Il tumore al colon-retto non riguarda solo gli anziani, infatti, anche tra gli under 50, il numero dei casi è in aumento.
Cos'è l'Anemia e Come si Manifesta
L’anemia è una condizione caratterizzata dalla riduzione patologica dei livelli di emoglobina (Hb) al di sotto dei livelli di normalità (Hb < 13 g/L nel maschio e 12 g/L nella femmina). Questo determina una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno nella giusta quantità necessaria a soddisfare le esigenze di tutti i tessuti.
Le cause dell'anemia possono essere diverse:
- Emorragie e sanguinamenti: la perdita di sangue, anche se non evidente o interna, può comportare una riduzione dei livelli di ferro.
- Scarso apporto di ferro con l’alimentazione: l’anemia può essere causata da una dieta in cui è drasticamente ridotto l’apporto di ferro.
- Scarso assorbimento del ferro: in alcuni casi possono esserci difetti del metabolismo che non consentono di assorbire a sufficienza il ferro introdotto con l’alimentazione.
Anemia e Tumore: Qual è il Legame?
I motivi per cui un paziente oncologico diventa anemico sono molteplici. Ci sono spesso delle piccole perdite di sangue nei tessuti malati, specialmente nelle neoplasie del tratto gastrointestinale. Oppure carenze nutrizionali che si verificano perchè il paziente ha una sensazione di malessere generalizzato che la porta a mangiare meno e a non avere una dieta equilibrata.
I tumori inoltre rilasciano sostanze che hanno un effetto tossico sul midollo osseo, che è la zona dell’organismo nella quale sono prodotti i globuli rossi. Infine dobbiamo considerare i danni provocati dalla chemioterapia: i farmaci chemioterapici interferiscono con la replicazione del DNA delle cellule a rapida replicazione, con lo scopo di bloccare la crescita incontrollata delle cellule tumorali.
In genere, la prima manifestazione clinica è una forma di anemia, dovuta alla perdita cronica di piccole quantità di sangue, laddove la massa tumorale infiltra e danneggia i vicini vasi sanguigni. Dalla presenza di anemia, scaturisce buona parte degli altri sintomi, che sono: affaticamento, stanchezza, perdita di peso inspiegabile e dispnea, talvolta addirittura a riposo (dispnea a riposo).
Come si Sviluppa il Tumore al Colon
Il corpo si compone di cellule molto piccole, che crescono e muoiono in modo programmato e regolare. Alcune volte le cellule si scindono e crescono senza controllo, causando uno sviluppo anomalo chiamato tumore. Se il tumore non invade i tessuti adiacenti e circostanti viene chiamato tumore benigno o non-canceroso.
I tumori, e così anche il cancro al colon, in genere nascono da una crescita incontrollata di cellule normali, che in questo caso specifico prende il nome di polipo. Le cellule di un polipo possono continuare a crescere fuori controllo e, se non monitorate, possono diventare cancerose.
Le cellule contengono materiali ereditari o genetici, chiamati cromosomi. Questo materiale genetico controlla lo sviluppo delle cellule: il cancro si sviluppa sempre da cambiamenti che si manifestano nei cromosomi, quando il materiale genetico in una cellula diventa anormale può perdere la capacità di controllare lo sviluppo della cellula stessa.
Improvvisi cambiamenti nel materiale genetico possono presentarsi per svariate ragioni e questa tendenza potrebbe essere ereditata. Nessuno conosce le esatte cause alla base della comparsa del tumore del colon-retto ed i medici raramente capiscono perché una persona possa essere affetta da questa malattia e un’altra no.
La maggior parte dei polipi sono benigni (non cancro), ma alcuni polipi (adenomi) possono trasformarsi in cancro. I parenti stretti (genitori, fratelli, sorelle o figli) di una persona affetta da tumore al colon-retto hanno maggiore probabilità di sviluppare la malattia, soprattutto se il parente ha contratto il cancro in giovane età.
Fattori di Rischio Genetici
- Il tumore al colon ereditario non poliposico (HNPCC) è la tipologia più comune fra quelli genetici e rappresenta circa il 2 per cento di tutti i casi. È causato dalle mutazioni nel gene HNPCC.
