Endometriosi Intestinale: Protocollo di Risonanza Magnetica per la Diagnosi

L'esame RM della pelvi femminile è un esame che viene svolto con relativa frequenza negli studi di risonanza magnetica. Le motivazioni per cui viene eseguito questo esame sono le più disparate, sicuramente la frequenza più elevata è relativa alle patologie espansive o tutte quelle che sono le lesioni di tipo indeterminato o sospetto all’esame clinico ecografico. Viene spesso seguito anche nei contesti di dolori pelvici, dolore durante le mestruazioni e dolori durante il rapporto sessuale. Non mancano, ovviamente, i casi in cui viene eseguito per dolori generici che non sono però specifici o caratteristici dell’endometriosi.

Un altro quesito diagnostico solitamente può essere quello della valutazione di lesioni espansive conosciute e già diagnosticate da un punto di vista istologico e che vanno quindi valutate a livello locoregionale e linfonodale per quanto riguarda la presa in carico a livello del trattamento. Un’altra motivazione può essere sicuramente quella del controllo a distanza di lesioni già studiate e che non sono state considerate come sospette per poi non procedere con eventuali indagini ma semplicemente ritardare il controllo successivo e rivalutarle con una nuova risonanza magnetica a distanza di 6-12 mesi. Da quel punto eventualmente prendere una decisione più concreta se eventualmente interrompere il follow up diagnostico o passare ad una diagnostica più invasiva e istologica.

Nella descrizione generica che vorrei dare dei protocolli di studio RM della pelvi femminile ovviamente escludo tutte quelle che sono le patologie che riguardano nello specifico l’apparato genitale femminile, quindi intendo tutte le patologie che riguardano anche i pazienti maschi, ad esempio le fistole anali, le patologie dell’ano, la patologia vescicale e le patologie dell’ultimo tratto intestinale.

Osservando quelli che sono i differenti protocolli di studio delle patologie della RM femminile pelvica possiamo osservare che sostanzialmente hanno tutti la stessa struttura e differiscono solo eventualmente dall’utilizzo o meno della saturazione del grasso in T2 in uno dei piani oppure sono caratterizzati dall’utilizzo o meno del mezzo di contrasto.

Come per la maggior parte degli altri protocolli di studio RM non vi sono degli standard fissi, ogni centro ha la libertà di condurre lo studio come preferisce. Negli ultimi anni però ci è venuto in aiuto un nuovo sistema di refertazione/studio che aiuta il radiologo a classificare le lesioni ovariche secondo determinate caratteristiche osservate sulle sequenze. E’ il sistema Ovarian-Adnexal Reporting & Data System (O-RADS) che, come per il più vecchio PI-RADS impartisce un protocollo di studio specifico e uno schema di refertazione.

Protocolli RM Pelvi

  • PROTOCOLLO RM PELVI per MASSA OVARICA: SAG TSE T2 - AX TSE T2 - AX DIXON T1 - AX DWI - COR TSE T2 - solitamente con somministrazione di mezzo di contrasto e una o piu’ sequenze T1 Fat Sat.
  • PROTOCOLLO RM PELVI per LESIONE DELL’ENDOMETRIO: SAG TSE T2 - AX TSE T2 - AX DIXON T1 - AX DWI - SAG DWI- COR TSE T2 - solitamente con somministrazione di mezzo di contrasto e una o piu’ sequenze T1 Fat Sat (di solito assiale panoramica e sagittale strato sottile). Durante iniezione di mezzo di contrasto è consigliato eseguire studio dinamico DCE in sagittale.
  • PROTOCOLLO RM PELVI per ENDOMETRIOSI: SAG TSE T2 - AX TSE T2 - AX DIXON T1 - AX DWI - COR TSE T2 - Sag TSE T1 fat sat - COR SingleShot Panoramica che prende anche i reni. Solitamente non si esegue mezzo di contrasto.

