Enteroscopia e Gastroscopia: Qual è la Differenza?

L’endoscopia digestiva è una tecnica diagnostica che consente di ottenere una valutazione macroscopica degli organi che costituiscono l’apparato gastrointestinale. Questa tecnica, un tempo considerata di nuova generazione, è oggi di uso estremamente diffuso. Viene eseguita mediante l’introduzione attraverso la bocca অথবা l’ano di un endoscopio, che è un tubo flessibile dotato di una telecamera all’estremità. Parliamo dunque di uno strumento estremamente versatile in grado non solo di effettuare una diagnosi, ma in molti casi di trattare determinate patologie.

Innanzitutto, è sempre opportuno distinguere i due diversi tipi di endoscopia digestiva, ossia gastroscopia e colonscopia. La gastroscopia (o endoscopia digestiva) e la colonscopia sono due procedure endoscopiche minimamente invasive, sicure ed efficaci. Permettono di esaminare esofago, stomaco, duodeno, intestino, colon e retto al fine di verificare la presenza di condizioni del tratto gastrointestinale superiore e inferiore.

Gastroscopia: Esame del Tratto Digestivo Superiore

L’esofagogastroduodenoscopia (endoscopia), per l’esplorazione del sistema digestivo superiore, viene eseguita, previa somministrazione endovenosa di una sedazione blanda, mediante l’introduzione dell’endoscopio attraverso l’orifizio buccale, fino alla seconda porzione duodenale. Il paziente che si sottopone all’esame deve effettuare una preparazione che prevede il digiuno da almeno 8 ore, e l’eventuale sospensione di terapie anticoagulanti e/o antiaggreganti al fine di ridurre il rischio di sanguinamenti post-esame in pazienti a rischio.

Quando è Indicata la Gastroscopia?

Generalmente, le indicazioni dell’EGDS e dell’endoscopia sono previste in pazienti affetti da sintomatologia dispeptica (manifestazione caratterizzata da dolore e/o bruciore a livello della regione dello stomaco, nausea e vomito) con età superiore a 45-50 anni ed in pazienti più giovani quando la sintomatologia persiste nonostante la terapia medica. Bruciore di stomaco, reflusso gastroesofageo, nausea persistente, difficoltà di deglutizione, dolore allo stomaco, sindrome dell’intestino irritabile sono altri sintomi che possono portare alla necessità di una gastroscopia.

La principale causa benigna responsabile della dispepsia è la Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo (MRGE), caratterizzata dal reflusso acido gastrico dallo stomaco in esofago. L’azione lesiva del contenuto acido sulla mucosa esofagea, se protratta nel tempo, può provocare alterazioni morfologiche più gravi, quali:

  • Esofagiti
  • Ulcere
  • Lesioni pre-neoplastiche (Esofago di Barrett)
  • Adenocarcinoma esofageo

Altra causa responsabile di sintomi dispeptici è rappresentata dalla patologia neoplastica maligna (es.

Come si Svolge la Gastroscopia?

Per quanto riguarda la gastroscopia, dopo che il paziente è stato fatto sdraiare sul fianco sinistro e dotato dell’apposito boccaglio per proteggere i denti, si procede con l’inserimento dell’endoscopio che scivola attraverso la gola grazie ad un gel lubrificante anestetico. L’endoscopio scende così agevolmente e attraverso l’esofago, lo stomaco ed il duodeno per poi eventualmente eseguire i prelievi bioptici.

La sedazione cosciente prevede la somministrazione per via endovenosa di un farmaco della famiglia delle benzodiazepine che tende a rilassare il paziente. La sedazione profonda, invece, avviene invece con dei farmaci per i quali è necessaria la presenza dell’anestesista.

La gastroscopia è un esame piuttosto rapido. In media, l’esame in sé dura tra i 5 e gli 8 minuti.

Durante la procedura, ci si sdraia sulla schiena o su un fianco. Somministrare farmaci attraverso una flebo nel braccio per aiutare il paziente a rilassarsi. Inserire l'endoscopio in bocca e in gola. Potrebbe verificarsi la richiesta di deglutire per aiutare a muovere l'endoscopio, ma non dovrebbe provocare dolore. Il medico rimuoverà l'endoscopio non appena terminato l'esame o il trattamento. Si attende poi in sala risveglio fino al termine dell’effetto dell’anestesia.

Il referto viene consegnato dal medico subito dopo l’esame. Se, invece, sono stati prelevati campioni di tessuto da analizzare (esame istologico), i risultati verranno inviati successivamente.

Preparazione alla Gastroscopia

Per quanto riguarda la gastroscopia, non esiste alcuna preparazione se non il digiuno da 8 ore. È fondamentale avere lo stomaco vuoto prima. Smettere di mangiare cibi solidi dalla mezzanotte del giorno che precede l'esame.

Colonscopia: Esame del Tratto Digestivo Inferiore

La rettosigmoidocolonscopia è finalizzata alla valutazione del sistema digestivo inferiore, tramite l’introduzione di un endoscopio all’orifizio anale, fino all’esplorazione dell’ultima ansia ileale, previa sedazione endovenosa. Il paziente che si sottopone ad RSCS esegue una preparazione intestinale che prevede una dieta povera di fibre, frutta, verdura, legumi, cibi integrali) nei 5 giorni precedenti l’esame è l’assunzione di farmaci lassativi il giorno precedente l’esame.

Una buona preparazione è fondamentale per l’identificazione di eventuali alterazioni morfologiche rilevabili, mentre una scarsa preparazione si associa ad una scarsa accuratezza dell’endoscopia, nonchè ad un aumento dei tempi di esecuzione.

Quando è Indicata la Colonscopia?