- La poliposi adenomatosa familiare (FAP) è una rara condizione ereditaria in cui centinaia di polipi si formano nel colon e nel retto. È causata da una mutazione di un gene specifico chiamato APC. Se la FAP non viene trattata, di solito provoca la formazione di cancro all’età di 40 anni.
I familiari delle persone affette da HNPCC o FAP possono essere sottoposte a test genetici per verificare le mutazioni genetiche specifiche. Per coloro che presentano mutazioni genetiche, gli operatori sanitari possono suggerire delle modalità per cercare di ridurre il rischio, o per migliorare la prognosi di questa malattia. Una persona che abbia già avuto questo tumore in passato, può svilupparlo una seconda volta.
Sintomi del Tumore al Colon
Esistono diversi sintomi che possono essere percepiti da chiunque nel corso della vita e in alcuni rari casi possono essere legati a specifici tipi di cancro. Se persistono, è invece importante non trascurarli.
Proprio per questi motivi i sintomi del cancro sono spesso simili a quelle di molti altri problemi addominali o intestinali (stanchezza, mancanza di appetito, anemia, perdita di peso). I vasi sanguigni del tumore sono di solito più fragili e tendono a sanguinare più facilmente rispetto ai normali vasi sanguigni; per questo si possono verificare emorragie più o meno estese nel colon. Il sangue può poi mescolarsi con le feci.
A seconda di quanto il cancro sia lontano dal retto, il sangue nelle feci può essere sia di un rosso acceso oppure può scolorire le feci, dando loro un colore marrone scuro o nero carbone. Se il sangue nelle feci rimane inosservato per diverso tempo il paziente può arrivare a perdere quantità significative di sangue, fino a causare la comparsa di anemia.
Se la massa tumorale diventa molto grande, può causare un blocco intestinale. Il paziente avvertirà un dolore molto intenso nell’area addominale, con nausea, vomito e l’incapacità di emettere peti o di defecare.
Sintomi Generali da Non Sottovalutare
- Stanchezza eccessiva e non giustificata: Se il senso di debolezza e affaticamento non migliora col riposo o persiste nel tempo, è meglio chiedere al proprio medico un esame del sangue per individuare un’eventuale anemia.
- Perdita di peso involontaria: Se il dimagrimento è significativo e non si può spiegare con un cambiamento di abitudini e comportamenti, è bene escludere che a provocarlo sia una malattia.
- Febbre: Se la febbre persiste per settimane o mesi oppure ricorre di frequente, può indicare la risposta a infezioni particolari, più difficili da combattere.
- Ittero: La colorazione giallastra della pelle e delle sclere è tipica di molte malattie del fegato e delle vie biliari.
- Abbondanti sudorazioni notturne: Se non si è in menopausa e sono presenti altri sintomi, per esempio un linfonodo gonfio, prurito su tutto il corpo o spossatezza, il medico potrà prescrivere esami di approfondimento.
- Prurito: La comparsa di un prurito persistente e diffuso a tutta la superficie del corpo può dipendere da una pelle troppo secca o da varie condizioni banali, ma può anche essere specchio di una malattia del fegato o di un linfoma.
- Dispepsia: Se la dispepsia compare improvvisamente, è particolarmente fastidiosa o dolorosa e persiste nel tempo, occorre farla valutare dal medico.
Sintomi Localizzati
- Noduli o rigonfiamenti: Se queste formazioni persistono per più di tre settimane, tendono ad aumentare di volume o sono poco mobili, è bene farle controllare perché potrebbero essere il primo segno di un tumore in un organo adiacente, oppure di una leucemia o di un linfoma.
- Nei: Se questi hanno un aspetto diverso dagli altri, prudono, sanguinano, aumentano rapidamente di dimensione o cambiano forma e colore nel giro di settimane o mesi è bene farli controllare.
- Vesciche o ulcere: Lesioni di questo tipo che compaiono sulla pelle o sulle mucose della bocca, della vulva o del pene devono essere fatte vedere al medico.