Endometriosi Intestinale: Una Panoramica

L'endometriosi, una condizione ginecologica complessa e spesso dolorosa, è caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all'endometrio al di fuori dell'utero. Questo tessuto ectopico può impiantarsi su diversi organi, tra cui le ovaie, le tube di Falloppio, il peritoneo e, in alcuni casi, anche l'intestino. L'endometriosi intestinale, in particolare, può presentare sfide diagnostiche significative, data la sua variabilità clinica e la sovrapposizione dei sintomi con altre patologie gastrointestinali.

L'endometriosi intestinale si verifica quando il tessuto endometriale si impianta sulla superficie esterna dell'intestino (endometriosi sierosa) o, più raramente, all'interno della parete intestinale (endometriosi muscolare o sottomucosa). Le sedi più frequentemente colpite sono il retto e il sigma, ma possono essere coinvolte anche altre sezioni dell'intestino tenue e crasso. La presenza di tessuto endometriale in queste sedi provoca infiammazione, sanguinamento, cicatrizzazione e, in alcuni casi, ostruzione intestinale.

Sintomi dell'Endometriosi Intestinale

I sintomi dell'endometriosi intestinale possono variare ampiamente in termini di intensità e presentazione clinica. Alcune donne possono essere asintomatiche, mentre altre possono sperimentare una combinazione di sintomi gastrointestinali e ginecologici, tra cui:

  • Dolore addominale cronico o ciclico, spesso esacerbato durante il ciclo mestruale
  • Dolore durante la defecazione (dischezia)
  • Sanguinamento rettale durante il ciclo mestruale (rettorragia ciclica)
  • Gonfiore addominale
  • Diarrea o costipazione
  • Nausea e vomito
  • Fatica cronica
  • Dolore pelvico
  • Infertilità

È fondamentale sottolineare che questi sintomi non sono specifici dell'endometriosi intestinale e possono essere causati da altre condizioni mediche. Pertanto, una diagnosi accurata richiede un approccio multidisciplinare che integra la storia clinica della paziente, l'esame fisico e gli esami di imaging.

Il Ruolo della Risonanza Magnetica (RM) nella Diagnosi

La Risonanza Magnetica (RM) è diventata uno strumento di imaging sempre più importante nella diagnosi e nella gestione dell'endometriosi, in particolare per la valutazione dell'endometriosi profonda, che spesso coinvolge l'intestino. La RM offre diversi vantaggi rispetto ad altre tecniche di imaging, tra cui:

  • Alta risoluzione spaziale: La RM è in grado di fornire immagini dettagliate delle strutture pelviche, consentendo la visualizzazione delle lesioni endometriosiche, anche di piccole dimensioni.
  • Eccellente contrasto tissutale: La RM può distinguere tra diversi tipi di tessuti, facilitando l'identificazione delle lesioni endometriosiche in base alle loro caratteristiche tissutali.
  • Assenza di radiazioni ionizzanti: A differenza della tomografia computerizzata (TC), la RM non utilizza radiazioni ionizzanti, rendendola un'opzione più sicura, soprattutto per le donne in età fertile.
  • Capacità multiplanare: La RM può acquisire immagini in diversi piani (assiale, sagittale, coronale), fornendo una valutazione completa dell'anatomia pelvica.

Tecniche RM Utilizzate per l'Endometriosi Intestinale

Per ottimizzare la visualizzazione delle lesioni endometriosiche intestinali, vengono utilizzate diverse sequenze RM, tra cui:

  • Sequenze T1-pesate: Utili per identificare il sanguinamento e la presenza di tessuto adiposo all'interno delle lesioni.
  • Sequenze T2-pesate: Utili per visualizzare il liquido e l'edema associati alle lesioni.
  • Sequenze con soppressione del grasso (Fat-Sat): Utili per sopprimere il segnale del grasso, migliorando la visualizzazione delle lesioni.
  • Sequenze con contrasto (Gadolinio): Utili per valutare il grado di vascolarizzazione delle lesioni e per differenziare tra lesioni attive e cicatriziali.