La colonscopia è indicata in pazienti con sospetto clinico di neoformazioni (polipi, tumori), alterazioni dell’alvo ed emorragia del tratto gastro-enterico inferiore. L’importanza di tale metodica si evidenzia proprio nell’ambito di neoformazioni a carico dell’intestino, frequentemente riferibili a polipi colo-rettali di significato patologico differente.

I polipo intestinali sono infatti distinti in polipi non neoplastici benigni, che non vanno incontro ad evoluzione maligna, e polipi neoplastici che invece sono considerati precursori del cancro al colon-retto. La possibilità di evoluzione in senso neoplastico, ha fatto sì che la colonscopia sia oggi considerata il gold standard per il rilevamento ed il trattamento di tali neoformazioni, tramite l’esecuzione di procedure operative quali polipectomie che consentono la rimozione dei polipi in corso d’esame.

Colonscopia e Diagnosi Precoce

Il cancro del colon-retto costituisce la più frequente neoplasia dell’apparato gastro-intestinale; può localizzarsi a carico del colon destro, sinistro e del retto ed avere una evoluzione potenzialmente infausta in relazione alla sua estensione locale e sistemica.

Per quanto concerne invece la colonscopia - essendo un grande strumento di prevenzione per le principali patologie a carico dell’intestino - è consigliabile sottoporsi a questo esame già a partire dai 45 anni di età o in caso di follow-up di determinate patologie croniche come ad esempio la rettocolite ulcerosa o il morbo di Crohn. Ricordiamo inoltre l’importanza di sottoporsi ad una colonscopia nel caso in cui si notasse una perdita di sangue dall’ano. Spesso quando si notano perdite di sangue, si pensa subito alla presenza di emorroidi.

Come si Svolge la Colonscopia?

Mentre, la colonscopia può avere una durata variabile in base alla tipologia di intestino che varia da paziente a paziente. In genere, la durata si aggira tra i 15 ed i 30 minuti in base al tipo di intestino e al tipo di sedazione.

Viene inserita la telecamera e il tubo per la colonscopia nel retto. Lo specialista farà avanzare lentamente la telecamera attraverso l'intero colon per esaminare il rivestimento alla ricerca di polipi o altre anomalie. Vengono rimossi eventuali polipi o campioni di tessuto da analizzare utilizzando strumenti speciali situati all'estremità del colonscopio.

Al termine, l’endoscopista rimuove il colonscopio e il paziente viene portato in sala risveglio. Il referto viene consegnato dal medico subito dopo l’esame. Se, invece, sono stati rimossi polipi o prelevati campioni di tessuto da sottoporre a biopsia, i risultati verranno inviati successivamente.

Preparazione alla Colonscopia

Per la colonscopia è necessario eliminare tutto ciò che è presente nel colon. Se ci sono feci, il medico non può far passare la telecamera della colonscopia nel colon. È necessario prepararsi a ciascuno di questi esami in modo diverso, seguendo con precisione le specifiche istruzioni del medico che variano un po’ da uno specialista all’altro.

Il giorno che precede l’esame è possibile fare una colazione regolare (es. caffè, thè, latte, yogurt bianco, biscotti, fette biscottate non integrali), un pranzo leggero (es.

Il giorno dell’esame, digiuno completo. La sera prima e la mattina dell'esame, verrà eseguita una preparazione intestinale per eliminare qualsiasi residuo nel colon. Viene effettuata tramite assunzione per via orale di specifici lassativi e seguendo i consigli alimentari proposti. La preparazione provoca diarrea, ma senza crampi dolorosi.

Controindicazioni all'Endoscopia Digestiva

Si, esistono delle controindicazioni all’endoscopia digestiva. In caso di presenza di alcune patologie acute, come ad esempio casi di occlusione intestinale o di diverticolite acuta o di sospetto di perforazione intestinale, la colonscopia non va assolutamente eseguita.

Alternative all'Endoscopia Digestiva

L’endoscopia digestiva è un esame ritenuto invasivo, spesso i pazienti sono restii a sottoporsi a questo genere di esami. Supponiamo invece che tutte queste soluzioni non bastino a tranquillizzare i pazienti più timorosi. Esistono delle alternative all’endoscopia digestiva, ma non possiamo considerarle altrettanto valide. Ad esempio, la colonscopia virtuale o il clisma colon TC, ma che hanno il limite di non poter evidenziare lesioni al di sotto di 5 mm, e restano comunque esami solo diagnostici.

Prevenzione

La parola prevenzione è una parola estremamente vasta. Quello che posso dire in breve è che certamente un tipo di prevenzione primaria (attività fisica, poco alcol, astenersi dal fumo, una dieta sana ecc…) aiuta sempre a mantenersi correttamente in forma anche da questo punto di vista.

Endoscopia Digestiva: Diagnosi e Trattamento

L’endoscopia digestiva è una moderna branca della gastroenterologia che consente di diagnosticare e curare le principali patologie dell’apparato digerente utilizzando strumenti endoscopici (dal greco èndon, “dentro, interno” e skopê, “osservazione”) di avanguardia. esami endoscopici che permettono la valutazione interna (endoscopia diagnostica) degli organi esaminati per poterne studiare anatomia, funzionalità e possibili patologie. Attraverso gli esami endoscopici è inoltre possibile eseguire piccoli prelievi di tessuto da sottoporre ad analisi istologica e piccoli interventi in anestesia locale come, ad esempio, l’asportazione di polipi (endoscopia operativa).

In generale è bene chiedere un appuntamento con l’endoscopista digestivo quando lo prescriva il proprio medico di medicina generale e nel caso in cui sia necessario monitorare il decorso post-operatorio.

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