- Tosse e/o voce rauca: Anche disturbi comuni come la tosse o l’abbassamento della voce, se non passano in circa tre settimane, tendono a peggiorare o si accompagnano a striature di sangue, devono essere riferiti al medico.
- Difficoltà a deglutire: In presenza di una sensazione di dolore o di una difficoltà a deglutire (disfagia) che non scompare e anzi tende a peggiorare nel tempo è bene rivolgersi a un medico per escludere la presenza di un tumore dell’esofago.
- Difficoltà a urinare: Sarà il medico a valutare, caso per caso, se occorrono ulteriori accertamenti per escludere che il disturbo non nasconda un tumore.
- Difficoltà a respirare: Se compare in una persona sana o peggiora in tempi brevi è bene parlarne con il proprio medico.
- Sanguinamenti: Ogni sanguinamento da qualunque orifizio del corpo (con le feci, le urine, nel vomito o a livello vaginale) deve essere riferito al medico.
- Disturbi intestinali: In presenza di un cambiamento della propria regolarità intestinale, con la comparsa di stipsi o diarrea oppure con la presenza di sangue nelle feci, si consiglia sempre un controllo dal proprio medico.
- Dolore: Tuttavia, è bene ricordare che in rari casi una lombalgia che non passa potrebbe indicare un tumore dell’ovaio o del colon, un forte e persistente dolore alla spalla potrebbe essere provocato da un tumore al polmone e dolori addominali potrebbero dipendere da un tumore del pancreas o dello stomaco.
Diagnosi Precoce: Screening e Test
Un modo efficace per diagnosticare precocemente il tumore al colon retto c’è, ma purtroppo in Italia è molto poco sfruttato. Stiamo parlando dello screening offerto gratuitamente ogni due anni a tutte le persone fra i 50 e i 70 anni, per la ricerca del sangue occulto nelle feci.
Il test utilizzato nella quasi totalità dei programmi è quello del sangue occulto nelle feci, che dovrebbe essere eseguito ogni 2 anni nella fascia di età a rischio. Tra gli altri test di screening, la retto-sigmoidoscopia, che (in assenza di sintomi specifici) dovrebbe essere eseguita una sola volta all’età di 58-60 anni.
Lo screening sulla popolazione per indagare sulla presenza di un carcinoma colon-rettale è un programma di prevenzione organizzato dal Servizio Sanitario Nazionale che offre ai cittadini tra i 50 e i 69 anni di età dei test di primo livello (ricerca del sangue occulto fecale e retto-sigmoidoscopia) e di secondo livello (colonscopia) con cui è possibile intercettare la malattia in uno stadio nel quale è potenzialmente curabile (diagnosi precoce) o individuare i precursori del cancro (come i polipi), la cui rimozione per via endoscopica consente di prevenire la malattia.
Colonscopia: L'Esame Chiave
L’esame che permette di escludere il tumore al colon è la colonscopia. Se sono presenti lesioni a livello della parete intestinale, la colonscopia permette di prelevare campioni di tessuto da analizzare per escludere il tumore.
Se viene confermata la presenza di polipi la colonscopia permette, infatti, la loro rimozione nel corso dello stesso esame.
Tra i programmi di screening attivi in Italia, c’è anche la retto-sigmoidoscopia. Consiste in un esame endoscopico che visualizza direttamente, tramite una sottile sonda dotata di telecamera, l’ultima parte dell’intestino.
In caso di sintomi specifici, come quelli suggeriti dallo studio, non bisogna farsi prendere dal panico, ma essere consapevoli della necessità di rivolgersi al proprio medico. Fondamentale, infatti, oltre ad allertare la popolazione, è sensibilizzare anche i medici di famiglia che devono essere in grado di indirizzare i pazienti alle visite specialiste necessarie. Il gastroenterologo, poi, grazie agli opportuni esami, riuscirà ad arrivare a una diagnosi differenziale, escludendo altre patologie.
Trattamenti
Il trattamento principale di questa malattia è rappresentato dalla chirurgia, con cui viene rimossa la porzione di intestino colpita dal tumore. Quando il tumore è molto esteso, devono essere asportati anche i linfonodi loco-regionali.
A seconda della parte del colon dove si è formato il cancro, il chirurgo potrebbe dover creare un ano artificiale per rendere possibile la comunicazione del colon con l’esterno: questo intervento si chiama colostomia. Dopo aver rimosso il cancro, potrebbe non esserci colon residuo per creare l’anastomosi, a quel punto il colon viene deviato verso l’esterno dell’addome attraverso ancora un’altra incisione.
Quando viene praticata la colostomia un sacchetto viene poi posto sopra l’apertura del colon verso l’esterno per raccogliere le feci ed il controllo intestinale è perso. Nell’impossibilità di eliminare le feci secondo la modalità fisiologica, la stomia permette la raccolta attraverso un foro praticato nella parete addominale e l’applicazione di un dispositivo apposito (sacchetto).
La radioterapia è spesso usata nei pazienti nei quali il cancro ha colpito maggiormente il retto ed alcune volte viene eseguita prima dell’intervento chirurgico: consiste in una serie di trattamenti con radiazioni ad elevata energia.
Terapie Innovative
Come tutti gli anticorpi, sono diretti verso specifiche proteine, in questo caso proteine presenti sulla superficie delle cellule tumorali, come il VEGF (fattore di crescita dell’endotelio vascolare) e l’EGFR (recettore del fattore di crescita dell’epidermide).
È di qualche mese fa l’approvazione da parte della Commissione europea di un nuovo farmaco per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma metastatico del colon-retto.
Prevenzione
I tumori del colon-retto, oltre alla familiarità, si riconducono agli stili di vita. Fattori di protezione sono rappresentati invece da consumo di frutta e verdura, carboidrati non raffinati, vitamina D e calcio, e dalla somministrazione di antinfiammatori non steroidei per lungo tempo.
Per ogni 10 g di fibre (un po’ meno di una tazza di fagioli) nella dieta giornaliera, il rischio di cancro del colon si riduce del 10%. Ridurre il consumo di carne rossa ed evitare carni conservate, come hot-dog, bacon, salsicce e piatti pre-confezionati. Consumare regolarmente aglio.
Alimentazione e Tumore al Colon: Cosa Sapere
Esistono prove che alcuni alimenti possono influenzare il rischio di sviluppare il tumore al colon-retto:
- Cibi contenenti fibre: Le fibre aiutano il transito intestinale, così eventuali scorie tossiche sono meno a contatto con la mucosa.
- Verdure non amidacee: Esistono moltissimi studi, ma non c’è un giudizio unanime.
- Aglio: Gli studi sono coerenti tra loro.
- Frutta: La frutta è ricca di vitamina C e di altri antiossidanti.
- Alimenti contenenti folati: I folati sono importanti per la salute del DNA.
- Alimenti contenenti selenio: La mancanza di selenio porta a un deficit di alcune importanti proteine, chiamate appunto selenoproteine, con funzioni antinfiammatorie e antiossidanti.
- Carne rossa: Gli studi sono molti e ampi, si è evidenziata anche una risposta dose-dipendente.
- Carne lavorata: C’è una grande quantità di dati a riguardo, e si è riscontrato anche un meccanismo dose-dipendente.
- Pesce: Il pesce potrebbe essere considerato protettivo contro il cancro dato il suo contenuto di acidi grassi polinsaturi.
- Alimenti contenenti vitamina D: Gli studi sulla vitamina D danno risultati non concordi.
- Alimenti contenenti ferro: Il ferro potrebbe essere una causa di cancro al colon-retto perché può formare molecole ossidanti.
- Formaggio: Gli studi sono pochi e non concordanti.
- Alimenti contenenti zuccheri: Gli studi sono pochi e non concordi tra loro.
- Bevande alcoliche: La letteratura è ampia e generalmente concorde, sembra che ci sia una risposta dose-dipendente.
- Calcio: Gli studi sono tendenzialmente concordi e c’è la possibilità di una risposta dose-dipendente.
Conclusioni
La diagnosi precoce e l'attenzione ai sintomi sono fondamentali per affrontare efficacemente il tumore al colon-retto. Non sottovalutare i segnali del tuo corpo e consulta il tuo medico per qualsiasi dubbio.
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