In alcuni casi, può essere utile l'utilizzo di un gel ecografico endorettale durante l'esame RM per distendere la parete del retto e migliorare la visualizzazione delle lesioni.

Interpretazione delle Immagini RM

L'interpretazione delle immagini RM richiede una conoscenza approfondita dell'anatomia pelvica e delle caratteristiche tipiche delle lesioni endometriosiche. Le lesioni endometriosiche intestinali possono apparire come:

  • Noduli: Masse solide o semi-solide che si estendono nella parete intestinale.
  • Infiltrazioni: Ispessimenti irregolari della parete intestinale.
  • Stenosi: Restringimenti del lume intestinale.
  • Aderenze: Bande di tessuto cicatriziale che collegano l'intestino ad altri organi pelvici.

È importante valutare l'estensione delle lesioni, la loro profondità di infiltrazione nella parete intestinale e il coinvolgimento di altri organi pelvici. In molti casi, l'ecografia e la RM si completano a vicenda, fornendo informazioni complementari per la diagnosi e la gestione dell'endometriosi.

Preparazione per l'Esame RM

La preparazione per l'esame RM può variare a seconda del centro di imaging e del protocollo utilizzato. In generale, le pazienti possono essere invitate a:

  • Svuotare l'intestino: Può essere richiesto l'utilizzo di un lassativo o di un clistere la sera prima dell'esame per svuotare l'intestino e migliorare la visualizzazione delle lesioni.
  • Rimanere a digiuno: Può essere richiesto di rimanere a digiuno per alcune ore prima dell'esame.
  • Rimuovere oggetti metallici: È necessario rimuovere tutti gli oggetti metallici, come gioielli, piercing e orologi, prima di entrare nella sala RM.
  • Informare il personale medico: È importante informare il personale medico di eventuali allergie, condizioni mediche preesistenti (come insufficienza renale) e dispositivi impiantati (come pacemaker o defibrillatori).

Durante l'esame, la paziente verrà fatta sdraiare su un lettino che scorre all'interno del tubo RM. È importante rimanere immobili durante l'acquisizione delle immagini per evitare artefatti che potrebbero compromettere la qualità dell'esame. L'esame può durare dai 30 ai 60 minuti, a seconda del protocollo utilizzato.

Sulla preparazione delle pazienti, nei vari studi, ci sono pareri discordanti. Per il riempimento della vescica si consiglia di svuotarla 1 ora prima dell’esame, in modo da avere riempimento medio al momento dell’esame. Alcuni raccomandano digiuno di almeno 4 ore, altri non necessariamente. Anche come periodo del ciclo mestruale non ci sono indicazioni specifiche. Sicuramente è sempre raccomandato l’uso di antiperistaltici ove possibile. Anche per la necessità dell’uso del mezzo di contrasto ci sono alcuni pareri discordanti.

Per la diagnosi di endometriosi, viene generalmente utilizzata una risonanza magnetica pelvica. Per ottenere i migliori risultati diagnostici, la risonanza magnetica rmn per l'endometriosi dovrebbe essere eseguita in un momento specifico del ciclo mestruale, preferibilmente durante la fase luteale, quando il rivestimento endometriale è al massimo del suo spessore. I giorni ideali per effettuare la RM sono quelli compresi tra il 5° ed il 12° del ciclo mestruale. L'uso del mezzo di contrasto nella risonanza magnetica per l'endometriosi può essere consigliato in alcune circostanze. Non è sempre necessario utilizzare il contrasto per ogni paziente.

Durante l'esame, la paziente è sdraiata su un lettino che scorre all'interno del magnete. Se viene utilizzato il contrasto, verrà somministrato tramite una iniezione endovenosa prima o durante l'esame.

Limitazioni della RM

Nonostante i suoi numerosi vantaggi, la RM presenta anche alcune limitazioni nella diagnosi dell'endometriosi intestinale:

  • Costo: La RM è un esame relativamente costoso rispetto ad altre tecniche di imaging.
  • Disponibilità: La disponibilità della RM può essere limitata in alcune aree geografiche.
  • Controindicazioni: La RM è controindicata in pazienti con alcuni tipi di dispositivi impiantati, come pacemaker o defibrillatori non compatibili con la RM.
  • Claustrofobia: Alcune pazienti possono sperimentare claustrofobia durante l'esame RM.
  • Interpretazione: L'interpretazione delle immagini RM richiede una conoscenza approfondita dell'anatomia pelvica e delle caratteristiche dell'endometriosi.

La risonanza magnetica (RM) rappresenta uno strumento diagnostico prezioso nella valutazione dell'endometriosi intestinale, offrendo una visualizzazione dettagliata delle lesioni e consentendo una valutazione accurata dell'estensione della malattia. Sebbene la RM presenti alcune limitazioni, i suoi vantaggi in termini di accuratezza e completezza la rendono un esame fondamentale per la diagnosi e la gestione dell'endometriosi intestinale.

Altri Test Diagnostici per l'Endometriosi

La diagnosi dell'endometriosi può essere complessa e spesso richiede una combinazione di anamnesi clinica, esami fisici e tecniche di imaging. Il sintomo principale che fa sospettare allo specialista questa patologia è il dolore pelvico, tipicamente al momento delle mestruazioni (dismenorrea). Tuttavia, è importante sapere che il 15-30% delle pazienti con endometriosi rimangono asintomatiche per lunghi periodi di tempo.

Quando una donna sospetta l'endometriosi o qualsiasi altra patologia, si raccomanda di consultare il suo medico il più presto possibile. Ti farà una serie di domande sui tuoi sintomi, oltre a un esame pelvico.

Pertanto, una storia clinica dettagliata seguita da un esame ginecologico che include la speculoscopia e l'esame vaginale sono i passi iniziali per rilevare la presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina.

Una volta fatto questo, lo specialista può richiedere test complementari per stabilire una diagnosi affidabile e, in questo modo, proporre il miglior trattamento per la donna.

Esame Ginecologico

Se si sospetta l'endometriosi, il primo passo da fare è un esame fisico, un esame pelvico completo. Generalmente, questo esame ginecologico non può diagnosticare l'endometriosi, poiché gli impianti possono essere situati al di fuori della cavità pelvica o le dimensioni degli impianti possono non essere abbastanza grandi da essere sentiti.

Anche così, ci sono alcuni segni che potrebbero essere rilevati dall'esame ginecologico che indicherebbero il sospetto di endometriosi:

  • Dolore alla palpazione del fondo vaginale o dei legamenti uterini.
  • Noduli dolorosi in fondo alla vagina, ai legamenti o nel retto.
  • Dolore con il movimento dell'utero.
  • Masse nelle tube di Falloppio o nelle ovaie.
  • Spostamento laterale della cervice.
  • Ovaie, tube di Falloppio o utero fissi, non mobili.

Tuttavia, lo specialista non sarà in grado di raggiungere una diagnosi definitiva o affidabile semplicemente identificando alcuni di questi segni. Saranno quindi necessari ulteriori test.

Ultrasuoni

L'ecografia o sonografia consiste nell'utilizzare una sonda a ultrasuoni per osservare indirettamente gli organi della cavità pelvica. Questo test può essere fatto per via transaddominale o transvaginale.

In particolare, l'ecografia transvaginale, in cui la macchina ad ultrasuoni viene inserita attraverso la vagina, è spesso utilizzata per visualizzare gli organi sessuali femminili (utero e ovaie). Questo tipo di ecografia può rilevare le cisti ovariche, compresi gli endometriomi o le cisti di cioccolato caratteristiche dell'endometriosi grave.

