Emorragia dopo biopsia uterina: cause e rimedi

La colposcopia è un esame che consente una visualizzazione accurata della cute della vulva, della mucosa della vagina e del collo dell'utero. Viene richiesta di solito per esaminare in maniera approfondita la vagina e il collo dell'utero in presenza di un Pap-test risultato anomalo. Per eseguire la colposcopia, il ginecologo si serve di uno strumento di ingrandimento chiamato colposcopio, che amplifica la visione da 2 a 60 volte. È inoltre necessario che le superfici da esaminare vengano delicatamente tamponate con un batuffolo di cotone imbevuto di acido acetico e, talvolta, di una soluzione iodata (soluzione di Lugol).

Preparazione alla colposcopia

  • Non usare lavande, ovuli, creme vaginali né tamponi nelle 48 ore precedenti la colposcopia.
  • Evitare rapporti sessuali in questo lasso di tempo.
  • Effettuare la colposcopia in un periodo del ciclo in cui non vi siano mestruazioni né perdite ematiche.
  • Informare il medico sull'epoca del menarca, i caratteri del ciclo mestruale e la data dell'ultima mestruazione.
  • In presenza di amenorrea, eseguire prima dell'esame un test di gravidanza.
  • Informare il medico di eventuali infezioni vaginali, cervicali o pelviche presenti o precedenti.

Prima della colposcopia, alla paziente sarà chiesto di firmare un consenso all'esame con il quale ella dichiari di essere stata informata dei rischi correlati all'esame ed acconsenta alla sua esecuzione.

Esecuzione della colposcopia

La colposcopia è un esame che viene eseguito in regime ambulatoriale da un ginecologo esperto. In primo luogo è necessario che la paziente svuoti la vescica, che tolga tutti gli abiti al di sotto del punto vita e che si distenda sul lettino ginecologico. A questo punto, il ginecologo introdurrà uno strumento in vagina chiamato speculum, allo scopo di allontanare fra loro le pareti vaginali e di consentire così la visualizzazione dell'interno della vagina e del collo dell'utero. Le superfici da esaminare verranno quindi delicatamente tamponate con un batuffolo di cotone imbevuto di acido acetico e, talvolta, di una soluzione iodata (soluzione di Lugol).

Biopsia e curettage endocervicale

Qualora l'esame abbia rivelato la presenza di una o più aree anomale, verranno quindi effettuate una o più biopsie in corrispondenza di queste aree. Qualora il prelievo di tessuto debba essere eseguito all'interno del canale endocervicale, verrà invece effettuata una procedura nota come curettage endocervicale (ECC) e/o una endocervicoscopia. Dal momento che questa zona non può essere visualizzata mediante il colposcopio, in questo caso il ginecologo introdurrà delicatamente nel canale endocervicale un piccolo strumento dai margini taglienti chiamato “curette” con il quale gratterà una piccola porzione di tessuto. Il curettage endocervicale richiede meno di un minuto e può determinare la comparsa di leggeri crampi durante la sua esecuzione.

Colposcopia e biopsia richiedono in genere circa 15 minuti.

Fastidio e rischi dopo la biopsia

È possibile che la paziente avverta una sensazione di fastidio all'introduzione dello speculum. Una sensazione di pizzichìo o dei lievi crampi possono invece comparire quando viene effettuata la biopsia cervicale. Queste sensazioni spiacevoli possono comunque essere minimizzate, se non abolite del tutto, se la paziente si rilassa, respirando profondamente durante l'esecuzione dell'esame. È possibile che dopo la biopsia la paziente abbia delle piccole perdite di sangue e una vaga sensazione di fastidio anche per una settimana. Può essere utile pertanto indossare un assorbente igienico o una garzina sterile per proteggere gli abiti. È bene inoltre evitare i rapporti sessuali, bagni caldi ed assorbenti interni per almeno una settimana dopo la biopsia, al fine di consentire la guarigione del collo dell'utero. Molto raramente, la colposcopia può causare un'infezione o un sanguinamento prolungato.

La Colposcopia non è un'indagine da eseguire di routine, cioè come test di screening per il cancro del collo dell'utero. Qualora i risultati di una colposcopia con biopsia siano in disaccordo con quelli di un Pap-test recente, può essere necessario ripetere la biopsia o, talora, eseguire un tipo di biopsia un po' più esteso, eseguito in regime di day-hospital in anestesia locale, regionale o generale, come la LASER-conizzazione o la LEEP.

La Colposcopia può essere eseguita senza alcun rischio in corso di gravidanza. Al contrario, una biopsia cervicale dovrebbe essere effettuata in gravidanza solo nel caso in cui sussista un fondato sospetto che vi sia un cancro.

Pap-test positivo e cancro cervicale

Alla base di quasi tutti i tumori della cervice uterina è l'infezione da papillomavirus umano (HPV). Il cancro della cervice è un tumore maligno molto frequente fra le donne e che riguarda il collo dell’utero. Le lesioni precancerose alla cervice uterina sono solitamente silenti, cioè asintomatiche. Oggi grazie allo screening si può individuare un tumore della cervice in fase molto precoce grazie al pap-test e all’HPV test.

In Italia lo screening con il pap-test viene erogato ogni 3 anni. Oggi si sta sostituendo al pap-test l’HPV test. Dai 25 ai 30 anni l’esame di riferimento rimane comunque il Pap test da eseguirsi ogni tre anni. Entrambi i test consistono di un prelievo tramite tampone di un campione di cellule vaginali.

Nel caso di pap-test o HPV-test positivo il medico specialista farà una valutazione. Se il test HPV risulta positivo la donna dovrà sottoporsi a un Pap-test che quindi diventa un esame di completamento. In caso di pap-test positivo, si rinvia a una colposcopia.

Tramite uno strumento, il colposcopio, si ingrandiscono le aree da osservare per studiare meglio le eventuali lesioni. Applicando dei reagenti a un tampone vaginale, il medico è in grado di individuare le anomalie dei tessuti. I vaccini contro l’HPV finora sono stati somministrati a milioni di ragazzi e ragazze in tutto il mondo, risultando molto sicuri, con scarsissimi effetti collaterali, tutti molto lievi.

Nel caso la malattia fosse localmente estesa si propongono sedute di chemioradioterapia con isterectomia radicale, ossia l’asportazione totale dell’utero, della cervice e di parte della vagina.

Endometrite

L’Endometrite è un’infiammazione Acuta o Cronica della mucosa interna dell’utero. Durante l’endometrite, l’endometrio subisce un processo infiammatorio che può essere acuto oppure cronico. Questo tessuto è fondamentale nel contesto del ciclo mestruale, in quanto si prepara a ricevere e sostenere un eventuale ovulo fecondato.

Durante l’endometrite si verifica:

  • Infiammazione: Caratterizzata da un’infezione, spesso di origine batterica, virale o fungina.
  • Danno all’endometrio: Compromettendone la funzionalità normale, può diventare gonfio, edematoso e può sviluppare ulcere o zone infiammate.
  • Alterazioni del ciclo mestruale: Le donne affette da endometrite cronica possono sperimentare sanguinamenti mestruali irregolari, dolori mestruali più intensi (dismenorrea) e spotting tra un ciclo mestruale e l’altro.
  • Prroblematiche sulla fertilità: Compromette la sua capacità di sostenere con successo l’impianto di un ovulo fecondato.
  • Risposta immunitaria: Con sintomi quali febbre e altri segni di infiammazione.

Endometrite acuta

L’endometrite acuta è una forma di infezione grave che può colpire donne di tutte le età, ma è più comune nelle donne in età fertile. Dato il potenziale per complicazioni gravi, quali la formazione di ascessi pelvici o infezioni sistemiche, l’Endometrite Acuta richiede una rapida somministrazione di antibiotici. La diagnosi dell’Endometrite Acuta si basa sui sintomi caratteristici, insieme ai risultati di test diagnostici. In risposta all’infezione, il sistema immunitario del corpo si attiva per contrastare l’infezione. Questa reazione può portare alla comparsa di febbre e ad altri segni di infiammazione.

I sintomi principali includono:

  • Febbre
  • Dolore nella zona pelvica
  • Perdite vaginali dall’odore sgradevole
  • Nausea e vomito
  • Sensazione generale di malessere

Endometrite cronica

L’endometrite cronica è un’infezione meno grave che si sviluppa gradualmente nel tempo. Se l’Endometrite Cronica non viene adeguatamente trattata, possono verificarsi complicazioni, tra cui infertilità, danni permanenti all’endometrio e una maggiore vulnerabilità a futuri episodi di infezione. Il trattamento dell’Endometrite Cronica prevede l’uso di antibiotici per eliminare l’infezione. La durata del trattamento varia in base alla gravità dell’infiammazione. La diagnosi dell’Endometrite Cronica si basa sui sintomi riferiti dalla paziente e sui risultati dei test diagnostici, tra cui esami del sangue per identificare segni di infezione, ecografia pelvica e talvolta una biopsia dell’endometrio.

I sintomi tendono a essere lievi o addirittura assenti, ma possono comprendere:

  • Dolore pelvico
  • Sanguinamenti mestruali irregolari
  • Dismenorrea (dolori mestruali intensi)
  • Spotting tra un ciclo mestruale e l’altro

Sintomi generali dell'endometrite

I principali sintomi associati all’endometrite sono:

  • Dolore addominale: Localizzato nella parte inferiore dell’addome o nella regione pelvica.
  • Sanguinamento vaginale anomalo: Sanguinamento irregolare al di fuori del normale ciclo mestruale.
  • Febbre: Aumento della temperatura corporea.
  • Secrezioni vaginali anomale: Perdite più abbondanti del solito, di colore giallastro, verdastro o grigiastro e avere un odore sgradevole.
  • Dolore durante i rapporti sessuali: Conosciuto come dispareunia.
  • Malessere generale: Sensazione generale di affaticamento e debolezza.
  • Dolore durante la minzione.
  • Nausea e vomito: Quando l’infezione si diffonde o diventa più grave.
  • Gonfiore addominale: Un senso di gonfiore o pesantezza nell’addome.

Cause dell'endometrite

Le cause principali dell’endometrite sono legate alle infezioni provocate da batteri, virus o funghi che penetrano nell’utero e scatenano una risposta infiammatoria.

Alcune cause comuni includono:

  • Parto
  • Proliferazioni anomale di tessuto muscolare o di mucosa endometriale
  • Endometriosi
  • Infezioni genitali
  • Tumori maligni
  • Patologie sistemiche

Conizzazione

La conizzazione è un piccolo intervento chirurgico, generalmente eseguito in regime ambulatoriale con lo scopo di asportare le lesioni del collo dell'utero evidenziate durante colposcopia e biopsia cervicale. L'intervento di conizzazione asporta una piccola parte del collo dell'utero, in genere a forma di cono, comprendente il canale cervicale per una parte variabile della sua altezza. L'entità del tessuto da asportare viene stabilita in base all'estensione endocervicale della lesione precedentemente valutata.

Come si esegue

La conizzazione può essere eseguita con diverse tecniche sotto guida colposcopica:

  • Conizzazione con bisturi a lama fredda
  • Conizzazione con ansa diatermica (LEEP o LLETZ)
  • Conizzazione con laser CO2 (laserconizzazione)

Rischi e complicanze

La conizzazione è un intervento semplice e sicuro, ma allo stesso tempo delicato. In genere eseguita sotto anestesia locale, può provocare fastidio o lieve dolore all'atto dell'iniezione dell'anestetico nel collo dell'utero.

Le possibili complicanze includono:

  • Emorragia durante l'intervento
  • Emorragia post-intervento
  • Stenosi cervicale
  • Infezioni ed infiammazioni
  • Lesioni della vescica o del retto
  • Perforazione uterina

Tumore dell'utero

Il tumore dell’utero è una neoplasia che colpisce l’apparato riproduttivo femminile. Si distingue principalmente in tumore del corpo dell’utero, che nella quasi totalità dei casi è il tumore dell’endometrio (la mucosa interna), e tumore della cervice uterina (o collo dell’utero), la parte inferiore dell’organo. Meno frequente è il sarcoma dell’utero.

Tipologie

  • Carcinoma dell’endometrio
  • Carcinoma della cervice uterina
  • Sarcomi uterini

Fattori di rischio

  • Fattori ormonali
  • Fattori genetici ed ereditari
  • Infezione da HPV

Diagnosi

  • Sanguinamento vaginale anomalo
  • Isteroscopia
  • Colposcopia
  • Risonanza magnetica

Trattamento

I trattamenti principali per i tumori dell’utero includono la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia. La scelta del trattamento dipende da vari fattori, come lo stadio, il grado e l’istotipo del tumore.

Prevenzione

  • Adozione di stili di vita sani
  • Vaccinazione anti-HPV
  • Valutare trattamenti ormonali bilanciati

Colposcopia: approfondimento

La colposcopia è un esame degli organi genitali femminili che viene effettuato dal medico ginecologo per visualizzare in modo approfondito la vulva, la mucosa vaginale e la cervice (collo uterino), ovvero quella porzione dell’utero che sporge sul fondo vaginale.

Quando è raccomandata

  • Test HPV risultati positivi e ad alto rischio
  • Anomalie delle cellule del collo dell’utero emerse in seguito al Pap test
  • Indagare la causa di dolori pelvici o di sanguinamenti anomali dalla vagina
  • Follow-up dopo trattamenti per lesioni di alto grado
  • Presenza di lesioni visibili della vulva o della vagina

Preparazione

  • Non può essere eseguito durante il ciclo mestruale
  • Evitare di sottoporsi all'esame in presenza di una forte infiammazione o di una distrofia della mucosa vaginale
  • Evitare l'uso di lavande, creme vaginali, ovuli o tamponi nelle 24-48 ore che precedono l’esame
  • Astenersi dai rapporti sessuali nello stesso lasso di tempo

Durata e disagio

L'esame dura circa 20-30 minuti. L'esame in genere non è doloroso, ma è possibile avvertire un senso di formicolio o un lieve bruciore al momento dell'applicazione dell'acido acetico o delle soluzioni iodate, oppure si può percepire una piccola puntura se viene effettuata la biopsia.

Dopo l'esame

Subito dopo l'esame è possibile tornare a casa o al lavoro. In genere si raccomanda di attendere la fine delle perdite prima di avere rapporti sessuali o di usare tamponi e creme vaginali.

Tecnologie e prospettive

Oggi l’uso della colposcopia digitale ad alta definizione permette di realizzare una documentazione fotografica accurata che può essere confrontata per valutare la presenza di eventuali cambiamenti nel tempo.

Endometrio ispessito

La presenza di un endometrio ispessito può dipendere da vari fattori, tra cui: i cambiamenti ormonali che caratterizzano il ciclo mestruale, l'obesità, il diabete mellito, alcune complicanze della gravidanza, il carcinoma dell'endometrio, il tumore dell'ovaio, i polipi endometriali, l'endometrite, la terapia ormonale a base di estrogeni che serve a contrastare gli effetti della menopausa ecc.

Una diagnosi accurata di endometrio ispessito richiede il ricorso ad esami come l'ecografia transvaginale dell'utero, l'esame pelvico, l'anamnesi, la quantificazione dei livelli ematici di estrogeni e la biopsia endometriale.

L'endometrio ispessito rappresenta una condizione preoccupante e meritevole di approfondite indagini diagnostiche, perché potrebbe avere un'origine tumorale, quando si verifica nel periodo post-menopausale.

Tumore della cervice uterina: approfondimento

Il tumore della cervice uterina è una neoplasia che si sviluppa nella cervice, detta anche collo dell’utero, la parte di quest’organo che si collega con la vagina.

Sintomi

Il tumore della cervice uterina nella fase iniziale è asintomatico.

Nelle fasi avanzate possono presentarsi disturbi come:

  • perdite di sangue dopo un rapporto sessuale
  • perdite di sangue tra i due cicli mestruali o in menopausa
  • perdite di fluidi vaginali maleodoranti
  • dolore alle pelvi durante il rapporto sessuale

Cause

Il tumore della cervice uterina è causato dalla formazione di cellule neoplastiche che proliferano incontrollate formando una massa. Nello sviluppo di questo cancro gioca un ruolo importante l’infezione provocata da un virus molto comune, il papilloma (HPV - Human Papilloma Virus).

Diagnosi

  • Pap test
  • HPV test
  • Colposcopia
  • Biopsia
  • Esami diagnostici (radiografia, tomografia computerizzata, risonanza magnetica e tomografia a emissione di positroni)

Trattamento

Il trattamento del tumore della cervice uterina prevede diverse opzioni terapeutiche: si può intervenire con alcune procedure chirurgiche o si può optare per un’isterectomia. Tra le opzioni non chirurgiche vi sono la radioterapia e la chemioterapia.

Prevenzione

Per la prevenzione del tumore della cervice uterina si hanno a disposizione alcuni strumenti molto efficaci:

  • gli screening per la diagnosi precoce, con il Pap test e con l’HPV test
  • il vaccino contro l’HPV

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