Emoglobina Glicata nei Bambini: Valori, Interpretazione e Diagnosi

L'emoglobina glicata (HbA1c) è un esame del sangue che misura la concentrazione dell'emoglobina legata al glucosio. L'emoglobina è una proteina deputata al trasporto dell'ossigeno presente all'interno dei globuli rossi. Il glucosio è la principale fonte di energia delle cellule presenti nel nostro organismo. Le molecole di emoglobina legate al glucosio prendono il nome di emoglobine glicate.

Più alta è la concentrazione di glucosio nel sangue, più emoglobina glicata si forma. La forma prevalente di emoglobina glicata è definita come HbA1c o A1c. Questo processo è assolutamente normale e non comporta pericoli per la salute del paziente. La misurazione dell'emoglobina glicata va ripetuta all'incirca ogni 3-4 mesi nei pazienti con un diabete mal compensato. Se la situazione è sotto controllo, la misurazione è consigliabile almeno due volte l'anno.

Per sottoporsi all'esame non è necessario il digiuno o seguire una dieta particolare. Infatti, i livelli di emoglobina glicata che vengono misurati dipendono dall'andamento della glicemia nei mesi precedenti all'analisi del sangue. In percentuale, l'intervallo di normalità è compreso tra il 4% e il 6%. Se i valori sono superiori, significa che la glicemia nel corso degli ultimi mesi non è stata ben controllata.

Questo processo prende il termine di glicazione ed è assolutamente normale che si verifichi, tuttavia si tratta di un fenomeno che pregiudica il corretto funzionamento della proteina interessata ed è quindi uno dei meccanismi responsabili dei tanti danni di un’eccessiva quantità di zucchero in circolo. Nel 2009, un comitato di esperti internazionali ha raccomandato l’esame A1c come uno dei test a disposizione per la diagnosi di diabete tipo 2 e prediabete (intolleranza glucidica), mentre in precedenza solo la glicemia tradizionale veniva usata a tali scopo. Gli esami sono importanti soprattutto perché il diabete in fase iniziale non dà sintomi.

L’accuratezza è stata migliorata dal National Glycohemoglobin Standardization Program (NGSP, ossia il programma nazionale di standardizzazione dell’emoglobina glicata), che ha sviluppato standard per gli esami A1C. Il programma NGSP certifica che i fabbricanti di esami della glicata forniscano test coerenti con quelli usati in uno studio fondamentale sul diabete. I soggetti con prediabete devono sottoporsi annualmente a un esame di controllo.

I medici possono richiedere di misurare l’emoglobina glicata per monitorare i livelli di glicemia in soggetti con diabete tipo 1 o tipo 2. La società di diabetologia americana raccomanda che i soggetti diabetici che raggiungono gli obiettivi del trattamento e hanno livelli di glicemia stabili vengano sottoposti al test A1c due volte l’anno. L’esame aiuta il medico a dosare i farmaci in modo da ridurre il rischio di complicanze diabetiche a lungo termine.

Può essere usato alla prima visita medica durante la gravidanza per controllare se donne con fattori di rischio avessero malattie diabetiche non diagnosticate prima di rimanere incinte. Dopo il parto, donne con diabete gestazionale dovranno essere controllate per verificare l’eventuale persistenza del diabete. Queste apparenti anomalie possono verificarsi soprattutto durante le fasi iniziali della malattia, quando i livelli glicemici non sono ancora abbastanza alti da poter essere evidenziati in tutti i test.

Tutti i test di laboratorio possono variare da un giorno all’altro e da un test all’altro. Per esempio, la glicemia a digiuno misura il glucosio libero nel sangue in condizioni di digiuno e mostra solo il livello di glicemia al momento del prelievo. Glicemie ripetute, come automisurazioni ripetute più volte al giorno con un misuratore per uso domestico, possono registrare le variazioni naturali della glicemia durante il giorno.

L’esame A1c rappresenta la quantità di glucosio legato all’emoglobina, quindi riflette una media di tutti i livelli di glicemia del soggetto negli ultimi 3 mesi. Il medico tiene in considerazione queste variazioni quando analizza i risultati dei test e fa ripetere gli esami per conferma (la diagnosi si pone sempre dopo la conferma con un secondo prelievo in giorno diverso). Il risultato di un esame A1c può variare di più o meno 0,5% rispetto al valore reale.

L’esame può essere inaffidabile nella diagnosi e nel monitoraggio del diabete in soggetti portatori di alcune condizioni note per interferire con i risultati. Gli individui in questi gruppi possono avere un tipo meno comune di emoglobina (emoglobina variante) che può interferire con alcuni test A1c. Non tutti i test A1c sono inaffidabili nei soggetti con un’emoglobina variante. Falsi risultati di emoglobina glicata possono anche essere riscontrate in persone con altri problemi del sangue o dell’emoglobina.

Bisognerà discutere il proprio A1c ideale con il medico. Con questo termine si includono tutte le proteine sieriche glicosilate: la sua determinazione è un indice dell’equilibrio glicemico delle 2-3 settimane precedenti il dosaggio.

Utilizzo dell'HbA1c nella Diagnosi del Diabete

L’uso dell’emoglobina glicata (HbA1c) per la diagnosi di diabete è stato proposto nel 2009 da un comitato di esperti nominati dall’American Diabetes Association (ADA), dalla European Association for the Study of Diabetes (EASD) e dall’International Diabetes Federation (IDF) per rivalutare i criteri diagnostici per il diabete. Nel 2013 l'OMS e l'ADA hanno entrambi sostenuto l'uso della HbA1c per la diagnosi di diabete di tipo 2, ad un valore di 6,5% (48 mmol/mol)²,³ .

In Italia il documento 2014 sugli standard di cura del diabete⁴ ha modificato i parametri dei programmi di screening basandosi, oltre che sulla glicemia a digiuno e sull’OGTT, anche sull’emoglobina glicata dosata in modo standardizzato e considerando la condizione di “prediabete” per valori di HbA1c compresi tra 42 mmol/mol (6,0%) e 48 mmol/mol (6,49%), per un dosaggio eseguito con un metodo allineato all’ International Federation for Clinical Chemistry and Laboratory Medicine (IFCC) e dopo verifica dell’assenza di condizioni interferenti con l’interpretazione o con il dosaggio dell’HbA1c, (es.

Tuttavia l’ADA ha confermato nel 2015 la raccomandazione di utilizzare anche l’ HbA1c in virtù della sua forte associazione longitudinale, in età pediatrica, con il diabete tipo 2, indipendentemente da glicemia a digiuno e durante carico (1, 6). L’utilizzo dell'HbA1c per la diagnosi di prediabete e di diabete è ancora controverso per due motivi: a) necessità di utilizzare esclusivamente una metodica standardizzata (HPLC) allineata IFCC (International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine) ed espressa in % oppure in mmol/L; 2) bassa concordanza fra HbA1c e OGTT (5, 6).

Fattori Interferenti nell'Interpretazione dell'HbA1c

L’alterazione della vita media eritrocitaria (MRCL) è uno dei principali fattori interferenti nell'uso di HbA1c. Tuttavia, non è noto quanto e con che severità le alterazioni degli indici eritrocitari possano influire sui valori di HbA1c, soprattutto intorno al punto diagnostico di 6,5% (48 mmol/mol) . In caso di HbA1c normale/elevata ed Hb bassa, non è certo che l’HbA1c sia falsamente elevata.

Vanno verificati gli indici eritrocitari, in particolare MCV e MCH; se sono bassi, considerare la carenza di ferro, confermandola con la determinazione della saturazione % della transferrina o la ferritina. In presenza di anomalie degli indici eritrocitari o anemia, considerare la correzione dell'anomalia prima di utilizzare HbA1c per la diagnosi o il monitoraggio.

La ferritina è un indicatore dello stato del ferro utile se è basso, ma non è possibile escludere la carenza di ferro se è normale o elevata. La ferritina è un indice di fase acuta e uno stato infiammatorio può mascherare una vera sideropenia. La carenza di ferro e l’anemia sideropenica inducono un falso aumento dei valori di HbA1c; al contrario, le anemie non sideropeniche possono determinare una diminuzione del valore di HbA1c.

Queste condizioni sono fattori confondenti per la diagnosi di diabete con l’HbA1c. Il tuo medico può stabilire un livello di HbA1c di riferimento per te, in base alle tue condizioni personali. Nelle persone con diabete, valori di HbA1c che si mantengono inferiori o uguali al 7 % vengono considerati indice di un buon controllo della glicemia nel tempo, mentre valori superiori a 8-9 % rappresentano un segnale di rischio elevato.

Gli studi più recenti hanno documentato che i soggetti con diabete che riescono a mantenere i loro livelli di HbA1c entro il 7% hanno molte possibilità in più di ritardare o prevenire le complicanze diabetiche rispetto ai soggetti con un valore pari o superiore all’8%. Se si supera tale soglia, sarà necessario modificare il piano di trattamento, in accordo con il proprio medico. Di qualsiasi quantità si riesca a ridurre il livello di emoglobina glicata, si aumentano le probabilità di rimanere in buona salute.

Se i tuoi valori di emoglobina glicata si mantengono costantemente uguali o meglio ancora inferiori al 7%, il tuo diabete è ben controllato, salvo diversa indicazione del tuo medico.

HbA1c e Obesità Pediatrica

L’obesità pediatrica è considerata una condizione ad elevato rischio di alterazioni del metabolismo glicidico. Glicemia a digiuno >126 mg/dl o glicemia al T 120’ durante OGTT >200 mg/dl, o HbA1c > 6,5% (>48 mmol/L). In questi casi, in assenza di sintomi il riscontro diagnostico deve essere confermato con un secondo prelievo.

Le alterazioni del metabolismo glicidico sono state osservate nel 3,2-11,2%, secondo le casistiche della popolazione pediatrica italiana con obesità (7-10).

Monitoraggio Glicemico Complementare

Oltre all'HbA1c, è importante considerare anche altri metodi di monitoraggio glicemico:

  • Glicosuria frazionata: Andrebbe effettuata a scadenze fisse (ogni 7-15 giorni) sull’urina raccolta durante la giornata in frazioni temporali corrispondenti a colazione-pranzo, pranzo-cena, cena-colazione.
  • Controllo della glicemia e della glicosuria: Sono da considerarsi complementari: il primo fornisce indicazioni sui valori della glicemia al momento del prelievo, il secondo indica se nelle ore precedenti si sono verificati episodi di iperglicemia.
  • Esame della chetonuria: Va eseguito per valori di glicosuria > 20g/l.
  • In periodi di instabilità glicemica: 3 glicosurie con chetonuria giornaliere; 4 profili glicemici giornalieri al dito per una settimana con, se possibile, 2 misurazioni alle 02.00 del mattino; glicosuria sulle urine della notte.

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