Tuttavia, l'ecografia transvaginale non visualizza chiaramente le aderenze endometriali in altri organi. Quindi solo un medico esperto sarà in grado di vedere segni di endometriosi dell'intestino, dell'utero, della vescica o di adenomiosis.

Test di Gravidanza

Gli esami di laboratorio per la diagnosi di endometriosi consistono nell'eseguire un semplice esame del sangue per studiare un marcatore tumorale chiamato Ca-125. I valori di questo marcatore possono essere aumentati nelle donne con endometriosi, specialmente quando le ovaie sono colpite.

Tuttavia, il marcatore Ca-125 non fornisce un test chiaro e conciso per la diagnosi di endometriosi. Non è sempre quando è presente l'endometriosi che questa molecola è elevata sopra i livelli normali.

Inoltre, la quantità di marcatore Ca-125 può anche essere aumentata in caso di cancro alle ovaie, fibromi, peritonite, gravidanza e anche durante le mestruazioni. Pertanto, non è un biomarcatore specifico per l'endometriosi.

Livelli elevati del biomarcatore Ca-125 sono molto spesso associati a un'endometriosi grave e profonda. Tuttavia, questo marcatore non è utile per la diagnosi dell'endometriosi lieve.

Un altro marcatore utile per la diagnosi di endometriosi è l'antigene sierico CA 19-9, ma ha una sensibilità inferiore al Ca-125. Principalmente, le informazioni fornite dal Ca-19 possono essere collegate al grado di gravità dell'endometriosi una volta diagnosticata.

Laparoscopia per la diagnosi di endometriosi

L'unico modo per fare una diagnosi accurata di endometriosi è l'intervento chirurgico. Il metodo utilizzato è la laparoscopia, un intervento chirurgico in cui una telecamera collegata a un tubo rigido (laparoscopio) viene inserita attraverso una piccola incisione, di solito nell'ombelico.

Le immagini ottenute dalla telecamera sono amplificate e trasmesse direttamente a uno schermo. Questa procedura chirurgica viene eseguita in anestesia generale, quindi la donna non sente alcun dolore.

Grazie alla telecamera collegata, gli organi interni e le pareti delle cavità pelviche e addominali possono essere osservati direttamente per individuare endometriomi o impianti endometriali. Oltre ad essere un metodo diagnostico, la laparoscopia permetterà anche di rimuovere gli impianti endometriali accessibili.

Test aggiuntivi

Ci sono ulteriori test che il medico può ordinare se si sospetta l'endometriosi. Questi studi complementari sono di solito raccomandati quando lo specialista pensa che possa trattarsi di endometriosi infiltrativa profonda, dove gli impianti vanno in profondità negli organi.

Alcuni dei test aggiuntivi per la diagnosi di endometriosi sono elencati di seguito:

  • Risonanza magnetica: è una tecnica non invasiva che permette l'imaging dell'interno degli organi da più piani utilizzando le onde radio, senza l'uso di raggi X. Permette di rilevare gli impianti di endometriosi con una dimensione minima.
  • Colonscopia: è la tecnica per esplorare l'interno dell'intestino crasso usando un endoscopio, una telecamera collegata a un tubo flessibile che viene inserito attraverso l'ano. La colonscopia viene utilizzata quando si sospetta un'endometriosi infiltrativa del retto o del colon.
  • Cistoscopia: è l'esame dell'interno della vescica utilizzando un endoscopio, uno strumento inserito attraverso l'uretra. Questo test viene eseguito quando si sospetta un'endometriosi infiltrativa della vescica.

La colonscopia e la cistoscopia, così come la laparoscopia, sono di solito eseguite quando la donna ha le mestruazioni per facilitare la localizzazione degli impianti endometriali. La spiegazione è che gli impianti sanguinano durante le mestruazioni.

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