Ernia Iatale: Gastroscopia e Diagnosi

L’ernia iatale è una condizione anatomica caratterizzata dal passaggio di una parte dello stomaco nel torace. Circa il 10-15% degli italiani soffre di ernia iatale.

Il sesso femminile e il sovrappeso sono le altre condizioni, oltre all’età, che favoriscono lo sviluppo di questo disturbo. In genere, è possibile controllare i sintomi modificando alimentazione e stili di vita.

Sintomi dell'Ernia Iatale

L’ernia iatale può essere asintomatica, oppure manifestarsi con alcuni sintomi riconducibili o a difficoltà di digestione, oppure al reflusso gastroesofageo, con risalita nell’esofago di acidi gastrici e conseguenti bruciore, rigurgito e dolore a livello toracico. Data l’estrema variabilità ed eterogeneità delle manifestazioni legate a questa condizione, capita spesso che molti sintomi digestivi vengano attribuiti ad essa, anche al di là della conferma proveniente da esami e altre indagini. Quando sintomatica, è caratterizzata dalla presenza di manifestazioni quali eruttazione, rigurgito, reflusso gastroesofageo, dolori addominali.

I sintomi del reflusso gastroesofageo (bruciore di stomaco e retrosternale, difficoltà a deglutire, tosse secca, alitosi), vengono spesso sottovalutati e percepiti come un disturbo passeggero. Fondamentalmente l’ernia iatale si può associare al reflusso, ma non dà necessariamente sintomi e non è detto che sia sempre la causa di altri disturbi della digestione, anche se dà sintomi riconducibili a problemi digestivi.

In qualche caso, il contatto dell’acido con la mucosa della gola o del naso può causare attacchi di tosse secca e stizzosa e crisi asmatiche con fiato corto (asma da reflusso). L’ernia iatale come tale non provoca particolari disturbi, ma crea le condizioni per lo sviluppo di altre patologie. I sintomi dell’ernia iatale possono peggiorare in occasione di sforzi intensi o durante la gravidanza, in generale in tutte le circostanze che aumentano la pressione intraddominale.

Quando Rivolgersi al Medico?

Quando la qualità della vita è compromessa dalla presenza continuativa di sintomi riferibili a una cattiva digestione, c’è dolore alla bocca dello stomaco, rigurgito oppure nausea, vomito ricorrente, un senso di bruciore che risale dallo sterno ogni volta che si beve un goccio di vino o di caffè, è utile rivolgersi al medico che nel caso, può richiedere l’intervento del gastroenterologo.

Sintomi d’allarme che possono portare al pronto soccorso comprendono: un vomito ripetuto, la presenza di sangue nel rigurgito anche nelle feci, sintomi di una perdita gastroenterica. Si può ricorrere all’ospedale quando il dolore ricorrente al petto può far pensare a un problema cardiologico come l’infarto. In questo caso la componente del dolore è particolarmente rilevante. Anche episodi di tachicardia notturna possono far pensare a un problema al cuore.

Diagnosi dell'Ernia Iatale

Durante la visita medica, il gastroenterologo raccoglie il racconto del paziente, ascolta la sua storia per rilevare informazioni utili a formarsi un’idea del quadro clinico.

La diagnosi dell’Esofagite da Reflusso si fa seguendo questi passi:

  • Visita dallo specialista Gastroenterologo
  • Radiografia dell’esofago (esofagoframma) che valuta eventuali restringimenti (stenosi) del lume, compressioni ab estrinseco, diverticoli. Questo esame è spesso bypassato, ricorrendo direttamene alla gastroscopia (EGDScopia) e viene richiesto in casi particolari.
  • Gastroscopia (con eventuale biopsia della mucosa)
  • Ecotomografia dell’addome superiore
  • Rx lastra del torace e visita cardiologica (per escludere altre patologie)
  • Mano-metria esofagea e/o pH-metria o pH-impedenziometria delle 24 ore, su eventuale indicazione del Gastroenterologo

Gastroscopia

Esofagogastroduodenoscopia (EGDS), comunemente nota come gastroscopia, o endoscopia dell’apparato digerente superiore. Per eseguire la procedura viene utilizzato uno strumento flessibile a fibre ottiche, da inserire nella bocca e far scorrere all’interno dell’esofago. Le immagini rilevate dall’endoscopio permettono di visualizzare lo stato della mucosa esofagea e gastrica. Durante la gastroscopia il paziente è lievemente sedato.

