'ipoacusia, ma anche le persone più giovani, persino i bambini, e la perdita di udito in tenera età può determinare problemi di sviluppo del linguaggio e dell'apprendimento.
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