Emoglobina Bassa: Cause, Rimedi e Tempi di Recupero

Può capitare che, consultando i risultati delle analisi del sangue, si notino valori troppo bassi di emoglobina. Ma cosa significa avere l’emoglobina bassa e, soprattutto, quali rischi comporta per la propria salute? In linea generale, è possibile parlare di emoglobina bassa quando i suoi valori rilevati nel sangue sono inferiori ai 13,5 grammi per decilitro di sangue negli uomini, e al di sotto dei 12 grammi per decilitro nelle donne.

Ci teniamo a rassicurare da subito i lettori e le lettrici: il rilevamento di basse quantità di emoglobina è abbastanza comune e, in gran parte dei casi, reversibile.

Cause dell'emoglobina bassa

Le cause di emoglobina bassa possono essere davvero tante e legate a diversi fattori. Tale evento fisiologico, in termini tecnici, porta alla emodiluzione, ovvero la causa principale di anemia in gravidanza che, infatti, spesso si riscontra già nei primi mesi. I valori di emoglobina nel sangue di una donna in gravidanza devono essere al di sopra dei 12 gr/dl.

  • Carenza di ferro: Il deficit di ferro è molto comune tra le donne in gravidanza e nei più piccoli. Una carenza non curata, riduce i livelli di emoglobina e, quando non ci sono più riserve, porta ad anemia. Quando il corpo non ha livelli di ferro sufficienti per produrre l'emoglobina, le cause possono essere le emorragie e i sanguinamenti, oltre che uno scarso apporto con l'alimentazione.
  • Carenza di acido folico: Una carenza di acido folico può presentarsi in chi eccede con l’alcol e in chi non assume buone dosi di cibi vegetali.
  • Emorragie interne: Oltre a una eventuale evidente emorragia esterna, sarebbe opportuno rilevare eventuali sintomi di sanguinamenti interni, come la presenza di sangue nelle feci.
  • Anemie: L’anemia è una condizione clinica caratterizzata dalla diminuzione del numero di globuli rossi e/o del contenuto in emoglobina, dovuta a perdita o a insufficiente produzione di sangue. Le anemie possono dare segni clinici e sintomi più o meno evidenti, a seconda della gravità.

Sintomi associati all'emoglobina bassa

Alcuni sintomi spesso associati sono: debolezza motoria, malessere, affaticamento anche mentale, sensazione di freddo, stanchezza visiva, riduzione della temperatura alle estremità. L'anemia sideropenica può essere responsabile di indolenzimenti alla muscolatura - anche se non è chiaro se ciò possa dipendere secondariamente da modificazioni dell'atteggiamento posturale provocate dalla stanchezza - che aggravano il quadro di debolezza generale. Questo è forse il tratto "più tipico" del soggetto anemico. Le conseguenze possono essere uno stato di shock e la morte.

Rimedi per l’emoglobina bassa

I rimedi per l’emoglobina bassa vanno adottati non appena se ne rilevano le scarse quantità nel sangue. È sicuramente importante sapere cosa mangiare in caso di emoglobina bassa e quali alimenti garantiscono il giusto apporto di ferro. Non possono mancare le carni rosse, meglio ancora se si assumono gli organi interni come milza, fegato e diaframma, oltre che i pesci e le uova. Allo stesso tempo, è essenziale garantirsi un buon apporto di vitamina C, che aiuta il corpo ad assorbire il ferro.

È bene garantirsi un buon apporto di vitamina B12, presente negli stessi alimenti che apportano ferro, oltre all’acido folico. Per assimilare le giuste dosi di quest’ultimo è bene assumere fegato, ortaggi, frutta dolce e legumi. Il consiglio generale, quando si notano valori bassi di emoglobina dalle analisi del sangue, è di contattare direttamente il medico curante che, conoscendo la storia clinica del proprio paziente, saprà meglio come agire.

Alimenti consigliati

  • Alimenti ricchi di ferro: carni rosse (soprattutto organi interni), pesce, uova.
  • Vitamina C: agrumi, uva, kiwi, peperoni, pomodori, cavoli, broccoli, lattuga.
  • Vitamina B12: alimenti di origine animale come frattaglie, molluschi, pesce, carne, formaggi e uova.
  • Acido folico: alimenti vegetali come ortaggi, frutta dolce e legumi.

Alimenti da evitare

In caso di emoglobina bassa è bene evitare di assumere alimenti ricchi di tannini e fibre alimentari, in quanto si tratta di sostanze che ostacolano l'assorbimento del ferro da parte dell'intestino. Ci sono invece abbinamenti che sarebbe meglio evitare poiché non favoriscono l’assimilazione del ferro:

  • Ferro alimentare con tannini, una sostanza ampiamente diffusa nel regno vegetale (tè, caffè, cioccolato, vino, alcune erbe).
  • Ferro e calcio nello stesso pasto.

Integrazione di ferro

In questo tipo di anemia è fondamentale una alimentazione ricca di ferro, supportata però da una terapia farmacologia (impostata dietro prescrizione medica), che possa incrementare le scorte di questo minerale.

Il primo provvedimento, per ricostituire le scorte marziali, è incrementare il ferro nella dieta, aumentando il consumo di alimenti ricchi di questo minerale e nella sua forma più ‘ biodisponibile’. Importante è anche correggere le errate abitudini alimentari come quelle, in uso nelle giovani donne, che sostituiscono porzioni di frutta e verdura con integratori alimentari, oppure aumentano l'assunzione di fibre contenenti sostanze che impediscono o riducono l'assorbimento del ferro.

Abbiamo a disposizione due categorie di prodotti per la supplementazione del ferro: integratori e farmaci. I farmaci possono contenere ferro elementare o in forma ferrica o in forma ferrosa. Quelli in forma ferrosa sono più utilizzati poiché hanno un migliore assorbimento.

Particolare gradimento riscuotono i preparati a lento rilascio che permettono la liberazione di ferro lentamente durante il transito intestinale del prodotto. Si migliora così sia l'assorbimento che la tollerabilità del farmaco.

Durata della cura e tempi di recupero

Solitamente basta circa un mese di trattamento per far tornare l'emoglobina ai valori normali. Per quanto riguarda la durata della terapia orale dell'anemia sideropenia, di solito dopo 3-4 settimane di trattamento inizia ad aumentare l'emoglobina mentre il recupero della condizione anemica avviene in genere dopo due mesi anche in relazione alla gravità dell'anemia. La terapia marziale dovrà continuare fino a raggiungere una concentrazione di ferritina sierica superiore a 50 ng/mL oppure empiricamente per almeno 3 mesi (OMS). Le pazienti, una volta raggiunti i valori normali di emoglobina, sospendono - spesso arbitrariamente - il trattamento marziale soprattutto se questo provoca intolleranza gastrointestinale.

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