La gastroscopia è un esame di routine per indagare tale disturbo, ma non è il migliore. Spesso, il 25-30% delle gastroscopie sono infatti prescritte in modo inappropriato, non hanno una motivazione. Il 90% delle persone che arrivano nell’ambulatorio di un gastroenterologo ha fatto una gastroscopia. L’endoscopia però non è la tecnica migliore per vedere l’ernia iatale, mentre lo è la radiologia con mezzo di contrasto che permette di vedere in maniera molto adeguata la presenza o meno di questa situazione. Resta inoltre da considerare che da un’analisi endoscopica non rileva il disturbo in una grande fetta di persone (60-65% dei casi) che lamentano sintomi compatibili con il disturbo.

Tipi di Ernia Iatale

Esistono diversi tipi di ernia iatale:

  • Ernia da scivolamento: Compare con la migrazione, attraverso lo iato esofageo, e la permanenza all’interno del torace di una parte dello stomaco. La porzione di stomaco dislocata rimane così compressa tra l’esofago e il diaframma. Anche in questo caso i sintomi possono essere lievi, anche se le manifestazioni a carico dell’esofago sono praticamente sempre presenti (bruciore, dolore).
  • Ernia paraesofagea: In rari casi, l'ernia può essere tanto voluminosa da comprimere i polmoni e provocare l’insorgenza di ulcere esofagee e gastriche. Raramente, l’ernia paraesofagea si può incarcerare o strangolare, condizioni che riducono l’afflusso di sangue locale e causano dolore acuto.
  • Ernia mista o complicata (tipo III): L’ernia mista o complicata (tipo III) risulta dalla presenza contemporanea di un’ernia da scivolamento e un’ernia paraesofagea. Il rischio di conseguenze dovute a questo tipo di ernia è maggiore rispetto alle altre tipologie.

Trattamento

Non sempre va curata, almeno non sempre con farmaci o trattamenti medici. Il trattamento è incentrato in particolare sulle abitudini alimentari e gli stili di vita. La gestione della condizione nel tempo richiede la partecipazione attiva del paziente, la sua adesione ad abitudini virtuose. Di solito, nella maggior parte dei casi l’insieme dei sintomi e delle conseguenze dell’ernia iatale è controllabile con la modifica degli stili di vita.

Alle persone con ernia iatale in sovrappeso o obese viene raccomandata una dieta restrittiva: perdere peso aiuta a ridurre la pressione addominale e quindi la spinta sullo stomaco. Sono raccomandati pasti leggeri e poco abbondanti. È anche consigliabile non coricarsi subito dopo mangiato, ma attendere 2-3 ore. La dieta dovrebbe avere carattere restrittivo, in caso di sovrappeso o obesità. Frutta e verdura, se non molto ricche di fibra, possono essere mangiate con relativa tranquillità.

Di solito vengono prescritti farmaci che riducono la secrezione acida dello stomaco, come gli inibitori della pompa protonica (omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo) e gli antiacidi. Altri prodotti che possono essere utili in questi casi sono quelli antireflusso: si tratta di medicinali che formano uno strato protettivo sulla mucosa dell’esofago, impedendo che venga direttamente a contatto con i succhi gastrici che refluiscono. Intervento chirurgico: si o no? Come approfondito nei paragrafi precedenti, nella maggior parte dei casi i sintomi possono essere tenuti sotto controllo modificando gli stili di vita. Quando operare, quindi?

Alimentazione e Stile di Vita

In presenza di ernia iatale che si accompagna a reflusso gastroesofageo è consigliabile evitare alcuni alimenti come cibi fritti, piccanti o grassi (salse, burro), cioccolato, menta, caffè, tè, sughi di pomodoro, agrumi, insaccati e carne affumicata, formaggi grassi e fermentati, alcolici.

leggi anche: