L'emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi, la cui principale funzione è il trasporto di ossigeno ai tessuti di tutto il corpo. Si parla di emoglobina bassa, e quindi di “anemia”, quando la concentrazione nel sangue è al di sotto di 13 g/dL nell’uomo o è inferiore ai 12 g/dL nella donna.
Cosa Significa Avere l'Emoglobina Bassa?
Avere l'emoglobina bassa significa che la concentrazione di questa proteina nel sangue è inferiore ai valori normali. Per le donne, i valori medi sono di 13,8 g/dL, con un intervallo compreso tra 12,3 e 15,3 g/dL.
I sintomi di una bassa emoglobina nel sangue possono essere mal di testa e senso di affaticamento.
Cause dell'Emoglobina Bassa
Le cause dell'emoglobina bassa possono essere diverse e vanno identificate attraverso esami del sangue, in particolare con la valutazione dell’esame emocromocitometrico. Durante questo esame vengono analizzati i livelli di emoglobina, la conta assoluta dei globuli rossi e il volume globulare medio.
L’anemia può comparire a seguito di emorragie, ulcerazioni con perdite di sangue e/o ridotta sintesi di emoglobina, come avviene in chi si sottopone a chemioterapia. Se il numero dei globuli rossi è basso, diminuisce la quantità di emoglobina e, quindi, di ossigeno che raggiunge le cellule.
- Emorragia (interna o esterna): condizione in cui vi è una perdita di sangue tale per cui il valore di emoglobina si abbassa più o meno in modo considerevole.
- L'anemia è una delle principali cause di fatigue ed è un problema molto comune nel paziente oncologico.
Anemia Emolitica Autoimmune (AIHA)
Il termine anemia emolitica autoimmune (AIHA) identifica un gruppo di malattie acquisite ed eterogenee che include: AIHA calda, malattia da agglutinine fredde (CAD), AIHA mista, emoglobinuria parossistica da freddo e AIHA atipica.
Si tratta di una malattia rara con incidenza annuale di 1/35.000-1780.000 nel Nord America e nell'Europa occidentale (dati Orphanet) e una prevalenza di circa 1/100.000.
L’autoemolisi può essere favorita da cambiamenti in alcune strutture della membrana degli eritrociti, sotto l'influenza di stimoli meccanici o stress ossidativi.
Purtroppo, non esistono dei veri e propri campanelli di allarme perché i sintomi sono aspecifici. Quando c’è iperbilirubinemia, soggettivamente compare il sub-ittero, colorazione giallognola della pelle e delle sclere. Non sempre questa colorazione è così intensa da essere identificabile dal paziente.
La diagnosi differenziale delle anemie è molto vasta. Vanno considerate, ad esempio, patologie di carattere oncologico, come il tumore del colon, oppure, nelle forme emolitiche, microcitemia, beta talassemia, anemia a cellule falciformi; considerando che nel caso specifico si evidenziavano dei megalociti, quindi globuli rossi molto grandi e di forma irregolare, con segni di emolisi e aumento della bilirubina diretta, la diagnosi orientava per altre cause di anemia, in particolare l’anemia autoimmune.
È molto importante anche la tipizzazione anticorpale, test che viene eseguito solo in centri trasfusionali, propedeutico per eventuali trasfusioni in pazienti che non rispondono alla terapia. “E’ un iter di pertinenza specialistica ematologica”, spiega RR.
Trattamenti e Rimedi per l'Emoglobina Bassa
L’anemia viene curata a seconda della causa. Il trattamento è volto a reintegrare quanto serve per risollevare i valori di emoglobina, in relazione alla causa scatenante. In ogni caso, per risolvere la situazione patologica, come in caso di emorragia (interna o esterna) è necessario anche trattare la causa primaria della perdita per far si che il reintegro non venga “perso” nuovamente.
Il trattamento di prima linea per l’AIHA è basato sull'inibizione della produzione di autoanticorpi mediante terapia corticosteroidea; per chi non risponde, in seconda linea sono disponibili immunosoppressori e rituximab, che negli ultimi anni viene proposto quasi sempre nelle forme più gravi.
La terza linea di trattamento, per quei pochi pazienti che non rispondono ai trattamenti farmacologici, è la splenectomia (asportazione della milza).
Alimentazione e Integratori
Alimenti ricchi di ferro sono: carne rossa, pollame, pesce come salmone e tonno, vegetali a foglia verde come spinaci e cavolo riccio. I cibi che contengono vitamina B12 sono uova, latticini, salmone e merluzzo.
“Altro consiglio che posso dare, sempre per esperienza personale, è che prima della diagnosi può essere pericoloso l’utilizzo di integratori”, suggerisce RR. “L’uso di integratori può essere fuorviante, perché se reintegro la carenza da consumo di ferro e vitamina B12, al contempo maschero la stessa malattia e ritardo la diagnosi. Lo dico anche da medico: non è corretto curare il sintomo prima di arrivare a una diagnosi”.
Testimonianze
Testimonianza di RR: “All’età di 63 anni mi sono accorto che improvvisamente qualcosa non andava”, prosegue RR. “Avevo un forte affanno nuotando contro corrente e salendo le scale. Nel caso di RR, temendo un problema cardiaco, un amico cardiologo, a un primo controllo, non rilevava nulla di anormale, anche se la frequenza cardiaca basale era più alta del solito.
Testimonianza di Antonella: Grazie alla eritropoietina (che ho definito con affetto e gratitudine la “mamma” dei miei globuli rossi, e che ha aiutato anche quelli bianchi), a un fantastico integratore di ferro, all’acido folico e alla vitamina B12, ho potuto finalmente ritrovare salute e serenità. Poi, a fine 2013, ho trovato il coraggio di andare in menopausa chirurgica, perché avevo l’utero devastato dai fibromi, e così ho del tutto risolto (spero per sempre) il mio problema di anemia sideropenica.
Anemia e Fatigue nei Pazienti Oncologici
Molte sono le cause che provocano la fatigue nei malati di cancro. Alla base possono esserci anemia, disordini del metabolismo e infezioni, cui si sovrappongono fattori psicologici quali le inevitabili paure che la diagnosi di cancro porta con sé. Possono provocare la fatigue anche i trattamenti oncologici, dolori di varia natura e problemi alimentari (difficoltà a nutrirsi, diarrea, vomito, perdita di peso, anoressia), disturbi del sonno.
Se il numero dei globuli rossi è basso, diminuisce la quantità di emoglobina e, quindi, di ossigeno che raggiunge le cellule. È stato dimostrato che se il livello dell’emoglobina scende al di sotto del valore 11 o 12, il senso di stanchezza aumenta e incide molto sulla qualità della vita.
L’anemia si può curare con la somministrazione di eritropoietina oppure con la trasfusione di sangue, cui si ricorre quando l'anemia è molto accentuata.
Terapie Oncologiche e Fatigue
La fatigue è un sintomo comune in tutte le principali modalità di terapie oncologiche: interventi chirurgici, chemioterapia, radioterapia, ormonoterapia, immunoterapia.
Chemioterapia e radioterapia: queste terapie possono causare fatigue fin dalla prima seduta. In generale, la fatigue è correlata al tipo ed alla combinazione di farmaci utilizzati, oltre che alla modalità di somministrazione nella chemioterapia ed all’estensione dell’area irradiata nella radioterapia. Il normale livello di energia si ripristina dai sei mesi a un anno dopo la conclusione delle terapie, benché alcuni malati continuino ad avvertire stanchezza anche uno o due anni dopo i trattamenti.
Altri Fattori che Contribuiscono alla Fatigue
Disturbi del metabolismo: La presenza del tumore può indurre le cellule dell'organismo a rilasciare alcune sostanze chimiche dette citochine, che interferiscono con il modo in cui il metabolismo utilizza gli alimenti per ricavarne la necessaria energia.
Problemi alimentari: La nausea e il vomito, interferendo con la normale alimentazione, sono causa di debolezza e stanchezza. La riduzione dell'appetito causata dalla chemioterapia può essere superata mangiando poco e spesso e, quando necessario, ricorrendo a bevande ipercaloriche già pronte, che sono in vendita in farmacia anche senza ricetta medica.
Dolore: Se il dolore è molto intenso e persistente, ciò interferisce con l'umore e con l'abilità funzionale e, di conseguenza, è correlato ad alti livelli di fatigue.
Disturbi del sonno: L'insonnia è un disturbo comune nei malati di cancro. Se i disturbi del sonno persistono, è importante informare l’oncologo in modo che possa instaurare una terapia farmacologica adeguata.
Cause psicologiche: Le persone che ricevono una diagnosi di cancro provano spesso ansia, depressione, stress, disturbi del sonno, che, sovrapponendosi, possono contribuire alla fatigue. Questi stati emotivi non devono essere sottovalutati.
Consigli Aggiuntivi
- Svolgere regolarmente un esercizio fisico può migliorare l'appetito e far aumentare l'assunzione di cibo.
- Parlare con uno psicologo può contribuire ad attenuare gli stati emotivi negativi.
Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un medico specialista. È sempre consigliabile consultare un professionista per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato.
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