Emoglobina: Valori e Monitoraggio Dopo Trasfusione

L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi che svolge un ruolo cruciale nel trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti e nel ritorno dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni. L’emoglobina è composta da quattro catene polipeptidiche, ciascuna legata a un gruppo eme, che conferisce alla proteina la capacità di legarsi all’ossigeno. La sua concentrazione nel sangue è un indicatore chiave della capacità di trasporto dell’ossigeno.

Le trasfusioni di sangue, che possono essere necessarie in diverse situazioni cliniche, mirano a ripristinare i livelli di emoglobina nei pazienti che presentano anemia o emorragie significative. Le trasfusioni di sangue possono includere globuli rossi concentrati, plasma o piastrine, a seconda delle necessità cliniche del paziente. Le indicazioni per le trasfusioni di sangue variano e possono includere anemia acuta, emorragie post-operatorie o traumi, e condizioni croniche come l’anemia falciforme.

Indicazioni e Criteri per la Trasfusione

La decisione di trasfondere è spesso basata su criteri clinici e laboratoristici, come il livello di emoglobina, la stabilità emodinamica del paziente e la presenza di sintomi correlati all’anemia. Il trattamento è volto a reintegrare quanto serve per risollevare i valori di emoglobina, in relazione alla causa scatenante. In ogni caso, per risolvere la situazione patologica, come in caso di emorragia (interna o esterna) è necessario anche trattare la causa primaria della perdita per far si che il reintegro non venga “perso” nuovamente.

Linee Guida Attuali

Il JAMA ha pubblicato un aggiornamento delle linee guida statunitensi sulla soglia dell’emoglobina (Hb) nelle trasfusioni di concentrati eritrocitari (RBC). Le linee guida a cura della AABB (precedentemente, American Association of Blood Banks) si basano sui risultati di 31 studi randomizzati controllati condotti in diversi setting clinici, e che hanno coinvolto più di 12500 pazienti, randomizzati a ricevere una trasfusione con una concentrazione di Hb inferiore a un valore compreso tra 7 g/dL e 8 g/dL (strategia restrittiva), oppure inferiore a un valore compreso tra 9 g/dL e 10 g/dL (strategia liberale). Sulla base dei dati emersi sono state formulate le seguenti raccomandazioni:

  • Si raccomanda una strategia restrittiva, in cui la trasfusione non è indicata finché il livello di Hb non arriva a 7 g/dL in soggetti ospedalizzati adulti stabili emodinamicamente, incluse persone con malattie acute (anziché una soglia di 10 g/dL).
  • Una trasfusione con livelli di Hb di 8 g/dL è raccomandata per soggetti che devono essere sottoposti a interventi chirurgici ortopedici, cardiaci e in quelli con preesistenti malattie cardiovascolari.

Tali raccomandazioni vanno applicate a tutti, a eccezione delle condizioni di seguito segnalate, per le quali non ci sono evidenze sufficienti: sindrome coronarica acuta, trombocitopenia severa (soggetti trattati per patologie ematologiche o oncologiche a rischio di emorragia) e anemia cronica dipendente da trasfusioni. Non è necessario limitare le trasfusioni solo a quelle di concentrati eritrocitari freschi (durata di conservazione inferiore a 10 giorni): via libera, quindi, anche a concentrati eritrocitari più datati.

Le variabili da tenere in considerazione per prendere decisioni relativamente alle trasfusioni di concentrati eritrocitari sono: la velocità di declino dei livelli di emoglobina, lo status del volume intravascolare, fiato corto, la tolleranza allo sforzo (exercise tolerance), vertigini, dolore toracico che potrebbe essere di origine cardiaca, ipotensione o tachicardia non rispondenti alla somministrazione di fluidi e le preferenze del paziente.

Anche gli autori dell’editoriale che commenta le linee guida, sottolineano che la decisione se fare o no una trasfusione non si dovrebbe basare solo sul livello di emoglobina: vanno presi in considerazione “fattori clinici, disponibilità di alternative terapeutiche, e preferenze del paziente”.

Aumento dell'Emoglobina Post-Trasfusione

La quantità di emoglobina che può aumentare dopo una trasfusione dipende da vari fattori, tra cui la quantità di sangue trasfuso, il volume ematico del paziente e la risposta individuale del corpo. Generalmente, si stima che una trasfusione di un’unità di globuli rossi concentrati possa aumentare il livello di emoglobina di circa 1 g/dL in un adulto. Dopo una trasfusione, il meccanismo principale attraverso cui aumenta l’emoglobina è l’introduzione di globuli rossi sani nel circolo sanguigno del paziente. Questi globuli rossi, contenenti emoglobina, sostituiscono quelli danneggiati o insufficienti, migliorando così la capacità di trasporto dell’ossigeno.

Il recupero dell’emoglobina post-trasfusione è influenzato anche dalla risposta immunitaria del paziente. In alcuni casi, il sistema immunitario può riconoscere i globuli rossi donati come estranei, portando a reazioni avverse che possono compromettere l’efficacia della trasfusione. Un altro aspetto importante è la durata della trasfusione. Trasfusioni lente possono consentire al corpo di adattarsi meglio ai globuli rossi donati, riducendo il rischio di complicanze. Al contrario, trasfusioni rapide possono aumentare il rischio di sovraccarico di volume e altre complicazioni. Infine, la composizione del sangue trasfuso gioca un ruolo significativo. I globuli rossi concentrati, ad esempio, contengono una maggiore quantità di emoglobina rispetto ad altre forme di trasfusione.

Fattori che Influenzano l'Efficacia della Trasfusione

Diversi fattori possono influenzare l’efficacia di una trasfusione nel migliorare i livelli di emoglobina. Tra questi, il volume di sangue trasfuso è uno dei più significativi. La condizione clinica del paziente è un altro fattore cruciale. Pazienti con malattie croniche, come insufficienza renale o malattie ematologiche, possono avere una risposta ridotta alla trasfusione. La presenza di comorbidità e il trattamento concomitante possono anch’essi influenzare l’efficacia della trasfusione. Ad esempio, pazienti in trattamento con anticoagulanti o che presentano infezioni attive possono avere una risposta alterata alla trasfusione. Infine, le variabili biologiche come il gruppo sanguigno e la compatibilità tra donatore e ricevente sono essenziali per evitare reazioni avverse e garantire un aumento efficace dell’emoglobina.

Monitoraggio Post-Trasfusionale

Dopo una trasfusione, è fondamentale monitorare i livelli di emoglobina per valutare l’efficacia del trattamento. Di solito, i livelli di emoglobina vengono controllati 1-2 ore dopo la trasfusione e successivamente a intervalli regolari. La valutazione deve considerare non solo l’aumento dell’emoglobina, ma anche la stabilità emodinamica del paziente. Un aumento significativo dei livelli di emoglobina accompagnato da segni di instabilità, come tachicardia o ipotensione, può indicare complicanze legate alla trasfusione. Inoltre, è importante considerare la durata dell’effetto della trasfusione. In alcuni pazienti, l’emoglobina può diminuire rapidamente a causa di emorragie continue o di un processo di distruzione accelerata dei globuli rossi trasfusi. Infine, la documentazione accurata dei risultati e delle osservazioni post-trasfusione è cruciale per garantire la sicurezza del paziente e per pianificare eventuali ulteriori interventi terapeutici.

Rischi e Complicanze delle Trasfusioni

Le trasfusioni di sangue, sebbene generalmente sicure, possono comportare rischi e complicanze. Tra le più comuni ci sono le reazioni allergiche, che possono manifestarsi con sintomi lievi come prurito o eruzione cutanea, fino a reazioni più gravi come l’anafilassi. Un’altra complicanza potenzialmente grave è la reazione emolitica. Questa si verifica quando il sistema immunitario del ricevente attacca i globuli rossi trasfusi, causando la loro distruzione. Il sovraccarico di volume è un’altra considerazione importante, soprattutto nei pazienti anziani o con patologie cardiache. La somministrazione rapida di grandi volumi di sangue può portare a congestione polmonare e insufficienza cardiaca. Infine, la trasmissione di infezioni è un rischio associato alle trasfusioni. Sebbene le misure di screening siano molto efficaci, esiste ancora un rischio residuo di trasmissione di agenti patogeni.

Tipi di Trasfusioni

La trasfusione ha degli scopi principali:

  • correggere un deficit di un componente del sangue o di una frazione proteica;
  • sostituire completamente il plasma (scambio plasmatico o plasma exchange) o cellule anomale (citoaferesi) o il sangue (exsanguinotrasfusione);
  • correggere uno squilibrio volemico, ossia compensare una perdita importante di sangue, di solito in seguito a emorragie.

Tipi di Trasfusione e Loro Utilizzo

  • Trasfusioni di emazie (o eritrociti) concentrate: Trovano indicazioni nella correzione dell’anemia di qualsiasi natura, per elevare il tasso di emoglobina e per apportare ossigeno ai tessuti. In generale, ogni trasfusione aumenta di circa 1 g/dl l’emoglobina del paziente.
  • Trasfusione di piastrine: Possono essere usate in maniera terapeutica se il paziente presenta emorragie cutanee o mucose ed è affetto da piastrinopenia o piastrinopatia.
  • Trasfusione di plasma: Trova indicazione nelle sindromi emorragiche con deficit di fattori multipli, come nelle gravi epatopatie o nelle coagulopatie da consumo, come o in alcuni tipi di leucemie acute.
  • Trasfusione di sangue in toto: Si usa raramente solo nel caso in cui bisogna correggere rapidamente uno squilibrio volemico (perdita di sangue, ecc.) come se si ha uno shock emorragico.
  • Trasfusione di globuli bianchi: Si usa oggi assai raramente. Il donatore deve essere compatibile per il sistema ABO-Rh e HLA e va ricercato tra i familiari del paziente.

Soglie di Emoglobina per la Trasfusione in Pazienti Stabili

Le recenti linee guida dell’AABB (American Association of Blood Banks) del 2012 sono un aggiornamento basato su una revisione sistematica della letteratura e forniscono indicazioni sulla soglia di Hb per trasfondere pazienti emodinamicamente stabili. Queste linee guida non devono essere vincolanti e la decisione finale spetta al giudizio clinico.

Livelli Raccomandati

  • Livello di Hb consigliato: <= 7 g/dL.
  • Pazienti sottoposti a intervento chirurgico: la trasfusione va considerata per livelli <=8 g/dL o in presenza di sintomi quali dolore toracico, ipotensione ortostatica, tachicardia o scompenso cardiaco.
  • Pazienti ospedalizzati, stabili emodinamicamente e con malattia cardiovascolare: Livello di Hb consigliato <=8 g/dL o in presenza di sintomi quali dolore toracico, ipotensione ortostatica, tachicardia o scompenso cardiaco.

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